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Era il 23 settembre, una tipica giornata fredda con la solita pioggia lieve ma insistente che ha battuto per tutta la giornata sulle affollate strade Londinesi, eppure al 180 di Strand, al “The Store X” l’atmosfera era rovente per la giornata conclusiva della London Fashion Week A/W 2018; una settimana della moda che ha visto come indiscussi protagonisti alcuni trend innovativi, per niente scontati e –a tratti- eclettici che saranno dei must per questa stagione e, altri trend già noti negli ultimi mesi che però si sono rivelati dei veri e propri capi immancabili nel nostro guardaroba invernale.
A partire dalle faux fur, pellicce rigorosamente ecologiche che quest’anno devono essere più colorate che mai: fucsia, giallo, blu, verde sono solo alcuni dei colori delle eco pellicce più stravaganti e cool dell’inverno: per stare al caldo, ma non passare inosservati.

Riscoperto anche il classico e super invernale tartan, che dalle Higland scozzesi, detterà tendenza per tutta la stagione: dai cappotti, alle gonne, agli abiti, questo inverno ci sarà un po’ di Scozia in ogni vetrina.

E non possono mancare paillettes e lustrini, imperativi categorici per una stagione all’insegna del glamour che non vedrà questi tessuti solo su abiti da sera; tutto sarà scintillante: dalla tuta per la palestra al jeans da usare tutti i giorni, al minidress da indossare con delle sneakers, abbinamento tanto in contrasto quanto d’effetto!
Anche il mondo dell’eyewear, questo inverno, sarà più colorato e stravagante che mai: colori vibranti e forme tondeggianti che non possono non catturare l’attenzione. Gli occhiali da sole e da vista avranno un design del tutto innovativo che li renderà assoluti protagonisti degli outfit di questa stagione.

La moda, quest’anno, si fa più che mai portavoce del bisogno di originalità, e si riconferma il più efficace strumento di espressione personale.

Alessia Casà

 

Cibo, vino, arte, musica e cultura. Tutto pronto per il Montevago Wine & Food che andrà in scena sabato 22 e domenica 23 dicembre al Baglio Ingoglia, tra i ruderi della città belicina distrutta dal terremoto del ‘68. Sarà un viaggio alla scoperta delle produzioni agroalimentari di qualità tra degustazioni, laboratori enogastronomici e wine tasting. In vetrina i migliori prodotti del territorio: dalla Vastedda del Belìce Dop alle eccellenze enologiche, dall’olio extra vergine di oliva ai dolci tipici come la Cassatedda Sfigghiuliata DeCo. Dell’evento e delle eccellenze enogastronomiche della Valle del Belìce si parlerà anche durante le tre puntate del programma “Ricette all’italiana” di Davide Mengacci che andranno in onda il 20, il 22 e il 27 dicembre alle ore 11:20 su Rete 4.

Ecco il programma del Montevago Wine & Food. Il 22 dicembre, alle ore 17, l’inaugurazione della manifestazione con gli interventi delle autorità e dei produttori e la presentazione del progetto di promozione turistica del territorio. Alle 18 l’apertura degli stand con degustazione di vini e prodotti tipici che si potranno anche acquistare. Alle 18.30 gli Enonauti presentano i vini del territorio e propongono il wine tasting “Il Nero d’Avola: dalla montagna al mare”. Alle ore 21 lo spettacolo musicale di Giana Guaiana e Pippo Barrile.

Il 23 dicembre, alle ore 10, riapertura degli stand che rimarranno aperti fino a sera. Alle 10.30 iniziativa dedicata ai bambini: “Pennelli, colori… patate e pomodori”. I ragazzi dell’associazione Ad alta Voce accompagneranno i più piccoli alla scoperta dei prodotti e dei luoghi della Valle del Belìce attraverso illustrate colorazioni. I bimbi saranno anche coinvolti nella realizzazione di un colorato biglietto natalizio, realizzato utilizzando verdura e frutta come “stampini”. Alle 11 il wine tasting degli Enonauti sul Catarratto. Alle 11.30 visita guidata gratuita a cura del Laboratorio della Memoria tra i ruderi delle antiche chiese e dei palazzi storici.

