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Cinque automobilisti sono stati “pizzicati” sotto l’effetto di bevande alcoliche, lo scorso fine settimana, nell’ambito di specifici servizi finalizzati al contrasto alle cosiddette “stragi del sabato sera”, effettuati dalle pattuglie della Polizia Stradale di Agrigento.

Durante i posti di controllo effettuati a San Leone è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento per guida in stato di ebbrezza per i cinque conducenti.

Si tratta di: C.M., 23 anni, residente ad Agrigento (con un valore di 1,05 g/l); B.R., 46 anni, residente ad Agrigento (2,36 g/l); S.L., 25 anni, residente ad Agrigento (1,15 g/l); E.A.M., 23 anni, residente ad Agrigento (1,15 g/l); C.C.M., 27 anni, residente a Campobello di Licata (1,40 g/l).

Inoltre sono state accertate complessivamente 12 infrazioni, ritirate 5 patenti e 2 carte di circolazione. Sequestrati anche 3 veicoli e 62 punti-patente che sono stati decurtati.

 

 

 

 

 

 

 

Ad Agrigento proseguono le attività di contrasto ai trasgressori della raccolta differenziata. Quattro lanciatori di sacchetti di spazzatura in strada sono stati registrati nottetempo in piazzale La Malfa dai Vigili urbani dalle nuove telecamere a raggi infrarossi di recente dotazione al comando della Polizia Municipale, diretto da Gaetano Di Giovanni. A ciascuno dei quattro è stata inflitta una multa di 600 euro

L’’amministrazione comunale di Agrigento ha allestito un gazebo a Porta di Ponte per la raccolta delle firme al fine di promuovere la legge sull’insegnamento dell’Educazione civica a scuola. L’amministrazione Firetto spiega: “La nostra proposta, su iniziativa dell’Anci, è quella di introdurre l’insegnamento dell’educazione civica e della Costituzione nelle scuole italiane, come materia di studio, con piano didattico e voto. La materia deve fornire gli elementi basilari per comprendere il più importante manuale di istruzioni della Repubblica e formare cittadini consapevoli

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L’Accordo di Programma per Area di Crisi Complessa di Gela con il MISE, sottoscritto dalla Regione Sicilia e dal MISE, è un buon viatico per far ripartire un territorio che sta pagando un prezzo elevatissimo in termini di occupazione e lavoro – ha affermato Giuseppe Guglielmino, Presidente di Federmanager Sicilia Orientale – anche se ritengo necessiti di risorse aggiuntive oltre alla dotazione iniziale di 25 milioni (il MISE ha previsto un finanziamento di 15 milioni di euro – risorse Comunitarie del PON Imprese e Competitività – e la Regione Sicilia ne ha stanziati ulteriori 10 milioni ), comunque un buon inizio!

A nostro avviso, comunque, per rafforzare il tessuto produttivo esistente e lo sviluppo della logistica, attrarre nuovi investimenti finalizzati alla diversificazione produttiva e alla realizzazione di progetti imprenditoriali e ricollocare i lavoratori fuoriusciti dal ciclo produttivo di quell’area occorre coinvolgere prioritariamente i Manager ed i Dirigenti industriali che, a causa delle vicissitudini dell’ENI nell’area interessata, sono stati espulsi dal ciclo produttivo i quali, ritengo, sono gli unici che potrebbero guidare il processo di sviluppo e di re-industrializzazione, anche portuale, di quella parte martoriata della nostra Sicilia.

Federmanager Sicilia Orientale, che tutela e rappresenta i Dirigenti industriali, è fermamente convita, infatti, che lo sviluppo e la ripartenza socio-economica di quel territorio passi necessariamente dal coinvolgimento di quelle alte professionalità dirigenziali che sono le uniche ad avere l’esperienza, la competenza e la visione strategica per poter gestire al meglio il processo e per creare nuove opportunità ed occasioni di lavoro non solo a Gela ma nell’intera nostra Regione.

