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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che domenica mattina, 25 settembre, ha votato alle elezioni nella sua Palermo, ha reso omaggio, nella stessa mattinata di ieri, al magistrato Cesare Terranova e al maresciallo di Polizia, Lenin Mancuso, vittime di un agguato mafioso il 25 settembre del 1979. Il presidente ha sostato in silenzio innanzi alla lapide commemorativa dei due caduti per mano della mafia.
Ed anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, insieme ad autorità civili e militari, ha reso omaggio a Terranova e Mancuso innanzi alla lapide. Lagalla ha affermato: “Palermo non dimentica l’impegno di due uomini dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata, come dimostra anche l’affresco di memoria rappresentato dal murale che campeggia in via De Amicis, nella facciata dell’istituto Giovanni XXIII-Piazzi, e che ritrae insieme il giudice Terranova e l’agente Mancuso. E’ profonda la gratitudine nei confronti di Cesare Terranova, magistrato che ha dedicato la sua vita al contrasto alla mafia, sia nella sua attività professionale, sia in quella da parlamentare, quando non ha mancato di evidenziare puntualmente i rapporti tra mafia e politica in un periodo durante il quale certi collegamenti restavano nell’ombra o, addirittura, venivano negati”.

In Sicilia per le elezioni Regionali ha votato il 48,62% degli elettori. Alle precedenti elezioni Regionali del 5 novembre del 2017 votò il 46,75%. Su 4.627.146 elettori sono andati alle urne 2.249.870. Alle precedenti Regionali su 4.661.111 elettori votarono 2.179.185.

Secondo gli Exit poll diffusi dalla Rai (Opinio) Renato Schifani, candidato presidente del centrodestra, è primo con una percentuale dal 37 al 41 per cento, ovvero 13 punti su Cateno De Luca (Sicilia Vera), tra il 24 e il 28 per cento. Segue la candidata di Partito Democratico – Cento passi, Caterina Chinnici, tra il 15,5 e il 19,5 per cento. Poi il candidato del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, con una percentuale tra il 13 e il 17. Gli altri due candidati (Gaetano Armao, Terzo Polo, ed Eliana Esposito) si attesterebbero dall’1,5 al 3,5%.

I poliziotti del Commissariato di Licata hanno arrestato in quasi flagranza di reato un uomo di 27 anni, di Licata, precipitato nel tunnel della droga. Lui ha litigato con la madre pretendendo per l’ennesima volta soldi per comprare la droga. Lei ha opposto un rifiuto. Lui ha afferrato un coltello, l’ha minacciata di morte, l’ha aggredita e l’ha ferita alla mano sinistra. Lei ha telefonato subito al 112. Al 27enne si contestano i reati di estorsione e maltrattamenti in famiglia. E’ stata informata la Procura di Agrigento. E’ stato trasferito, agli arresti domiciliari, in una comunità terapeutica.

“In questo momento in cui le proiezioni e i primi dati ufficiali nazionali dicono che Forza Italia avrà un risultato superiore alle aspettative, sento innanzitutto di ringraziare Silvio Berlusconi per il costante, appassionato, supporto alla campagna elettorale che qui in Sicilia ci ha visto protagonisti con la candidatura di Schifani alla presidenza della Regione. Sono certo che non appena avremo il risultato della Sicilia il dato di Forza Italia servirà ad aumentare ancora quello nazionale”.

Lo dichiara il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, commentando i primi dati delle elezioni politiche.

Per gli exit poll del Consorzio Opinio-Rai, Renato Schifani si appresterebbe a vincere le elezioni in Sicilia.

L’ex presidente del Senato, sostenuto dall’intero centrodestra, avrebbe una percentuale tra il 37 e il 41 per cento, in vantaggio di 13 punti sul secondo, Cateno De Luca, sostenuto solo dal suo movimento ‘Sicilia Vera’.

A “Scateno”, come è stato soprannominato l’ex sindaco di Messina per la sua irruenza, viene attribuita una forbice del 24-28 per cento. Sulla base di questa rilevazione, dunque, non inciderebbe sul risultato finale il voto disgiunto, la possibilità data dalla legge elettorale regionale di votare per una lista e per un candidato presidente di un altro schieramento: una possibilità sulla quale ha puntato De Luca in campagna elettorale sperando di intercettare voti nel bacino del centrodestra. Ma se lo spoglio delle schede dovesse confermare il dato dell’exit poll il centrodestra dimostrerebbe di avere ritrovato l’unità dopo lo scontro durissimo tra i partiti che aveva impedito la ricandidatura di Nello Musumeci. Soltanto terza Caterina Chinnici, appoggiata dal Pd e dalla lista dei Centopassi espressione di partiti della sinistra e di movimenti: l’eurodeputata, figlia del magistrato Rocco Chinnici assassinato dalla mafia mell’83, avrebbe tra il 15,5 e il 19,5 per cento.