Il Montevago Wine & Food, evento finalizzato alla valorizzazione dei prodotti tipici e alla promozione turistica nella Valle del Belìce, è promosso dal comune di Montevago in partnership con Orsa Consulting e il finanziamento dell’assessorato regionale delle Attività produttive, in collaborazione con Enonauti e l’associazione culturale Ad Alta Voce e la partecipazione di aziende agricole, cantine, pasticcerie, cuochi, artigiani. La manifestazione è realizzata nell’ambito del Piano Regionale Promozionale 2018 – Percorsi enogastronomici alla scoperta dei prodotti tipici della valle del Belìce: promozione turistica e dei sistemi produttivi di eccellenza a Montevago. Tutte le informazioni, gli aggiornamenti le foto e i video sulla pagina Facebook Montevago Wine & Food.    

Una calorosa stretta di mano e, al termine delle operazioni di rito, si è consumato oggi, martedì 18 dicembre, un nuovo passaggio di consegne al vertice dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. Alle ore 17 si è infatti formalmente insediato il dottor Giorgio Giulio Santonocito, il nuovo manager che, con l’incarico di commissario, avrà il compito di guidare l’Asp di Agrigento nel prossimo periodo. A consegnare simbolicamente al dottor Santonocito il timone della guida della sanità provinciale agrigentina è stato il direttore generale facente funzioni uscente Silvio Lo Bosco che, assistito dal direttore amministrativo Francesco Paolo Tronca, ha retto l’Azienda nel recentissimo periodo “traghettando” l’amministrazione Asp dalla precedente gestione commissariale dell’ex manager Gervasio Venuti verso il nuovo corso.

Giorgio Giulio Santonocito, 50 anni, dottore in economia aziendale, proviene dall’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione (ARNAS) “Garibaldi” di Catania dove ha rivestito l’incarico di commissario straordinario a far data dall’agosto 2017. Precedentemente, ancora in qualità di  commissario, ha retto per un triennio l’Asp di Caltanissetta, azienda presso la quale ha ricoperto anche il ruolo di direttore amministrativo dalla fine del 2013 sino a buona parte del 2014. Dirigente di svariate unità operative complesse (settore economico finanziario, coordinamento di staff) presso l’Azienda ospedaliera policlinico “Gaspare Rodolico” e presso il “Garibaldi” di Catania, Santonocito può anche vantare una significativa esperienza professionale presso il Comune di Catania, sia in qualità di ragioniere generale che di dirigente della seconda area dipartimentale e, ancor prima, al Comune di San Giovanni La Punta. Nel suo curriculum spicca anche una nutrita attività di docenza universitaria e l’incarico di componente del consiglio di amministrazione presso diverse società partecipate etnee.

Pur giungendo solo nel pomeriggio presso la sede legale Asp del viale della Vittoria, al termine di una giornata caratterizzata da numerosi adempimenti, il neo-manager ha da subito lasciato trasparire la determinazione e l’entusiasmo con cui si accinge ad assumere il nuovo incarico per proseguire lungo il cammino di crescita già avviato presso l’Asp di Agrigento e rilanciare ulteriormente le azioni tese al costante miglioramento degli standard qualitativi dell’offerta sanitaria provinciale.

La Papino S.p.A. ha comunicato che entro il 31 dicembre p.v. chiuderà il centro Grande Migliore sul lungomare Dante Alighieri di Trapani a seguito della risoluzione del rapporto contrattuale  di affitto di reparto aziendale intercorso con la Gieco S r l, ad oggi fallimento Gieco srl.

 

“Quello che verrà sarà un triste Natale per i 31 lavoratori e le loro famiglie”, con queste parole Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani commenta a caldo la notizia della chiusura del Grande Migliore di Trapani – “Comprensibile lo sconforto dei lavoratori che vedono vanificarsi lunghi mesi di trattativa nel corso dei quali hanno sperato che le difficoltà rappresentate dalla società potessero essere comunque superate. E invece all’orizzonte intravedono solo la perdita del posto di lavoro”.

 

La Papino SpA, infatti, sta inviando ai lavoratori le lettere per comunicare che, a seguito della risoluzione del rapporto contrattuale  di affitto di reparto aziendale con la Gieco S r l, rientreranno in forza alla società in fallimento e il licenziamento, dunque, sembra essere inevitabile.

