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A seguito di numerose istanze da parte dei cittadini residenti lo scrivente ha effettuato sopralluoghi nella zona balneare Cannatello riscontrando una pessima situazione igienico-sanitaria del litorale; Atteso che si rende assolutamente necessaria ed indifferibile un’azione propositiva e risolutiva; Per quanto sopra,al fine di rimuovere tale situazione di nocumento alla Pubblica e Privata incolumità; Ravvisata l’importanza che la questione riveste; Viste le argomentazioni sopra citate; Con la presente lo scrivente ai sensi dell’Art.30 comma 2°, nell’esercizio delle funzioni di sindacato e di controllo che interessano l’attività dell’Ente chiede l’adozione di tutti i provvedimenti di competenze al fine di consentire ai residenti e ai tanti turisti di poter usufruire delle spiagge in località Cannatello in condizioni dignitose.

Crocetta


Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, si è recato al palazzo di Giustizia, a Palermo, e si è seduto innanzi ai magistrati titolari dell’inchiesta cosiddetta “Mare Monstrum”, che avrebbe svelato presunti casi di corruzione nell’ambito del trasporto marittimo in Sicilia. L’interrogatorio, coordinato dal procuratore aggiunto, Bernardo Petralia, si è protratto 4 ore, dalle 16,30 fino alle 20,30. Poi, a conclusione, riassunta la veste del politico, il governatore ha annunciato un atto politico: fuori dalla giunta l’assessore Giovanni Pistorio. E Crocetta spiega perché: “Perché dopo le frasi nei miei confronti che le intercettazioni di questa indagine hanno reso note, e i riferimenti alla mia vita privata, l’assessore Giovanni Pistorio non può più rimanere in giunta. Non mi ha chiesto scusa, né in privato né con una nota pubblica”. Poi, Crocetta, indagato per concorso in corruzione, ancora soffermandosi con la stampa, affiancato dal suo difensore, l’avvocato Vincenzo Lo Re, ha raccontato dell’interrogatorio, così, in sintesi: “L’ipotesi del magistrati è che io abbia fatto pressioni per prolungare le corse degli aliscafi di Ettore Morace con le Egadi fino al prossimo settembre in cambio di un finanziamento da 5mila euro per il mio movimento ‘Ripartesicilia’. Anzitutto i magistrati non hanno contestato nulla sul mio presunto interessamento ‘personale’ per avere collegamenti in più con le Eolie. Quello che alcuni giornali hanno pubblicato sulla mia vita privata, e sui gossip alimentati da qualcuno, anche dall’assessore Pistorio, su miei innamoramenti nei confronti di un abitante di Filicudi, è spazzatura senza alcuna rilevanza giudiziaria. Lo tenga a mente anche il leader dei 5 Stelle Giancarlo Cancelleri, che ha usato queste dicerie infamanti per chiedere le mie dimissioni: ne risponderà in tribunale. Ho confermato di aver chiesto nel marzo scorso ai burocrati di prolungare le corse veloci per le Egadi e le isole minori, perché mi sembrava assurdo che il 3 settembre già finissero. I 5mila euro sono un contributo al Movimento ‘RiparteSicilia’, registrato regolarmente e fatto attraverso un bonifico.”
Fonte Teleacras

In Sicilia otto sigle sindacali hanno proclamato giovedì prossimo, 8 giugno, a Palermo, in piazza Indipendenza, innanzi a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, dalle ore 8 e fino al termine dei lavori, un’assemblea – sit-in di tutto il personale regionale, degli enti e delle società che ne adottano i contratti di lavoro. “La ragione dell’iniziativa – spiegano i sindacati in modo unitario – è, tra l’altro, il mancato rinnovo dei contratti di lavoro, giuridici ed economici, del comparto e della dirigenza, scaduti da oltre 10 anni, e il mancato riconoscimento delle professionalità del personale dipendente in stallo da oltre 26 anni e che sta causando una paralisi irreversibile della macchina amministrativa”.

Carmelo Nicotra, il 35enne di Favara, vittima un paio di settimane fa, di un agguato in via Torino, agguato in cui è stato ferito, è stato sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico, il terzo in ordine cronologico, eseguito dai medici dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, dove si trova ricoverato dalla sera del 23 maggio scorso. Nicotra ha avuto in questi giorni la febbre molto alta e la nuova operazione si è resa necessaria per evitare complicazioni. Intanto proseguono le indagini dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo titoloari del fascicolo d’inchiesta per tentato omicidio verso ignoti che si occupando di dare un volto ai killers che hanno agito con lo scopo di uccidere il 35enne ferendolo ad un femore e verso cui hanno sparato una quantità impressionante di colpi di kalashnikov. Nicotra si trova, dicevamo, ancora ricoverato presso la struttura ospedaliera di Contrada Consolida con un servizio di sorveglianza continuo.

