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“Attorno a “Rinascimento” in Sicilia – spiega Vittorio Sgarbi – si sono raccolte personalità del mondo delle professioni e delle cultura che vogliono impegnarsi nel governo degli enti locali. Siracusa è una delle più importanti città d’arte d’Europa. E per avere una proiezione europea deve anche ripensare la promozione del suo patrimonio artistico. Su questi temi ci confronteremo con le altre forze politiche, a partire dal candidato sindaco. 

Proprio in questi giorni è partita la campagna di adesioni a “Rinascimento” per il 2018 (www.rinascimentosgarbi.it). E proprio da Siracusa ci giungono numerose adesioni”

 

Gero Acquisto, 39 anni di Casteltermini, questa mattina ad Agrigento nel XVII Congresso Confederale Uil è stato eletto Segretario Generale della Camera Sindacale Territoriale per il quadriennio 2018/2022.
Un congresso gremito, seguito e molto partecipato, con quasi 350 presenze e ben 180 delegati che hanno dato fiducia al segretario uscente, votato all’unanimità assieme ai Componenti della Segreteria Provinciale: Linda Bellia, Giovanni Manganella, Fabrizio Danile, Giovanni Miceli, Calogero Burgio.
Presenti inoltre per la Cisl il Segretario Maurizio Saia e per la Cgil il Segretario Franco Gancemi, che hanno dato un saluto al congresso e hanno rimarcato l’importanza del sindacato confederale in provincia.
Presente per la Segreteria Regionale Uil Sicilia, la Segretaria Organizzativa Regionale Luisella Lionti. Ha concluso i lavori il Segretario Generale Uil Sicilia Claudio Barone, che ha rimarcato la rigenerazione e il cambio di passo degli ultimi anni dell’Organizzazione Sindacale nell’isola e del buon lavoro di rilancio e di equilibrio che è stato portato a termine dalla Confederazione provinciale di Agrigento, con Acquisto e tutto il gruppo dirigente.

Il Segretario Generale Gero Acquisto dichiara:

“In questi primi due anni e mezzo del mio mandato, la UIL ha saputo crescere e lavorare di squadra, raggiungendo traguardi e obiettivi con un lavoro certosino e instancabile che vanno ascritti a tutti i Dirigenti, i Segretari di Categoria, i dipendenti dei Servizi, i Tesserati, ma soprattutto i cittadini che in questi anni abbiamo in ogni modo cercato di non deludere.
Se oggi la Uil ha raggiunto obiettivi straordinari nei Servizi (Patronato ITAL e CAF), in un momento congiunturale economico e sociale buio, soprattutto nella nostra provincia, è grazie all’impegno e alla dedizione delle nostre risorse umane in tutti Comuni del comprensorio.
Inoltre, abbiamo cercato in ogni modo di stimolare i governi nazionali, regionali, locali e le forze sane del territorio ad intervenire sulle problematiche e le emergenze che da troppo tempo persistono: la viabilità primaria e secondaria ai minimi termini, le difficoltà a riorganizzare una sanità pubblica e una rete ospedaliera che ancora non eroga servizi puntuali e celeri, gli Enti Locali che non riescono a trovare le soluzioni per garantire i servizi minimi anche per la mancanza di risorse e per la scarsa sinergia con Regione e Stato centrale.
Una industria che è testimoniata dall’ area ex Asi ad altre aziende che non hanno superato la crisi anche per la mancanza di infrastrutture e di piani e progetti di sviluppo (che non hanno avuto seguito) e di una concorrenza globale che è diventata spietata. Infatti, l’esecutività e la cantierizzazione delle opere (vedi i ritardi tra l’altro del Patto per la Sicilia e Io resto al Sud o le problematiche sulla mancata certificazione della spesa europea) hanno evidenziato falle sotto gli occhi di tutti. Due esempi plateali, i ponti chiusi e il piano regionale dei rifiuti ancora al palo.
Eppure la Uil ha sempre spinto in direzione di soluzioni condivise, proponendo in ogni modo di superare l’impasse attraverso la concertazione con i corpi intermedi. La nostra Provincia, purtroppo, ha bisogno un netto cambio di passo. Il Cua, un avamposto per giovani e famiglie agrigentine e per le opportunità che offre al territorio, non può essere lasciato in un eterno limbo; se si deve tagliare il cordone ombelicale con Unipa e trovare altre strade non si perda più tempo. Cinque anni forse possono bastare!
Come abbiamo sottolineato che le problematiche lavorative e lo sciopero unitario confederale nei confronti del Governo Musumeci su Forestali, Esa, Consorzi di bonifica e Aras è un segnale forte da parte di un sindacato non si farà abbindolare dalle politiche di slogan o titoloni.
Vogliamo un confronto leale, sano, dove si garantiscano i diritti e le tutele lavorative, anche perché proveniamo da una stagione di macelleria sociale e incertezze che hanno lasciato strascichi.
Dispiace constatare, conclude Acquisto, che pur avendo invitato i Sindaci della Provincia, con i quali spesso ci siamo confrontati o scontrati nel rispetto dei ruoli, oggi non era presente nessuno di loro al Congresso, e questo dà la cifra di quanto la politica sia troppo lontana dalle forze sociali, cosa che spero si possa rimarginare.”

