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Sulla chiusura di nuovi corsi di laurea al Cua di Agrigento, interviene il movimento “Mani Libere” guidato da Giuseppe Di Rosa che dichiara: “La notizia di ieri (ripresa da tutti i quotidiani regionali) che ad Agrigento chiude pure l’ultimo corso di laurea rimasto lascia sbigottiti.  Angosciano anche le parole del rettore dell’università di Palermo Fabrizio MICARI che ha detto di ‘Aver preso a malincuore una decisione sofferta, Invitiamo gli assessorati all’Economia e alla Formazione a dare risposte certe sul futuro e sulle risorse da investire sul polo decentrato di Agrigento. Come Università abbiamo sempre creduto nei poli decentrati: a Trapani abbiamo investito nell’ultimo biennio inaugurando nuovi corsi di laurea disegnati sul territorio. Ad Agrigento abbiamo investito lavorando proprio sulle peculiarità della città agrigentina. Purtroppo dal prossimo anno accademico ci troviamo costretti a chiudere un corso di laurea.

Adesso noi ci rivolgiamo alla città tutta, “ma ancora credete che chi ci sta amministrando lo sta facendo per il bene comune?”

Il Consorzio universitario di Agrigento in realtà, anche se qualcuno ha fatto di tutto per far credere il contrario (il sindaco di Agrigento ed i suoi adepti con note stampa hanno sempre sviato la città dalla realtà), è morto da tempo, perché non ci sono più corsi di laurea attivi. Gli uffici dell’UNIPA hanno tagliato quello che potevano tagliare: prima architettura, poi il corso di laurea in giurisprudenza e adesso sono agli sgoccioli anche i corsi di studio in beni culturali, servizio sociale (triennale) e Archeologia (magistrale).

Nonostante i proclami politici e i tentativi di mitigare quanto sta accadendo, – conclude Di Rosa – il volere nascondere i numeri delle iscrizioni (che non ci sono più), le continue bugie da parte degli attuali amministratori (tutti o quasi sottomessi al potere politico) e dai nominati della politica nel Cda, il  Consorzio universitario della Valle dei Templi è un defunto”. 

All’indomani delle elezioni regionale, il candidato Nicky Paci, primo dei non eletti nella lista dell’Udc, presentò ricorso al Tar di Catania per mancata autocertificazione dei candidati eletti all’Ars.

Qualora il Tar dovesse accogliere il ricorso presentato dall’avvocato Giuffrè, legale di Paci, per il primo dei non eletti si aprirebbero le porte dell’Ars modificando così la geografia politica della stessa.

Era fissata per oggi la prima udienza al Tar di Catania  presentata nei mesi scorsi da Nicky Paci, primo dei non eletti alle Regionali di novembre nel collegio di Siracusa e nella lista dell’Udc, che dai conteggi del primo momento sembrava essere stato eletto con quasi 3000 voti, oltre il 5% dei consensi, per poi rimanere fuori. Il candidato eletto nel collegio di Siracusa fu Giorgio Pasqua, candidato del Movimento Cinque stelle, al quale era già scattato un primo seggio con la riconferma dell’uscente Stefano Zito.

Nella sostanza il ricorso è proprio rivolto contro i 5 candidati pentastellati nel collegio di Siracusa: Stefano Zito, Fabio Fortuna, Giorgio Pasqua, Paola Cassese, Teresa Lauria, ricorso nel quale si chiede l’annullamento dei voti degli stessi per non avere presentato l’autocertificazione obbligatoria, per chiunque voglia partecipare alle elezioni, prevista dalla legge “Severino” del 2012 con cui il candidato dichiara di non  avere tutta cause ostative, tra cui la condanna per corruzione e concussione.

I giudici del Tar, quindi, dovranno decidere se questo vizio o presunta irregolarità possa comportare la decadenza degli eletti e annullare anche i voti di tutti i candidati della stessa lista, lasciando dunque spazio ai non eletti di altre liste.

