Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 1191)

Una fiat Panda parcheggiata nella discesa di via Ficarra, all’altezza del civico 1 si è ribaltata.

A bordo dell’utilitaria, due donne di cui una in stato di gravidanza. 

C.A. e V.G., queste le iniziali delle donne coinvolte nell autonomo e casuale incidente verificatosi intorno le 10:50 quando le due donne in procinto di mettere in marcia l’utilitaria si sono imbattute in un gradino che ha provocato il salto dell’auto facendola ribaltare urtando anche una Lancia Y regolarmente parcheggiata.

Sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 e la Polizia Municipale.

Le donne entrambe sotto choc e in apparente stato di panico, sono state soccorse immediatamente. 

La donna che si trova intorno al 4/5 mese di gravidanza ha rifiutato i soccorsi del 118 preferendo un consulto del suo ginecologo che sta seguendo la sua gravidanza.

 

 

A seguito delle modifiche statutarie del consorzio Universitario Empedocle di Agrigento, che hanno ridisegnato la nuova governance prevedendo la riduzione da cinque a tre dei componenti del Consiglio di Amministrazione, sono stati nominati il dr. Giovanni Di Maida, quale vice Presidente in rappresentanza dei soci ed il prof. Enrico Napoli, in rappresentanza dell’Università degli studi di Palermo.

Per quanto riguarda il Presidente, la cui nomina spetta alla Regione Sicilia, si è in attesa dei provvedimenti di nomina per i Presidenti di tutti i Consorzi Universitari.

 

 

L’amministrazione comunale informa che in occasione delle prossime elezioni referendarie di domenica 05 maggio 2019, possono essere ammessi al voto domiciliare gli elettori, dimoranti nell’ambito del Comune di Agrigento, affetti da gravi infermità, che ne rendano impossibile l’allontanamento dall’abitazione e si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano e coloro che sono affetti da gravissime infermità tali che l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano risulti impossibile anche con l’ausilio del trasporto pubblico organizzano dal Comune  per facilitare il raggiungimento del seggio elettorale.

L’elettore interessato può esercitare il diritto di voto presentando al Sindaco del Comune di Agrigento, un’espressa dichiarazione in carta libera, attestante la propria volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in cui dimora.

La domanda di ammissione al voto domiciliare potrà essere presentata  da martedì’ 26 marzo a lunedì’ 15 aprile 2019 ed oltre ad indicare l’indirizzo completo dell’abitazione in cui l’elettore dimora e un recapito telefonico, deve essere corredata di copia della tessera elettorale e di un certificato, rilasciato da un funzionario medico designato dagli organi dell’Azienda Sanitaria Provinciale, che attesti l’esistenza delle condizioni di infermità sopra specificate, con prognosi di almeno sessanta giorni decorrenti dal rilascio del certificato , ovvero delle condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali.

 

 

E’ stato momentaneamente sospeso il servizio di consegna dei mastelli per la raccolta differenziata a Canicattì. Il centro di San Domenico è infatti chiuso e tale rimarrà fino a quando non arriverà il nuovo carico di mastelli che, per ragioni logistiche, indipendenti dalle aziende che hanno in appalto il servizio, sta ritardando di qualche giorno. “La distribuzione dei mastelli per uso domestico– spiegano le ditte – riprenderà a partire dalla prossima settimana e i singoli utenti che si sono già prenotati, verranno contattati telefonicamente da noi in modo da non creare file e ulteriori disagi. Invitiamo dunque i cittadini di Canicattì a non recarsi al centro di San Domenico fino a quando non riceveranno le nostre convocazioni.

 

Accogliamo con vivo interesse l’insediamento del neo Questore di Agrigento – Dott.ssa Iraci – che sicuramente continuerà il lavoro svolto con solerzia e risultati dal già Questore Auriemma: tutta la Uil Agrigentina dà il benvenuto di buon lavoro alla prima donna a ricoprire questo importante e delicato compito di tutela, vigilanza, controllo e prevenzione del territorio.

