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Agrigento e i “nemici” della raccolta differenziata.

L’intervento di Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia.

 

Agrigento è ad oggi l’unico capoluogo di provincia della Sicilia in cui si fa davvero la raccolta differenziata. Nel giro di pochi mesi i conferimenti in discarica si sono ridotti di oltre il 70% e la raccolta è già al di sopra del 65%. Sono, questi, dati incontrovertibili che – pur con tutte le difficoltà del caso specifico e le inadeguatezze del sistema in generale – permettono di tracciare un bilancio largamente positivo. Purtroppo, però, la presenza di un numero ancora significativo di evasori/incivili che abbandonano i loro rifiuti per strada ed i non pochi disservizi riconducibili all’azienda che gestisce la raccolta producono una percezione molto negativa del momento.

A fronte di ciò riteniamo che l’Amministrazione non debba arretrare di un passo e debba invece attrezzarsi per fare il massimo per superare le attuali difficoltà nel più breve tempo possibile.

Difficoltà che, in fase di avvio, erano abbondantemente preventivate ed a fronte della quali solo coloro che hanno scarsissima conoscenza e nessuna competenza in materia possono oggi ergersi a soloni indicando cosa si sarebbe potuto fare diversamente. Il direttore del consorzio dei comuni del trevigiano, il migliore esempio di raccolta diffrenziata a livello internazionale, nel corso dell’ecoforum svoltosi recentemente ad Agrigento ci ha infatti raccontato come anche la loro esperienza, oggi virtuosissima (85% di RD con bollette che non superano i 180 euro annui a famiglia), sia passato attraverso mille problemi iniziali. Problemi che si superano solo mantenendo ferma la volontà di non tornare indietro e soprattutto non cedendo alle spinte di tutti coloro che remano contro questa rivoluzione per tutelare i propri interessi particolaristici.

L’Amministrazione comunale deve quindi dimostrare la sua tenuta sul punto innanzitutto facendo il massimo sforzo per individuare gli evasori, perché non è ulteriormente accettabile che questi incivili abbandonino i rifiuti per strada, sicuri che comunque qualcuno prima o poi passerà a bonificare, sempre a spese di coloro che già pagano la TARI e che non possono continuare ad esserecornuti e mazziati. Ciò può essere fatto rapidamente confrontando l’elenco delle utenze che hanno ritirato i mastelli con quello delle utenze iscritte all’anagrafe. Sovrapponendo infine l’elenco dei residenti che non hanno ritirato i mastelli con gli iscritti all’anagrafe tributaria si avrebbe l’individuazione certa di tutti gli evasori, principali responsabili dell’attuale situazione di degrado. Si tratta di un’attività che va svolta con la massima urgenza, dandole priorità assoluta su tutto il resto.

Ma c’è un’altra componente essenziale sulla quale è necessario intervenire: le carenze riscontrate quotidianamente nel servizio di raccolta, carenza che piuttosto che diminuire col passare del tempo sembrano aumentare. Ed è proprio questa dinamica del tutto illogica che ci costringe a pensar male. Mentre, infatti, si poteva comprendere lo “spaesamento” iniziale degli operatori, abituati a lavorare in altro modo e con ritmi certamente meno intensi, non si può assolutamente spiegare il fatto che nelle ultime settimane, cioè dopo ben quattro mesi dall’avvio, i disservizi, anziché ridursi, si siano fatti sempre più frequenti. Se però si riflette sulla “strana” circostanza che i disservizi sono aumentati in contemporanea con l’avvio dello stato di agitazione degli stessi operatori, forse si può trovare la spiegazione … inaccettabile ma logica. Il limite viene ad essere superato con l’indizione di uno sciopero per il prossimo 21 giugno motivato da un presunto eccessivo carico di lavoro per gli operatori e – cosa ancora più incredibile – rivolto contro il Comune e non contro l’azienda da cui gli operatori dipendono. Un’azienda che ha sottoscritto il 21 luglio 2017 un contratto dichiarandosi in grado di svolgere il servizio richiesto con gli operatori attualmente in carico e che poi ha addirittura partecipato ad un bando per i prossimi cinque anni che prevede condizioni ancora più stringenti. Condizioni che con la sola partecipazione l’azienda ha accettato “incondizionatamente”. E non c’è da stupirsi di ciò, visto che nelle zone più evolute d’Italia gli stessi servizi vengono svolti da un numero di operatori che, in rapporto con la popolazione servita, vanno dalla metà a un terzo. Per essere ancora più chiari: siccome in quei territori per raccolta e spazzamento c’è un operatore ogni 1000/1500 abitanti, contro uno ogni 500 abitanti di Agrigento, vuol dire che il numero dei mastelli svuotati o i chilometri di strada spazzati dagli operatori lombardi piuttosto che veneti, rispetto a quelli degli operatori agrigentini, è doppio o triplo. Il tutto a parità di stipendio percepito!!

