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Unasconfitta che fa male. L’Akragas, che gioca una lodevole partita e che per 77 minuti rimane in vantaggio, getta a pochi minuti dal termine tre punti che si intravedevano già all’orizzonte. Gli ospiti ribaltano il risultato espugnando l’Esseneto conquistando la seconda vittoria in altrettante partite. Ancora nessuna vittoria, invece, per gli uomini di Di Napoli che – dopo essersi piegati di misura al Matera – devono cedere anche al Rende al termine di una bellissima partita che ha regalato molti colpi di scena.
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[Cronaca della Partita.] dallo stadio Esseneto: Rogero Fiorentino
Primo Tempo.
L’Akragas cerca il riscatto all’esordio davanti il proprio pubblico dopo le sconfitte dell’esordio contro il Matera e la batosta subita in coppa Italia (6-0) contro il Catania. Biancazzurri che partono lentamente con i carichi della recente preparazione che ancora devono essere assorbiti. Gli agrigentini, comunque, dopo un inizio timido aumentano di intensità e mostrano giocate interessanti. Al 14° l’Akragas sblocca il risultato con un calcio di rigore per atterramento su Salvemini. Lo stesso attaccante si presenta dal dischetto siglando la prima rete in campionato dell’Akragas della nuova stagione Al 18° è l’attaccante Parigi, il migliore in campo in questo primo tempo, che svetta su di tutti dopo un calcio d’angolo andando vicino alla rete. Al 27° palla gol per Salvemini ma è abile l’estremo difensore calabrese a respingere in corner.Proprio nel miglior momento dell’Akragas arriva il pareggio degli ospiti con Gigliotti che al 30° approfitta di un rimpallo al limite dell’area di rigore. La partita,adesso, si fa interessante con diversi spunti da entrambi i lati: al 34° Geni Russo scarica un forte diagonale che viene respinto in angolo dal portiere del Rende; 3 minuti dopo sono gli ospiti ad andare vicini alla rete del vantaggio con un tiro a giro di Laaribi che viene sventato da un miracolo di Vono. L’ultima azione del primo tempo è un calcio d’angolo in favore dell’Akragas che si trasforma nella rete del vantaggio: da una palla che sembrava persa sbuca il difensore Mileto che sigla la rete del 2-1 realizzando anche il suo primo gol con la maglia biancazzurra.
Secondo Tempo. La seconda frazione è caratterizzata da un ritmo decisamente più basso e con maggiore agonismo e scontri di gioco. L’uomo più pericoloso del Rende è sicuramente Laaribi che si affaccia diverse volte dalle parti di Vono. Al 56° Salvemini prova a chiudere la partita con un tiro dalla distanza che finisce di poco a lato. Al 74° è Saitta che si rende pericoloso con un insidioso tiro che viene neutralizzata da Forte. Al 77° la svolta: Franco, entrato nella ripresa, batte Vono grazie ad un tiro dalla distanza deviato e sigla la sua seconda rete in campionato dopo quella all’esordio contro la Reggina. Passano pochi minuti e il Rende ribalta la partita: un indisturbato Rossini trafigge di testa l’estremo difensore agrigentino al minuto 83. L’Akragas accusa il colpo ed è visibilmente demoralizzata. Salvemini ha sui piedi la palla del possibile pareggio ma spreca tutto da buona posizione. Dopo 4 minuti di recupero l’arbitro fischia la fine del match. Il Rende espunga l’Esseneto.

Sono attesi il 14 settembre i risultati delle analisi dei carabinieri del Ris di Messina sulle pistole sequestrate nel giugno scorso a Calogero e Antonio Bellavia, arrestati con l’accusa di detenzione e porto d’arma clandestina e ricettazione.
Gli inquirenti attendono, dunque, una risposta concreta dalle analisi effettuate dai Ris per capire se le armi sequestrate ai Bellavia – una Taurus e una Smith &Weston – siano state utilizzate di recente. Un dato, qualunque esso sia, che avrà fondamentale importanza sullo sviluppo delle indagini. Almeno su queste prime armi.
Perché, negli ultimi tempi, a Favara di armi ne sono state trovate tante.
Come lo scorso 20 giugno quando i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, insieme ai militari della Tenenza di Favara, – dopo 12 ore di perquisizione – trovarono un vero e proprio arsenale nelle disponibilità di un insospettabile infermiere, Amedeo Caruana: 4 pistole, 3 mitragliette, 1 moschetto, 2 carabine, 1 bomba a mano, 1 granata.
E ancora, 8000 cartucce, decine di silenziatori e caricatori e arnesi per la fabbricazione di armi. L’infermiere, comparso due giorni dopo il suo arresto davanti al Gip, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
E i carabinieri, poco più di un mese dopo, individuano in un’altra abitazione alle porte di Favara, ma nelle disponibilità dello stesso insospettabile infermiere, una mitraglietta modello AK 47 “Kalashnikov” ed Fucile calibro 12; Circa 40 cartucce calibro 7.62 perfettamente funzionanti.
A questi già gravi episodi si aggiunga il ritrovamento – il 25 luglio scorso – di un secondo arsenale, sempre a Favara. Questa volta le armi – fucili, granate, munizioni – erano nascoste all’interno di un tubo in una insenatura di un muretto.
A cosa servono tutte queste armi?