“Nella presentazione delle liste, in particolare in Sicilia, i Cinque stelle ma anche altri partiti, sostiene Nicky Paci,  hanno presentato erroneamente un’autocerficazione, che richiama la norma antecedente del ’90 e non la legge Severino. Quest’ultima sancisce che, in caso di  mancata autocertificazione, è prevista o la non proclamazione degli eletti, ma già sono stati proclamati, o la loro immediata decadenza. È pacifico che la Severino entra  a pieno titolo anche in ragioni a statuto speciale come la Sicilia, perchè è già stata applicata come nel caso dei parlamentari Pippo Sorbello e   Salvino Caputo. Sono comunque soddisfatto dell’ultima campagna in cui ho ottenuto 2964. La città ancora una volta mi ha dato un importante tributo, ringrazio gli elettori e spero di poterli rappresentare all’assemblea regionale qualora il ricorso dovesse essere accolto”.

La stessa  situazione si verificò in Basilicata nel 2014 con il Consiglio di Stato che  ha estromise  i candidati che non avevano presentato le autocertificazioni, ridisegnando il consiglio regionale. Alla fine però il Tar di Catania ha inviato gli atti al presidente del Tar di Palermo che dovrà decidere la competenza territoriale.

 

Uomini della Guardia di Finanza di Agrigento ha effettuato una visita ispettiva, nella giornata di ieri, presso gli uffici del Comune di Canicattì.

Sembra che al vaglio degli investigatori vi sia il settore Finanza dell’Ente, ma nessuna indiscrezione è trapelata dagli stessi circa le indagini che stanno eseguendo. I militari stanno agendo con il massimo riserbo.

Salvata in extremis, dal punto di vista igienico sanitario, la Sagra del Mandorlo in fiore ad Agrigento. Le aziende del raggruppamento temporaneo di imprese che gestiscono il servizio rifiuti nel capoluogo, Iseda, Sea e Seap, hanno scongiurato, almeno per il momento, il rischio di un blocco della raccolta differenziata nella Città dei Templi a partire dalle prossime ore che avrebbe avuto conseguenze disastrose anche per la festa del folklore in corso in questi giorni.
Le imprese, hanno infatti messo a disposizione in forma gratuita, uomini, mezzi ed attrezzature di misura nettamente superiore a quelle stabilite dal contratto di appalto, per evitare che le conseguenze della continuata chiusura della discarica di Siculiana, avesse ripercussioni immediate nell’intero servizio.
Le ditte hanno infatti messo in campo ben 11 compattatori in totale a fronte dei 4 stabiliti dal contratto in modo da riuscire a raccogliere tutta la frazione secca residua prevista per oggi e permettere la raccolta dei prossimi giorni. Questi rifiuti sono stati poi trasbordati in 4 semirimorchi da 84 metri cubi ciascuno e scaricati presso l’impianto di trasferenza della Seap a Lercara Friddi. Un conferimento autorizzato dal Comune di Agrigento con un provvedimento a firma del Rup, il responsabile unico del procedimento Domenico Lo Presti.
“In questo modo – ha spiegato l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – siamo riusciti, almeno per il momento e in maniera eccezionale anche per via della Sagra, ad evitare che il servizio si bloccasse a partire da domani mattina e che lasciasse la città immersa nei rifiuti, sia quelli differenziati che quelli lasciati abbandonati in maniera indiscriminata e incivile da alcuni cittadini. Grazie a uomini e mezzi in più, messi a disposizione da questa Rti, si sta riuscendo ad evitare la catastrofe ma la situazione rimane comunque molto delicata”.
La chiusura della discarica di Siculiana gestita dalla Catanzaro Costruzioni, perdura ormai da lunedì scorso e se il Dipartimento rifiuti non interverrà per tempo la situazione rischia di diventare esplosiva.

