Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 119)

Carabinieri del comando provinciale di Catania stanno eseguendo una misura cautelare in carcere emessa dal Gip nei confronti di 14 persone indagate, a vario titolo, di concorso in duplice omicidio, sei tentati omicidi e porto e detenzione illegale di armi da fuoco in luogo pubblico. A tutti la Dda contesta l’aggravante di avere agito per motivi abbietti ed avvalendosi delle condizioni previste dall’associazione di tipo mafioso, al fine di agevolare i clan di appartenenza.

Al centro dell’inchiesta la sparatoria dell’8 agosto 2020 quando affiliati e esponenti di vertice dei clan mafiosi dei ‘Cursoti milanesi’ e dei Cappello, su almeno 14 motoveicoli, si scontrati nelle strade del rione di Librino. Il bilancio dello scontro armato fu di due morti e di diversi feriti. “Esito che – sottolinea la Dda della Procura di Catania – poteva essere ben più nefasto se si considera che lo scontro a fuoco si è verificato di sera popoloso quartiere Librino, caratterizzato da un’elevata densità abitativa e dove i residenti , anche donne e bambini, soprattutto per la calura estiva, sono soliti trattenersi in strada fino a tardi”.

Il quarantenne di Cammarata, è nei pressi di Montallegro alla guida del suo camion, quando ha un malore, accosta, scende dal mezzo e si accascia. Viene trovato da alcuni passanti che subito lanciano l’allarme.

Da Siculiana e Ribera arriva il personale medico che assiste l’uomo fino all’arrivo dell’elissocorso che lo ha trasportato fino all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove al momento è tenuto in osservazione.

Il responsabile del Dipartimento Giustizia dell’Udc di Agrigento, Giovanni Umile, interviene in riferimento alla necessità di una riforma della Giustizia, e afferma: “Dal 1992 al 2020 sono state quasi 30mila le persone che sono finite in carcere senza che fossero colpevoli. E tanti risarcimenti si pagano con i soldi dei contribuenti. E’ necessaria una riforma della Giustizia, rafforzando capisaldi come il giusto processo, la terzietà della Magistratura, e la separazione dei poteri, con una maggiore incisività degli strumenti di tutela a favore dei nostri detenuti. Citando Voltaire: “II grado di civiltà di uno Stato si misura dal grado di civiltà delle sue prigioni”.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Catania, Chiara Di Dio Datola, ha disposto il rinvio a giudizio, richiesto dal pubblico ministero Martina Bonfiglio, nei confronti dell’avvocato agrigentino Giuseppe Arnone, imputato di avere diffamato a mezzo stampa, nel 2015, Alfonso Cicero, all’epoca dei fatti presidente dell’Irsap. Il gup ha ammesso la costituzione di parte civile di Cicero, difeso dall’avvocato Annalisa Petitto, per i danni morali e d’immagine subiti. La prima udienza del processo è in programma il 13 gennaio del 2022, innanzi alla terza sezione del Tribunale di Catania. Arnone, con un suo comunicato stampa, pubblicato l’11 luglio del 2015 dalla testata on line “Le Iene Sicule”, aveva affermato che Alfonso Cicero aveva posto in essere varie condotte illecite nel conferimento degli incarichi legali dell’Irsap, l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive.

I Carabinieri di Modica, in provincia di Ragusa, hanno arrestato un uomo, titolare di un Bed and breakfast, per detenzione illegale di armi e munizioni. L’uomo, A S sono le iniziali del nome, 49 anni, indagato di detenzione abusiva di arma da fuoco e detenzione di ingente quantitativo di munizionamento, è stato ristretto ai domiciliari, come disposto dalla Procura. Lui, alla guida della sua automobile, è stato sorpreso in possesso, dentro un borsello, di una pistola Beretta calibro 9 corto, illegalmente detenuta e con il caricatore pieno di alcuni proiettili. Dentro casa, adibita a Bed and breakfast, i Carabinieri hanno scoperto e sequestrato munizioni di vario calibro: oltre mille cartucce, tra tipo da fucile e molte per pistola.

