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Giudizio abbreviato per i due imputati favaresi accusati di avere tentato di uccidere a colpi di pistola un ristoratore empedoclino in Belgio. La strategia processuale, all’udienza preliminare di questa mattina, è stata formalizzata dai difensori, gli avvocati Salvatore Cusumano e Calogero Lo Giudice. Il 19 ottobre è in programma la requisitoria del pubblico ministero Alessandra Russo, il 23 novembre toccherà alla difesa, tutto dinanzi la Gup del Tribunale di Agrigento Luisa Turco. La vicenda scaturisce dalle rivelazioni del trentaquattrenne favarese Mario Rizzo, aspirante collaboratore di giustizia per qualche mese prima che venisse bocciata, per la scarsa consistenza delle sue rivelazioni, l’ipotesi dell’inserimento nel programma di protezione.
“Mi sono inventato tutto – ha detto in un secondo momento -, a partire dalle accuse contro mio cognato Gerlando Russotto”. Entrambi sono finiti a processo, per l’accusa di tentato omicidio perchè il pm non crede alla ritrattazione di Rizzo. L’agguato al ristoratore Saverio Sacco, di Porto Empedocle, è avvenuto il 28 aprile del 2017 a Grace Hollogne, in Belgio, dove gli indagati e la vittima (parte civile con l’assistenza dell’avvocato Salvatore Collura) in quel periodo vivevano. Rizzo aveva detto di avere sparato a Saverio Sacco insieme al cognato (arrestato nell’agosto del 2018 su sua “soffiata” dopo il ritrovamento di alcune armi in un sottotetto del suo condominio) e all’empedoclino Salvatore Prestia, cognato di Fabrizio Messina, fratello del boss Gerlandino Messina. Prestia è sotto processo in Belgio.

In relazione alle affermazioni attribuite ad alcuni rappresentanti istituzionali circa una presunta insufficienza nei collegamenti aerei, in particolare verso gli aeroporti minori, Alitalia rende noto che l’impatto sul trasporto aereo generato dalla pandemia Covid-19 è ancora rilevantissimo, come previsto anche nel corrente mese di luglio, dove la diminuzione del numero dei passeggeri si attesterà sul -71%, con una minore offerta di posti del -67% rispetto allo stesso mese del 2019. Nonostante questo arretramento della domanda senza precedenti, per il mese di agosto Alitalia ha programmato un ragguardevole incremento delle operazioni rispetto ai due mesi precedenti, contenendo la riduzione dei servizi aerei al -58% rispetto ad agosto 2019.

Alitalia conferma inoltre che per la ripresa dei collegamenti su aeroporti regionali è indispensabile che la Compagnia possa accedere alle stesse condizioni economiche garantite ai vettori stranieri. Alitalia ha trasmesso ai propri organi di controllo evidenze circa la discriminazione economica con la quale viene assistita, circostanza presente nella maggioranza degli aeroporti italiani ed incompatibile con gli interventi di efficientamento in atto. Come è ovvio il rilancio di Alitalia richiede infatti di porre fine in numerosi aeroporti all’asimmetria competitiva esistente con le compagnie straniere che a costi molto inferiori ricevono un servizio del tutto analogo.

Ad Agrigento, mercoledì  22 luglio alle ore 11.00 nel giardino del Ristorante Il MOLO a San Leone, il candidato sindaco di Agrigento alle prossime elezioni Amministrative del 4 e 5 ottobre presenterà alla città la propria candidatura.

“Si tratta – afferma Zambuto – di una proposta di governo della città di Agrigento, frutto della mia esperienza già maturata come sindaco, della tanta passione che ho sempre profuso nel mio impegno di amministratore e del desiderio di spendermi ancora, senza alcuna riserva, a favore dei miei concittadini”.

Il tutto è avvenuto ieri pomeriggio dopo che in mattinata si era diffusa la notizia che Fratelli d’Italia, per ordini supremi, non appoggiava più (dopo averlo inseguito per tanti lunghi mesi) l’ex candidato del Centrosinistra.

Chi siederà accanto a Marco Zambuto, attualmente, non viene comunicato ma secondo le teste presenti ieri nel summit dovrebbero figurare Forza Italia, Udc e Diventerà Bellissima.

A dettarlo il leader del partito della Meloni nonchè dirigente nazionale di Fratelli d’Italia Lillo Pisano, deciso e autorevole. Con ogni probabilità lo stesso Pisano dovrà riportare la calma all’interno di Fratelli d’Italia dove qualcuno che si professa segretario provinciale, tal La Felice, non vuol sentir parlare di abbandonare l’appoggio all’ex sindaco agrigentino Marco Zambuto.