Secondo i tecnici dell’Arpa che hanno eseguito le verifiche il rumore prodotto era superiore ai limiti consentiti dalla legge e, dunque, il Tribunale di Sciacca ha disposto il sequestro preventivo degli impianti sonori di riproduzione e di amplificazione di un locale di Menfi. Gli stessi impianti sono stati dati in affidamento in custodia al proprietario del “Wood wine pub”, il locale oggetto della vicenda. La misurazinoe sarebbe stata effettuata da mezzanotte all’una e lì si sarebbe verificato il superamento del limite in orario notturno.

d'Alì

«Apprendiamo dalla stampa che il 15 o il 16 giugno dovrebbe essere firmato un nuovo contratto di servizio fra Trenitalia e l’assessore ai trasporti della Regione Siciliana che prevede soluzioni cervellotiche e di minima per risolvere il problema del collegamento veloce fra Trapani e Palermo via Milo, non tenendo neanche conto della primaria esigenza di definire una linea veloce tra l’aeroporto di Birgi e quello di Punta Raisi». Lo comunica il Senatore Antonio d’Alì, candidato Sindaco di Trapani alle elezioni di domenica 11 giugno.
«Ciò nonostante la Regione abbia già recepito il piano di area vasta dei trasporti della Sicilia occidentale che tra le sue priorità prevede proprio la realizzazione di questa linea veloce fra i due aeroporti – aggiunge il Senatore d’Alì -. Riteniamo peraltro politicamente scorretto che quest’intesa avvenga senza una consultazione degli Enti locali e, in particolare, senza attendere il rinnovo dell’amministrazione comunale di Trapani per la quale notoriamente il tema dello spostamento della stazione ferroviaria e della realizzazione della linea veloce è posto all’attenzione del mio programma elettorale, in maniera prioritaria».

«Sarebbe ancora una volta spiacevole – conclude d’Alì – che la città di Trapani, piuttosto che essere ascoltata, debba rivendicare i suoi diritti ad una progettazione condivisa sul suo territorio attraverso ricorsi giudiziari, come già accaduto per il Piano paesaggistico. Che la Regione dimostri la sua assoluta insensibilità nei confronti delle legittime aspirazioni del territorio trapanese è cosa purtroppo già nota e accaduta, ma che adesso a questo modo di procedere si accodi anche Trenitalia diventa ancora più spiacevole e direi inquietante».

Thalia: APHTY KHEA live a San Marco D'Alunzio


Una ricerca fondata sull’appartenenza e sull’identità, un sentire che si trasforma in riqualificazione e riappropriazione del territorio, vivere i luoghi non più in maniera statica ma ri-scoprirli in modo che tutto possa essere contestualizzato in chiave contemporanea, così da diventare nuovamente un luogo di socialità, incontro, scambio e crescita.
In un mondo sempre più social e sempre meno “sociale”, ci riappropriamo di quello che siamo e che vogliamo diventare, utilizzando l’arte e le emozioni che ne derivano come nuova forma di comunicazione.
Il tempio greco di Ercole fu edificato nel IV sec. a.C. ed è una cornice perfetta per una serata all’insegna dell’arte ed in particolare della musica elettronica.