La polizia stradale di Agrigento controllando il trenino turistico che collega il centro storico cittadino con la zona balneare di San Leone, e che  passa per la Valle dei Templi, ha rilevato alcuni deficit necessari all’erogazione del servizi da parte della “Tour Train”. Il veicolo sprovvisto di revisione e di passaggio di proprietà, dalla vecchia proprietà all’attuale, ha sequestrato e quindi sospeso la circolazione.

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, ha incontrato il commissario dell’Azienda sanitaria provinciale, Gervasio Venuti. Firetto, sulle carenze al pronto soccorso di Agrigento, ha chiesto a Venuti: “Perché a fronte di 24 medici previsti in pianta organica ve ne sono solamente 9 in servizio?”. E poi, ancora in riferimento al pronto soccorso di Agrigento, Firetto ha chiesto a Venuti: “Perché tra gli infermieri previsti, che sono 50, solo 30 prestano servizio?”. Il dottor Venuti ha risposto anticipando al sindaco il nuovo piano di potenziamento del pronto soccorso del “San Giovanni di Dio” con i nuovi interventi previsti a breve per il miglioramento del servizio. Ai primi di ottobre entrerà in funzione il nuovo Pronto Soccorso e sono già state avviate le procedure di assunzione di dirigenti medici sulla base della vecchia pianta organica confermata dalla nuova. Alcune novità riguarderanno gli utenti: i pazienti che chiederanno l’accesso alla struttura, saranno dotati di un braccialetto identificativo, e i codici bianchi, meno urgenti, saranno dirottati verso una nuova postazione. Infine, sarà consentito l’accesso solo ad un accompagnatore per ciascun paziente”.

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi annuncia la propria candidatura alla Presidenza della Regione Sicilia, e afferma: “Mi candido come Governatore, è ufficiale. Corro da solo, non ho bisogno dell’appoggio di nessuno. Il mio obiettivo é vincere. Io sono io, gli altri chi sono? Al di là del fatto che uno sia una persona considerevole, ditemi chi è Micari? Di me si sa tutto, di Micari cosa si sa? E di Musumeci? Chi lo conosce Musumeci? Al massimo si sa che ha il pizzetto. E di Armao cosa si sa? Occorrerà che uno sia qualcosa per fare il presidente della Regione oppure mettiamo uno lì a caso perchè la gente non sa distinguere un uomo da un gatto? Forse correndo da solo non potrò vincere, però mi sembra che un siciliano votando Sgarbi sa cosa vota. Cancelleri non è stato capace neanche di laurearsi. Grillo sta smobilitando, perderà”.


Il segretario provinciale del sindacato Confael di Agrigento, Manlio Cardella, e il segretario provinciale del sindacato Usb di Agrigento, Aldo Mucci, hanno sottoscritto un patto d’azione “per – affermano – attuare una nuova e più efficace lotta che rimetta i lavoratori ed il lavoro al centro delle politiche economiche. Intendiamo riaffermare nella società agrigentina, ed in ogni luogo di lavoro, la centralità del lavoratore ed il valore dell’autonomismo sindacale, puntando all’occupazione ed al rispetto dei diritti contrattuali e salariali, e alla sicurezza sul lavoro. Puntiamo alla costruzione di un sindacalismo di classe, generale e di massa, indipendente dal potere, per fornire al mondo del lavoro uno strumento capace di ribaltare i rapporti di forza tra impresa e sindacato in favore dei diritti dei lavoratori”.

