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“Gli impianti per il trattamento dei rifiuti? Non sono stati fatti dalla politica per favorire i signori delle discariche e ora siamo in emergenza continua. È ora di cambiare, di chiudere col passato una volta per tutte. È ora per noi di mettere  a frutto l’esperienza maturata in 10 anni di opposizione all’Ars per governare questa Regione”. Lo ha detto tra le altre cose oggi ad Agrigento Nuccio Di Paola il candidato M5s alla presidenza della Regione.
Il presente M5S Giuseppe Conte ha messo l’accento sull’ affidabilità e concretezza del Movimento e la sua determinazione a fare sempre meglio. ” Abbiamo realizzato – ha detto- l’80 per cento del nostro programma.Ma  vogliamo realizzarlo tutto, la prima cosa che faremo è il salario minimo”.

Sono 733 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 7.908 tamponi processati.

Ieri i positivi erano 809.

Il tasso di positività è al 9,2%, in diminuzione rispetto all’9,5% di ieri.
La Sicilia è al sesto posto per contagi. Gli attuali positivi sono 38.782 con un aumento di 733 casi. Non ci sono i guariti mentre e nessuna vittima. Il totale dei decessi resta al 12.179.
Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 224, 4 in più rispetto a ieri e in terapia intensiva sono 17, uno in più rispetto al giorno prima.
A livello provinciale si registrano a Palermo 184 casi, Catania 218, Messina 97, Siracusa 64, Trapani 56, Ragusa 37, Caltanissetta 26, Agrigento 34, Enna 17.

Tragedia nella notte lungo la strada statale 115 nei presi del bivio di Montallegro.
Un 52enne di Alessandria della Rocca, Alessandro Mulè stava percorrendo la statale a bordo della sua Kawasaki 750 quando ada un certo punto ha investito un cane, un pitbull. L’impatto è stato violentissimo e sembra che il Mulè sia sbalzato dalla sella, mentre la moto senza conducente ha proseguito la sua corsa per almeno altri 500 metri. Nulla da fare per il centauro di Alessandria della Rocca il cui corpo è stato dilaniato in piu parti.
Sul luogo dell’incidente la Polizia Stradale, i Carabinieri della Stazione di Montallegro e i Vigili del Fuoco del Comando provinciale i quali adesso dovranno accertare le cause del tragico incidente.

Sono 809 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 8.488 tamponi processati. Ieri i positivi erano 791.

Il tasso di positività è al 9,5%, in aumento rispetto all’8,5% di ieri. La Sicilia è al sesto posto per contagi. Gli attuali positivi sono 38.049 con un aumento di 111 casi. Sono 696 i nuovi guariti mentre sono 2 le vittime. Il totale dei decessi sale a 12.179. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 220, 8 in meno rispetto a ieri e in terapia intensiva sono 16, uno in meno rispetto al giorno prima.

A livello provinciale si registrano a Palermo 207 casi, Catania 156, Messina 155, Siracusa 78, Trapani 52, Ragusa 57, Caltanissetta 21, Agrigento 54, Enna 29

A seguito dell’incendio divampato all’alba di domenica 11/9/2022 nel centro storico di Agrigento che ha devastato completamente l’appartamento a piano terra, le fiamme si sono propagate al piano superiore, ove dormiva un agrigentino, con difficoltà a deambulare.

Grazie al tempestivo intervento della pattuglia della Guardia di Finanza, arrivata immediatamente sul posto ed in attesa dei Vigili del Fuoco, hanno salvato la vita del sessantaduenne.

Gli uomini della GdF appreso che nel piano superiore vi era una persona che dormiva, non curanti di mettere in pericolo la propria vita con straordinario coraggio e professionalità, non hanno esitato ad entrare nel palazzo al fine di svegliare e salvare la vita umana evitando che la situazione potesse trasformarsi in una inevitabile tragedia.

Oggi i familiari hanno voluto ringraziare personalmente le Forze dell’Ordine inviando una missiva al Comando della Guardia di Finanza.

“Non è facile trovare le parole più adatte per ringraziare questi angeli della legalità  che con grande senso del dovere, straordinario coraggio, professionalità e competenza, mettendo a repentaglio anche la loro vita, sono intervenuti immediatamente, senza attendere l’arrivo dei Vigili del Fuoco, mettendo in salvo la vita di una persona umana.

Comprendiamo anche che per chi indossa una divisa una situazione del genere viene identificata semplicemente come aver compiuto il proprio dovere. Ma crediamo che salvare materialmente una vita umana rappresenta, non solo per i familiari ma anche per l’intera società un atto eroico degno di doverosa ammirazione.

Siamo convinti che l’apprezzamento di un comune cittadino conta poco ma speriamo di risvegliare gli animi della gente e che tale atto eroico possa essere preso da esempio da tutti i cittadini”.

