Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 1207)

Ad Agrigento sui muri della Mensa della Solidarietà, in via Gioeni, sono state scritte, da mani al momento ignote, volgarità e offese rivolte alla direttrice del servizio mensa, da tanti anni impegnata a garantire un pasto ai meno abbienti. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della Digos. Indagini sono in corso. Già nel gennaio del 2011 si verificò un episodio analogo, con scritte contro gli extracomunitari.

Fino a qualche decennio fa l’amianto veniva usato nel settore edile per tante cose, dalle coperture dei tetti alle vasche per la riserva di acqua. Con il passare del tempo si è capito che questo minerale è risultato essere nocivo, pericoloso per la salute e la vita stessa dell’uomo. Colgo l’occasione per nel ricordare quelle tante persone decedute nelle fabbriche per la produzione di amianto. Quando viene rilevata la presenza di materiale di amianto, i proprietari di edifici pubblici o privati devono fare comunicazione All’ASL per poi eseguire uno smaltimento idoneo essendo classificato “Rifiuto Speciale”. Ma se gli edifici comunali nonché pubblici, hanno ancora delle cisterne di eternit e non bonifica l’amministrazione, come possiamo pensare, come lo si può pretendere dai nostri concittadini e a maggior ragione in questo particolare momento?
In via Leoncavallo ex uffici collocamento esiste del materiale di amianto e precisamente sul tetto di codesto edificio e nessuno se ne accorge…
1)Come mai non si è intrapreso un percorso di smaltimento?
2) Come mai non si è fatto uno studio per l’identificazione e la mappatura per la presenza di amianto per tutto il territorio Empedoclino?
3)Come mai non si è pensato un bonus per le famiglie per incentivare a smaltimento?

“La scelta dell’Università degli Studi di Palermo di ridurre significativamente la tassazione per gli studenti appartenenti a nuclei familiari con un reddito fino a 30.000 euro, con la totale esenzione per chi detiene un reddito Isee minore o uguale a 25.000 euro, è una scelta giusta che in tempi di pandemia indica un percorso da seguire. È una decisione in linea con l’esigenza di contrastare il disagio economico in cui versa la nostra regione e, com’è noto la provincia di Agrigento è tra le più povere e depresse economicamente, con benefici sostanziali per i bilanci familiari e che favorisce il diritto allo studio, nonché il rientro dei nostri studenti fuorisede dagli atenei di altre regioni. Dalle ulteriori riduzioni previste per gli studenti rientranti in date “categorie”, si evince ancor di più l’intenzione di arginare le deleterie ripercussioni economiche subite dalla popolazione a causa dall’emergenza Covid-19, che ha originato non solo una riduzione dei redditi ma anche, spesso, impreviste spese per riavviare le attività lavorative alla luce delle imposizioni governative volte al contrasto del diffondersi del virus. Basta pensare agli schermi parafiato, sanificazione dei locali, gel disinfettanti, il mantenimento della distanza, ecc. Ci si augura che questi interventi, oltre a dare respiro alle famiglie dell’agrigentino, costituiscano anche un input per valorizzare il Polo universitario della Provincia di Agrigento. Nel senso che si sfruttino per incentivare l’esercizio del diritto allo studio nel nostro stesso territorio, limitando la diaspora degli studenti verso altri centri universitari e innescando, quindi al contempo, un percorso virtuoso per la ripresa economica in quanto potenzialmente in grado di trattenere in provincia “capitali e risorse umane”, che una volta sfuggiti difficilmente vi faranno ritorno”.

Lo scrivono i sindacati Cgil e Federconsumatori

Disavventura ieri per un informatore scientifico che,in sella alla sua bicicletta, è stato letteralmente spinto fuori dalla pista ciclabile di San Leone. da un altro uomo, intento a camminare su quello che riteneva un marciapiede. Cadendo a terra ha riporto fratture all’avambraccio destro e alla mano sinistra. Pare che per ricomporre la frattura dell’avambraccio potrebbe essere necessario un intervento chirurgico. La foto dell’uomo, rimasto ferito da quello che non è stato un incidente perché tutto è stato appunto determinato, è stata postata sui social e ha sollevato – immediatamente – un coro di indignazione. “Dopo tre mesi di lockdown, adesso per altri due mesi dovrà restare fermo, senza lavorare – ha raccontato un familiare del cinquantenne agrigentino che è finito all’ospedale “San Giovanni di Dio” – . Ha solo chiesto permesso lungo la pista ciclabile e questo è stato il risultato”. Una richiesta di spazio e di via libera che avrebbe, a quanto pare, infastidito chi ha spinto fuori pista il cinquantenne.