Nel Giugno 2012, la Torre Carlo V di Porto Empedocle, riapriva le porte al pubblico dopo circa trent’anni, tornando ad essere il centro delle iniziative culturali del paese.

Oggi a distanza di 6 anni la Torre comincia a vivere il processo inverso, gli intonaci cominciano a gonfiarsi e cadendo diventano un pericolo per i visitatori, che vorrebbero conoscere i luoghi della Strage Dimenticata raccontata da Andrea Camilleri. 

Anche le condizioni esterne non sono certo migliori. 

Le grondaie otturate dall’intonaco in disfacimento, provocano infiltrazioni e conseguenti danni alle murature e alle lampade ad incasso.

Tutto ciò ha reso impossibile l’accesso al primo e secondo piano e dichiarate inagibili le sale.

Non cerchiamo responsabili, ma vorremmo che la Soprintendenza che ha eseguito il restauro, l’amministrazione comunale e la Capitaneria di Porto che hanno il compito di manutenere la Torre di Carlo V intervenissero con sollecitudine, per scongiurare il pericolo di una chiusura definitiva e renderla fruibile non solo ai visitatori ma anche alla diverse associazioni culturali nate a Porto Empedocle negli ultimi anni e che hanno prodotto diverse iniziative interessanti.

Se è vero che Porto Empedocle punta a sviluppare una economia prevalentemente turistica, non si può abbandonare l’unico edificio storico che insiste nel comune, non si può far finta di niente, non si può dire che non ci sono le risorse economiche necessarie, non si possono uccidere la storia e il futuro della città marinara.

Lorena Siracusa, 27 anni, è stata condannata a 1 anno di reclusione perchè ritenuta colpevole di omicidio colposo  per aver provocato, secondo l’accusa, la morte di un giovane, a seguito di un incidente stradale avvenuto, nel dicembre del 2009, lungo il viadotto Akragas, tra Agrigento e Porto Empedocle.

Secondo l’accusa la Siracusa avrebbe condotto la vettura ad alta velocità, da qui l’incidente che vide la stessa precipitare nel vuoto dopo una paurosa sbandata.

Per la giovane agrigentina il  Calogero Montante aveva chiesto la condanna a due anni.

La Siracusa dovrà anche risarcire i familiari della giovane vittima che si sono costituiti parte civile.

Nella requistoria il pm aveva detto: “L’accusata ha voluto fare una bravata per dimostrare agli amici quanto fosse brava a guidare nonostante la patente conseguita da poco tempo”.

Pronto in giunta il piano regionale dei rifiuti: no ai termovalorizzatori, ampliamento delle discariche e obiettivo differenziata 35% entro due anni.

Il neo assessore regionale ai servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, ha disegnato il piano regionale dei rifiuti. E il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha risposto ok. Nel piano Pierobon vi sono delle non novità, come la riduzione da 18 a 9 delle attuali società che gestiscono il servizio di nettezza urbana in Sicilia, ossia gli ex Ato adesso Srr.

