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E’ stato dato incarico alla Presidenza del Consiglio del comune di Agrigento, quale soggetto indicato dall’art. 23 dello Statuto Comunale, di avviare l’iter ufficiale per la decadenza del consigliere che per sei sedute consecutive risulta assente ingiustificato alle adunanze consiliari.

Il mese è quello di febbraio u.s. mentre il consigliere colpevole di disertare il consiglio senza apparente e documentata giustificazione è sempre il consigliere firettiano Pierangela Graceffa. A testimoniare l’assenza di giustificazione sono i verbali ufficiali e pubblicati dei consigli comunali del mese di Febbraio dove tra i nomi dei consiglieri la cui assenza è giustificata mai appare quello della Graceffa.

Non riesco a concepire come un eletto possa, inconsapevolmente spero, sciupare l’opportunità di lavorare per la propria città – commenta Nuccia Palermo – ostacolando per di più con la propria assenza l’operato dei colleghi. Il rammarico sta nell’aver constatato che le assenze notate in commissione persistono anche in consiglio comunale e se penso alla pubblicità fatta per la rinuncia al gettone del consigliere Graceffa le idee mi si confondono ulteriormente lasciando spazio all’amarezza“.

L’art. 23 dello statuto, infatti, a differenza di quanto previsto per le commissioni sembra perentorio. Il consigliere che non interviene per sei volte consecutive alle riunioni del consiglio comunale, esperita negativamente la procedura prevista,  decade dalla carica e viene immediatamente surrogato dal consigliere della lista di appartenenza.

“Ho appena inviato a mezzo pec la richiesta ufficiale di avvio della procedura di decadenza per rispetto di quell’idea per me sacra di servizio alla città . Ora attendiamo – conclude il Consigliere Palermo – una celere azione dall’organo di competenza”.

Il presunto inquinamento del mare di San Leone provocato dagli scarichi fognari: una condanna e un’assoluzione in abbreviato. Cinque imputati rinviati a giudizio.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alessandra Vella, a conclusione del giudizio abbreviato, ha inflitto 10 mesi di reclusione al dirigente tecnico di Girgenti Acque, Calogero Sala, 56 anni, ingegnere. Sala, difeso dall’avvocato Enzo Campo, è stato condannato per 3 su 6 delle imputazioni di reato che gli sono state contestate: danneggiamento, violazione del codice dei beni culturali e getto pericoloso di cose. E’ stato assolto invece da falso, truffa e frode in pubbliche forniture. A carico di Calogero Sala, in riferimento ai 6 presunti reati imputatigli, la pubblico ministero, Antonella Pandolfi, ha invocato la condanna a 3 anni. Ancora la giudice Vella ha assolto, con la formula del “perché il fatto non sussiste”, Rita Vetro, 61 anni, di Favara, titolare di un laboratorio di analisi, imputata perché avrebbe formato numerosi rapporti di prova ritenuti falsi su campioni di scarichi fognari riversati nel mare di San Leone ad Agrigento. E per Rita Vetro, difesa dagli avvocati Giuseppe Scozzari e Danika La Loggia, la Pandolfi avrebbe preteso 6 mesi di reclusione. Gli altri 5 imputati sono stati rinviati a giudizio. Si tratta di Marco Campione, 56 anni, di Agrigento, legale rappresentante di Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida, 69 anni, di Gravina di Catania, dirigente tecnico di Girgenti Acque, Maurizio Carlino, 56 anni, di Favara, ingegnere progettista, Bernardo Barone, 64 anni, di Agrigento, ex direttore generale dell’Ato idrico di Agrigento, e Piero Hamel, 66 anni, di Porto Empedocle, ex dirigente tecnico dell’Ato idrico di Agrigento. La Procura della Repubblica di Agrigento contesta, a vario titolo, l’avere scaricato dal giugno 2008 al luglio 2013 tutti i reflui non depurati della rete fognaria della zona sud – est di Agrigento, tra San Leone, Cannatello e Villaggio Peruzzo, nel mare antistante la costa di San Leone tramite 2 scarichi non autorizzati, essendo scaduta l’autorizzazione. I 2 scarichi sono stati 2 condotte sottomarine, intese una “Pubblica Sicurezza” e l’altra “Padri Vocazionisti”. E tale scarico presunto inquinante, illegale e non autorizzato sarebbe stato aggravato dalla frequente rottura delle condotte o dallo straripamento delle centraline di sollevamento anche in spiaggia, nei pressi della battigia. A fronte di ciò, ai dirigenti dell’Ato idrico è contestato, tra l’altro, la violazione dei loro obblighi di controllo verso Girgenti Acque, e quindi i dirigenti dell’Ato idrico avrebbero procurato intenzionalmente a Girgenti Acque un vantaggio ingiusto, che è stato la prosecuzione del rapporto contrattuale senza subire né multe né la risoluzione del contratto.

