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Saranno sentiti il prossimo 18 ottobre dal gip Stefano Zammuto i ventiquattro residenti di un condominio in via Torregrossa, a Licata, fermati lo scorso 9 ottobre dai carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento e della Compagnia di Licata per le ipotesi di reato di furto aggravato di acqua e luce.

Quel giorno oltre ottanta carabinieri cinturarono l’intero quartiere scoprendo una serie di allacci abusivi che coinvolgeva un po’ tutto il palazzo: in 24 casi su 28 furono trovate irregolarità.

Dopo esser stati messi in libertà appena un giorno dopo le ventiquattro persone indagate compariranno davanti il gip Stefano Zammuto.

 

 “Legittima la protesta del presidente Anci Antonio Decaro. In qualità di vice presidente di Anci Sicilia e di sindaco di Agrigento, condivido che i 564 milioni sottratti debbano tornare nelle disponibilità di bilancio dei Comuni. Non attenderemo alcun ricorso, ci interessa soltanto il rispetto di quanto stabilito a suo tempo.
Il contributo era stato richiesto ai Comuni per effetto dell’art. 47 comma 8 del Dl 66 del 2014. La restituzione era prevista entro il 2019. La scadenza è stata rispettata per Province e Città  metropolitane. Non per i Comuni, senza alcun ragione. Non si può, da un lato, pretendere l’equilibrio di bilancio, dall’altro, far sparire risorse che dovevano essere nelle nostre disponibilità. Le città attendono risposte e invece di mettere i sindaci nelle condizioni di operare bene, si sta pensando di penalizzare proprio l’anello più debole quello dei Comuni. Restituiscano ad Agrigento 252.684  euro. Non ci sono scuse. Giù le mani da somme che spettano per dare servizi ai cittadini”.
Così il sindaco di Agrigento Lillo Firetto sulla protesta del presidente Anci, Antonio De Caro per i 564 milioni sottratti che debbono tornare nelle disponibilità di bilancio dei Comuni.

Ad Agrigento, domenica prossima, 20 ottobre, all’Hotel della Valle, dalle ore 10 alle 16:30, si svolgerà il secondo corso della sessione autunnale di “Formare l’Eccellenza”, sul tema: “Il ruolo dei farmacisti nella gestione delle cronicità”. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Giovani Farmacisti di Agrigento, presieduta da Silvia Nocera, e da FederFarma di Agrigento, presieduta da Claudio Miceli, in collaborazione con la Fondazione Onda e Doc generici. La partecipazione all’evento è gratuita e offre crediti formativi. Le principali tematiche del corso saranno introdotte per Onda da Gaetano Muserra, Presidente del Comitato Etico del Policlinico di Milano.

Indagini in corso da parte delle forze dell’ordine in seguito ad un incendio che nella giornata di ieri ha danneggiato seriamente una Audi A4 parcheggiata nelle adiacenze dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì.

Il rogo sembrerebbe esser divampato in un terreno nelle vicinanze dell’auto che era parcheggiata proprio a poca distanza dal nosocomio. Indagini per stabilire la causa dell’incendio che è stato comunque domato grazie all’intervento di una squadra di Vigili del Fuoco.

 

I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento hanno condannato a cinque anni di reclusione ciascuno nonno e mamma di una bambina vittima di abusi sessuali da parte del primo e “coperti” dalla seconda. Il collegio presieduto da Wilma Angela Mazzara ha anche disposto una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 20 mila euro. L’accusa, sostenuta in aula dal pm Gianluca Caputo, aveva chiesto la condanna ad undici anni per il 72enne mentre otto per la madre della piccola.

I fatti risalgono al 2013 nel piccolo paese di San Biagio Platani, nell’agrigentino. Secondo l’accusa il nonno avrebbe abusato della piccola, all’epoca dei fatti di appena sette anni, utilizzando lo stesso metodo: si sarebbe recato a prelevarla da scuola portandola su un trattore nei campi dove si sarebbero consumati gli abusi. La piccola avrebbe anche raccontato gli episodi alla madre che, secondo l’impianto accusatorio, avrebbe invece “coperto” quanto rivelatole.

Ad incastrare il nonno disegni che la bambina ha realizzato in una comunità dove si era rifugiata dopo aver manifestato la volontà di allontanarsi da casa. A notare i disegni della bimba, apparsi inquietanti, è stata una assistente sociale che ha immediatamente avvisato gli inquirenti. Da qui le indagini da cui è scaturito l’odierno procedimento. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Salvatore Virgone.

 

Trovato il barchino naufragato il 7 ottobre scorso a circa 6 miglia a sud da Lampedusa e inabissatosi a circa 60 metri di profondità e che già aveva restituito 13 corpi di migranti.

Almeno 12 i cadaveri individuati in fondo al mare. Tra questi una giovane donna con un bambino piccolo ancora abbracciati. Secondo chi indaga è possibile che vi siano altri corpi in zona.

Senza sosta le attività di ricerca della Guardia costiera che hanno utilizzato tutti i nuclei dei sommozzatori disponibili guidati dal comandante Raiteri.