E poi l’ampliamento delle discariche con la possibilità di trasportare all’estero 500mila tonnellate di spazzatura. E poi, alcune novità, come gli incentivi, da subito, alla raccolta differenziata per raggiungere entro due anni il traguardo del 35%, a fronte del 15,4% attuale. E penalità nella bolletta per coloro che non praticano la differenziata. E poi stop, senza riserva alcuna, ai termovalorizzatori. Pertanto, si tratta di una prospettiva di azione per i prossimi 24 mesi, per tamponare, se non risolvere, l’emergenza atavica che incombe in Sicilia.

Ancora in riferimento al potenziamento delle discariche, il piano stanzia 60 milioni di euro per ampliare di un milione di tonnellate di rifiuti la discarica palermitana di Bellolampo, poi Castellana Sicula per 120mila tonnellate, e altre due discariche a Trapani per quasi un milione di tonnellate. L’obiettivo è una discarica per ogni provincia e una tariffa unica di conferimento: infatti, attualmente i privati hanno tariffe differenti autorizzate dalla Regione. Ed ancora in riferimento alla diffusione della raccolta differenziata, è stata approvata la delibera di giunta tramite cui la Regione ha tracciato delle linee guida adesso recapitate ai Comuni come circolari.

L’assessore Alberto Pierobon ha voluto così inviare un vademecum agli amministratori comunali per sensibilizzarli sull’argomento. E, tra l’altro, Pierobon scrive ai sindaci: “La cattiva gestione dei rifiuti ha avuto, e continua ad avere, ricadute gravi su vari settori fondamentali della nostra economia: dai differenti comparti del turismo (quello naturale e quello urbano) alla produzione agricola e alimentare. A fronte di tali fattori negativi, vi è la possibilità che i rifiuti da problema diventino risorsa. Le stime per il 2019 prevedono infatti che il settore del recupero e del riciclo valga globalmente circa 1440 miliardi di euro”.

A.R. (teleacras)

