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MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO FRANCESCO MONTENEGRO A CONCLUSIONE
DELLA PROCESSIONE DEL VENERDÌ SANTO

“Gesù, ricordati di me…” (Lc 23,42), sì, mio Signore, è questa la richiesta di un tuo compagno di condanna, appeso al legno, proprio come te. Anche l’altro – che Luca definisce malfattore come il primo – ti è accanto, morente, ma questi non si vergogna di unirsi alla derisione e all’insulto dei capi e della soldataglia: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!” (39). Il “buon ladrone”, che invece crede nella tua innocenza – ladro fino alla fine – ti ruba la misericordia e il Regno e tu gli dici: “Oggi sarai con me nel paradiso” (43).

Penso Gesù, che la sua non sia stata la richiesta di un semplice ricordo, quanto un’implorazione a potersi sentire uno dei tuoi. Rinnega così per te una vita di rapine e di violenza e chiede timidamente, con un ultimo filo di voce, di esserti vicino. Questo ci incoraggia, perché anche quando sembra di essere alla scadenza dei tempi supplementari di una partita è possibile ancora vincere. Come è stato per lui.
In questa notte particolare, mi chiedo: E noi agrigentini, Gesù, ci siamo decisi a giocare seriamente la nostra partita? Il nostro territorio e la nostra Città, si sono decise a scalare la classifica del bene comune?! So bene che non sempre la palla può finire in rete, potrebbe anche colpire i pali o il loro incrocio, tuttavia questo non può essere un motivo per non provarci. Il non scendere in campo sarebbe disastroso: infatti l’immobilismo facile, comodo e colpevole paralizza, fa registrare continue decadenze, porta sempre più in basso. Dobbiamo convincerci che, tra il male comune, che a torto si dice sia mezzo gaudio, e il bene comune, non ci sono vie di mezzo. Dire: non mi interessa, non è affare mio, è una colpa. L’hai detto tu: «Chi non è con me è contro di me» (Mt 12,30; Lc 11,23).

Stasera, contemplandoti con la mia gente, ho l’impressione di cogliere nel tuo corpo crocifisso, i riflessi di violenza che solcano la superficie e l’intimità di questa terra. Venticinque anni fa, San Giovanni Paolo II, visitando la nostra città e diocesi, oltre a parlare degli eventi accaduti in antecedenza, ma che ancora dopo circa cinquant’anni non si sono conclusi perché tante ferite restano aperte, la frana del 1966 e il terremoto del Belìce del 1968, si è riferito all’attualità di allora e ci ha parlato di crisi sociale e della “piaga della disoccupazione”; dell’esasperazione dell’individualismo; della pratica sistematica della diffidenza, che volta le spalle alla cultura d’iniziativa e d’impresa; del clientelismo, che corrompe e inquina la democrazia; e condannava, con assoluta fermezza, la “cultura della mafia, che è una cultura di morte, profondamente disumana, antievangelica, nemica della dignità delle persone e della convivenza civile”. E ha implorato concordia per questa nostra terra: “una concordia senza morti, senza assassinati, senza paure, senza minacce, senza vittime” (Giovanni Paolo II, Discorsi, omelie, messaggi, Agrigento 8-9 maggio 1993).
Sono parole che restano attuali come se, da allora, fosse cambiato poco. Certo, le nostre strade non sono più bagnate di sangue come nei tempi passati, ma si continua a togliere vita. La crisi sociale continua a segnarci: ai problemi ricordati se ne sono accumulati altri, penosamente irrisolti, sfiorati solo nelle buone intenzioni di convegni, tavoli di lavoro, interviste ma, rimasti insoluti. I centri storici di questo territorio continuano a cadere a pezzi, anziché essere fonte di aggregazione sociale, generatori di cultura e occasione per la creazione di nuovi posti di lavoro, come avviene in centri lontani e vicini a noi. L’acqua e il suo ciclo (distribuzione, depurazione) più che un diritto di tutti rischia di diventare un lusso di pochi. Il nostro territorio è ferito da scempi e da abusivismo, il conto salato che ci tocca pagare sono gli smottamenti, le frane, gli scivolamenti a valle di costoni, il rischio crollo di case, ponti, strade e anche di antiche e splendide opere come la nostra Cattedrale. Che dire poi di quella emergenza trascurata per molti anni da tutti: politici, tecnici, burocrati, cittadini, e che ora è insistentemente alla ribalta: i rifiuti urbani. Per troppo tempo abbiamo fatto affidamento sul-le discariche creando bombe ecologiche a orologeria. È vero che la responsabilità può essere addossata ai disservizi. Ma a un segno di civiltà come la raccolta differenziata si contrappongono i vergognosi cumuli abusivi di rifiuti indifferenziati in diverse parti del territorio e della città. Quella fila di sacchetti di immondizia che costeggiano le nostre strade non la creano di sicuro nemici immaginari, ma l’irresponsabilità di chi non ama la sua città e questa terra, i suoi concittadini e conterranei. Ci si sente liberi di gettare la qualunque per strada, senza pensare agli altri che la abitano e che hanno il diritto di vivere nell’ordine e con dignità. Però tutti pretendiamo una città pulita. Probabilmente anche chi getta il sacchetto per strada.
Gesù: distruggiamo con la nostra incuria e indifferenza il territorio, che dovrebbe essere fonte della nostra ricchezza, e poi piangiamo perché i figli di questa terra sono costretti a emigrare. Mi pare di risentire un tuo monito: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli” (Lc 23, 28).

