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Lei è una giovane di 26 anni dipendente di un bar di Melilli, in provincia di Siracusa. Il fatto è accaduto ieri pomeriggio allorquando una persona è entrata nel bar in questione per una consumazione. La donna appena ha visto il cane, accompagnato dal padrone, si è avvicinata per accarezzarlo. Mai avesse preso questa decisione. Il pitbull in pochi secondi ha azzannato per la gola la donna e con un morso gli ha perforato la trachea.

Decisivo l’intervento, oltre che del padrone, anche dagli astanti che erano dentro il bar che in un certo qualmodo sono intervenuti per liberare la 26enne.

La situazione è apparsa subito grave tanto che la giovane è stata immediatamente trasportata all’ospedale di Siracusa. Anche ai sanitari dell’ospedale aretuseo la situazione è apparsa molto grave, tanto che hanno deciso il tresferimento al “Cannizzaro” di Catania dove i medici del locale ospedale l’hanno dichiarata in prognosi riservata.

Sunito sono anche intervenuti gli agentoi della sezione Volanti i quali, dopo l’accaduto, hanno denunciato il titolare del pitbull per lesioni gravi provocate dall’animale che che aveva in custodia.

 

 

 

4.803 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 29.792 tamponi processati in Sicilia.Ieri i nuovi positivi erano 5.335.

Il tasso di positività scende al 16% ieri era al 17,2%. L’isola è al terzo posto per contagi. Gli attuali positivi sono 228.192 con un incremento di 3.870 casi. I guariti sono 2.118 mentre le vittime sono 9 portano il totale dei decessi a 9.737.
Sul fronte ospedaliero sono 895 ricoverati con un caso in meno rispetto a ieri, in terapia intensiva sono 66, due casi in meno rispetto a ieri.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 1.581 casi, Catania 671, Messina 1.321, Siracusa 374, Trapani 565, Ragusa 542, Caltanissetta 265, Agrigento 605, Enna 73.

836 nuovi casi positivi, a fronte di 1.884 tamponi processati nella provincia di Agrigento. Lo riporta il bollettino dell’Asp di Agrigento.  Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, i casi di Coronavirus, in tutto l’Agrigentino, sono 64.320. In totale i guariti sono 54.376.  Gli attuali positivi salgono a 9.457, di cui 9.419 in isolamento domiciliare, e 38 ricoverati in ospedale. 4 i pazienti che si trovano in terapia intensiva all’ospedale “Parlapiano” di Ribera. Gli altri ricoverati: 12 pazienti al presidio ospedaliero riberese, 22 all’ospedale di Agrigento. Complessivamente 487 le vittime per il virus dall’inizio della pandemia. In totale dall’inizio del coronavirus, in provincia di Agrigento, 305.070 tamponi processati.

