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“Ci sembra doveroso salutare il Dirigente Superiore Dott. Maurizio Auriemma, Questore di Agrigento, insediatosi nella nostra città il 1 Luglio del 2017. Lo ringraziamo per quanto di positivo ha saputo donare nell’arco della sua permanenza, ad una Questura,quale è la nostra, e per la sensibilità dimostrata in particolari ed emblematiche criticità derivate dalle pregnanti ed estenuanti attività lavorative a cui sempre più spesso devono far fronte gli uomini e le donne della Polizia di Stato di questa Provincia, tematiche affrontate e rappresentate da questa O.S., che ricordiamo essere la prima in termini di associati, con attenta ed equilibrata corrispondenza dal Dott. AURIEMMA, al quale ribadiamo la nostra stima augurandogli un proficuo e sereno lavoro presso l’importante Questura di Bergamo . Contestualmente, ci sia data l’opportunità, sottolinea il SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE ALFONSO IMBRO’, di dare il nostro sincero e costruttivo benvenuto al neo Questore di Agrigento, Dirigente Superiore D.ssa IRACI Rosa Maria, alla quale diamo l’immediata nostra disponibilità per un confronto leale e costruttivo finalizzato a raggiungere un duplice ed importante risultato, la funzionalità complessiva dell’apparato sicurezza nella nostra Provincia, malgrado le note carenze organiche, coniugandolo al benessere del personale. Quindi efficacia ed  efficienza  nell’interesse della cittadinanza senza mai trascurare i diritti degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, certi di trovare nel nostro qualificato  interlocutore una equa corrispondenza. 

Con il Dottore AURIEMMA per la Questura si chiude un ciclo storico di uomini che hanno ricoperto questo prestigioso incarico essendo la Dottoressa IRACI la prima donna in assoluto a guidare la Questura Agrigentina, questo, per noi  del Movimento è segno inequivocabile, nel rispetto di ciò che di positivo fino ad oggi si è raggiunto, di un ulteriore input innovativo e propulsivo per la città di Agrigento.

 

Continuano le udienze davanti al Tribunale del Riesame dove si discutono le posizioni degli indagati coinvolti nel blitz della Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento “Kerkent”. 

Arrivano i primi verdetti: confermati i provvedimenti restrittivi nei confronti di Francesco Luparello, 44 anni, e Valentino Messina, 45 anni, (entrambi ai domiciliari), Vincenzo Sanzo, 37 anni e Antonio Messina, 61 anni, questi ultimi finiti in carcere. 

Ieri sono state discusse altre posizioni e, in particolare, quelle di James Burgio, 26 anni di Porto Empedocle; Angelo Iacono Quarantino, 28 anni, di Porto Empedocle; Gerlando Massimino, 31 anni, di Agrigento, figlio di Antonio; Francesco Vetrano, 33 anni, di Agrigento e Gabriele Miccichè, 28 anni, di Agrigento, Giuseppe Tornabene, 35 anni di Agrigento e Angelo Cardella. 

Il Riesame si pronuncerà nei prossimi giorni. 

 

Un uomo di 32 anni di Licata, V.C., le iniziali del nome, è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per l’ipotesi di reato di ricettazione e riciclaggio.

Il licatese è stato trovato in possesso di un camion, del valore di 40 mila euro, che era stato rubato da ignoti ad una ditta di proprietà dell’imprenditore antiracket di Gela, Rocco Greco, morto suicida lo scorso fine febbraio.

L’uomo è stato fermato dalla polizia che ha accertato come le targhe apposte sul mezzo fossero diverse da quelle che lo stesso aveva originariamente.

Il camion era stato trafugato lo scorso 12 marzo alla periferia di Gela. Il mezzo è stato riconsegnato dagli agenti del Commissariato di Licata, che hanno messo a segno l’operazione, all’azienda proprietaria.

Sempre nel corso dell’operazione gli agenti hanno accertato nella disponibilità dell’uomo anche altri tre mezzi ritenuti di dubbia provenienza, mezzi che sono stati sequestrati per accertamenti.

 

“È sconcertante rilevare la superficialità più volte dimostrata da questa Amministrazione comunale nella gestione della cosa pubblica, un inaccettabile modus operandi che ha determinato gravi inadempienze e che ha comportato, tra l’altro, l’erogazione di sanzioni amministrative di natura pecuniaria, come quella comminata dal Libero Consorzio di Agrigento al Sindaco Picone per violazione del codice ambientale per le irregolarità rilevate al depuratore di Contrada Milici, e la multa recentemente elevata dall’ANAC all’intera Amministrazione per il negligente ritardo nell’adozione del piano anticorruzione. Chiediamo al Sindaco ed alla sua Giunta un maggiore senso di responsabilità nella gestione e trattazione dei beni e dei temi di interesse pubblico, soprattutto quando riguardano materie importanti come la salute dei cittadini campobellesi e la lotta alla corruzione, il reato più disgustoso di cui possa macchiarsi un amministratore pubblico”, questo il pensiero espresso dal Presidente del  circolo di Fratelli d’Italia di Campobello di Licata, Gabriele Brunetto, sull’operato del Sindaco di Campobello di Licata, Giovanni Picone, e della sua Giunta comunale.