Un sogno, questo, che La Felice accarezza da tanto tempo e che non ne ha mai fatto mai un mistero, tanto che l’8 settembre scorso, spacciandosi questa volta per coordinatore cittadino, aveva dichiarato tra mille contraddizioni: “Fratelli d’Italia alle prossime amministrative ad Agrigento presenterà una propria lista con persone che non hanno militato in altri partiti, perchè il partito della Meloni deve rimettere in piedi gli ideali al centro del dibattito; no, quindi, a trasformismi e cambi di casacca”.

Senza nulla togliere a Marco Zambuto, persona perbene sicuramente, ma La Felice dovrebbe sapere che Zambuto di casacche ne ha già cambiate abbastanza.

Lo stesso La Falice, in quel contesto, continuava con le sue farneticazioni (politiche): “Fratelli d’Italia chiude la porte a Firetto, sindaco uscente, mentre valuta la proposta di Marco Zambuto, al momento (a settembre, ndr) l’unica a non essere vincolata da veti.”

Anche in questo caso, ovviamente, le parole di La Felice sono in perfetto contrasto con la linea del suo stesso partito, il quale, di veti su Zambuto, ne ha messi parecchi.

Davvero un “attento osservatore” della politica…

Nuove iniziative di contrasto al disagio socio-economico  restituiranno anche decoro e pulizia a molti quartieri e nelle scuole. È stata finanziata la seconda tornata di cantieri di servizio per 381 mila euro. Impiegheranno 149 persone, selezionate tra quanti avevano già presentato istanza entro il 15 novembre 2019. Questi nuovi cantieri di servizio sono stati finanziati dalla Regione siciliana con le economie realizzate a seguito del primo bando, perché molti Comuni non sono riusciti a spendere le somme. Tali economie sono state riassegnate ai Comuni “virtuosi”, cioè quelli che, invece, hanno realizzato correttamente il progetto, spendendo quanto assegnato. Questi Comuni sono appena cinquanta, solo due i capoluoghi: Catania ed Agrigento. Premiato, dunque, l’impegno dell’Amministrazione e degli Uffici preposti, che hanno dato prova di efficienza e di capacità. Saranno lavori di pulitura delle caditoie e cunette stradali nonché di scerbamento dei cigli stradali di competenza comunale nel centro urbano e nelle periferie. È prevista la pulizia mediante spazzamento manuale dei marciapiedi e dei bordi stradali del centro storico e dei quartieri, la scerbatura manuale di piccole parti erbose e la rimozione di foglie e rifiuti vari, la raccolta e il conferimento. Queste le aree periferiche interessate: Fontanelle, Villaseta, Monserrato, Villaggio Mosè, Cannatello, Zingarello, San Leone, Villaggio Peruzzo, Giardina Gallotti, Montaperto e tutte le altre zone periferiche del Comune di Agrigento. Previsto anche un servizio di supporto dell’attività uscierile e di anticamera degli uffici comunali che sarà svolto da 9 soggetti portatori di handicap. Altre persone si occuperanno di piccole riparazioni, custodia e manutenzione del patrimonio comunale e delle isole ecologiche: Istituti scolastici, Biblioteche, parchi, spazi esterni aree di valore artistico e culturale e aree esterne alle scuole. Prevista anche la manutenzione del verde pubblico nelle ville comunali e interventi di decoro urbano in città e nelle periferie. Per la prima tornata di cantieri di servizi erano stati impiegati altri 381 mila euro. Tra buoni spesa, bonus energia e bonus idrico, tirocini formativi e borse lavoro, turni di servizio civico, aiuti alle ragazze madri, in meno di cinque anni sono stati spesi circa due milioni di euro a favore delle famiglie in difficoltà economica. “Sono somme non del Comune, ma è stato comunque un risultato poter lavorare e progettare per riuscire a movimentare e distribuire in cinque anni più di 2.000.000 di euro a favore di famiglie con difficoltà economiche. Abbiamo fatto tanto – afferma il sindaco Lillo Firetto –  malgrado le scarse risorse e nonostante i vincoli di bilancio. Abbiamo sfruttato bene tutte le opportunità possibili per il contrasto al disagio e alla povertà e siamo riusciti contemporaneamente a garantire servizi per i quali non disponevamo di somme a sufficienza. Siamo riusciti a fare squadra per garantire risposte a chi ha più bisogno”.

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, è intervenuto a seguito della visita della ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, ed ha affermato: “Con la presenza della ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, il governo ha fatto sentire una delle sue voci più autorevoli a Lampedusa. Con il capo del Viminale abbiamo discusso delle regole di accoglienza e di gestione dell’hotspot e dei trasferimenti, del trattamento delle imbarcazioni che arrivano in porto e anche di quelle affondate nei nostri mari che intralciano e danneggiano l’attività delle marinerie. Il ministro si è impegnata ad attivare un tavolo di confronto con altri ministeri per portare avanti un’azione coordinata che possa affrontare altri aspetti: dalla dichiarazione dello stato di emergenza per l’isola agli interventi legati alla crisi Coronavirus, fino allo sconfinamento nelle nostre acque territoriali di pescherecci nordafricani. Abbiamo avviato un dialogo diretto ed importante a 360 gradi e ringrazio il ministro Lamorgese per il suo impegno e per quanto il governo potrà fare di concreto per la nostra Lampedusa”.