Siccome si tratta di una circostanza indiscutibile e non di una opinione, piuttosto che chiedere altri soldi alle famiglie agrigentine, tanto l’azienda quanto gli operatori ecologici dovrebbero chiedersi come si comportano i loro colleghi nell’Italia che funziona. Considerato che tutti gli alibi sulla conformazione urbanistica di Agrigento e la sua estensione sono sonore sciocchezze (gli ambiti ottimali più efficienti sono formati, oltre che da centinaia e centinaia di quartieri, da svariate decine di comuni in condizioni morfologiche e di estensione assolutamente variegate, altro che le dieci frazioni di Agrigento!), bisogna concludere o che gli operatori di quelle realtà sono dotati di capacità sovrumane o che i loro colleghi agrigentini hanno una diversa cultura del lavoro! Ed è allora questa cultura del lavoro che bisogna scalzare, abbandonando definitivamente quella scaturita dalle logiche clientelari per cui il sindaco o l’onorevole di turno chiedevano all’azienda l’assunzione di un proprio cliente ed in cambio da questo non si pretendeva alcuna efficienza. Il tutto a scapito dei cittadini che pagavano. Con questo sistema in Sicilia si è formato un esercito di operatori ecologici il cui peso sulla TARI pagata dai cittadini è da tempo insostenibile, ma che oggi rischia di diventare anche un serio ostacolo all’avvio della raccolta differenziata. Perché la raccolta domiciliare fa venire al pettine i nodi. Se la produttività degli operatori è troppo bassa, la raccolta va in sofferenza.

Ed a questo punto è bene uscire dall’equivoco per cui tutti si dichiarano preliminarmente favorevoli alla raccolta differenziata. Non è così! Ad Agrigento c’è oggi un’Amministrazione comunale che, assieme alla maggioranza della città, vuole un servizio di igiene urbana di livello europeo, cioè efficiente ed economico. Così come prevede la legge (artt.198 e 202 del Dlgs 152/06). Dall’altra parte ci sono i nemici della differenziata che, a tutela di piccoli interessi particolaristici, si oppongono con ogni mezzo al cambiamento e frappongono ogni tipo di ostacolo.

Facciamo appello alla parte più evoluta di Agrigento perché questa volta non si pieghi al solito  ricatto e resista alla tentazione di accontentarsi solo di un cambiamento di facciata. Chiediamo, quindi, all’Amministrazione Firetto di continuare a interpretare nel modo più risoluto la voglia di normalità degli agrigentini. Nelle città normali gli operatori ecologici producono il triplo e le famiglie pagano un terzo rispetto alle nostre bollette. Agrigento per noi merita di diventare una città normale!

 