“Il recente intervento legislativo della Regione Siciliana finalizzato al superamento del precariato storico con procedure straordinarie e riservate,peraltro già previste dal decreto Madia, rappresenta una importante opportunità  che l’amministrazione del comune di Agrigento deve prontamente utilizzare. Per questo motivo-ed al fine di valorizzare la consistente platea di precari storici del comune di Agrigento-chiediamo al Sindaco di attivare tutti gli adempimenti di natura programmatoria e gestionale in grado di assicurare-d’intesa con l’assessorato regionale agli Enti locali- il  superamento del precariato storico.

È una battaglia del Consiglio comunale finalizzata a garantire dignità ai lavoratori precari ,che vogliamo rilanciare-concludono Iacolino e Falzone-perché siamo convinti della necessità di procedere alla loro stabilizzazione, in quanto essi rappresentano oramai la spina dorsale dell’amministrazione comunale di Agrigento “

 

 

Nuova udienza del processo scaturito dall’operazione del 2011 della Guardia di Finanza di Agrigento – denominata South Park – che avrebbe fatto luce su una presunta truffa ai danni dell’Ente Parco Valle dei Templi e del Comune di Agrigento tramite il meccanismo delle Park Card. 

Questa mattina,davanti la prima sezione penale del Tribunale di Agrigento presieduta da Alfonso Malato (i giudici Bazzano e Quattrocchi a latere), hanno reso testimonianza un commissario della polizia locale, che ha riferito circa la situazione “caotica” della viabilità nei pressi dei Templi e delle numerose “soste selvagge” soprattutto nei periodi estivi, e l’ex commissario straordinario del consiglio del Parco Archeologico chiamato a descrivere le modalità del bando di gara con cui veniva affidato il servizio alla coop “Laganà”. 

Quest’ultima cooperativa si era aggiudicata la gara d’appalto per gestire – a pagamento – i parcheggi di Sant’Anna e Cugno Vela con un sistema informatizzato. Sistema informatizzato che ritardò nella programmazione e fu sostituito, momentaneamente, dallo strumento delle park card. 

Sul banco degli imputati siedono Sonia Vella, 32 anni, amministratrice della società cooperativa “Lagana”, Giuseppe Vella, 31 anni, Alfonso Zammuto, 65 anni,  Maurizio Attanasio, 54 anni, Carmelo Vella, 60 anni, e l’architetto Roberto Sciarratta, 55 anni.

Il collegio difensivo, formato tra gli altri dagli avvocati Di Francesco, Posante, Cappello, Buggea, completerà la lista testi all’udienza del 16 maggio giorno in cui saranno sentiti l’attuale direttore dell’Ente Parco Giuseppe Parello ed il suo predecessore.

 

Primi verdetti del Tribunale del Riesame nell’ambito dell’inchiesta anticrimine nell’Agrigentino cosiddetta “Kerkent”. I giudici del Riesame hanno annullato la contestazione del reato di associazione a delinquere per Andrea Puntorno, 42 anni, di Agrigento, indagato di essere stato da collegamento tra Antonio Massimino e la ‘Ndrangheta calabrese. Il difensore, ha sostenuto e argomentato l’estraneità alle accuse di Puntorno che ha dichiarato di conoscere i calabresi perché appassionato della Juventus. I giudici hanno invece confermato la misura cautelare a carico di Puntorno per avere detenuto e trasportato insieme a Giuseppe Contrino, 26 anni, di Agrigento, già arrestato il 31 gennaio 2016 a Messina, 520 grammi di cocaina. Ancora accogliendo le istanze dell’avvocato sono stati concessi i domiciliari a Sergio Cusumano, 56 anni, di Agrigento, indagato di essere il guardia spalle di Antonio Massimino.

Il Sindaco di Aragona Giuseppe Pendolino, in merito alle notizie rese recentemente pubbliche dai media, circa presunti tentativi da parte della locale criminalità organizzata di interferire sul regolare espletamento di appalti pubblici banditi dal Comune di Aragona, precisa che “l’Amministrazione comunale non è rimasta inerte, ma che, anzi, si è attivata prontamente per il tramite dell’Ufficio comunale di prevenzione della corruzione diretto dal Segretario Generale, che ha attenzionato da subito la questione, ancor prima di ricevere la nota del Prefetto di Agrigento. L’Amministrazione comunale si riserva di valutare in ogni caso l’adozione di eventuali misure anticorruzione che si dovessero rendere necessarie e/o opportune in conformità a quanto consentito dalla vigente normativa in materia di prevenzione della corruzione”.

“Gravi e concreti rischi per la salute pubblica, qualora non si avviassero interventi di derattizzazione, pulizia straordinaria delle città e disinfestazione.”

A lanciare l’allarme l’11 marzo  con la lettera Protocollo n. 44567, è stato il Dipartimento di Prevenzione Servizio Igiene Ambienti di Vita  dell’ASP di Agrigento.

Ad appesantire la situazione, anche il fatto che, Pochi giorni fa una donna è stata morsa da un ratto ed ancora oggi è sotto stretto controllo sanitario.

Un fatto gravissimo, del quale l’amministrazione comunale sembra non essersi nemmeno accorta, nonostante la città sembri sempre più ostaggio del degrado.

Il nostro movimento, Chiede alla Procura della Repubblica di Agrigento di valutare, vista la lettera dell’ASP che alleghiamo in copia, se non esistano colpe dirette o indirette da parte del sindaco in qualità di massima autorità in tema di igiene e salute pubblica, per “attentato alla salute pubblica dei cittadini” e per quant’altro verrà dalle autorità preposte riscontrato come ad esempio la evidente interruzione di un pubblico servizio quale potrebbe essere il ripristino delle stato di igiene di tutto il territorio comunale .