A proposito di figli, tu sai bene che i giovani sono il vero pianto di questa terra. Loro fuggono, perché costretti dallo scippo che subiscono di futuro e di speranza. Cade, per esempio, come tegola sulla loro testa, e diventa un ulteriore motivo ad andarsene, la continua instabilità del Polo Universitario. Chiuderà? Resterà? Sì? No? È un’agonia infinita, ma la sua morte sembra avvicinarsi sempre più. A pagare il prezzo di tanta e grave situazione generale sono soprattutto i giovani. Perché dovrebbero rimanere? Su quali prospettive future possono contare? Quali incentivi hanno per costituire giovani famiglie?

Gesù ti imploro: ricordati di noi. Ricordati di questa terra tanto bella quanto triste. Non è giusto che rimanga inchiodata nelle code delle classifiche per vivibilità e salubrità. Tu l’hai pensata bella, ricca e ingegnosa.
Il disagio dilaga, e non si può girare la faccia dall’altro lato. Anche da noi c’é il bullismo e il cyberbullismo, spesso velato, che non lascia indenni i nostri ragazzi. Te ne accenno stasera, perché alcune volte sembra di avere gli occhi chiusi, o meglio fingiamo di non vedere e angelicamente noi adulti affermiamo che, dalle nostre parti, nei nostri paesi, certe cose non succedono. Ma come si fa a non vedere – penso soprattutto ai genitori – i nostri adolescenti, poco più che bambini, “posteggiati” in luoghi delle città con la bottiglia o lo spinello in mano sino a notte inoltrata? Gesù, ancora una volta, ricordati di noi.

Signore, non dirmi però che vedo solo nero e sono pessimista. Qualche volte gli altri me lo dicono. Se ti parlo così è perché, in tali situazioni che ci vedono negativamente responsabili, non ci passa per la testa che tu, in questa maniera, continui a essere inchiodato sul legno. Ma mi metto dalla parte del buon ladrone che ha visto giusto e ti dico che il mio cuore si dilata di gioia al ricordo di Maria Chiara Mangiacavallo, giovane donna coraggiosa di Sciacca (morta nel 2015 a 30 anni) che, nell’ora della brutta malattia e del dolore, ha stupito tutti scegliendo (sono sue parole) che la tua passione si sovrapponesse alla sua, vivendo fino all’ultimo istante la beatitudine della semplicità e della piccolezza. Prima tu non appartenevi al suo mondo, ma una volta che vi siete incontrati ha cambiato vita. Alla sua amicizia affido i giovani e alla sua preghiera il prossimo Sinodo.
Sai, credo davvero che, in questa terra possa vincere la giustizia e si possa vivere la legalità come ci insegna Rosario Livatino. Giovanni Paolo II lo preconizzò «martire della giustizia e indirettamente della fede». Allora, significa che si può vivere per il bene comune.

Voglio ringraziarti anche per la tanta gente operosa, generosa, coraggiosa, onesta, impegnata, giovane e meno giovane, che incontro nel mio ministero. A volte resto sorpreso per la loro fedeltà quotidiana a te e alla vita, e in loro leggo la tua fedeltà e la tua vita. Sono davvero tanti, e sono di questa terra. Grazie e… ricordati di noi.
Guardiamo perciò il crocifisso. Della sofferenza degli uomini, del dolore della creazione ferita, del nostro territorio violentato tutti sentiamoci responsabili. Ricordate?! Cinque anni fa Papa Francesco a Lampedusa disse: «La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. La sofferenza dell’altro, ci riguarda, ci interessa, è affare nostro!». Gettiamo perciò lungo le pieghe e le piaghe della storia di questa nostra terra semi di speranza. Cristo è risorto. Lui non vuole che la morte trionfi. Con Lui, neppure noi!
Maria, tu che ai piedi della croce stavi ritta: tribolata, ma non schiacciata; sconvolta, ma non disperata; colpita, ma non uccisa; insegnaci a portare nella vita i patimenti e la morte di Gesù, Tuo figlio, perché, come i nostri mandorli, la sua vita fiorisca in noi, riempendo i nostri cuori dei colori della risurrezione. Amen.