Si celebra domani, 16 giugno, in tutto il mondo il World Sea Turtle Day, giornata dedicata all’importanza della conservazione delle varie specie di Tartaruga marina e per la biodiversità, in omaggio al professor Archie Carr, nato il 16 giugno 1909 e grande studioso di tartarughe. In provincia di Agrigento l’evento si svolgerà a Siculiana Marina, ove nei giorni scorsi è stata accertata la prima nidificazione del 2018 di una Caretta caretta in Sicilia.
In concomitanza con questo importante evento si svolgeranno a Siculiana Marina diverse attività organizzate da Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Comune di Siculiana e WWF-Riserva Naturale di Torre Salsa. Dalle ore 8.30 alle ore 10.00 sarà effettuata una pulizia straordinaria della spiaggia di Siculiana Marina, quindi dalle ore 10.15 nei locali del Centro di Educazione Ambientale si svolgerà l’incontro divulgativo-formativo “Sulle tracce della Caretta caretta”, per facilitare l’individuazione di tracce di tartaruga marina sulle spiagge, al quale saranno invitati anche la Capitaneria di Porto Empedocle, la Ripartizione Faunistico-Venatoria di Agrigento e vari gestori di stabilimenti balneari. Dalle ore 11.00 in poi, invece, primo appuntamento con il ciclo di incontri estivi del programma Tartaworld, del Libero Consorzio di Agrigento, che sino a tutto il mese di settembre coinvolgerà tutti i frequentatori delle spiagge agrigentine da Licata a Menfi, residenti locali ma anche turisti e amministratori, secondo un calendario che sarà definito nei prossimi giorni dal Settore Ambiente del Libero Consorzio.
“Tartaworld” è una delle attività previste dal progetto UE “Tartalife – Riduzione della mortalità della tartaruga marina nelle attività di pesca professionale”- LIFE12 NAT/IT/000937, finanziato dalla Commissione Europea attraverso il fondo LIFE+ NATURA 2012, ente capofila il CNR-ISMAR, che vede tra i partner il Libero Consorzio di Agrigento, finalizzato alla conservazione delle tartarughe nel Mediterraneo, e che sta già ottenendo buoni risultati nella sperimentazione di nuovi sistemi di pesca per ridurre le catture accidentali con palangari, reti a strascico e reti da posta.

«Dagli attuali suoi alleati di Governo posizioni più estreme di quelle del leader del Movimento Socia»

Il deputato di Forza Italia: «Negare la strada ad Almirante una miseria umana»

 

Vittorio Sgarbi deputato di Forza Italia alla Camera e sindaco di Sutri interviene sulle polemiche innescate dalla proposta d’intitolare una strada a Giorgio Almirante, ex segretario del Movimento Sociale Italiano.

 

«Non bastava la stupidità mostrata dalla Raggi   – attacca Sgarbi – con l’accanimento in favore dello stadio, inutile vergogna per Roma, a solo vantaggio di speculatori e corrotti. Ora l’inetta infierisce su Giorgio Almirante, negandogli l’intitolazione di una strada. Miseria umana.
Mentre Oliviero Toscani evoca il processo di Norimberga per Salvini, la Raggi se la prende con un morto le cui posizioni sono sempre state sempre meno radicali di quelle di molti esponenti della Lega con cui il partito della Raggi è alleato. 
Almirante – 
aggiunge Sgarbi – appartiene all’epoca di una civiltà politica di cui si è persa la memoria, in nome di una confusione mentale imperdonabile, e senza mostrare alcuna preoccupazione per le dichiarazioni di alcuni alleati di Governo ben più estreme di quelle di Almirante. Per esempio, il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, difese la razza bianca.
Volevo ricordare alla Raggi quello che disse il suo alleato di Governo Roberto Calderoli all’indirizzo dell’ex ministro Kienge, o le uscite di Mario Borghezio e di Erminio Boso. E la suprema dichiarazione  di Calderoli: “La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni”.

Conclude Sgarbi rivolto al sindaco di Roma: «E ti rivergini esibendo la foglia di fico di Almirante?»


Il Dirigente del settore “Attività Culturali e Sportive” del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Dr. Amelia Scibetta ha disposto, a partire da oggi, la chiusura immediata del Palazzetto dello Sport “Gigi Salemi”, in contrada Bovo a Racalmuto, di proprietà dell’Ente.
La chiusura è stata disposta in seguito al sopralluogo dei tecnici dell’Ente, richiesto dal Settore competente, che ha evidenziato condizioni di sicurezza tali da non consentire l’apertura della struttura sportiva.
Al momento, per altro, stante la perdurante grave crisi finanziaria del Libero Consorzio, non sono disponibili risorse economiche per effettuare urgentemente quegli interventi di manutenzione necessari per una corretta funzionalità della struttura.