 

 

Emergono particolari sull’omicidio compiuto ieri a Favara. A morire sotto i colpi del killer, o dei killer, Emanuele Ferraro, 40 anni pregiudicato che abitava nella zona dove è avvenuto l’assassinio, nello specifico in Via Diaz, nei pressi della Chiesa madre del paese agrigentino. Ufficialmente di professione muratore, era spostato e padre di due bambini, l’uomo era indagato nella ormai cruenta faida che si sta consumando sull’asse Liegi Favara e risultava indagato per il tentato omicidio del favarese Carmelo Nicotra.

Sul luogo del delitto, immediatamente dopo l’omicidio è stato visto scappare  un uomo a bordo di una Lancia Y con all’interno, sembra altri due complici.

L’inchiesta è stata subito presa in mano dagli uomo della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo che hanno agito immediatamente. Alcune persone, ieri pomeriggio, infatti, sono state sottoposte alla prova dello Stub, test utile a rilevare la presenza di polvere da sparo nelle mani, e dunque se hanno sparato nelle ultime ore. Martedì prossimo sono già in programma alcuni accertamenti scientifici irripetibili.

Sul luogo del delitto è stato rinvenuto un pacchetto di sigarette che sara anch’esso sottoposto agli accertamenti alla ricerca di impronte.

 

 

Grande successo per la prima passeggiata organizzata dal Leo Cub Agrigento Host, Agrisound e associazione Teste Fuse alla scoperta del centro storico.
Numerosi i partecipanti locali che grazie al supporto di una guida hanno visitato i luoghi noti e meno noti della nostra citta’ .
Utilizzando il percorso “Girgenti in un ora” del Way Finding Agrigento, percorso di cartellonistica turistica che è stato donato il 7 giugno 2017 dal Lions Club Agrigento Host alla Città di Agrigento in occasione della celebrazione del primo Centenario dalla fondazione di Lions Clubs International,e’ stato possibile in breve tempo apprezzare il patrimonio storico ed architettonico del centro storico della nostra citta’ ed anche scorci panoramici.
Ospite della passeggiata il gruppo Folcloristico Argentino che partecipa alla festa del Mandorlo in fiore e che ha apprezzato non solo le bellezze della citta’ ma anche alle fine del tour le specialita’ grastonomiche tipiche del nostro territorio.
Il risultato ottenuto stimola gli organizzatori a riproporre tali eventi durante tutto l’anno.
Si ringrazia per il patrocinio il comune di Agrigento e il Parco archeologico e paesaggistico della Valle Dei Templi

 

Licata: Denuncia della Lega Salvini Premier sullo stato dei rifiuti

Riceviamo da amici e simpatizzanti della Lega Salvini Premier di Licata le foto di quanto sta avvenendo in questo momento in via Riesi, specchio di una situazione assurda che si protrae da tempo di una cattiva gestione dei rifiuti in città che sfocia poi in questi ingiustificabili gesti di esasperazione da parte di alcuni cittadini che non hanno senso civico e che al danno aggiungono la beffa. Oltre ai problemi dei cumuli di immondizia, si aggiungono oggi i roghi ed i connessi problemi di diossina che rendono l’aria praticamente irrespirabile. Sollecitiamo il Commissario Brandara a prendere i dovuti provvedimenti per risolvere un problema divenuto ormai insostenibile per i cittadini licatesi.
Colgo l’occasione per ringraziare gli oltre 1000 licatesi, il 7,60 % che hanno riposto la loro fiducia nella Lega Salvini Premier. Il nostro grazie si esterna così con la presenza politica per attenzionare i problemi del territorio e con l’impegno che questa fiducia sarà ripagata con costanza e che si radicherà ancor di più in occasione delle prossime elezioni amministrative. – così Anna Sciangula, Portavoce regionale della Lega Salvini Premier per la Sicilia occidentale.

 

 

Il governo Musumeci al primo giro di boa conferma che siamo passati dagli annunci ai fatti. In soli cento giorni sono stati rimessi in circolo oltre 700 milioni di euro e la maggioranza è compatta e senza voltagabbana».

Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima, aggiungendo: «Purtroppo i siciliani in passato hanno dovuto fare i conti con demagogiche promesse e comparsate in tv. Nello Musumeci e i suoi assessori, invece, parlano con i fatti, cioè i numerosi provvedimenti di buon governo già adottati. E l’attuale governo regionale ha pure altre qualità sconosciute al predecessore: l’umiltà di chi sa di non avere la bacchetta magica e il realismo con il quale sottolinea che molto resta ancora da fare per risollevare la Sicilia».

Aricò conclude: «Appaiono paradossali, pertanto, le accuse del Pd e dei grillini, i quali rispettivamente hanno sostenuto il fallimentare governo Crocetta e gli hanno fatto opposizione solo a parole e non nei fatti».

Oggi 08 marzo 2018, in occasione della celebrazione della “Giornata Internazionale della Donna” tenutasi presso il Palazzo del Quirinale, era presente l’Ispettore Superiore della Polizia di Stato Maria Rosa VOLPE, in servizio presso la Divisione Polizia Anticrimine – Ufficio Minori di questa Questura. Nella circostanza, l’Ispettore VOLPE ha donato al Capo dello Stato, Sergio MATTARELLA un crest della Questura di Agrigento.

Sono Gabriela, Lilian, Octavia, Precious, Sheila, Vivian, tutte attrici volontarie insieme ad altre componenti i servizi sociali, della Soroptimist e della Caritas, a dare vita sulla scena del carcere “Petrusa” ai personaggi di  una favola di Andersen “Le brutte anatroccole”.

Per l’8 marzo 2018 le registe Giusy Carreca e Annamaria Tedesco hanno condotto a buon fine uno spettacolo da loro scritto e adattato per le detenute che vi hanno preso parte. Una interessante fucina in grado di produrre una manifestazione di alto valore sociale oltre che di indiscussa qualità artistica aperta all’esterno.

 

“Un lavoro di gruppo – ci dicono le registe – durato parecchi mesi che si è rivelato anche un percorso di convivenza civile dando vita ad un gruppo omogeneo senza più distinzione tra “fuori e dentro”, libero dalle lenti oscure del pregiudizio, favorendo una occasione di consapevolezza, conoscenza e svelamento di identità”.

E alla fine le interpreti della favola – rileva la collaboratrice Jaana Simpanen -, comprendono che ciò che importa veramente non è quello che dicono o vedono gli altri, bensì quello che sentono e vedono loro stesse, per la prima volta e guardandosi in uno stagno vedranno riflesso lo specchio dell’anima che rivelerà la loro identità.

Un piccolo miracolo, un capovolgimento dell’essere che solo la terapia teatrale può produrre.

 Lo hanno fatto rilevare nella presentazione dello spettacolo il direttore della casa circondariale, Aldo Tiralongo e il preside del Cpia di Agrigento Santino Lo Presti, fautori dell’iniziativa con il coinvolgimento della Soroptimist, (la cui presidente nazionale Patrizia Salmoiraghi sedeva in platea) sconfiggendo i modi e i luoghi comuni in cui sono visti gli istituti penitenziari.

“Il teatro in carcere – sintetizza il direttore Tiralongo, – rappresenta un eccellente strumento a sostegno della legislazione più avanzata che persegue l’obiettivo del reinserimento in società di chi vive l’esperienza del carcere che non deve essere solo punizione ma anche recupero della persona che ha sbagliato e sta pagando il proprio errore”.

Il preside Santino Lo Presti dal canto suo rileva il rapporto fecondo tra educazione e teatro che ha assunto forme che hanno ampliato le rispettive potenzialità dove ogni partecipante ha trovato un proprio ruolo, una propria collocazione all’interno della presentazione.

Maria Clotilde Faro  ha presentato lo spettacolo e dato il benvenuto alle detenute e ai loro familiari presenti mentre parole di ringraziamento, alla fine, sono state espresse dal dott. Valenti rappresentante  dell’assessore regionale Lagalla, dal magistrato Walter Carlisi, dal provveditore agli studi di Agrigento Raffaele Zarbo e dalla presidente nazionale  Soroptimist Patrizia  Salmoiraghi