Ecco i dati Comune per Comune:  Agrigento 8.250 (1.118 attuali contagiati, 7.090 guariti e 42 deceduti); Alessandria della Rocca 306 (30 attuali contagiati, 275 guariti e 1 deceduto); Aragona 951 (158  attuali contagiati, 787 guariti e 6 deceduti); Bivona 360 (102 attuali contagiati, 257 guariti e 1 deceduto); Burgio 252 (19 attuali contagiati, 232 guariti e 1 deceduto); Calamonaci 235 (10 attuali contagiati, 222 guariti e 3 deceduti); Caltabellotta 413 (25 attuali contagiati, 382 guariti, e 6 deceduti); Camastra 362 (64 attuali contagiati, 293 guariti, e 5 deceduti); Cammarata 1.111 (117 attuali contagiati, 992 guariti e 2 deceduti); Campobello di Licata 1.741 (322 attuali contagiati, 1.401 guariti, e 18 deceduti); Canicattì 6.921 (1.394 attuali contagiati, 5.473 guariti e 54 deceduti); Casteltermini 1.141 (291 attuali contagiati, 844 guariti e 6 deceduti); Castrofilippo 459 (33 attuali contagiati, 420 guariti e 6 deceduti);  Cattolica Eraclea 481 (54 attuali contagiati, 423 guariti e 4 deceduti); Cianciana 383 (30 attuali contagiati, 347 guariti e 6 deceduti); Comitini 127 (5 attuali contagiati, e 122 guariti); Favara 5.905 (942 attuali contagiati, 4.935 guariti e 28 deceduti); Grotte 771 (136 attuali contagiati, 632 guariti e 3 deceduti); Joppolo Giancaxio 187 (16 attuali contagiati, 170 guariti e 1 deceduto); Licata 5.512 (669 attuali contagiati, 4.806 guariti, 37 deceduti); Lucca Sicula 161 (6 attuali contagiati,  154 guariti, 1 deceduto); Menfi 1.340 (282 attuali contagiati, 1.045 guariti e 13 deceduti); Montallegro 333 ( 71 attuali contagiati, 256 guariti e 6 deceduti); Montevago 233 (30 attuali contagiati, 201 guariti e 2 deceduti); Naro 960 (67 attuali contagiati, 881 guariti e 12 deceduti); Palma di Montechiaro 4.277 (577 attuali contagiati, 3.668 guariti e 32 deceduti); Porto Empedocle 2.556 (424 attuali contagiati, 2.116 guariti, e 16 deceduti); Racalmuto 1.183 (231 attuali contagiati, 947 guariti e 5 deceduti); Raffadali 1.967  (293 attuali contagiati,  1.656 guariti, e 18 deceduti);  Ravanusa 2.057 (312 attuali contagiati, 1.731 guariti, 14 deceduti); Realmonte 666 (103 attuali contagiati, 559 guariti e 4 deceduti); Ribera 3.188 (290 attuali contagiati, 2.867 guariti e 31 deceduti); Sambuca di Sicilia 479 (27 attuali contagiati, 425 guariti e 27 deceduti); San Biagio Platani 350  (91 attuali contagiati, 251 guariti, e 8 deceduti); San Giovanni Gemini 1.233 (132 attuali contagiati, 1.096 guariti e 5 deceduti); Sant’Angelo Muxaro 123 (21 attuali contagiati, e 102 guariti); Santa Elisabetta 202 (28 attuali contagiati, 173 guariti e 1 deceduto); Santa Margherita Belice 802 (85 attuali contagiati, 707 guariti e 10 deceduti); Santo Stefano Quisquina 455 (50 attuali contagiati, 402 guariti e 3 deceduti); Sciacca 4.394  (643 attuali contagiati, 3.709 guariti e 42 deceduti); Siculiana 808 (117 attuali contagiati, 685 guariti, e 6 deceduti); Villafranca Sicula 138 (21 attuali contagiati, 116 guariti  e 1 deceduto).

Sono 32 i migranti attualmente positivi al Covid tra le strutture di accoglienza, e le navi quarantena.

Nella notte di ieri due mezzi pesanti hanno spianato abusivamente un lungo tratto di spiaggia nel viale delle dune, a San Leone.
Hanno abbattuto alberi, distrutto le dune, fatto sparire tutte le specie vegetali che trattengono le sabbie ed hanno creato uno spazio libero, sicuramente per realizzare qualcosa di illegale!

Tutto questo è accaduto a distanza di pochi giorni dall’approvazione del PUDM, da perte del Comune di Agrigento, che per quella zona non prevede l’insediamento di alcun chiosco, poichè si tratta di una spiaggia delicata ed aggredita dall’erosione.

Proprio in quella zona negli ultimi anni il mare ha aggredito e distrutto ben cinque chioschi.

Non appena si è aprresa la notizia e dopo aver documentato tutto abbiamo presentato un esposto alla Capitaneria di porto, al Demanio marittimo, al Comune di Agrigento e ai Carabinieri.

Le aziende italiane di autotrasporto avevano annunciato uno sciopero di 72 ore a partire da lunedi 14 marzo. La Commissione di garanzia per lo sciopero, però, “per cause di forza maggiore” ha bocciato lo sciopero e, quindi, si tira un sospiro di sollievo.

Era stato annunciato lo sciopero a partire da lunedi 14 marzo che avrebbe avuto una durata di 72 ore.

L’informativa inviata a Trasportounito-Fiap, e ministeri delle Infrastrutture e Interno rileva il “mancato rispetto del termine di preavviso di 25 giorni” e richiama “l’obbligo di predeterminazione della durata dell’astensione”.

Dunque in Sicilia annullata per il momento ogni forma di protesta degli autotrasportatori. I tre giorni previsti di sciopero avevano allarmato non poco i siciliani i quali, proprio in questi giorni, hanno assaltato supermercati e distributori di carburante per accaparrarsi il più possibile beni di prima necessità.

Molti supermercati, infatti, si ritrovano ad avere i banconi privi di merce.

 

La grande fuga, Fuga da Alcatraz, Papillon, Le ali della libertà e Dieci secondi per fuggire.

Questi, come ben sapete, sono i titoli di alcuni film che rimarranno nella storia. Tema centrale in tutte le pellicole appena citate le fughe verso la libertà, molte delle quali avvenute con il più classico dei modi: lenzuola attaccate e giù dalla finestra.

Della fuga del ospedale San Giovanni di Dio non rimane nessuna pellicola, ma una foto tanto emblematica.