Parte la campagna di Marevivo a Lipari con l’inaugurazione della macchina compattatrice per riciclare bottiglie di plastica
12/04/2018 – Parte oggi a Lipari il progetto di Marevivo “#EmergenSea, Ognuno di noi può fare qualcosa per difendere il mare”, con l’inaugurazione della macchina compattatrice per riciclare bottiglie in plastica e ricevere buoni sconti. La campagna è stata resa possibile sull’isola grazie al sostegno di Aeolian Islands Preservation Fund e alla collaborazione con il Comune di Lipari – Assessorato all’Ambiente e dell’I.C. Lipari Santa Lucia.
Sopra al dispositivo, ospitato proprio dall’istituto scolastico Santa Lucia, c’è un monitor per proiettare il video della campagna che punta a diffondere le “tre R”: riduci, ricicla e riusa. Sarà possibile inserire le bottiglie nella macchina dal lunedì al venerdì dalle 08:30 alle 18:00 e il sabato dalle 08:30 alle 13:00, anche nei periodi di sospensione dell’attività scolastica, giorni festivi esclusi. I buoni sconti rilasciati per il gesto virtuoso potranno essere utilizzati negli esercizi che hanno già aderito all’iniziativa: Bar Ritrovo La Latteria; Gioielleria- Articoli da Regalo Rita Subba; il Giardino di Lipari, Bar Papisca; La Casa Eoliana; Artesana; San Bartolo Vineria e Dispensa.
La campagna #EmergenSea di Marevivo oltre alla sensibilizzazione punta a promuovere azioni concrete per fare in modo che la plastica diventi un’opportunità e non un danno. Le macchine compattatrici, in tal senso, possono rappresentare una valida alternativa per combattere il degrado ambientale e promuovere comportamenti virtuosi nelle comunità.
«Abbiamo scelto come progetto pilota l’isola di Lipari – spiega Carmen di Penta, Direttore Generale di Marevivo – dotando il territorio prescelto di una macchinetta che separa e compatta le bottiglie di plastica. Non solo, ci occuperemo anche della diffusione del materiale di comunicazione ed informazione per sensibilizzare le comunità locali su quanto siano importanti i piccoli gesti però decisivi per contrastare l’abbandono dei rifiuti e l’inquinamento del territorio e del mare».
«Siamo entusiasti di aver promosso e offerto supporto economico al progetto EmergenSea, un altro progetto insieme a Marevivo, che crediamo avrà un forte impatto sul territorio. Abbiamo finalmente alle Eolie – spiega Luca Del Bono, Chairman Aeolian Islands Preservation Fund – il primo eco compattatore per bottiglie di plastica. Ci auguriamo che in molti partecipino conferendo le proprie bottiglie nella macchinetta, un primo passo per mettere in moto un meccanismo corretto. Ogni cittadino da oggi ha in mano uno strumento per fare la differenza e avere un impatto positivo sul nostro eco sistema».
Per il sindaco del comune di Lipari Marco Giorgianni: «La mia presenza vuole testimoniare la condivisione dell’amministrazione per un’iniziativa che non solo parla d’ambiente ma si approccia in modo pratico a favorire i comportamenti virtuosi ancora più importanti quando coinvolgono il contesto della scuola. E ne condividiamo non solo lo spirito ma anche la tempistica perché coincide con una riorganizzazione che avverrà già nelle prossima settimana del servizio di raccolta che ha l’aspirazione di raggiungere percentuali di differenziata importanti».
«Con questa iniziativa – dichiara Renato Candia, Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo ‘Lipari’ – promossa da Marevivo, ormai da anni vicina alla nostra scuola con il progetto delfini guardiani, l’Istituto Comprensivo ‘Lipari’ apre, non solo metaforicamente, le proprie porte alla comunità. Siamo convinti dell’importanza di questo segnale: fare scuola significa, anche, non smettere mai di sognare e di voler imparare ad essere migliori, rispettando gli altri e l’ambiente e riconoscendo tutto il valore delle loro stesse caratteristiche. Ci auguriamo un grande successo e un bell’esempio per tutti».

Proseguono gli incontri dedicati all’educazione intercultuale dell’istituto Ettore Majorana di Gela, retto dalla dirigente dott.ssa Linda Bentivegna. Il prossimo relatore è il prof. Francesco Pira, sociologo, giornalista e docente di Comunicazione presso l’Università di Messina. L’appuntamento è per lunedì 16 aprile dalle ore 15:00 presso l’aula magna della sede centrale di via Pitagora.

Il prof. Pira relazionerà sul tema  “Globalizzazione e Migrazione: i media, la spettacolarizzazione e la controinformazione dei social network”.

Alla luce dei recenti e sempre più massicci flussi migratori, l’incontro si propone come riflessione sulle modalità con cui si concretizzano ed interagiscono differenti identità culturali attraverso i media. Questi ultimi sono sono stati fortemente sollecitati, negli ultimi anni, a trovare i modi e le forme per narrare “lo straniero”.

 

Il ciclo di incontri, rivolto agli insegnanti nell’ambito del Piano di Formazione, è organizzato dalle professoresse Rosi Antinoro e Sonia Madonia. La partecipazione è gratuita.

Parte in questi giorni a Comitini la campagna massiva di installazione degli Open Meter, la nuova generazione di contatori elettronici targati Enel.

In aggiunta ai servizi di telelettura e telegestione, disponibili già con gli attuali apparecchi, il contatore intelligente 2.0 offrirà ai clienti informazioni sempre più puntuali per il monitoraggio dei consumi e consentirà di abilitare i servizi innovativi di domotica, la cosiddetta smart home.

Con il nuovo contatore sarà, infatti, possibile verificare l’energia consumata nelle diverse fasce orarie del giorno ed analizzare la potenza mediamente assorbita ogni quarto d’ora. Tutti questi dati permetteranno ai clienti di avere una sempre maggiore consapevolezza dei propri consumi e delle proprie abitudini consentendogli di identificare con maggiore facilità il contratto di fornitura più idoneo alle proprie esigenze e abitudini.