A Marsala, in provincia di Trapani, le ruote di buona parte delle automobili in dotazione alla polizia municipale, 15 su un totale di 20, parcheggiate davanti al Comando in via Ernesto del Giudice, sono state squarciate nottetempo. Le auto dei vigili sono parcheggiate in strada perché il garage dove trovavano riparo da qualche tempo è stato dichiarato inagibile. I mezzi ai quali non sono stati squarciati i pneumatici sono quelli parcheggiati nel raggio d’azione delle telecamere dell’impianto di video-sorveglianza.

Un uomo di 35 anni, R G sono le iniziali del nome, residente a Salemi, è stato arrestato dai Carabinieri della locale Stazione per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. E’ stato sorpreso alla guida di un’automobile sull’A29, alquanto nervoso al posto di blocco, in possesso di circa 15 grammi di cocaina divisi in dosi, materiale per il confezionamento dello stupefacente e 200 euro in banconote di vario taglio. Il giudice ha convalidato l’arresto e ha imposto al 35enne l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Ad Agrigento volontari, tra medici e amministrativi, del Rotary Club Padova Est, dell’Associazione “Medici in Strada” e del Rotary Club Mussomeli-Valle del Platani, sono intervenuti in ausilio al personale dell’Azienda sanitaria impegnato nelle vaccinazioni all’hub vaccinale del PalaCongressi. Le attività di volontariato sono già iniziate sabato scorso e proseguiranno fino a giovedì prossimo. Il commissario dell’Azienda sanitaria, Mario Zappia, e i direttori amministrativo e sanitario, Alessandro Mazzara e Gaetano Mancuso, hanno espresso “un compiaciuto stupore per la grande generosità di associazioni, enti ed aziende nel sostenere le azioni sanitarie di contrasto alla crisi epidemiologica in corso”.

La giornalista e docente agrigentina, Loredana Guida, 44 anni, è morta il 28 gennaio del 2020 vittima della malaria, curata come influenza stagionale nonostante lei avesse più volte informato i medici di essere da poco rientrata da un viaggio in Africa, in Nigeria. Ebbene adesso il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e il pubblico ministero, Elenia Manno, hanno chiesto il rinvio a giudizio di tre imputati. Si tratta dei medici Gioacchino Brucculeri, in servizio alla Guardia medica, Maurilio Castelli, in servizio al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio, e Francesco Sciortino, medico curante della donna. A Castelli, in quanto medico in servizio al pronto soccorso, si contesta di non avere sottoposto Loredana Guida ad un’accurata anamnesi, e di non avere eseguito un test rapido per il riscontro della malaria. Sciortino, invece, pur essendo a conoscenza del viaggio in Nigeria, le avrebbe prescritto una terapia per l’influenza. Brucculeri, infine, a seguito del suo accesso in guardia medica il 19 gennaio, “avrebbe omesso – si legge nel capo d’imputazione – di effettuare ogni ulteriore approfondimento nonchè omesso di indirizzare la paziente verso un’adeguata struttura di emergenza nonostante le condizioni critiche”. I familiari di Loredana Guida si costituiranno parte civile tramite l’avvocato Daniela Posante.

La seconda sezione penale della Corte d’Appello di Palermo, confermando il verdetto di primo grado, ha condannato ad un anno di reclusione due funzionari dell’ufficio tecnico del Comune di Agrigento – Giuseppe Principato e Gaspare Triassi – nell’ambito del processo scaturito dalla morte di Chiara La Mendola.

La giovane agrigentina perse la vita in un brutto incidente stradale in via Cavaleri Magazzeni, a San Leone, nel dicembre 2013. I due imputati sono accusati di omicidio colposo e – in particolare – per non aver vigilato sul dissesto stradale che ha causato il sinistro mortale.

Nella vicenda era coinvolto anche Giuseppe Valenti, 81enne che si trovava alla guida della Nissan Micra contro cui si scontrò la giovane agrigentina dopo la caduta che – secondo quanto ricostruito – fu causata da una buca presente sul manto stradale.