Sai, credo davvero che, in questa terra possa vincere la giustizia e si possa vivere la legalità come ci insegna Rosario Livatino. Giovanni Paolo II lo preconizzò «martire della giustizia e indirettamente della fede». Allora, significa che si può vivere per il bene comune.

Gesù ti imploro: ricordati di noi. Ricordati di questa terra tanto bella quanto triste. Non è giusto che rimanga inchiodata nelle code delle classifiche per vivibilità e salubrità. Tu l’hai pensata bella, ricca e ingegnosa.

Sull’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in Sicilia persistono rilevanti problematiche. Per il superamento delle criticità, il dirigente generale del Dipartimento Famiglia e Politiche Sociali ha chiesto una proroga, il tempo necessario all’emanazione di un decreto presidenziale che affronti in termini strategici sia l’eventuale modifica degli standard per la tipologia di “struttura di accoglienza di secondo livello”, e sia, in termini generali, il tema dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha concesso una proroga di sei mesi. “Intanto – ha annunciato l’assessore regionale Mariella Ippolito – costituiremo un tavolo tecnico con tutte le parti coinvolte per l’eventuale rimodulazione degli standard che in atto così strutturati non consentirebbero alle comunità alloggio interessate la necessaria richiesta di iscrizione all’albo regionale. Va altresì evitato l’impatto economico/giudiziario che ulteriori lungaggini potrebbero avere sui Comuni siciliani”.

Ha raggirato un anziano pensionato dell’Oristanese facendogli credere di essere innamorata di lui.

Una donna siciliana di 58 anni, Enza Franco, e’ stata arrestata dai carabinieri della compagnia di Mogoro con l’accusa di furto, truffa ed estorsione. La donna, originaria di Siracusa, si e’ impossessata di alcuni gioielli appartenenti alla famiglia dell’uomo e ha chiesto il pagamento di una somma per restituirli. Al momento dell’incasso, pero’, ha trovato i carabinieri che l’hanno arrestata. La vicenda e’ cominciato nel gennaio scorso. Enza Franco ha conosciuto, durante un viaggio in traghetto, un pensionato 82 enne di Assolo, piccolo comune di 380 abitanti in provincia di Oristano. L’uomo, rimasto vedovo di recente, ha fatto amicizia con lei.

La donna ha dato ad intendergli di essere innamorata e i due hanno iniziato cosi’ a frequentarsi. Durante questa relazione, il pensionato, come riferito ai carabinieri, ha dato alla donna alcune somme di denaro per aiutarla. Enza Franco, non paga dei regali, in occasione una visita ad Assolo, ha pensato di impossessarsi anche dei gioielli appartenuti alla moglie del pensionato. L’uomo si e’ reso conto della sottrazione e ha chiesto alla donna siciliana la restituzione dei preziosi. Per tutta risposta Enza Franco si e’ detta pronta a restituire i gioielli in cambio, pero’, del pagamento di una somma di 400 euro. Il pensionato ha informato della vicenda i carabinieri che con lui hanno concordato l’operazione finale, denominata “Tata”.

La donna si e’ presentata all’appuntamento per ricevere i soldi e al momento di intascare la somma e’ stata arrestata dai militari. I carabinieri hanno anche perquisito la sua abitazione e trovato circa 1.500 euro in contanti che sospettano possano essere il frutto di altri simili raggiri.

La conferenza stampa ad Oristano

Da qui l’appello, lanciato oggi dal procuratore della Repubblica di Oristano Ezio Domenico Basso, comandante della compagnia di Mogoro Nadia Gioviale e dal comandante del reparto operativo dei carabinieri di Oristano David Egidi perche’ chi e’ a conoscenza di simili vicende le segnali alle forze dell’ordine.

 

I carabineri di Agrigento hanno tratto in arresto, nella flagranza di reato, un giovane di 19 anni originario del Gambia

L’extracomunitario è stato sorpreso in via Gallo, nel centro storico della città, con 22 dosi di marijuana che avrebbe fruttato, nella vendita, alcune centinaia di euro.