E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica a media e bassa tensione, prevede di sostituire a Comitini circa 600contatori.

L’intervento di sostituzione è completamente gratuito e i clienti non dovranno versare alcun compenso al personale impegnato nell’operazione.

Oggi, Giammassimo Tanto, Program Manager di E-distribuzione per la provincia di Agrigento, ed Antonio Achille, responsabile tecnico della Sielte S.p.A., l’impresa appaltatrice che eseguirà la sostituzione, hanno, quindi, incontrato il Sindaco di Comitini, Dott. Contino, per illustrare il piano di sostituzione sul territorio e tutte le azioni e iniziative adottate per tutelare la cittadinanza.

Nell’organizzazione di questo importante progetto, l’azienda elettrica ha, infatti, ritenuto che fosse prioritario garantire ai cittadini la massima trasparenza ed assicurare loro tutte le informazioni necessarie. Per tale ragione la data esatta della sostituzione sarà comunicata tramite avvisi che saranno esposti, con qualche giorno di anticipo, all’ingresso degli immobili interessati dalla sostituzione.

Inoltre, particolarmente avanzato e garanzia di sicurezza è il nuovo servizio e-PIN che, oltre al tesserino identificativo dotato di fotografia in possesso di ogni operatore, sia esso dipendente di Enel che di impresa appaltatrice, mette a disposizione dei clienti un ulteriore strumento di verifica.  L’identità dell’operatore potrà, infatti, essere accertata anche chiedendo all’operatore medesimo di generare un codice PIN che, chiamando il numero verde 800 085 577 (selezionare tasto 7) oppure utilizzando il servizio dedicato su APP o sul sito web di E-Distribuzione, consentirà di acquisire e verificare i dati anagrafici dell’incaricato alla sostituzione.

Sul sito e-distribuzione.it i clienti potranno, comunque, reperire tutte le informazioni relative al progetto, consultare il piano di installazione e scaricare materiale illustrativo come la guida tecnica all’Open Meter.

Inoltre, registrandosi gratuitamente all’area riservata del sito e-distribuzione.it potranno scaricare il rapporto di sostituzione riportante tutti i dati di interesse, comprese le letture di rimozione, a partire dal secondo giorno successivo all’intervento.

Il Sindaco Ettore Di Ventura e l’Assessore all’Ambiente, Roberto Vella, comunicano alla Città che nel tardo pomeriggio di martedì 10 aprile, è pervenuto il Decreto della Regione Siciliana col quale si autorizza il Comune di Canicattì al conferimento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati nell’impianto di C.da Grotte S.Giorgio, nel Comune di Lentini.

La discarica è gestita della Società Sicula Trasporti s.r.l.
“Dopo giorni di dure trattative – commenta il Sindaco Di Ventura – e con il prezioso interessamento di S.E. il Prefetto di Agrigento, siamo riusciti a trovare una soluzione alla pesante emergenza rifiuti che ha attanagliato la città negli ultimi giorni. L’approvazione di questo Decreto ci permetterà di riportare la situazione alla normalità in tempi piuttosto brevi. Già dalle prime ore di oggi, con un pregevole lavoro svolto dagli operatori ecologici, è iniziata l’operazione di raccolta degli ingenti quantitativi di rifiuti accatastati nei pressi dei cassonetti. Facciamo leva sul senso civico dei cittadini affinché collaborino a restituire un aspetto decoroso alla nostra Città. Ringraziamo tutti coloro che, a diverso titolo, comprendendo quanto grave fosse l’emergenza, hanno collaborato per cercare di risolvere al più presto il grave problema. Abbiamo sentito la vicinanza delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine, degli operatori del settore, dei tecnici, e di tutti quei cittadini che si sono realmente messi a servizio della Città evitando di abbandonare i rifiuti per strada e trasformarle in discariche a cielo aperto”