Con il voto di ieri si è conclusa una storia lunga 20 anni. E’ motivo d’orgoglio per i nostri gruppi consiliari aver contribuito a concludere l’iter burocratico che consentirà a regolarizzare i confini tra Agrigento Favara ed Aragona.
Adesso si darà il via alla consultazione referendaria della popolazione interessata e subito dopo si procederà a restituire a migliaia di cittadini favaresi i diritti che tanto avevano auspicato.”

 

Continuano i quotidiani interventi di bonifica straordinaria del territorio agrigentino che si rendono necessari per il perdurare di atti di assoluta inciviltà e maleducazione di tanti agrigentini incapaci di effettuare la raccolta differenziata e seguire le regole.
Questa mattina, gli operai della Sea, hanno dovuto bonificare la via Araucaria in contrada Maddalusa nei pressi dell’ex Villa Forgia scelta dagli incivili per lasciare ogni genere di rifiuti. Gli operai ecologici della Sea, sono intervenuti con mezzi speciali per rimuovere i cumuli di rifiuti restituendo al decoro urbano la zona.

Ieri sera, l’Assemblea Siciliana aveva bocciato il Documento di Economia e Finanza con 32 voti contrari e 32 favorevoli, su 65 presenti, un deputato non aveva votato.  Il Def regionale è tornato in commissione Bilancio, mentre le opposizioni chiedevano le dimissioni del Governatore Musumeci.

L’atto di programmazione economica non era passato per un voto, per il via libera al documento servivano 33 voti. Tra malumori e contrasti, anche all’interno della coalizione del centro-destra, si prospettava per il governo Musumeci, un congelamento della manovra finanziaria prorogandola di un mese fino al 30 aprile, che, invece, scade il 31 marzo.

Prima del voto, il governatore Musumeci aveva minacciato nuovamente il ritorno alle urne: “Se pensate che mi voglia consegnare ostaggio di qualcuno, scordatevelo. Se serve un confronto facciamolo qui in aula alla luce del sole, ma se qualcuno pensa che io prima di entrare in aula debba passare dal capo-corrente di turno per avere il suo voto, scordatevelo. Non avrei alcuna difficoltà a restituire la parola ai siciliani. Non intendo perdere la mia dignità”.

Questa mattina, la Commissione Bilancio, ha approvato la versione integrata del Defr, con 33 voti favorevoli, 28 contrari e 2 astenuti. E’ stato  approvato anche il ddl che proroga fino al 30 aprile l’esercizio provvisorio con 35 voti a favore e 29 astenuti.

La Commissione Bilancio ha  integrato il Defr con i dati della Finanziaria e del Bilancio “consentendo, secondo l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao, una più agevole lettura integrata dei documenti economici. I due documenti sono stati approvati con qualche voto proveniente dai banchi dell’opposizione”.

Come ogni anno, anche lunedì prossimo 2 aprile sarà possibile trascorrere il giorno della Pasquetta nella Valle dei Templi, nel Giardino della Kolymbetra, dalle ore 9:30 alle 17:30, tra la passeggiata nella Valle con scampagnata vicino al Tempio dei Dioscuri, avvalendosi delle visite guidate del Fai, il Fondo Ambiente Italiano, tra le antiche sorgenti della città di Akragas, gli Acquedotti Feaci, e il Tempio di Vulcano. A pranzo si potrà prenotare un cestino da pic-nic rustico, oppure una piccola area attrezzata tra gli aranci dove ritrovarsi con le persone care per consumare i cibi preparati in casa. Le quote di partecipazione variano da 8 a 16 euro. Informazioni e prenotazioni alla biglietteria del Giardino della Kolymbetra o al telefono 335 12 29 042.

Dopo che la quinta commissione del Csm, la scorsa settimana, aveva proposto il magistrato Salvatore Vella come Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Agrigento, il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha deliberato la sua nomina. Dunque, Vella è il nuovo procuratore aggiunto della Repubblica di Agrigento.