 

Sarà l’assessore regionale al turismo, Sandro Pappalardo ad aprire stasera, la nona edizione del Letterando In Fest che anche quest’anno si presenta con un programma fitto di appuntamenti e tanti ospiti.
C’è attesa per l’arrivo della scrittrice e giornalista di origine siriana, Faran Sabahi, madrina della kermesse. La scrittrice presenterà stasera il libro “Non legare il cuore”, edito da Solferino e la proiezione, per la sezione “Cineletterando”, di “I bambini di Teheran”, documentario basato sulle testimonianze di ebrei polacchi anziani intervistati in Israele nel 2008 e 2010.
Intanto, la nona edizione di quest’anno, è stata anticipata da un’anteprima affidata al Collettivo 0925 che ieri ha dato vita all’evento “A ciascuno il suo”, una serata di intrattenimento dove diverse forme artistiche come musica, letteratura e cinema si sono fuse insieme.
Tra gli scrittori ospiti della prima serata anche Luciano Mirone con “Il set delle meraviglie. I film celebri girati in Sicilia” edito da L’Informazione, Angelo Di Liberto con “Confessione di un amore ambiguo”, edito da Centauria e Nuccio Pepe con “La guerra è morte” edito da Sellerio.
Alla manifestazione sarà presente anche la casa editrice di Sciacca Aulino Editore che presenterà al Letterando diversi lavori che fanno parte della nuova collana “”Coup de foudre”. Stasera sarà il copionista Pippo Graffeo a presentare la sua prima opera “Equinozio di primavera”.
Tra i film in programmazione in occasione della kermesse, stasera ci saranno“A Plastic Ocean” di Craig Leason e in anteprima nazionale “A Quiet Passion” di Terence Davies.
Grande partecipazione in questa nona edizione delle associazioni, come Inner Wheel che staerà nella sala degli Archi, porterà il dibattito “Dalla viva voce. Storie di Resilienza”, mentre la Fidapa di Sciacca proporrà la presentazione del libro “Irene. Liberamente ispirato alla vita di Irene Brin”, edito da Graphofel. Il Circolo dei Lettori di Sambuca, invece la presentazione del libro “Aldo Moro. A quaranta anni dalla sua uccisione vittima della violenza, artefice della nostra convinvenza” del giornalista Filippo Landi.
Non solo spazio ai libri al Letterando, ma anche tanti eventi collaterali nella nona edizione, come la mostra di Valentina Faraone dal titolo “Drops”, inaugurata sabato scorso organizzata dall’associazione “Musicarte33” nel Salone delle Volte, mentre nel Salone degli Specchi l’artista Totò Di Marca espone “Aspittannu Bertu Ammareddu. Una mostra da leggere”.
Tra i progetti innovativi che animeranno il Letterando, stasera anche il Bookstagrammer di Franca Vicomanni “Who’s Reading What”, una mostra di foto di pendolari che leggono libri scattate nella metropolitana di Londra.
In questa nuova edizione del Letterando che si appresta stasera al suo avvio, anche tanta musica che farà da cornice, tutte le sere, alla manifestazione letteraria. In programma,per la prima giornata, il concerto Skenè Academy del duo mandolino-pianoforte Schembri-Greco.

 

Giovedì 21 giugno alle ore 18,00, nella suggestiva cornice di Palazzo Riso, verrà presentato il libro La maestra portava carbone di Giuseppe Maurizio Piscopo e Salvatore Ferlita (Torri del VentoEditore).

Interverranno:

Daniele Anselmo, editore;

Domenico Conoscenti, insegnante e scrittore;

Roberto Lagalla, già rettore dell’Università di Palermo e assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale;

Salvo Intravaia, giornalista e saggista;

Aurora Fumo, preside dell’Istituto comprensivo Politeama;

Rosa Alba Saieva, maestra.

Coordina Alessandra Turrisi, giornalista.

Saranno presenti gli autori.

 

La band dei bambini della scuola “R. Lambruschini”, Nino Nobile e Angelo Daddelli e poi Ciro Chimento regaleranno intermezzi di musica e sorrisi.

I Carabinieri della Stazione di Campobello di Licata, affiancati dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel corso del pomeriggio di ieri, hanno passato al setaccio una serie di esercizi commerciali caratterizzati dalla presenza di “videopoker”.

I risultati sono stati, in tre casi, sorprendenti, poiché ben 10 apparecchiature rinvenute dai Carabinieri sono risultate totalmente clandestine, poiché del tutto invisibili all’Erario.

I controlli sono scattati a seguito dei ripetuti servizi di osservazione dei militari che avevano registrato nei giorni precedenti un via vai di giovani diretti a giocare alle macchinette.