Quarta piazza per Nuccio Di Paola del M5s, tra il 13 e il 17 per cento nonostante il bagno di folla che aveva accolto Giuseppe Conte nel suo tour elettorale di tre giorni nell’Isola. Gli altri due candidati in corsa per la presidenza della Regione – Gaetano Armao per il Terzo Polo ed Eliana Esposto per Siciliani liberi – si attesterebbero tra l’1,5 e il 3,5 per cento. Bocche cucite nei comitati elettorali dei candidati alla presidenza, nessun commento agli exit poll. Adesso riflettori puntati sullo scrutinio di oggi, comincerà alle 14. All’attesa per il nuovo presidente della Regione si aggiunge quella dei 900 candidati per gli scranni dell’Assemblea regionale siciliana: chi vincerà le elezioni avrà anche la maggioranza in aula per potere governare?

ANSA

Primi dati sull’affluenza in provincia di Agrigento per le elezioni politiche e regionali. Per il rinnovo del Parlamento italiano, nell’agrigentino, alle ore 12 ha votato il 13,17%.

 L’affluenza per le elezioni regionali il dato dice 9,24% pari a 44.400 votanti (in aumento rispetto alla stessa ora di cinque anni fa quando la percentuale era dell’8,1%).

Affluenza elezioni politiche ore 12

Agrigento 14,56%; Alessandria della Rocca 10,65%; Aragona 14,83; Bivona 14,61%; Burgio 12,95; Calamonaci 11,95%; Caltabellotta 11,95%; Camastra 14,43%; Cammarata 14,85%; Campobello di Licata 14,43%; Canicattì 10,58%; Casteltermini 15,65%; Castrofilippo 11,20%; Cattolica Eraclea 16,36%; Cianciana 12,62% Comitini 9,93%; Favara 12,87%; Grotte 12,44% Joppolo Giancaxio 16,05; Lampedusa e Linosa 9,68%; Licata 10,97% Lucca Sicula 11,75%; Menfi 13,38%; Montallegro 13,07% Montevago 13,37%; Naro 12,27%; Palma di Montechiaro 10,65% Porto Empedocle 13,48%; Racalmuto 13,59%; Raffadali 12,83%; Ravanusa 15,12%; Realmonte 15,65%; Ribera 12,88%; Sambuca si Sicilia 16,25%; San Biagio Platani 11,15%; San Giovanni Gemini 15,61%; Sant’Angelo Muxaro 16,45%; Santa Elisabetta 14,25%; Santa Margherita Belice 10,94%; Santo Stefano Quisquina 14,48%; Sciacca 15,35%; Siculiana 14,97%; Villafranca Sicula 11,16%

Affluenza regionali ore 12 

Agrigento 12,88%; Alessandria della Rocca 5,68%; Aragona 7,08; Bivona 10,74%; Burgio N.P; Calamonaci 6,59%; Caltabellotta 9,04%; Camastra 3,57%; Cammarata 13,63%%; Campobello di Licata 10,42%; Canicattì 8,76%; Casteltermini 8,1%; Castrofilippo 6,19%; Cattolica Eraclea 6,71%; Cianciana N.P% Comitini 3,87%; Favara 9,51%; Grotte 5,83% Joppolo Giancaxio 8,57; Lampedusa e Linosa 8,9%; Licata 7,26% Lucca Sicula N.P; Menfi 10,44%; Montallegro 7,22% Montevago 10,16%; Naro 6,84%; Palma di Montechiaro 6,9% Porto Empedocle 10,67%; Racalmuto 8,13%; Raffadali 9,16%; Ravanusa 8,96%; Realmonte 10,65%; Ribera 9,44%; Sambuca si Sicilia 13,09%; San Biagio Platani 5,07%; San Giovanni Gemini 13,71%; Sant’Angelo Muxaro 5,28%; Santa Elisabetta 5,75%; Santa Margherita Belice 8,42%; Santo Stefano Quisquina 11,83%; Sciacca 14,06%; Siculiana 11,25%; Villafranca Sicula 8,65%

Seggi aperti in Sicilia anche per le elezioni regionali. Sono chiamati a votare in Sicilia per l’elezione del Presidente della Regione e per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana 4.606.564 cittadini siciliani, di cui 2.237.169 maschi e 2.369.395 femmine. Il totale delle sezioni da scrutinare e’ 5.294 in tutta la regione. Le operazioni di voto si svolgeranno nella sola giornata di oggi dalle 7 alle 23. Lo scrutinio delle schede sara’ effettuato domani a partire dalle 14. Il sistema elettorale prevede un solo turno con metodo misto, senza ballottaggio.

La scheda e’ unica, ma l’elettore dispone di due voti: un voto per la scelta della lista regionale, il cui capolista e’ candidato alla carica di Presidente della Regione; un voto per la scelta della lista provinciale e in questo caso si puo’ esprimere la preferenza per uno dei candidati alla carica di deputato regionale; nel caso in cui non venga espresso alcun voto per una delle liste regionali, il voto validamente espresso per una lista provinciale si estende automaticamente anche alla lista regionale collegata. E’ prevista la possibilita’ di esprimere il voto disgiunto. L’elettore puo’ votare una lista regionale e una lista provinciale non collegate fra loro. Quindi e’ possibile, tecnicamente, esprimere una preferenza per un deputato all’Ars e una preferenza per un candidato alla Presidenza della Regione appartenente a uno schieramento politico differente.