Così, – conclude il Presidente – ho avanzato una richiesta di incontro con l’Assessore regionale alle Attività Produttive, On.le Girolamo Turano, e ad Invitalia al fine di poter condividere un insieme di iniziative vocate alle politiche attive di lavoro che possano prevedere il coinvolgimento di tutte quelle figure manageriali (temporary manager, innovation manager, digital manager) che hanno capacità ed esperienza diretta, in quanto già impiegati in attività industriali e di logistica portuale nell’area.”

 

 

 

L’intervento di Confcommercio: “Sfruttare il triste episodio della scomparsa di una fragile e bella ragazza come Gessica Lattuca, per concentrare tutta l’attenzione su una limitata e piccola zona del centro storico, con problemi di degrado come in tante altre città italiane, per parlare in maniera generalizzata di Favara infangando un’intera comunità, presentata come luogo di sporcizia fisica e morale, facile alla prostituzione non è corretto.

Ad affermarlo è Francesco Picarella, presidente di Confcommercio Sicilia, in riferimento ai servizi trasmessi di recente dai media Nazionali, che dipingono Favara come luogo di assoluto degrado.

“Va ricordato invece – aggiunge Francesco Picarella – che Favara ha anche un’immagine positiva per tutta la Sicilia, perché ricca di storia, bellezze naturali, talenti umani ed umanità che nonostante un tessuto contestualmente complesso e problematico qui, trovano terreno favorevole e si sviluppano.

Non può passare in secondo piano infatti – conclude il presidente di Confcommercio – l’esempio della FARM di Andrea Bartoli, che è una di queste, unitamente alla palpabile voglia di riscatto che si registra coinvolgendo tanti giovani, imprenditori e professionisti che, con risorse proprie hanno creato occasioni di lavoro e di sviluppo, rigenerando il centro cittadino con insediamenti commerciali di sicuro successo e richiamo turistico”.

Ad Agrigento è stato firmato al Museo archeologico “Griffo” il Decreto autorizzativo per l’intitolazione del PalaCongressi del Villaggio Mosè al filosofo akragantino Empedocle. A firmare l’atto, innanzi ad una platea di giornalisti della stampa estera in visita ad Agrigento, è stato il vice presidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao, in presenza del sindaco Lillo Firetto e del direttore del Parco Archeologico, Giuseppe Parello. Dopo quattro anni di chiusura, la struttura congressuale del Villaggio Mosè, oggi gestita dall’Ente Parco dei Templi, è stata restituita al pubblico nel marzo scorso ed è pronta ad accogliere meeting ed eventi.

Si presenta questa sera ad Agrigento, con il patrocinio del Comune, alle ore 17 e 30 presso l’ex Collegio dei Padri Filippini il libro “Classe 1899, La guerra del nonno” il diario di guerra di Salvatore Barbera.Dopo i saluti dell’Amministrazione interverranno Salvatore Carreca, curatore dell’opera e lo storico, giornalista e saggista Lorenzo Del Boca. Interventi musicali a cura di Leandra Venuti e Silvana Palillo del liceo musicale Majorana di Agrigento. Ingresso libero.

Il servizio centrale operativo, insieme ai colleghi della squadra mobile di Agrigento e Palermo, hanno eseguito il  fermo a Sambuca di Sicilia.

Così “U prufissuri”,Leo Sutera, considerato il vertice di Cosa Nostra agrigentina dopo gli arresti avvenuti nell’ambito dell’operazione “Montagna”, torna in carcere dopo circa un anno di libertà con l’applicazione della sorveglianza speciale e obbligo di dimora, perché considerato, “socialmente pericoloso”.

Sutera, dalle indagini, risulta essere il capo assoluto della mafia agrigentina e non ha mai smesso di essere il capomafia agrigentino, nonostante i lunghi periodi di detenzione.