 Salvatore Vella, 47 anni, ha un curriculum di grande rispetto: stimato conoscitore dei fenomeni mafiosi e migratori è stato in passato sotto scorta per minacce ricevute quando operava presso la Procura di Sciacca. Esperienze anche alla Direzione distrettuale antimafia.

Salvatore Vella ha condotto egregiamente diverse inchieste anche sul versante amministrativo: quella sulla “Cricca di Lampedusa”, ad esempio, o ancora più attuale la maxi inchiesta su Girgenti Acque. Proprio Vella – sotto il coordinamento del procuratore Patronaggio – guida il “pool” di magistrati che sta indagando sulla società di distribuzione idrica, Girgenti Acque.

Un incidente stradale si è verificato, oggi pomeriggio, lungo la strada provinciale che collega Menfi alla Fondovalle. Ferito gravemente il conducente di un auto, un ragazzo di 19 anni, che si è scontrato contro un camion. Probabile che il sinistro sia stato agevolato dal fondo stradale reso viscido dalla pioggia. Sul posto sono giunti i soccorsi. Il giovane, ha riportato gravi ferite ed è stato trasferito all’ospedale Villa Sofia di Palermo.

“Incapace di intendere e di volere al momento dei fatti contestati”. Con questa motivazione, ispirata dai risultati di una perizia psichiatrica, il gup del tribunale di Gela, Paolo Fiore, ha assolto l’insegnante gelese, Giusy Savatta, dall’accusa di avere ucciso volontariamente, il 27 dicembre 2016, le due figlie, Maria Sofia, di 9 anni, e Gaia, di 7, nella loro casa in via Passaniti, nel centro storico gelese. La donna, come misura di sicurezza, dovrà però trascorrere un periodo, ancora da definire, in una Rems, la nuova struttura che accoglie gli ex pazienti degli ospedali psichiatrici. Dopo aver soffocato le due figlie Giusy, insegnante di sostegno con incarico a termine, disse di aver tentato di suicidarsi ingerendo candeggina e avvolgendosi il tubo della doccia al collo per soffocarsi. Ai carabinieri che l’arrestarono dichiarò di avere agito in preda a un raptus di follia causato dalla paura che il marito, Vincenzo Trainito, si separasse da lei abbandonando le bambine.

I feretri con le salme di Maria Sofia e Gaia Trainito, le due sorelline di 7 e 9 anni uccise martedì scorso dalla madre, Giuseppa Savatta, vengono portati nella chiesa madre di Gela dove saranno celebrati i funerali, 29 dicembre 2016. ANSA

 
“Coltivare il tartufo è possibile e la sua commercializzazione sarà una fonte di ricchezza facilmente raggiungibile. Ampi territori della Sicilia sono microbiologicamente adatti alla proliferazione di questo fungo ipogeo dalle mille applicazioni in cucina” lo diceGiorgio Assenza il quale ha depositato un progetto di legge volto alla tutela del trufulu (è il suo nome in siciliano) e, con essa, alla coltivazione e alla vendita anche fuori dai nostri confini del prodotto spontaneo (scovato, per legge, soltanto dal Bracco italiano e dal Lagotto Romagnolo) come di quello proveniente da tartufaie da realizzare con l’aiuto fattivo della legge in itinere.
Già adesso, ne sono conosciute sei specie diverse, compreso il rarissimo bianco pregiato: una varietà la quale ha fatto le fortune dell’areale piemontese di Alba. Allo stato spontaneo, i tartufi si possono già trovare nella zona iblea, sia sul versante ragusano che in quello siracusano, sui Nebrodi, sulle Madonie, sui Sicani come nella zona etnea e sui Peloritani.
“Considerando che il tartufo isolano è conosciuto da almeno un secolo e mezzo, e lo  testimoniano scritti di Tomasi da Lampedusa, degli studiosi Taranto e Gerbino come di Giuseppe Inzenga che ne trovò una varietà addirittura nell’Orto Botanico di Palermo, si è perso fin troppo tempo a cercare di farne una vera risorsa economica per la Sicilia” sottolinea il presidente del Collegio dei Questori che si è avvalso della collaborazione di esperti quali Mario Brinch, il biologo micologo Giovanni Amato e il professor Giuseppe Papia, per la redazione del ddl il quale, se approvato, “aprirà ancora impensati scenari finanziari nonché di prestigio per la nostra terra, impedendone la depredazione che ancor purtroppo si perpetra per mancanza di norma, con grave nocumento ecologico”.