Il capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Agrigento, Giovanni Civiltà, ritiene opportuno e utile rivolgere un appello alle coalizioni e ai candidati a presidente della Regione affinchè nella eventuale agenda di governo, e quindi nel programma amministrativo, sia inserito il tanto atteso recupero a sicurezza e a transito integrale della strada statale 189 Agrigento – Palermo. Giovanni Civiltà afferma: “Ormai da tempo tanti agrigentini e non solo, soprattutto pendolari, sono costretti a subire enormi disagi e pericoli a causa dei perduranti ritardi nella conclusione dei cantieri in corso lungo la statale 189 tra Palermo e Agrigento. La mancanza dei finanziamenti necessari per concludere i progetti di ultimazione dell’intera opera da Palermo ad Agrigento, e i conseguenti licenziamenti di manodopera, sono problemi da assumere come priorità nel futuro governo della Regione, a fronte anche dei tanto sbandierati Patti per il Sud e per la Sicilia, con piogge di milionate di euro al momento solo sulla carta, tra annunci e proclami. Bisogna ripristinare le risorse finanziarie necessarie intervenendo, inoltre, sull’Anas affinchè si consenta il completamento dell’asse stradale in tempi rapidi, evitando ulteriori disagi e mortificazioni per la comunità locale, già penalizzata dalla carenza di adeguate strutture infrastrutturali nonché da un’offerta di mobilità sempre più precaria” – conclude Giovanni Civiltà.

I consiglieri comunali di Agrigento Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone, di Forza Italia, e la indipendente Rita Monella, intervengono a seguito della ufficializzazione della candidatura unitaria del centrodestra di Nello Musumeci alla Presidenza della Regione. Iacolino, Falzone e Monella affermano: “Con Nello Musumeci, politico esperto ed avveduto, contro i populismi dei 5 Stelle e l’approssimazione del centro sinistra in cerca di una candidatura unitaria dopo l’esperienza fallimentare di Crocetta, i siciliani hanno l’occasione per dare un governo serio ed efficiente alla nostra terra. La presenza in giunta di Roberto Lagalla e di Gaetano Armao rappresenta il primo passo verso la formazione di un governo che investe sulla programmazione ed offre opportunità di crescita ai giovani ed alle imprese. Siamo pronti a raccogliere la sfida per contribuire a dare alla Sicilia con Nello Musumeci una guida saggia ed autorevole che coltivi le speranze dei siciliani onesti”.

Ad Agrigento il consigliere comunale Pasquale Spataro, di Forza Italia, interviene nel merito della perdurate e grave condizione di degrado igienico e sanitario in generale, e, in particolare, in riferimento a ciò che incombe a Fontanelle, in piazza Savatteri Castelli, dal numero 37 in poi. Pasquale Spataro, che allega delle fotografie testimonianza, afferma: “Tanti cittadini mi hanno segnalato, ed è documentato in foto, lo stato di profondo degrado in cui versa la piazza Savatteri Castelli a Fontanelle, tra rifiuti di ogni genere, mancanza di discerbamento, e proliferare di ratti e insetti pericolosi. Oltre due anni di amministrazione e gestione dell’ambiente non sono serviti a nulla. E’ da mesi che l’amministrazione comunale e l’assessore all’ambiente, Fontana, ripetono le solite manfrine, adducendo e aggrappandosi a giustificazioni varie a cui ormai non crede più nessuno. La pulizia della città è il primo compito di un’amministrazione comunale, a maggior ragione se tale amministrazione si è professata come quella della rinascita e del cambiamento. Al contrario, invece, non ha prodotto nulla se non lo stato urbano disastroso in cui versano strade, quartieri e intere frazioni, e di cui la piazza Savatteri Castelli a Fontanelle è specchio inconfutabile. Nel frattempo, a cittadini e commercianti sono imposte tasse sui rifiuti da capogiro. Il sindaco Firetto e l’assessore Fontana se non sono capaci si facciano da parte, e lascino spazio a qualcuno che abbia tempo e voglia di spendersi veramente per la nostra città” – conclude Pasquale Spataro.

Non è solo il tempo dei candidati presidente della Regione, e della formazione delle alleanze nelle coalizioni, ma è ormai anche il tempo delle singole candidature. E i primi nomi filtrano in Forza Italia, sponsor della candidatura alla presidenza di Nello Musumeci e Gaetano Armao. Tra gli ipotetici candidati resi noti dalla dirigenza del partito di Berlusconi, spicca l’agrigentino Giulio Cinque, 29 anni, vivace imprenditore molto conosciuto e apprezzato, laureato in Economia Magistrale, ex atleta della nazionale Italiana di Tiro a Volo e campione Europeo, attualmente consulente nello studio del suocero, che è fratello del vice sindaco di Raffadali Franco La Porta, figlio dell’ex direttore provinciale di Poste Italiane e cognato di Emanuele Fiorica assessore al comune di Realmonte. Una schiera di consiglieri comunali da tutta la provincia e il coordinamento del partito di Berlusconi, Filippo Caci e Riccardo Gallo, si dichiarano pronti a sostenere la candidatura di Giulio Cinque, nome dunque già solidamente accreditato nelle segreterie azzurre, della provincia e regionale.