“Abbiamo saputo dell’esperienza trentennale della Dott.ssa Iraci all’interno del corpo di polizia e della grande preparazione e rigore professionale e umano che ha messo nei vari ruoli che ha ricoperto. Adesso, in una terra difficile e complicata come la nostra, accogliamo di buon grado e con grandi attese il lavoro che svolgerà il neo questore, che tra l’altro è la prima donna nella nostra provincia a ricoprire questa carica. La Uil, da sempre a fianco delle forze di polizia e dei presidi di legalità, non può che incoraggiare la questura nello straordinario lavoro di prevenzione e di controllo che hanno già portato a brillanti operazioni antidroga e di monitoraggio delle nostre città.

Per tutto ciò, siamo certi che la Dott.ssa Rosa Iraci diventerà presto punto di riferimento per i cittadini agrigentini e garantirà un servizio capillare e di sicurezza, che è essenziale per snidare potenziali azioni criminose, che vanno in senso opposto alle leggi e del quieto vivere, e che vede la polizia sempre in prima linea a fronteggiare azioni atte alla violenza e al malaffare che pian piano cominciano a sdradicarsi anche nell’estremo sud di Italia.”

 

Giovedì 28 marzo 2019 alle ore 9.30 nella Sala Luca Crescente del Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento (Via Quartararo/Calcarelle) si terrà un attivo dei “quadri e dei delegati” della CGIL Agrigentina.

L’iniziativa si aprirà con la relazione del Segretario Generale Massimo RASO e prevende l’intervento del Segretario della CGIL Siclia Michele PAGLIARO e le conclusioni del Vice Segretario Nazionale Gianna FRACASSI.

“La ragione per cui abbiamo organizzato questa iniziativa – ha affermato Massimo RASO  – è che siamo profondamente preoccupati dal silenzio che c’è intorno al tema del regionalismo differenziato. Il governo ci lavora, la questione è presente nel “contratto di governo” tra Lega e 5 Stelle, eppure non se ne parla e i cittadini non ne sanno nulla” Eppure – continua Raso -un’applicazione contorta dell’articolo 116 della Costituzione, potrebbe avere conseguenze molto gravi sul terreno della esigibilità dei diritti dei cittadini di questo Paese, sia sui diritti di cittadinanza che su quelli sociali, su temi fondamentali come l’Istruzione , la Sanità, le Infrastrutture e sulla generale sottrazione di risorse per le politiche di riequilibrio territoriale. Nella richiesta di applicazione dell’autonomia avanzata dalla Regione Veneto, “c’è un principio non condivisibile”, perché “contraddice la Costituzione e si avvicina pericolosamente al secessionismo. La richiesta di autonomia, tra l’altro, arriva ora da 13 regioni. Ma, se tutto ciò dovesse trovare compimento, senza aver prima definito dei livelli essenziali delle prestazioni per tutti i cittadini del Paese, il rischio è di avere 20 regioni differenti. Siamo alla “Secessione dei Ricchi” come afferma, giustamente, il Prof. Viesti. Noi dobbiamo impedirlo, facendo crescere consapevolezza e rilanciando le ragioni di un riequilibrio delle diseguaglianze, a partire da quella che impedisce la crescita dell’intero Paese, quella tra il Nord ed il mezzogiorno”. Nella piattaforma per il Mezzogiorno dobbiamo lavorare per definire uno specifico “progetto Agrigento” in grado di rivendicare precisi obiettivi per la nostra terra, con particolare riferimento alle infrastrutture materiali ed immateriali, la salvaguardia del territorio, il rilancio delle “eccellenze”

 

 

I carabinieri del Ros stanno eseguendo, in provincia di Enna ed in altre localita’ italiane, 21 provvedimenti cautelari per associazione di stampo mafioso, omicidio, estorsione ed altro.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, hanno permesso di ricostruire le dinamiche criminali relative alla famiglia mafiosa di Pietraperzia posta ai vertici di Cosa Nostra ennese. E’ stata fatta luce, inoltre, su numerosi episodi criminosi tra cui l’omicidio di Filippo Marchi’, avvenuto il 16 luglio del 2017.
”Ventuno arresti in provincia di Enna e in altre città italiane per associazione di stampo mafioso, omicidio ed estorsione. I carabinieri del Ros, coordinati dalla Dda di Caltanissetta, hanno fatto piazza pulita: grazie alle Forze dell’Ordine e agli inquirenti. Ogni giorno decine di criminali vengono sbattuti in galera: c’è chi combatte la malavita a parole e c’è chi fa i fatti”. E’ quanto sostiene il ministro dell’Interno Matteo Salvini. 