Sabato scorso nella sua Ravanusa in cui è nato, in provincia di Agrigento, si è celebrata la cerimonia di inaugurazione del busto in bronzo, opera di Rocco Carlisi, in sua memoria. Tributo allo storico Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, l’Onorevole socialista Salvatore Lauricella o meglio Totò, il Presidente. Anche i ragazzini adesso lo chiamano così osservando incuriositi l’opera bronzea che fedelmente lo riproduce, come Leonardo Sciascia nella vicina Racalmuto, mentre sembra passeggiare tra sua gente, all’angolo di Corso della Repubblica che introduce i passanti a Piazza XXV Aprile nel centro storico della città. Riconoscimento ad un uomo che fu politico siciliano autorevole e soprattutto importante artefice della storia del Socialismo in Sicilia. 
Del politico, soprattutto dopo la sua morte, si è già scritto e detto abbastanza. Ma a raccontare la sua vita anche familiare, privata e umana sono i suoi due figli: Giuseppe, avvocato e professore di diritto pubblico all’Università di Palermo e Lucia, psicoterapeuta. 

Si commuovono entrambi ma senza fatica riprendono fiato e raccontano, ciascuno a suo modo, la quotidianità, la vita familiare, il loro rapporto. Come tutti quei i figli che amano i genitori legati da riconoscenza e affetto senza tempo. 

– “Salvatore Lauricella, mio padre, è stato e rimane un mio punto di riferimento”. Così inizia il ricordo che il figlio del noto politico, Giuseppe, docente universitario. “Da piccolo non era sempre presente ma, grazie a mia madre, era sempre con noi – prosegue – quando tornava a casa da Roma o dai suoi giri nel territorio, aveva il tempo di stare con me, giocare insieme”. Ci regala piccoli particolari di vita quotidiana, che descrivono un padre come tanti. “Sul letto dei miei genitori facevamo la lotta. Era un padre di poche parole ma che ti faceva sentire il suo amore, le sue attenzioni. Mi insegnò a dare i primi calci al pallone e fu poi orgoglioso che fossi diventato un bravo attaccante. Mi insegnò ad andare in bicicletta. Poi anche a guidare. Andavamo a caccia insieme. Mi insegnò ad usare il fucile, a sparare, ad avere rispetto per la caccia, mai intesa come carneficina ma come sport. Non era importante prendere molta selvaggina ma passare una giornata insieme con gli amici cacciatori”. I ricordi proseguono con le piccole e grandi soddisfazioni. “Fu orgoglioso il giorno della mia laurea in giurisprudenza, come lui e come prima suo padre (mio nonno) Giuseppe Lauricella. Fu felice quando mi abilitai all’esercizio della professione e pianse di gioia quando diventai professore universitario”. Poi la malattia.“Quando si ammalò passai molte notti in ospedale a controllarlo, alternandomi con mia madre. L’ho accudito come un figlio. Nella sua ultima campagna elettorale gli organizzai tutto. Lui si fidava di me, mi stimava, mi voleva bene. E andò bene”. Infine l’esperienza da nonno, un regalo vissuto con grande intensità emotiva dal politico ormai anziano. “La sua massima felicità fu quando nacque mia figlia Nicoletta, chiamata come mia madre. Era fiero che avesse il suo stesso gruppo sanguigno. Era orgoglioso che il suo nome continuasse. Abitavamo accanto. Spesso, la sera, bussava alla nostra porta e chiedeva a mia moglie Aglaia di addormentare la bambina. E così la metteva su una spalla tra le braccia e passeggiava su e giù per il salone fino a farla addormentare. Una scena mai vista: mio padre – ricorda commosso – non aveva addormentato mai nessuno, non ne aveva mai avuto il tempo. Ora poteva fare il nonno. E prima di andarsene per sempre, ancora in ospedale, volle la foto di mia figlia. Se la guardava e se la baciava. Se ne andò quando mia figlia aveva appena un anno e mezzo”. Il ritratto fatto dal figlio fa emergere la sua determinazione ma anche la sua semplicità, la sua signorilità frutto dell’educazione e dei principi che gli furono trasmessi da sua madre e da suo padre, ma anche dalle sue esperienze dure di vita. La guerra, che visse da soldato al fronte, il suo ritorno a casa a piedi da Pisa a Ravanusa. I successi e le delusioni nella sua carriera, a volte anche da parte di chi reputava amico. Ma anche questo lo rendeva più forte. Il suo rapporto straordinario con sua madre, l’esempio di suo padre che seguì nella battaglia politica a fianco dei contadini e nell’attività professionale fino a prendere le redini dello studio legale. “Ebbe in mia madre, Lina – chiosa ancora – un sostegno e una compagna insostituibile, determinante nelle sue scelte, moglie ma anche amica, compagna, punto di riferimento. Mi insegnò che bisogna perseguire i propri obiettivi di vita con impegno e dedizione e mantenerli con rettitudine”. Come politico è stato un esempio, una fonte di esperienza, di vita, di comportamento. È stato un uomo potente – chiarisce – ma aveva l’umiltà dei grandi uomini. La sua vita politica è stata segnata dalla passione, dall’attenzione verso i più bisognosi. Ha sempre guardato più avanti di altri. Per questo è diventato più grande di altri, come riconosciuto da tutti. Aveva una visione alta della politica, sapeva anticipare gli eventi, anzi, spesso li determinava. Alla sua morte l’aggettivo prevalente per descriverlo è stato: “era un politico leale”. Questo la dice tutta sul suo modo di concepire i rapporti, la politica, la serietà delle scelte”. 