500 mila euro sono stati chiesti da Giuseppe Arnone, ex consigliere comunale al processo di appello a carico di Calogero Sodano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

La prima elezione diretta per il sindaco di Agrigento, nel 1993, la seconda del 1997 nonchè le Europee del 1999 e le elezioni del 2001 per il parlamento, secondo il pg di Palermo Giuseppe Fici, furono condizionate dalla mafia che votò e fece eleggere (tranne in un caso, nel 1999) Calogero Sodano.

Il magistrato che rappresenta l’accusa al processo di appello, all’udienza precedente, ha chiesto di ribaltare la sentenza di primo grado, che lo assolveva, e condannarlo a 6 anni di reclusione per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

L’ultima udienza è stata, invece, dedicata all’arringa di parte civile dell’avvocato Giulia Gaipa che ha illustrato il suo intervento in difesa di Arnone che sarebbe stato danneggiato in quanto quell’elezione, che perse per una manciata di voti, con tanto di beffa di brindisi in piena notte per un exit poll errato che lo dava per vincitore, sarebbe stata condizionata da un accordo fra Sodano e i clan.

Sodano, dopo essere stato eletto sindaco, avrebbe ricambiato il favore indirizzando a imprese legate alla mafia gli appalti per la costruzione del depuratore del Villaggio Peruzzo, per i lavori di urbanizzazione di Favara ovest e per la gestione dei rifiuti. Gli accordi per farsi eleggere sindaco per la seconda volta nel 1997, per candidarsi alle Europee nel 1999 e per approdare al Senato nel 2001 avrebbero avuto come contropartita l’affidamento dei lavori di riqualificazione di Villaseta e Monserrato al consorzio Ecoter, ritenuto vicino al boss Cesare Lombardozzi morto nel 2017.

Il legale di Arnone ha ricostruito tutti i passaggi probatori chiedendo di ribaltare il verdetto di primo grado che scagionava Sodano dalle accuse.

Il processo continua il 13 ottobre e il 10 novembre con le arringhe difensive degli avvocati Salvatore Pennica e Salvatore Mormino.

La notte tra il 15 e il 16 settembre del 2002 affondò un’imbarcazione a circa mezzo miglio da Capo Rossello, vicino alla Rocca Gucciarda, sul litorale di Realmonte. Furono restituiti dal mare e recuperati i corpi di 37 immigrati di nazionalità liberiana, e 92 invece sono sopravvissuti. Il sindaco di Realmonte, Sabrina Lattuca, il vicario generale dell’arcidiocesi di Agrigento, don Giuseppe Cumbo, e don Fabio Maiorana, parroco di Realmonte, hanno deposto una corona di fiori sulla lapide collocata sullo scoglio in cui si consumò la tragedia.

Davanti alla Corte di Assise presieduta da Wilma Angela Mazzara, i testimoni convocati dal pubblico ministero, che videro Gaetano Rampello, 57 anni, poliziotto in servizio presso la questura di Catania, sparare a suo figlio Vincenzo Gabriele, in Piazza Progresso a Raffadali, in provincia di Agrigento. L’uomo fu poi arrestato il 1 febbraio dopo aver confessato l’omicidio, avvenuto con l’arma di servizio e a seguito di presunte e continue richieste di denaro da parte del giovane vittima – per come dice l’imputato – di problemi psichici.

In aula Vincenzo La Porta, figlio di un commercialista di Raffadali – il primo a chiamare i carabinieri dopo aver assistito all’omicidio – ha dichiarato di aver sentito gli spari, aver aperto la finestra e aver visto il giovane riverso a terra con del sangue accanto e un uomo incappucciato poco distante che si allontanava.

È stata ascoltata anche Carmelina Margutti, impiegata in una banca, che ha dichiarato di aver sentito gli spari, di essersi affacciata e di aver visto un uomo che sparava ad un altro, confermando così di aver assistito all’omicidio.

Nell’udienza precedente era stata ascoltata la mamma della vittima – che insieme allo zio e alla nonna del ragazzo si è costituita parte civile – dichiarando che i problemi psichici  e l’aggressività del figlio non erano così accentuati.

La prossima udienza si terrà il 21 ottobre

 

 

 

 

Non è in pericolo di vita il turista di Aosta, vittima di un incidente stradale a Lampedusa, che non ha fortunatamente coinvolto nessun altro veicolo. Le dinamiche non sono ancora chiare, fatto sta che l’uomo è stato soccorso e portato prima al Poliambulatorio di Lampedusa dove poi i sanitari hanno disposto il trasferimento all’ospedale agrigentino San Giovanni di Dio dove il paziente è stato trasportato con l’elisoccorso.

Nel nosocomio, i medici dopo aver riscontrato nel paziente una importante difficoltà respiratoria e un ematoma sottocapsulare renale, hanno disposto il ricoveri con prognosi da sciogliere nei prossimi giorni.