E’ accaduto, come detto ad Agrigento, nel nosocomio di contrada Consolida. Appena ieri il fuggiasco tunisino era stato acciuffato dalle Forze dell’Ordine dopo aver tentato di rubacchiare in una villetta del Villaggio Mosè. Il tempestivo intervento di una bambina di 12 anni all’interno della casa, che ha chiamato il 112, ha fatto si che i due malviventi si dessero alla fuga. no è riuscito a fuggire, l’altro è stato acciuffato dopo un inseguimento durato un bel po di tempo.

Si tratta di un tunisino di 20 anni senza fissa dimora il quale dopo essere stato preso ha dichiarato alle Forze dell’Ordine di star male, molto probabilmente colpito dal Covid. I Militari non hanno fatto altro che trasportarlo all’ospedale di Agrigento dove è stato ricoverato.

Al calar delle tenebre, il malvivente tunisino non ha esitato un solo istante a realizzare la fune con le lenzuola e, nodo dopo nodo, è riuscito a calarsi dalla finestra per raggiungere la…libertà.

Vane le ricerchè fino adesso. La situazione è molto pericolosa in quanto, come detto, il malvivente sarebbe stato colpito dal Covid 19.

 

 

Al Villaggio Mosè di Agrigento, due giovani extracomunitari si sono intrufolati in una villetta, nei pressi di viale Cannatello,
tentando di rapinarla mentre al suo interno si trovava la figlia adolescente dei proprietari, evidentemente assenti in quel momento. La giovane agrigentina, nascosta all’interno dell’abitazione è riuscita, con grande sangue freddo, ad avvisare le forze di Polizia che, intervenute prontamente, sono riuscite ad arrestare uno dei due malfattori.
“Inaudito quello che successo – commenta il
commissario provinciale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano-  non riesco a immaginare cosa possa aver provato questa ragazzina, voglio manifestarle la nostra solidarietà e la nostra ammirazione per il coraggio dimostrato. Più volte Fratelli d’Italia ha pubblicamente denunciato come la follia immigrazionista del governo, e la sua politica dei porti spalancati, abbiano avuto come solo effetto quello di portare nelle nostre città migliaia di clandestini, molti dei quali sbandati e dediti ad attività delinquenziali, e quello di foraggiare il business dell’accoglienza e del malaffare. La situazione ad Agrigento ed in provincia è insostenibile, ciò che è successo alla malcapitata ragazzina potrebbe accadere a chiunque, per questo è indispensabile porre immediatamente rimedio, e per questo, ancora una volta, chiediamo al governo di istituire un blocco navale per fermare quell’immigrazione illegale che ha reso insicure le nostre città”.

Ponte sullo Stretto, aeroporto centromeridionale, alta velocità su linea ferrata e su strada gommata, potenziamento del sistema portuale della costa meridionale della Sicilia.  Sono questi gli argomenti che alimenteranno un convegno organizzato dall’Ordine degli Architetti di Agrigento, per il prossimo 17 marzo alle 8,30, presso l’Hotel dei Dioscuri di San leone, sul tema delle infrastrutture necessarie per il rilancio socioeconomico del territorio della Provincia di Agrigento.

Con il nuovo evento, che segue quello tenuto dalla Rete delle Professioni Tecniche lo scorso 30 ottobre, l’Ordine degli Architetti intende ribadire e sottolineare l’importanza del ponte sullo Stretto, quale opera strategica per lo sviluppo dell’intero sistema infrastrutturale siciliano e la necessità di un nuovo piano di investimenti per le infrastrutture più importanti per il territorio agrigentino, come  l’Aeroporto centromeridionale, l’alta velocità su strada ferrata, l’anello autostradale veloce, la manutenzione sulla viabilità interna ed il potenziamento dei porti”.

L’evento è stato presentato questa mattina, con una conferenza stampa, tenutasi nella sede dell’Ordine, nel corso della quale è intervenuto il Presidente dell’Ordine Rino La Mendola; presenti anche i consiglieri dell’Ordine Roberto Campagna e Peppe Vita ed il consigliere della Fondazione Architetti nel Mediterraneo, Alfredo Pinelli.