– “Mio padre ha avuto una vita di grande impegno e responsabilità – dice la figlia Lucia, la maggiore, psicoterapeuta dipendente dell’Azienda Sanitaria del capoluogo siciliano – . “Spesso ci si rivedeva nei fine settimana, l’attesa del suo ritorno era una festa per mia madre, per me e mio fratello Giuseppe. Seppur gli impegni politici lo conducevano lontano, ci seguiva attraverso le indicazioni e le notizie con mia madre. Nella nostra crescita e nei percorsi di studio. Ad ogni suo rientro da Roma a Palermo a casa si respirava un’aria di festa. Un padre attento e sempre pronto ad ascoltarci. Aperto al dialogo, accettava anche le mie contestazioni tipiche dell’adolescenza mentre mi induceva a riflettere, quindi a confrontarci. 
A Ravanusa ho abitato fino a sei anni. Da bambina la sera prima di andare a dormire giocavamo sul letto, mi divertivano le capriole. Un padre di che si concedeva assoluta normalità nei rapporti con i figli. Come ogni genitore ci dedicò amore, ascolto, sicurezza, coraggio. Sapeva farmi sognare ad occhi aperti. La relazione affettiva è stata punto importante anche quando non era presente fisicamente. Ogni suo giudizio per me era fondamentale, gli sarò sempre grata per i preziosi insegnamenti. Da giovane giocò a calcio in una squadra locale di Ravanusa poi da adulto seguì lo sport dalla tv. Apprezzava l’impegno degli atleti, di ogni sportivo ma preferiva il calcio. Amava anche il cinema e ne valorizzava sempre qualcosa: la regia, la colonna sonora, la sceneggiatura o la fotografia. Tra i suoi interessi la lettura. Amava i romanzi, leggere testi di storia, saggi che portava spesso con lui nei viaggi”. 
La sua testimonianza scorre, e Lucia ricorda orgogliosamente l’uomo politico: “I pensieri, i sentimenti, il confronto, la responsabilità di mio padre, la sua storia, la sua esperienza caratterizzano insieme quello che fu il suo modo di essere, di pensare, la sua onestà intellettuale. Nella vita privata era così come appariva in pubblico: sempre e comunque uguale a se stesso! Il suo impegno, la sua attività politica facevano inevitabilmente parte della nostra vita anche i vari trasferimenti dalla Sicilia a Roma e viceversa. A Palermo ci siamo trasferiti quando ricevette da Pietro Nenni il compito di formare in Sicilia il PSI che ancora non esisteva come partito. 
Fu quindi segretario regionale e nel ’61 diede vita, con l’Onorevole D’Angelo, al primo Governo di centro-sinistra dell’isola. A Roma ci siamo trasferiti – conclude Lucia –  a seguito della sua terza nomina di Ministro, erano i primi anni ’70”.