 

“Quanto sta accadendo sembra essere un deja – vu risalente ai tempi in cui, il 19 marzo 2012, chiudeva i battenti il Grande Migliore di Palermo e Trapani. Ma non ci arrendiamo – conclude la Calabrò – chiederemo un urgente incontro al Curatore fallimentare della Gieco e alla Papino SpA per entrare nel merito della discussione e trovare ogni possibile soluzione a tutela dei posti di lavoro”.

Si è svolta questa mattina, a Casa Sanfilippo, la cerimonia di presentazione del libro “Senza commettere un falso storico” di Alfonso Cimino e Massimo Ventimiglia.

Il saggio ripercorre le vicende che hanno condotto all’apertura del museo della Memoria nella ex chiesa madre di Santa Margherita di Belice e restituisce un quadro completo delle riflessioni e delle fasi operative legate alla definizione del progetto di restauro, con gli approfondimenti scientifici, la proposta di riuso e il cantiere d’intervento.

“I cittadini di Santa Margherita Belice – afferma Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti – pressavano per la ricostruzione filologica della chiesa madre ma, in mancanza di una certa documentazione e di una chiara catalogazione dei pezzi da ricollocare in sito, si sarebbe potuto sfociare facilmente in un fatto ideologico. L’intervento dell’architetto Cimino è teso a rivalorizzare la parte sopravvissuta al crollo e integrata con un involucro, per il quale vengono utilizzati materiali ed elementi strutturali e architettonici contemporanei.  Sono stati usati materiali innovativi, quali il vetro che lascia sia offerta ai cittadini quella sorta di quinta scenica che ha costituito per tanto tempi i resti del monumento”.  

“Il restauro da almeno 200 anni coincide con la conservazione e la conservazione non si può fare che degli atti materiali – spiega Francesco Tomaselli, ordinario di Restauro dell’Università di Palermo; – nel tentativo di fare ereditare a chi verrà dopo di noi, alcune sfaccettature della cultura del nostro tempo. Il “com’era dov’era” è una stagione che si è già conclusa. Ci si è accorti che ciò che ricostruiamo altro non è che un falso storico. Credo che il progetto dell’architetto Cimino, sia inteso a conservare una reliquia, se pensate che era rimasto in percentuale di un oggetto di architettura che era la stratificazione di un paese, di una cultura materiale rivolta alla cristianità, Cimino è riuscito a conservare tutto ciò avvolgendolo con una struttura vetro, cemento, ferro, proteggendolo e creando all’interno il museo della memoria”.

“Mantenere la testimonianza è importante perché ci permette di portare dietro la dimensione della nostra conoscenza storica, della consapevolezza di chi siamo e dove andiamo – commenta don Giuseppe Pontillo, direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Agrigento – “Senza commettere un falso storico” è la ricerca di ciò che siamo stati letto alla luce di quello che siamo oggi. La riconfigurazione dell’ex chiesa madre, data dall’architetto Cimino e da Ventimiglia, permette di riutilizzare quello spazio senza perdere il senso della memoria, proiettandoci verso un uso che non offende ma permette di riappropriarsi della dimensione, dell’identità e della memoria”.

“Il libro che presentiamo oggi – dichiara Riccardo Dalla Negra, ordinario di Restauro dell’Università di Ferrara; – delinea un indirizzo progettuale che si distacca da quella eterna voglia di ricostruire tutto dov’era e com’era. Quello che è venuto meno non può essere ricostruito, quello che c’era prima non può essere ricostruito né filologicamente né in altro modo, tant’è che anche lo stesso termine di ricostruzione filologica non mi ha mai convinto. La strada che il progettista ha delineato, così bene illustrata in questo volume, è una strada di assoluta prevalenza di autenticità del testo, in una possibile configurazione, di un vuoto architettonico che è ben risolto con una destinazione d’uso assolutamente condivisibile”.    

Proseguono gli eventi, come da calendario, del “Mythos Opera festival, Agrigento, Catania e Taormina per le vie del mito”.