Inizieranno il prossimo 29 marzo le udienze del Tribunale del Riesame a cui si sono rivolti i sei indagati, finiti in carcere o ai domiciliari, coinvolti nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Sciacca inerente presunti abusi sessuali in danno di una ragazzina di appena 13 anni.

Una seconda udienza è stata fissata anche per giorno 1 aprile.

Le difese di tutti gli indagati hanno presentato istanza di revoca delle misure cautelari per i loro assistiti.

La storia coinvolge, una minore finita nelle grinfie della stessa madre che, sotto compenso e minacce, secondo l’accusa, l’avrebbe fatta prostituire con estranei, gente dai 18 ai 69 anni. Le accuse sono gravissime: induzione alla prostituzione minorile, sfruttamento e favoreggiamento della stessa, nonché violenza sessuale ed atti sessuali con minorenne, aggravati (poiché consumati ai danni di una vittima quattordicenne). 

Oltre la madre sono finiti in manette anche i “clienti” della ragazzina: si tratta di Pietro Civello, 60 anni di Gibellina, Viorel Frisan, 37enne di Gibellina, Calogero Friscia, 25enne di Menfi, Vito Sanzone, 43 enne di Menfi e Vito Campo, 69enne di Menfi.

Ora le difese che attendono l’esito dei ricorsi presentati con il Tribunale del Riesame che dovrebbe decidere nel merito entro questa settimana.

 

La Procura della Repubblica di Palermo, titolare dell’inchiesta antidroga denominata “Lampedusa”, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a quindici persone iscritte nel registro degli indagati.

Si tratta di 

Davide Licata, 32 anni, di Racalmuto; Salvatore Capraro, 30 anni, di Agrigento; Calogero Vignera, 36 anni, di Agrigento, Angelo Cardella, 46 anni, di Porto Empedocle; Imam Maazani, 21 anni, nata e residente ad Agrigento; Andrea Giambanco, 54 anni, di Carini; Giuseppe Bronte, 24 anni, di Palermo; Davide Grisafi, 26 anni, di Palermo; Salvatore Bronte, 50 anni, di Palermo; Gianluca Gambino, 22 anni, di Cinisi; Francesco Portanova, 34 anni, di Palermo; Emanuele Rizzo, 33 anni, di Palermo; Gaetano Rizzo, 32 anni, di Palermo; Domenico Stilo, 30 anni, di Melito di Porto Salvo (provincia di Reggio Calabria).

I 15 sarebbero stati coinvolti, a vario titolo, nello smercio di cocaina, provenienete dalla Calabria, nelle piazze di spaccio agrigentine, principalmente a Lampedusa, da quì il nome dell’operazione svolta sul campo dalla polizia.

Si ipotizzano i reati di associazione a delinquere dedita al traffico e allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana.

La droga sarebbe finita, tra l’altro, nei mercatini rionali del palermitano e dell’agrigentino.

 

Sono stati momenti di panico quelli vissuti dai residenti di alcune abitazioni nel quartiere Ferraro di Sciacca. Nel tardo pomeriggio di ieri un giovane armato di coltello avrebbe minacciato e rinchiuso la madre all’interno dell’appartamento al culmine di una lite familiare.

 Diversi i testimoni che, sentite le urla, hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. In poco tempo la polizia del locale commissariato e i carabinieri della compagnia di Sciacca sono intervenuti rintracciando il giovane in stato confusionale nei pressi del cimitero comunale. 

Intervento anche dei Vigili del Fuoco che hanno dovuto forzare l’ingresso dell’abitazione per entrare e mettere in sicurezza la madre. Quest’ultima, insieme al figlio, sono stati portati all’ospedale per le cure mediche del caso.