“Stiamo facendo un grande lavoro sulla produzione di animali nati e allevati in Italia. Un territorio come quello della Sicilia si presta in modo perfetto all’allevamento brado, semi brado e alla produzione di bovini da dare all’ingrasso. Noi abbiamo la dipendenza dall’estero che è esagerata poiché importiamo 8 milioni di animali l’anno, in particolare dalla Francia ma anche dai paesi dell’est Europa come la Polonia. Quindi produrre trecentomila vitelli autoctoni di produzione nazionale da ingrassare sul posto è un obiettivo raggiungibile. Certo, ci vogliono politiche di accompagnamento. Noi facciamo la parte degli imprenditori ma se il progetto diventa di interesse nazionale e territoriale e se la politica ci dà una mano è più facile raggiungere l’obiettivo. Da parte nostra abbiamo presentato un progetto di filiera al Ministero per l’avvio di questo percorso finalizzato alla produzione del vitello italiano da carne. Siamo in attesa che i bandi si aprano per potere presentare un progetto che prevede anche un intervento sulle strutture che valorizzi il lavoro di tutti i produttori agricoli della filiera, cosa che accade sempre più raramente”. Lo ha detto Dino Scanavino, presidente nazionale Cia Agricoltori italiani a margine della tavola rotonda “Aree interne zootecnia e sviluppo possibile: la filiera italiana”, organizzata dalla Cia che si è svolta oggi presso l’aula Giovanni Paolo II – Piazzale Abbazia ad Agira (En).                                                                              “L’economia delle aree interne e montane – dichiara Rosa Giovanna Castagna, presidente regionale Cia Sicilia – si basa prevalentemente sul comparto agrozootecnico. Con il convegno di oggi la Cia ha voluto porre l’attenzione sulle problematiche irrisolte del settore e porre soprattutto l’attenzione sulla proposta di creazione di una filiera italiana della zootecnia da carne – ma anche di altri comparti – capace di fornire maggiori garanzie al consumatore e capace di garantire contestualmente una più dignitosa redditività alle aziende; ciò consentirebbe anche di continuare a presidiare territori ad alto rischio di spopolamento. Porremo anche l’accento – conclude Castagna – sull’ormai insostenibile situazione dell’AGEA e sull’imbarazzante “silenzio” del Ministero delle Politiche agricole di fronte al non funzionamento di un ente che sembra aver dimenticato quale sia la propria funzione”.
Alla Tavola rotonda presieduta da Rosa Giovanna Castagna presidente regionale Cia Sicilia, sono intervenuti, tra gli altri, Maria Greco – Sindaco di Agira, Giovanni Trovati Presidente Provinciale Cia Enna, Graziano Scardino – Responsabile regionale Centro Assistenza Agricola Cia, Giuseppe Nasello – dirigente ispettorato agricoltura di Enna.



Le piccole e medie imprese svolgono un ruolo importante economico/sociale per il nostro territorio, costituendo un rilevante bacino occupazionale in tempi di crisi economica e di livelli di disoccupazione sempre più preoccupanti. In Sicilia, in particolare, lo sviluppo delle PMI potrebbe contribuire a vincere le diverse sfide legate allo sviluppo economico, alle disuguaglianze, a un tasso di disoccupazione molto elevato, agli sviluppi demografici e alla necessità di operare cambiamenti strutturali. Incoraggiare le PMI può rafforzare la buona concorrenza e la produttività, stimolando pertanto la crescita del reddito globale e del reddito pro-capite.
La Sicilia e in particolare la provincia agrigentina godono di posti meravigliosi e prodotti di grande qualità con grande potenziale che consentirebbero a tutti noi di avere un ruolo preminente in Italia, in Europa e tra le Regioni degli Stati che si affacciano sul Mediterraneo.
Ma dovremmo essere più decisi nel mettere in atto tutti gli strumenti per combattere l’abusivismo commerciale che affligge sempre di più le imprese del nostro territorio. Gli enti locali e gli altri attori che si occupano di fissare le aliquote di tributi, come l’IMU, tassa sui rifiuti, avrebbero il dovere di rivederle al ribasso per permettere alle imprese di non essere strozzate ulteriormente.
Le nostre imprese, tutti i giorni, devono inoltre far fronte all’enorme disagio di una viabilità inefficiente e malata. Innumerevoli sono i tratti di strada cantierizzati e incompleti da anni, numerosi i ponti che potrebbero crollare da un momento all’altro comportando non pochi rischi per i lavoratori che viaggiano su strada e per i cittadini.
Tutto ciò rappresenta un handicap che ancora una volta determina il ritardo delle nostre aziende rispetto a quelle presenti nel resto del territorio nazionale ed europeo.
A questo elenco aggiungo ancora l’annoso problema della sicurezza sul territorio.
Nell’ultimo periodo il susseguirsi di episodi di microcriminalità, più o meno gravi, ha creato uno stato di ansia e preoccupazione tra gli operatori del settore. Anche su questo problema bisogna intervenire con più fermezza e attenzione affinché tali episodi siano quantomeno arginati.
Concludendo, mi sento di rivolgere un accorato plauso al CNA (Confederazione degli Artigiani e delle PMI), più precisamente a quella territoriale di Agrigento per il lavoro profuso a fianco nelle nostre imprese locali che, tra l’altro, la scorsa domenica ha celebrato la propria assemblea elettiva nel corso di un incontro pieno di spunti e riflessioni.