“Minare la libertà di stampa, un sacrosanto diritto sancito anche dalla nostra Costituzione è un attentato non solo alle regole democratiche, ma anche all’informazione, quando punta la lente su verità scomode che a certuni danno fastidio. Per tale motivo esprimo la mia totale solidarietà per quanto è accaduto alla redazione di Telegela. Il mio augurio è di continuare a fare il proprio lavoro, con determinazione, non lasciandosi intimidire, anzi continuando con ancora più caparbietà per garantire la pluralità di voci”. Lo afferma il deputato regionale di Forza Italia, on. Michele Mancuso, a seguito del grave attacco intimidatorio ai danni di Telegela.

I carabinieri della Compagnia di Licata e i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento hanno eseguito una ordinanza cautelare a carico di 9 indagati emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, su richiesta del Procuratore Capo Luigi Patronaggio e della Sostituto Procuratore, Alessandra Russo. L’ordinanza interessa due omicidi: Enrico Rallo, ucciso a Palma di Montechiaro il 9 novembre del 2015, e Salvatore Azzarello, ucciso a Palma di Montechiaro il 18 settembre del 2017. Secondo gli indaganti si tratta di due omicidi attribuibili a due gruppi familiari contrapposti, strutturati in due organizzazioni criminali distinte con disponibilità di armi e
munizioni.

Le indagini, particolarmente complesse, si sono avvalse dell’uso di mezzi tecnici e della particolare conoscenza del territorio da parte della polizia giudiziaria. L’ ordinanza cautelare ha permesso inoltre di disarticolare due clan familiari dediti a reati contro la persona e il patrimonio.

“Da quanto rilasciato alla stampa dal Ministro Lamorgese si desume che l’ordinanza sindacale che ho emesso sabato scorso ha convinto chi sta sopra le nostre teste a prendere atto della scelleratezza dell’Hotspot di Bisconte, cambiando impostazione sulle politiche di soccorso ai migranti, la quale deve continuare,  ma non così”. Lo afferma il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.
“Il Ministro dell’interno – conclude il Primo cittadino – ha detto che aspetta comunicazioni dalla Prefettura di Messina che non potrà che confermare quanto ormai è noto a tutti, con l’aggravante che sono spariti 20 migranti da quasi una settimana e nessuno sta riuscendo ad individuare dove sono andati a finire”.
“In ogni caso – conclude il Sindaco Peloritano – fra tre giorni scadranno i termini da me concessi per chiudere l’hotspot di Bisconte e spero di non arrivare ad un altro scontro istituzionale senza precedenti. Ai perditempo a cinquestelle non rispondo per non sprecare altro fiato. Ha già risposto il Viminale per me”.