“Oggi – afferma Rino La Mendola – si parla tanto di PNRR ma di fatto questo potenziale strumento di sviluppo è deludente perché non prevede quasi nulla in materia di infrastrutture per il nostro territorio. In questo contesto, lungo il percorso già tracciato con il convegno organizzato, lo scorso 30 ottobre, dalla Rete delle Professioni Tecniche, vogliamo promuovere un nuovo evento, con il patrocinio degli Ordini professionali, delle forze sociali e delle categorie produttive della nostra provincia. L’obiettivo è  quello di ribadire la necessità e l’urgenza di un nuovo piano di investimenti speciali per le infrastrutture a servizio di Agrigento come l’aeroporto centromeridionale, l’alta velocità su strada ferrata e gommata ed il potenziamento dei porti. Nel corso del convegno, ribadiremo l’importanza del Ponte sullo Stretto quale opera strategica per richiamare una serie di investimenti sull’intero sistema infrastrutturale siciliano e per completare quel corridoio Berlino – Palermo che rilancerebbe la nostra terra quale porta d’Europa nel Mediterraneo, non solo dal punto di vista politico, ma da quello economico, turistico e commerciale. Siamo infatti consapevoli che difficilmente arriveranno risorse per infrastrutture in Sicilia se i nostri collegamenti su strada gommata e linea ferrata con il Continente continueranno a essere penalizzati dalla lentezza dell’attraversamento, via mare, dello Stretto di Messina – conclude Rino La Mendola –  Tra l’altro, sul Ponte i governi nazionali che si sono succeduti negli ultimi quarant’anni hanno sperperato circa un miliardo di euro per una progettazione che non è mai partita e, per noi, questo è uno scandalo. Siamo stanchi di  sentire parole e promesse che cadono sistematicamente nel vuoto. Oggi, dunque, torniamo a chiedere risposte concrete alla politica soprattutto per le infrastrutture importanti per la nostra terra, come il Ponte sullo Stretto, l’aeroporto centromeridionale, l’alta velocità su strada ferrata e gommata e il potenziamento dei nostri porti. Stiamo chiedendo ciò che altrove è normale e siamo convinti che i siciliani, soprattutto i residenti in provincia di Agrigento, non siano cittadini di serie B ma cittadini che pagano le tasse e che hanno diritto di usufruire di un sistema infrastrutturale in linea con il terzo millennio”.

La polizia ha applicato la sanzione della chiusura per cinque giorni di un ristorante al cui interno sono stati trovati i titolari senza la mascherina.

“Nel corso delle attività – si legge in una nota della Questura – sono stati eseguiti 5 controlli amministrativi ad altrettanti esercizi commerciali”. Le irregolarità sono state accertate solo in uno dei locali. I servizi sono stati estesi in piazza Duomo dove era stata già segnalata l’abitudine di parcheggiare veicoli in zona pedonale e, pertanto, sono state elevate 18 contravvenzioni”.

Un pullman carico di prodotti alimentari, indumenti e medicine partirà da Montevago (Agrigento) in direzione Polonia e tornerà con a bordo quarantacinque persone ucraine in fuga dalla guerra. Donne e bambini saranno ospitati nel piccolo centro belicino dove diversi cittadini hanno già messo a disposizione le loro abitazioni. L’iniziativa “Un cuore per l’Ucraina” è promossa dal comune di Montevago in collaborazione con l’associazione di volontariato “A Cuore Aperto” – che si farà carico delle spese per il viaggio dei profughi e per l’acquisto di medicine –  e altre associazioni del territorio. Punto di riferimento per le operazioni di identificazione tramite le autorità ucraine il parroco polacco don Sebastian Kondzior, per diversi anni cappellano ospedaliero al Policlinico Tor Vergata di Roma.

Oggi, nei locali della biblioteca comunale, il sindaco ha fatto il punto della situazione con la giunta e le associazioni coinvolte nell’iniziativa.

“E’ con grande entusiasmo e spirito di solidarietà –  dice il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – che la comunità di Montevago ha risposto all’appello per aiutare queste persone in fuga dalle bombe. Donne che lasciano i propri mariti a combattere, in fuga dalla propria terra per salvare la loro vita e quella dei loro figli. Una crisi umanitaria che non può lasciarci indifferenti. Faremo di tutto per far sentire i fratelli ucraini parte integrante della nostra comunità e per alleviare i dolori e le sofferenze che la guerra sta provocando. Ringrazio tutti i cittadini, le associazioni e i volontari che stanno collaborando a questa iniziativa di solidarietà”.

Si può contribuire donando generi di prima necessità e medicine, in particolare: cibo in scatola (carne e pesce), barattoli di conserve, tonno, cioccolato, frutta secca, latte, cibo per bambini, biscotti, merende, succhi di frutta, pane e panini a lunga scadenza, salumi e formaggi sottovuoto, caffè, tè. Poi: pannolini, pannoloni, traverse, antinfiammatori, antipiretici, bende, siringhe, antidolorifici, vitamine. E’ possibile consegnarli dal lunedì al venerdì all’asilo nido “L’albero delle idee” e nei locali della Pro Loco.

Intanto, per sostenere l’accoglienza dei profughi ucraini nel centro belicino, è già partita una raccolta fondi su un conto dedicato del comune Montevago il cui Iban è il seguente: IT15L0898583140013001011871.