Nel mirino dei Carabinieri, questa volta, sono finiti ben cinque esercizi commerciali di Campobello di Licata ed il dato che desta preoccupazione è che tra questi, ben tre sono risultati non in regola con la legge. Ben dieci video poker infatti risultavano completamente scollegati dal sistema nazionale dei Monopoli di Stato. Pertanto tutto il guadagno in contanti finiva nelle tasche dei gestori, senza dare luogo al previsto versamento delle tasse. Sono state rilevate, infatti, violazioni per mancanza di qualsiasi autorizzazione all’istallazione delle slot machines. In una parola, sono state rinvenute apparecchiature del tutto irregolari.

I controlli di ieri, che hanno visti impegnati una trentina di Carabinieri, rientrano in un più ampio piano di monitoraggio del fenomeno disposto dal Comando Provinciale Carabinieri di Agrigento, volto al contrasto dei fenomeni illeciti in materia di gioco.

Tale attività va anche a tutela dei fruitori, molto spesso giovanissimi, che come è noto alle cronache, spesso cadono nella trappola del gioco e, affidando la propria fortuna alle slot machines finiscono per sperperare tutti i propri risparmi. Soprattutto quando il miraggio di una maggiore vincita, leggendariamente erogata dalle macchinette “fuorilegge”, spinge le vittime ad un maggiore azzardo nel gioco.

A conclusione delle operazioni, i militari dell’Arma hanno sequestrato dieci apparecchi elettronici tipo slot machines e dispositivi con connessione telematica per il gioco online ed elevato sanzioni amministrative ai danni dei titolari degli esercizi commerciali per un ammontare di quasi 100.000 euro.

Naturalmente le apparecchiature sono state sottoposte a sequestro.

 

SABATO 16 giugno dalle ore 09,00 alle 13,00 l’associazione Alzheimer Agrigento, in collaborazione con l’Ordine provinciale dei medici, organizza una giornata di sensibilizzazione sul tema: “USCIRE DALLA SOLITUDINE, IO,TU, NOI” La manifestazione si svolgerà presso la sala conferenze dell’ Ordine dei Medici via Picone 8, Agrigento.
Relazioneranno il dr. Fausto D’Alessandro e la Dott.ssa Elena Mandracchia,
Parteciperanno i Medici di Famiglia, i familiari delle persone con Alzheimer, operatori sanitari che potranno fruire di nozioni ed informazioni sulla patologia e sulle tecniche di approccio e gestione dei pazienti.
La manifestazione è aperta alla partecipazioni di volontari, familiari e tutti coloro che sono interessati alla informazione sulla patologia e alle possibilità di prevenzione attraverso la diagnosi precoce

 

A Campobello di Licata, i carabinieri della locale Stazione stanno indagando circa la natura di un incendio che ha distrutto la coltivazione di grano su un terreno, di 4 ettari, di proprietà di un bracciante agricolo del luogo, di 45 anni.

A scoprire quanto accaduto e sporgere denuncia lo stesso proprietario a cui non è rimasto altro che un mucchio di cenere.

Sembra non esserci nessun dubbio sulla matrice dolosa del fatto. Sul luogo si sono portato gli uomini del reparto della Scientifica per i rilievi utili alle indagini.

Nel Ragusano, Puccio aveva assunto dominio economico del settore

Beni per 45milioni sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Catania a Giovambattista Puccio, 58 anni, imprenditore leader del settore degli imballaggi del settore ortofrutta nel Ragusano. Accusato di appartenere a due organizzazioni storicamente rivali, la ‘Stidda’ e ‘Cosa nostra’, è detenuto dal dicembre del 2017 quando fu arrestato nell’ambito dell’operazione ‘Ghost trash’ perché “ritenuto responsabile della creazione di un vero e proprio ‘cartello mafioso di imprese’ che ha assunto il dominio del settore degli imballaggi nel territorio di Vittoria”. Per la Procura distrettuale di Catania, che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza, il successo delle società di Puccio sarebbe dovuto alla “riconosciuta appartenenza all’organizzazione mafiosa”, che gli ha permesso di “estromettere le aziende concorrenti che non si piegavano alle condizioni imposte, assumendo in tal modo il controllo dell’intera filiera commerciale” pur “senza ricorrere, quasi mai, all’uso della violenza”.