Caro Segretario, siamo un vecchio militante (sono 60 gli anni di militanza, sommati, ovviamente, quelli trascorsi nel P. C. I.) ed un compagno con una lunga militanza (circa 20 anni).
Ti scriviamo perché ci sentiamo vittime del diniego dell’iscrizione al P. D.
Molto probabilmente non leggerai questa nostra (visti i tuoi continui e costanti impegni) ma, almeno potremo dire: ci abbiamo provato, le abbiamo tentate tutte.
Per darti un’idea di chi siamo, ti diciamo che io, Rosario Manganella, sono stato segretario locale del Circolo della F. G. C. I., della sezione comunista di Favara, in provincia di Agrigento, consigliere provinciale per due consiliature  e ( con il vecchio sistema elettorale ) consigliere comunale, vice sindaco, candidato,  per ben tre volte, alle elezioni regionali  Siciliane ( prendendo una messe di suffragi), presidente, per oltre 10 anni, di un Ente acquedottistico e, dal 2011 al 2016, sindaco della mia Città.
Nel partito sono stato per mezzo secolo un dirigente modestamente di primo piano e per tanti, tantissimi anni componente degli organismi provinciale e regionale. Mi fermo qui perché non voglio apparirti come un “cicero pro domo sua”.
L’altro sottoscrittore della presente è il compagno Calogero Castronovo ( più giovane) da 15 anni consigliere comunale di Favara ed attualmente in carica.
Nel 2019, come ben sai, il partito a livello siciliano è stato commissariato a causa delle – passaci il termine – “guerre per bande”, volte solo al tentativo di gestione correntizia.
Guerre, alle quali hanno partecipato tutti, sia regionalmente che a livello provinciale e locale.
Come ben sai, i congressi sono attualmente ancora bloccati.
Si parla di “mazzette” di tessere che si muovono da una componente all’altra e questa è una delle ragioni del rinvio dei congressi.
Il tesseramento on line, consentici di dire è stato il vaso che ha fatto traboccare il vaso.
Noi siamo – non dirci  nostalgici – per il tesseramento così come si faceva ai tempi del P. C. I.: tutti in piazza a cercare i compagni, stringere loro la mano, discutere della situazione politica a tutti i livelli, etc. e poi invitarli a rinnovare o a prendere la tessera.
Tutto questo non c’è più e possiamo capirne il perché, ma non può essere l’iscrizione on line, l’alternativa!
Ciò premesso, ti spieghiamo perché noi e tanti altri compagni non abbiamo potuto rinnovare l’iscrizione.
Per ben tre volte – con la mia carta di credito mi sono visto negare la transazione : l’aspetto tecnico-burocratico ha avuto la meglio sulla volontà politica. Risultato finale: siamo rimasti senza tessera, né possiamo accettare la logica che possiamo sempre richiedere la tessera 2020. Non ci siamo. Vogliamo prima quella del 2019 che ci è stata abusivamente negata.
Assieme a me anche il compagno Calogero Castronovo che mi aveva chiesto di usare la mia carta di credito è rimasto orfano di tessera.
Ho telefonato – ben 5 volte – al commissario per la Sicilia Alberto Lo Sacco, il quale, a nostro avviso, ha sottovalutato le mie ragioni ( tramite la Commissione prov.le per il Congresso di Agrigento ho, infatti inviato le tre copie che comprovavano la mancata transazione), cambiando, di volta in volta posizione.
Lo Sacco avrebbe dovuto valutare la volontà politica di iscriverci al Partito e non il fatto che non erano arrivate le misere 15 euro che, ripeto, ho tentato inutilmente di inviare. A tal proposito, scusaci, che senso ha tenere ancora un commissario, quando abbiamo già un segretario regionale, eletto secondo i canoni dello statuto del partito? Posso dimostrare che negli anni 70, nella mia tessera, facevo mettere il bollino da 50 mila lire.
Nei nostri confronti e nei riguardi di tanti compagni,  sono stati usati un abuso ed una ingiustizia, per cui riteniamo che non ci sono le condizioni per restare dentro il partito.
Pertanto, ti comunichiamo di uscire dal P. D., a meno che, con un tuo autorevole intervento, non ci venga  ridato ciò che ci è stato ingiustamente tolto. Non è e non vuole essere una minaccia, ma siamo incazzati neri e vogliamo solo giustizia.
Lasciare il P. D. ci dispiace molto, ma, a questo punto, lo facciamo si con amarezza, ma con ferma determinazione.
Dopo sessanta anni di essere stato sempre in prima fila, anche dirigenziale (avevo 13 anni quando, per la prima volta misi piede nella sezione comunista di Favara), chiudiamo – unitamente al compagno Castronovo – nostro malgrado, questa scelta di vita, convinti, come siamo, che si può continuare a fare politica anche stando fuori dal partito.
Ed è quello che continueremo a fare, stando tra la gente, in mezzo ai lavoratori, ai giovani, alle donne.

L’apertura dell’importante sito, patrimonio dell’Umanità UNESCO, con orario continuato dalle 9 alle 23 (ultimo ingresso alle 22.00), rappresenta una novità che renderà unico l’incontro con la storia e l’arte in uno dei più amati e visitati luoghi della cultura del Mediterraneo.

La visita della Villa Romana e dei suoi splendidi mosaici nella suggestione delle luci notturne – osserva l’Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – offre, anche a chi già conosce il sito archeologico, la possibilità di apprezzarne la bellezza cogliendone le suggestioni offerte da un inedito gioco di luci e ombre. L’apertura dei luoghi d’arte durante le ore notturne rientra in una complessiva strategia di ampliamento della proposta turistico-culturale sulla quale è impegnato il governo Musumeci. Riaprire i luoghi della cultura, avvicinando l’offerta alla domanda, è il primo passo verso una gestione dei beni culturali che va incontro a un visitatore sempre più esigente, curioso e interessato a portare con sé dal viaggio un ampio bagaglio di emozioni. La visita notturna della villa del Casale – sottolinea l’assessore Samonà – non solo offre la possibilità a quanti lavorano durante il giorno di trovare un tempo per coltivare l’anima, ma consente di effettuare la visita agli scavi anche a quanti, cercando di coniugare cultura e natura, adoperano il tempo libero per dedicarsi alla scoperta delle bellezze naturali e paesaggistiche della Sicilia”.