In mare anche un robot subacqueo che ha ripreso il barchino e diversi cadaveri che, potrebbero anche essere sparsi più lontano rispetto al luogo individuato. Le operazioni di recupero partiranno nei prossimi giorni: potrebbero essere necessari almeno tre giornate per ultimare questa delicata procedura di recupero. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella che commenta l’avvenimento così: “Ci abbiamo creduto fino alla fine. Il personale della Guardia Costiera di Lampedusa e il Nucleo sommozzatori non ha mollato un solo giorno, nonostante il carico di lavoro ordinario che continua a gravare su Lampedusa. I nostri militari hanno messo in campo tutta la loro professionalità e anche il loro cuore”.

 

 

Riccardo Savona, Presidente della commissione bilancio e programmazione, dopo l’audizione di stamane sulla Cuc,(la centrale unica di committenza) con all’ordine del giorno le azioni da intraprendere per il potenziamento della stessa centrale di committenza al fine da superare le criticità in  essere,ritiene che il confronto bipartisan uscito fuori dalla commissione possa essere un buon punto di partenza.

“Tant’è vero che siamo stati informati – dichiara Savona – del protocollo d’intesa firmato dall’Assessore regionale all’economia, il Ministero delle finanze e Consip il 24 settembre che ha lo scopo precipuo di migliorare, potenziare e ottimizzare il servizio della Cuc regionale e promuovere le capacità concorrenziali del tessuto produttivo locale.

Questa novità e questo protocollo con Consip dovrebbe apportare delle migliorie per il sistema delle gare in primis forniture e servizi al fine di un giovamento sostanziale per le piccole e medie imprese siciliane, già fortemente indebolite dalla crisi del mercato e del credito.

Si è addivenuti dopo un confronto a 360° gradi con i componenti della commissione bilancio e programmazione di votare una risoluzione che impegni il Governo a valutare l’ipotesi di una revisione della delibera 317 per superare le criticità che potrebbero riflettersi sulle imprese siciliane, anche per avere conti alla mano i risparmi e le condizioni di gara per chi dovesse partecipare a seguito di eventuali convenzioni tra la Cuc siciliana con altre Cuc extra regionali.

Soprattutto alla luce di questo nuovo protocollo tra Consip e Cuc che dovrebbe creare economia per spendere i soldi nell’isola e di evitare esternalizzazioni delle gare fuori dal territorio.

La sintesi – conclude il Presidente della commissione bilancio e programmazione Riccardo Savona -, è tutelare il nostro know-how regionale e il nostro capitale economico e produttivo che va aiutato perché creano occasioni di sviluppo sul territorio e generano e implementano lavoro ed economia positiva in una terra dove le Istituzioni hanno come background politico la crescita del Pil siciliano.”

Prosegue il dibattimento del processo scaturito dall’inchiesta della Guardia di Finanza di Agrigento denominata “Duty Free” che vede sul banco degli imputati dodici persone accusate (a vario titolo) di corruzione, abuso d’ufficio e truffa ai danni dell’Agenzia delle entrate. Questa mattina è ricomparso il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Pasquale Stellacci, che già in precedenza aveva fatto il suo “esordio” in qualità di teste chiamato dal pm Emiliana Busto al Palazzo di Giustizia di Agrigento.

Oggi come allora l’udienza è stata a dir poco “pirotecnica”, senza esclusione di colpi tra le parti con il contro-esame della difesa durato oltre tre ore e proseguendo addirittura nel pomeriggio con l’audizione di un secondo (e ultimo nella lista del pm) teste. Prossima udienza dedicata all’audizione dei primi testi chiamati dalle difese degli imputati.

L’inchiesta – che ipotizza un giro di favori in cambio di accertamenti “morbidi” o annullamenti –  ha avuto un suo primo verdetto nel filone del rito abbreviato. In quell’occasione, oltre al rinvio a giudizio delle 12 persone oggi a processo, furono assolte otto persone e condannate altre tre.

 

Il sindacato Cisl annuncia che domani, mercoledì 16 ottobre, anche ad Agrigento, negli Uffici Regionali, i dipendenti si asterranno dal lavoro dalle ore 10 alle 11. “Si tratta – spiega il dirigente Cisl Carlos Bonfanti – di un’ora di stop a tutte le attività svolte dal personale in segno di protesta nei confronti del Governo Regionale, immobile a fronte delle istanze dei lavoratori dipendenti che attendono arretrati, procedure di riclassificazione e riqualificazione. Quelli del comparto della dirigenza sono invece in attesa del rinnovo del contratto. Il sindacato Cisl si scusa con i cittadini per il disservizio di domani”.

Ad Agrigento sono imminenti i lavori di ripristino sicurezza del palazzo Liberty teatro dei crolli del 18 e 30 settembre scorsi tra piazza Cavour e Viale della Vittoria. A breve sarà un gruppo di rocciatori dell’impresa “Altaquota” di Marsala ad occuparsi delle opere utili a garantire stabilità al palazzo. Nel dettaglio, gli interventi saranno compiuti avvalendosi di una gru che opererà sospesa sul tetto. Gli operai in tal modo distaccheranno tutte le parti ancora pericolanti del cornicione, poi smonteranno materialmente il tetto e poi ingabbieranno tutto l’edificio per procedere alla ristrutturazione.