Per l’elezione dei 70 deputati dell’Assemblea regionale siciliana (Ars) viene adottata la seguente ripartizione: 62 seggi sono attribuiti con il sistema proporzionale puro e soglia di sbarramento al cinque per cento a livello regionale (16 a Palermo, 13 a Catania, otto a Messina, sei ad Agrigento, cinque a Siracusa e a Trapani, quattro a Ragusa, tre a Caltanissetta e due a Enna); un seggio spetta al candidato alla Presidenza della Regione eletto; sei seggi vengono assegnati all’interno della lista regionale del candidato presidente (cosiddetto listino). Si tratta, in sostanza, di una lista bloccata che funziona da premio di maggioranza e consente alla coalizione collegata al Presidente della Regione eletto di ottenere al massimo 42 seggi all’Ars. I seggi a tal fine non utilizzati sono distribuiti, con criterio proporzionale, alle liste di minoranza che abbiano superato lo sbarramento; un seggio spetta al candidato governatore arrivato secondo nelle preferenze. E’ proclamato Presidente della Regione il capolista della lista regionale che ottiene il maggior numero di voti validi.

I candidati alla presidenza della Regione Siciliana sono l’ex presidente del Senato Renato Schifani, che ha raccolto intorno a se’ il centrodestra unito: Forza Italia, Lega (Prima l’Italia), Fratelli d’Italia, Democrazia cristiana, Popolari e autonomisti; la parlamentare europea Caterina Chinnici, sostenuta da Partito Democratico e Cento passi per la Sicilia di Claudio Fava; l’ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao, sostenuto “Azione-Italia viva – Calenda”; l’ex sindaco di Messina Cateno De Luca, a capo del movimento “Sud chiama Nord”; Nuccio Di Paola, capogruppo all’Ar del Movimento 5 Stelle; Eliana Esposito, sostenuta da “Siciliani Liberi”.

La Polizia di Stato di Agrigento, a seguito di intensa ed articolata attività investigativa svolta presso l’Hot Spot di Lampedusa, in sinergia e sotto le direttive della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, guidata dal procuratore aggiunto Salvatore Vella, ha dato esecuzione ad un provvedimento di fermo indiziario di delitto disposto dal P.M. nei confronti di 2 egiziani gravemente indiziati del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di uno dei più grossi sbarchi, per numero di migranti, registratosi nel mese di settembre.

A seguito dei numerosissimi sbarchi che continuano incessanti sull’isola  di Lampedusa, la Squadra Mobile di Agrigento, guidata dal vice questore Giovanni Minardi, è riuscita ad individuare M.A.M.A.B. egiziano classe 1984 ed ancora Z.H.Y. egiziano classe 1997 che in violazione delle norme previste dal Testo Unico dell’Immigrazione clandestina avevano trasportato nel territorio italiano extracomunitari, per i quali veniva poi accertato lo status di stranieri irregolari, conducendoli dalle coste africane verso le acque territoriali italiane, a bordo di natanti inidonei ad effettuare la traversata.

L’attività d’indagine è stata incentrata sulla ricostruzione delle dinamiche di del 1° sbarco del 04/09/22 verificatosi a Lampedusa, che ha riguardato 117 migranti di varie nazionalità. I migranti giungevano a bordo di un natante in legno della lunghezza di circa 12 metri, sicuramente inadatto a trasportare un tale numero di persone tant’è che durante il viaggio, durato ben 20 ore circa, imbarcavano acqua causa anche il mare agitato. I migranti escussi riferivano anche della mancanza di dispositivi di sicurezza quali giubbini salvagenti o altro.

Gli investigatori della Squadra Mobile, superate le difficoltà legate anche al timore dei migranti di riferire informazioni circa l’identificazione degli scafisti per paura di eventuali ritorsioni e al trauma fisico e morale a cui gli stessi erano stati sottoposti, sono riusciti a far luce sull’intera vicenda. Hanno, così, identificato le persone che hanno condotto l’imbarcazione compendiando un quadro probatorio che ha permesso di contestare agli indagati il reato previsto e punito dall’art. 12 del Dlgs 286/98, favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

L’esecuzione del provvedimento si è concretizzato a seguito del trasferimento degli scafisti, con la nave di linea da Lampedusa a Porto Empedocle. Espletati gli adempimenti di rito i 2 egiziani sono stati condotti presso il carcere di Agrigento

Aveva posizionato ombrelloni e lettini, senza alcun titolo, in un’area demaniale marittima, occupando abusivamente 103 metri quadrati di spiaggia, in contrada “Guitgia”, a Lampedusa. A fare la scoperta nel corso di un controllo sono stati i carabinieri della Stazione di Lampedusa. A finire nei guai, è stato un cinquantaquattrenne, di Lampedusa.

L’operatore balneare è stato denunciato in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per abusiva occupazione di spazio demaniale e inosservanza di limiti di proprietà privata. I militari dell’Arma hanno accertato le irregolarità durante una ispezione.

Ombrelloni e lettini non avrebbero potuto starci in quel pezzo di arenile perché, appunto, non autorizzati.