Nella giornata di domani, 19 Dicembre, si vedranno protagonisti, ancora una volta, gli artisti parigini de “Il Circo e la Strada” che incanteranno sia grandi che piccini con le loro performance di giocolieri, mangiafuoco, maghi, acrobati e ancora tanto altro. Il tutto avrà inizio alle ore 17.30 nel suggestivo centro storico agrigentino.

Alle ore 18.00, in Via Porcello e Via Foderà, ci saranno delle degustazioni e animazione per poi concludere con l’ultimo evento della giornata, alle ore 20.00 con il concerto degli Agorazein che si svolgerà presso la Salita Cognata.  

Il sindaco del Borgo più bello d’Italia, Pietro Macaluso, è il primo firmatario del protocollo d’intesa sull’accordo raggiunto tra AnciSicilia e Airbnb sulla riscossione dell’imposta di soggiorno.

 

Grazie a questa intesa, 23 comuni dell’isola, primo Petralia Soprana, avvieranno l’iter che consentirà ad Airbnb di riscuotere e versare l’imposta di soggiorno direttamente per tutte le prenotazioni effettuate sulla sua piattaforma al fine di supportare i Comuni nel complesso processo di riscossione dell’imposta.

 

L’accordo è stato siglato ieri (17 dicembre) presso la sede dell’Anci Sicilia a Villa Niscemi dal presidente Leoluca Orlando e da Giulio del Balzo, Public Policy Associate di Airbnb Italia, alla presenza dei sindaci aderenti all’iniziativa.

 

Con questo protocollo d’intesa Anci Sicilia e Airbnb intendono favorire la progressiva semplificazione dei processi consentendo anche ai comuni più piccoli ma turisticamente rilevanti di attivare velocemente uno strumento tecnologico ad oggi disponibile solo nei grandi centri.

 

I comuni firmatari del protocollo d’intesa sono: Petralia Soprana, Terrasini, Agrigento, Montalbano Elicona, Noto, Avola, Balestrate, Castellammare del Golfo, Catania, Menfi, Palermo, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Scicli,  Campobello di Mazara, Piazza Armerina, Erice, Siracusa, Ferla, Ventimiglia di Sicilia, Monterosso Almo, Sambuca di Sicilia, Marsala, Isola delle Femmine

 

L’assessore comunale all’ecologia, Nello Hamel,  comunica che l’isola ecologica di Piazzale La Malfa, per sopraggiunti problemi burocratici, nonostante l’impegno profuso, sarà temporaneamente chiusa in attesa che i responsabili del Servizio Patrimonio e del Servizio Ecologia completino l’iter di consegna dell’area interessata all’impresa aggiudicataria RTI Iseda. L’assessore Hamel conferma la volontà di pervenire in tempi brevissimi alla riapertura dell’isola ecologica non appena risolti gli adempimenti necessari.  

Si è svolto ieri il consiglio direttivo della Uilca di Agrigento, presenti nella sede di via Mattarella il segretario regionale Uilca Sicilia Giuseppe Sicilia, il responsabile nazionale del proselitismo della Uilca Nazionale Gino Sammarco, il segretario provinciale Peppe Indelicato e il segretario generale della camera sindacale della UIL Gero Acquisto.

Dalla riunione dei quadri dirigenti è uscita fuori un’ analisi attenta dell’ anno trascorso che ha visto protagonista la Uilca di Agrigento in tutte le banche del territorio, come del resto in tutto il territorio siciliano, con un aumento degli iscritti e della credibilità dell’organizzazione sindacale per il lavoro svolto a tutti i livelli. Un dato significativo nonostante nell’ultimo anno si sono persi 1500 posti nel settore Abi e si sono registrate in tutta l’isola la chiusura di sportelli bancari, tant’è vero che la Uilca continuerà a denunciare le mancate assunzioni delle banche in Sicilia e le pressioni commerciali che sono una tragedia per i lavoratori, per i cittadini e le banche stesse sotto il profilo del rischio reputazionale.

Per quanto concerne Riscossione Sicilia la Uilca ha registrato positivamente la firma del contratto collettivo nazionale con il nuovo Cda appena insediato e questo è una garanzia per i 680 lavoratori presenti in Sicilia.