Il Tar Sicilia ha respinto il ricorso proposto dal gestore privato in una recente sentenza emessa nei confronti della Girgenti Acque, dell’Alto idrico e  del Comune di Agrigento dichiarando infondato il ricorso presentato. Era stata presentata  una richiesta per oltre 23 milioni di euro nei confronti dell’ Amministrazione in ragione di contestazioni legate al metodo di calcolo tariffario previsto dal Piano d’ambito.  Il Comune di Agrigento, su espresso mandato del sindaco Calogero Firetto, si è costituito in giudizio, prendendo parte alla strategia difensiva all’esito della quale il Tribunale Amministrativo Regionale, definitivamente pronunciando, ha dichiarato non sussistenti i presupposti per l’esperimento dell’azione di condanna in assenza della doverosità dell’attività di ricalcolo della tariffa richiesta dal ricorrente e respingendo così il ricorso. È stata evitata  una consistente condanna del Comune chiamato in causa, attraverso la difesa patrocinata dal Dirigente dei Servizi Legali, avvocato Insalaco che ha evidenziato l’assenza di inerzia degli organi competenti e la conseguente non imputabilità all’Ente di governo di procedere alla quantificazione delle partite pregresse.

Caltanissetta, al palazzo di giustizia, innanzi alla Corte d’Assise, il Pubblico Ministero, Gabriele Paci, è stato impegnato nella requisitoria al processo a carico del latitante Matteo Messina Denaro, imputato di essere stato tra i mandanti delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Il magistrato tra l’altro ha affermato: “Matteo Messina Denaro è uno che brucia le tappe perché nel corso degli anni ’80 si dimostra un cavallo di razza. Commette decine di omicidi, anche eccellenti. Diciamo che sotto il profilo della capacità non c’è proprio da discutere. E’ stato un fedele di Totò Riina fin dagli anni ’80. Della vicinanza di Matteo Messina Denaro a Riina non hanno parlato solo i pentiti ma ne parla lo stesso Riina in carcere, come di uno che era la luce dei suoi occhi. Il padre lo aveva messo nelle sue mani. Nel ’92 Messina Denaro aveva appena 30 anni quando Cosa nostra sferrò il suo attacco micidiale allo Stato, come risposta alle condanne del maxiprocesso. Se Messina Denaro non avesse avallato la strategia stragista di Riina, decidendo di non mettersi contro lo Stato, Riina cosa avrebbe fatto. Intanto non avrebbe potuto contare sui trapanesi e non avrebbe potuto trascorrere parte della latitanza a Mazara del Vallo e Castelvetrano. Quindi il discorso del consenso dei trapanesi, nella persona di Matteo Messina Denaro, è un consenso fondamentale. Riina non avrebbe mai potuto ordinare quello che ha fatto senza di loro. Se tutti non gli fossero andati dietro lui non avrebbe potuto fare la guerra allo Stato, e quello che la sua mente diabolica aveva già elaborato”.

Ad Aragona lui avrebbe perseguitato e molestato lei per convincere lei a non separarsi da lui. Adesso la giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Wilma Mazzara, ha condannato lui a 6 mesi di reclusione per stalking aggravato perché commesso a danno della moglie. Si tratta di Salvatore Milioto, 42 anni, originario di Sant’Angelo Muxaro. A carico di Milioto è stato anche imposto il risarcimento di 6mila euro a favore della donna.

Da 13 giorni Biagio Conte, fondatore a Palermo della Missione Speranza e Carità che accoglie 1100 persone disagiate, prega, rende penitenza e digiuna, nutrendosi solo di Eucarestia, in una grotta nell’entroterra siciliano. Nei giorni scorsi il missionario è stato male ma adesso si è ripreso e intende continuare il digiuno. Il missionario, che si batte contro ogni forma di dipendenza, lancia un appello. Le sue parole: “Perché non prendiamo l’esempio dei provvedimenti repentini messi in atto per contrastare l’epidemia del coronavirus? Per evitare il contagio e la morte, in pochissimo tempo sono state varate leggi restrittive. Perché non si tutela la salute di ogni persona vietando il consumo e l’utilizzo di alcool, delle droghe leggere, delle sigarette, del gioco delle scommesse? Questa società è malata. Queste piaghe delle dipendenze negative sono una continua e interminabile ‘pandemia dell’egoismo”.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, a nove indagati di avere reso, a disposizione degli stranieri giunti clandestinamente in Italia, documenti, biglietti di viaggio ed anche abitazioni, tra Lampedusa e Porto Empedocle, utili per evitare i controlli e i relativi rimpatri. A scoprire tale presunta organizzazione è stata la Squadra Mobile di Agrigento, coordinata da Giovanni Minardi, che nell’aprile del 2018 ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari firmata dal Tribunale di Agrigento.

Sei esemplari di tonno rosso, dal peso complessivo di una tonnellata e 120 chili, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza. Il pescato è stato trasportato in un furgone bloccato dalle Fiamme gialle per un controllo nella zona marinara di Acitrezza, frazione di Aci Castello, nel Catanese. Il conducente e l’occupante del mezzo non hanno fornito la documentazione prevista dalla normativa comunitaria e nazionale specifica per il tonno rosso, che serve a identificare la provenienza del prodotto ittico. E’ scattato quindi il sequestro con conseguente contestazione di una sanzione amministrativa.