 Il gambiano dovrà rispondere dell’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

 

Il Dott. Mario Fontanazza è stato scelto quale nuovo componente del Collegio dei Revisori dei Conti del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. La scelta è avvenuta ieri nella sede del Libero Consorzio Provinciale di Agrigento mediante estrazione attraverso procedura informatica effettuata pubblicamente. Erano presenti il Commissario Straordinario Girolamo Albero Di Pisa con i poteri del Consiglio Provinciale e il Segretario Generale Giuseppe Vella. Alla selezione a componente del collegio erano stati ammessi 140 candidati. Al nuovo componente verrà corrisposto un compenso annuo pari a €.12.000,00 più il rimborso delle spese di viaggio. La nomina del nuovo componente si è resa necessaria a seguito delle dimissioni del componente dell’organo di revisione Francesco Marcone. Attualmente fanno parte del Collegio dei Revisori il Presidente dott. Alfredo Batticani e il dott. Francesco Di Giacomo.
La scelta mediante sorteggio è stata eseguita in base all’art. 6 della legge regionale n. 17 dell’11 agosto 2016 che regola una parte della legislazione sugli organi di revisione economico-finanziaria negli enti locali. La norma prevede che i revisori dei conti degli enti locali sono scelti mediante estrazione a sorte tra i professionisti residenti in Sicilia, iscritti nel registro dei revisori legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, nonché tra gli iscritti all’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che abbiano richiesto di partecipare alla procedura di scelta dell’organo di revisione dell’ente.

Non può reiterare il reato nelle more della procedura di licenziamento dal Comune di Campobello presso cui era dipendente, il Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, accogliendo la richiesta del suo legale, revoca la misura restrittiva degli arresti domiciliari a Giuseppe Nigro, il cinquantenne l’ex funzionario del Comune agrigentino. Era stato arrestato perché accusato di concussione, torna quindi in libertà ma resta interdetto dai pubblici uffici temporaneamente per un anno. Agli arresti domiciliari dal settembre del 2017 dopo l’ arresto assieme ad un altro dipendente, Francesco La Mendola, che a sua volta ha scelto di patteggiare la pena. Hanno preteso e ottenuto tangenti dai titolari della ditta Omnia Srl di Licata, ovvero 3 mila euro per la liquidazione in pagamento di una fattura da 8 mila euro per lavori di bonifica ambientale che l’impresa licatese aveva eseguito per conto del Comune. I Carabinieri hanno colto in flagranza di reato La Mendola attraverso le ripresa delle telecamere nascoste mentre riscuoteva la mazzetta nella sede amministrativa della società. In quella occasione il dipendente comunale avrebbe diviso la tangente con Nigro.

Il dado è tratto , almeno per me.

Bisogna dare uno stop politico a questa sindacatura, senza aspettare sentenze da altri enti.

Il fantastico programma presentato dal sindaco non è stato perseguito, la stampella del protagonismo civico non può reggere un Comune. Tanti errori: dal piano della cartellonistica, ancora sospeso, alla mancata progettazione del sistema della raccolta differenziata ,che sta creando non pochi disagi e sicuri danni alle tasche degli agrigentini.

In questi anni di scontro in Consiglio sono arrivate tante proposte per l’amministrazione esitate positivamente dall’aula, maggioranza compresa, ma bloccate dall’amministrazione incapace di recepire le proposte dei consiglieri e, dunque, anche per questo, impermeabile alle voci del popolo.

Nel programma di Firetto praticamente l’unico punto oramai rispettato è, ma solo ora, la mancanza di aderenza fra i suoi assessori e la situazione politica in Consiglio e nel Paese per questo l’aula rumoreggia; ma bisogna fare di più: bisogna firmare la sfiducia!

Per farlo occorrono 12 firme. Oltre la mia finora c’è solo il collega di Sicilia Futura, Salvatore Borsellino, che ieri era assente in aula ma che aveva già manifestato mercoledì la volontà di sfiduciare il sindaco.

I cittadini  chiedono la sfiducia. Ormai hanno mangiato la foglia, sono pentiti di averlo votato. Ora tocca ai Consiglieri, faccio un appello accorato per raccogliere le firme e staccare la spina”.