Nel 2002 fu coinvolto nell’operazione “Cupola” quando i poliziotti fecero irruzione in un casolare di Santa Margherita Belice arrestando tutti i capi mandamento della Provincia che erano lì per eleggere Maurizio Di Gati quale capo provincia; in quell’occasione Sutera, a causa di un problema fisico, fu sostituito da Pietro Campo ma rimase comunque coinvolto. 

L’11 giugno 2012, nelle campagne di Sambuca, alle 13:49, Sutera viene filmato mentre entrava in un casolare abbandonato dove prese qualcosa e si spostò sedendosi su una pietra, tirando fuori un dalla tasca un pizzino che era stato scritto da Matteo Messina Denaro.

Fu arrestato nell’operazione “Nuova Cupola” del 2012 dov’è anche sorto un contrasto tra Procure con l’aggiunta Teresa Principato che criticò duramente il provvedimento che avrebbero potuto “bruciare” le indagini che portavano a Matteo Messina Denaro. 

Nel 2013 venne fuori il ruolo del boss di Sambuca fra le province di Palermo, Agrigento e Trapani dove, per mesi, gli investigatori seguirono le trasferte dei personaggi che si spostavano da Palermo.

Con Giuseppe Falsone a capo provincia il ruolo di Sutera venne messo in discussione anche se il suo spessore è stato sempre riconosciuto da tutti.

Matteo Messina Denaro, super latitante della mafia chiese proprio l’intervento a  Sutera per risolvere una questione sorta con Falsone e Capizzi.

 

E’ facile denigrare un’intera comunità, ma è molto più difficile cancellare queste menzogne. 

Il fatto è accaduto nella nostra popolosa comunità Favarese, che oggi si trova alla ribalta di tutti i mass-media nazionali per il caso della scomparsa della giovane mamma 27enne Gessica Lattuca di cui non si hanno più notizie dal 12 Agosto.
Durante le dirette, taluni emittenti nazionali, hanno etichettato tutta la popolazione Favara come “OMERTOSA, ” fatto certamente denigratorio, atto a distorcere la reale situazione.
È facile, creare uno scoop, rincorrendo gli ultimi anziani che riempiono la loro giornata ritrovandosi nella piazza cittadina. Parliamo di persone che non sono abituate alle telecamere e a questo clamore nazionale, e poi un assalto giornalistico può avere solo un risultato il fuggi fuggi collettivo.

 Ma no! per le reti nazionali questa è omertà! Ma il fuggi fuggi che succede in altre zone d’Italia allora come viene chiamato? E poi ancora, cosa si volevano aspettare, che tutti conoscessero il soggetto a cui corrisponde il nome scritto sul muro di Contrada Crocca?
È pacifica la risposta, solo l’autore può sapere a chi appartiene il nome.

 La popolazione intera non può conoscerla e la richiesta del giornalista di dire se conosce o meno il soggetto ed infangare uno qualunque è un vero è proprio colpo basso!
È facile far vedere solo quello che “era” Favara nel suo centro storico ormai abbandonato.

È facile parlare solo di prostituzione (visto che non è un esclusiva del luogo, quindi il problema lo avete anche voi!?! ).

 È facile parlare e mettere in evidenza solo delle famiglie più povere con il loro disagio sociale (voi non ne avete?!?).
Puntate i  riflettori anche sulle altre parti della comunità e non solo su quelle due viuzze, ormai,abbandonate. Parlate del buon cuore della comunità, delle sue tradizioni, e del suo cuore accogliente.

Ma questo non fa audience, i vostri inviati non possono dire come vengono accolti a Favara, la passione e l’amore delle persone per gli ospiti che la scelgono.
Non si può dire che la comunità Favarese è tra le più laborioso della provincia di Agrigento. Silenzio! L’etichetta migliore è quella di omertosa e zona “unica” di prostituzione in Italia, anzi nel mondo!
Invitiamo, a chi ha osato denigrare la comunità dell’Agnello Pasquale a redimersi, cominciando a scusarsi pubblicamente per l’infamia inflitta, con l’auspicio di concentrarsi più alla ricerca della povera Gessica anziché ad una attività diffamatoria del territorio.