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale Salvatore Borsellino che dichiara: “Sono trascorsi tre anni da quando ci siamo insediati, sin dall’inizio di questa legislatura abbiamo sempre cercato di fare un opposizione costruttiva e propositiva. Abbiamo presentato interrogazioni, mozioni, atti di indirizzo(tutte disattese), abbiamo segnalato anche per mezzo degli organi di stampa le problematiche che affliggono i nostri concittadini agrigentini,abbiamo assistito ad un piano per la nettezza urbana totalmente fallimentare,nessuna programmazione,nessuno piano strategico messo in atto al fine di contrastare la disoccupazione giovanile dilagante, una città a vocazione turistica adornata solo ed esclusivamente da disservizi per il cittadino, viabilità da terzo mondo con strade che possiamo definire “trazzere da campagna”, abbiamo richiesto il 9 dicembre del 2016 le misure correttive volute dalla Corte dei Conti che ad oggi non sono pervenute in Aula e di fatto non sono state superate dalla storia ,come sostiene l’amministrazione attiva. Possiamo documentare svariate proposte votate all’unanimità dal Consiglio comunale, esempio lampante i bagni pubblici inesistenti e mai aperti,abbiamo anche richiesto che venisse discusso in Aula l’attuazione del programma politico-amministrativo e ad oggi nulla è stato fatto.Crediamo fermamente che sia il caso di dire Game Over all’amministrazione Firetto e ridare la parola ai cittadini agrigentini ritornando alle urne.A dichiararlo Salvatore Borsellino Capogruppo di Sicilia Futura a Palazzo dei Giganti.

“Con il voto di ieri si è conclusa una storia lunga venti anni. E’ motivo d’orgoglio per i nostri gruppi consiliari aver contribuito a concludere l’iter burocratico che consentirà a regolarizzare i confini tra Agrigento, Favara ed Aragona. Adesso si darà il via alla consultazione referendaria della popolazione interessata e subito dopo si procederà a restituire a migliaia di cittadini favaresi i diritti che tanto avevano auspicato.”

“La formazione dei magistrati sul fronte terrorismo e jihadismo dovrebbe essere una priorità e, invece, rimane sempre un optional. Basti pensare che su 120 corsi di formazione organizzati nel 2018 dalla scuola superiore di magistratura, solo 1 è riservato al terrorismo: ‘Lotta al terrorismo nella prospettiva europea, tra repressione e prevenzione’. Si tratta di corsi al cui funzionamento concorrono il Ministero della Giustizia e il Csm. E questo la dice lunga sulla sottovalutazione di questa esigenza formativa, anche sul piano culturale. Le stesse gravissime notizie degli ultimi giorni impongono l’urgenza di investire sulla formazione di magistrati ad hoc. L’italo marocchino arrestato oggi a Torino, ad esempio, era stato già bloccato nel 2015 e scontato una pena di due anni per apologia al terrorismo, prima di tornare libero. Leggi più efficaci, quindi, e magistrati più formati e competenti su questa delicata e complessa materia. Anche per non vanificare il prezioso lavoro di prevenzione delle nostre forze di polizia”.

Così il deputato della Lega Alessandro Pagano.

Il dottor Maurizio Aricò, attuale Commissario Straordinario dell’Azienda Sanitaria Villa Sofia-Cervello di Palermo,era stato inopinatamente escluso dall’Elenco Nazionale dei soggetti idonei alla nomina di Direttore Generale delle Aziende sanitarie locali. Pertanto aveva proposto un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, per l’annullamento, previa sospensione, della determina del Ministero della Salute con la quale è stato approvato l’Elenco Nazionale dei soggetti idonei alla nomina di Direttore Generale delle Aziende Sanitarie Locali. In particolare gli avvocati Rubino e Impiduglia hanno lamentato la mancata valutazione di una pubblicazione scientifica, dell’Abilitazione scientifica Nazionale con idoneità al ruolo di professore di Prima Fascia, e di n.2 specializzazioni ; attribuendo i relativi punteggi il ricorrente avrebbe senz’altro superato la soglia minima prescritta.

Già in sede cautelare il Presidente del Tar del Lazio,Sezione Terza Quater, aveva accolto la richiesta avanzata dagli Avvocati Rubino e Impiduglia di misura monocratica,ammettendo con riserva il ricorrente nell’elenco Nazionale dei soggetti idonei alla nomina a direttore generale delle Aziende Sanitarie Locali. Nelle more del giudizio la Commissione di Valutazione per la procedura selettiva per cui è controversia ha proceduto al riesame della posizione del Dott. Maurizio Aricò, in esito al quale il ricorrente è stato dichiarato idoneo; pertanto il dottor Maurizio Aricò è stato inserito a pieno titolo nell’elenco degli idonei alla nomina di Direttore Generale delle Aziende Sanitarie Locali.