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A Naro un pensionato di 74 anni ha presentato una denuncia ai Carabinieri della locale Stazione perché ha anticipato in prestito 3.900 euro alla sua badante di fiducia, una donna originaria della Romania di 44 anni, e lei, dopo avere rubato anche due anelli, un bracciale e una collana, il tutto in oro, si è dileguata e non vi è nessuna traccia. Peraltro, il rapporto tra i due è stato così fiduciario tanto che lui ha stipulato a favore di lei un’assicurazione sulla sua vita, con la donna unica beneficiaria, del valore di 100 mila euro.

I Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, con il supporto del locale Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, a conclusione di una complessa e articolata attività di indagine ed analisi documentale, hanno denunciato, alle Procure della Repubblica di Agrigento e Sciacca, oltre 70 soggetti residenti nell’intera provincia, perché quali indebiti percettori del beneficio del reddito di cittadinanza. L’attività di polizia giudiziaria ha consentito di riscontrare molteplici irregolarità in relazione alle autocertificazioni prodotte, ovvero alle dichiarazioni sul possesso dei requisiti imposti dalla legge per ottenere il sostegno economico. In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras sono in onda delle interviste a esponenti dell’Arma dei Carabinieri.

“Mentre la città è ancora ostaggio dell’emergenza rifiuti, mentre l’attenzione del Consiglio comunale è ai minimi storici a causa delle dimissioni annunciate del sindaco, l’Amministrazione Alba punta a privatizzare anche la morte a Favara”.
 
A parlare sono i sottoscrittori di Scegli Progetto Comune dopo la pubblicazione sull’albo pretorio dell’Ente della delibera di giunta che nei giorni scorsi, con il voto positivo del sindaco e degli assessori Giuseppe Bennica, Maria Giudice, Laura Maria Maggiore e Davide Romeo, ha approvato la proposta di project financing per progettazione, riqualificazione e gestione del cimitero di fontana degli Angeli. Un investimento privato da oltre 12 milioni di euro. L’Amministrazione passerà adesso la palla al Consiglio comunale, perché questo dichiari la fattibilità e il pubblico interesse della proposta di investimento delle ditte Rem e A&P associati, entrambe di Siracusa.
“Il sindaco uscente Anna Alba, impegnata in quotidiane dirette promozionali sui social, probabilmente per preparare una futura ricandidatura, ha dimenticato ad informare i cittadini dell’ennesima privatizzazione che è in corso di attuazione nella nostra città e che mira a colmare le inefficienze della politica locale ed anni di silenzio colpevole – continuano da Scegli Progetto Comune -. Non solo: non crediamo che sia opportuno che una giunta dimissionaria (se tale sarà e non vi saranno brutte sorprese per i cittadini) possa predisporre gli atti per assegnare ad un privato il futuro della gestione di un’infrastruttura pubblica. E’ un modo di amministrare la città che speriamo possa scomparire al più presto. Favara merita di meglio”.

“A margine degli articoli pubblicati su diverse testate giornalistiche on-line, con riferimento ai fatti delittuosi commessi dal Gaetano Aronica, Consigliere comunale Presso il Comune di Licata, il Responsabile provinciale della “Lega Sicilia per Salvini Premier” On. Vincenzo Giambrone precisa che la persona in questione, appartiene già da tempo immediatamente successivo al suo insediamento al gruppo misto e
che ad oggi nessun legame sussiste con il Partito di Matteo Salvini.

Ogni riferimento alla Lega, per fatti di reato che, se accertati, attengono alla responsabilità penale personale del soggetto in discorso, si ritengono pertanto inopportuni. Sicchè il Responsabile provinciale della Lega sollecita le testate giornalistiche tutte ad astenersi da riferimenti non motivati, illeggitimi e di chiaro discredito per il Partito Lega e tutti coloro che ne fanno parte. Si richiede altresì di voler effettuare apposita smentita relativamente alla errata notizia già pubblicata.”

“Non ci sono attenuanti, c’è solo sconcerto e rammarico”, una netta presa di distanza è quella che parte da Gioacchina Di Cataldo, coordinatrice del gruppo di lavoro su diversità e inclusione di Sicindustria Caltanissetta.  “Il maltrattamento nei confronti di soggetti vulnerabili con le aggravanti della veemenza e della crudeltà che le immagini mostrano non può che suscitare le più severe considerazioni”. La Di Cataldo, che rivolge apprezzamento alle forze dell’ordine, ribadisce che è arrivato il momento di cambiare passo. “È necessario e urgente che la comunità intera cambi prospettiva e diventi parte attiva nel processo di protezione dei vulnerabili. Solo in questo modo si creerà la vera inclusione. È un atto di responsabilità sociale che dobbiamo soprattutto alle nuove generazioni”. Il nuovo gruppo di lavoro su diversità e inclusione di Sicindustria Caltanissetta propone una visione innovativa della diversità. Visione, inclusione e valorizzazione del “diverso”, queste le linee guida del gruppo che abbraccia diverse imprese del territorio nisseno e che mira alla rieducazione del tessuto sociale e imprenditoriale proponendo concrete esperienze di valore all’interno delle aziende.

Viviana Parisi si è suicidata e la morte del figlio Gioele potrebbe essere legato a un gesto drammatico della donna, anche se non c’è certezza assoluta su quest’ultima ipotesi. E’ la ricostruzione della morte della Dj e del bambino nelle campagne di Caronia, nel Messinese, del procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che ha chiesto al Gip l’archiviazione dell’inchiesta.

Il fascicolo era aperto contro ignoti. “E’ possibile affermare, con assoluta certezza – spiega il procuratore di Patti in una nota – come nella vicenda in esame non sia configurabile alcuna responsabilità dolosa o colposa, diretta o indiretta, a carico di soggetti terzi. Nessun soggetto estraneo ha avuto un ruolo, neanche marginale, mediato o indiretto, nella causazione degli eventi”.

Secondo la ricostruzione del magistrato, dopo analisi e accertamenti a 360 gradi, “l’intera vicenda, in realtà, è ascrivibile in modo esclusivo alle circostanze di tempo e di luogo, al comportamento ed alle condotte poste in essere da Viviana Parisi e al suo precario stato di salute, purtroppo non compreso sino in fondo, in primo luogo da parte dei suoi familiari più stretti”.

Le indagini hanno dimostrato, secondo la Procura, che la donna, “subito dopo l’incidente in galleria, una volta uscita dall’autovettura e recuperato Gioele, si sia volontariamente allontanata insieme al suo bambino dalla sede autostradale, nascondendosi tra la fitta vegetazione esistente sul bordo autostrada, non rispondendo ai richiami delle persone che pure la stavano cercando”. “Tutte le indagini tecniche svolte (indagini cinematiche, medico – legali, genetiche, veterinarie, etc.) – aggiunge il procuratore – hanno permesso di accertare come Viviana, senza ombra di alcun dubbio, si sia volontariamente lanciata dal traliccio dell’alta tensione, con chiaro ed innegabile intento suicidario”.

di Filippo Cardinale

Situazione sempre più difficile e complessa che appare più come una corda tirata alle due estremità con l’imminente rischio di spezzarsi. E’ in corso la riunione tra il vertice dell’Ati e dell’Aica. Le due parti, quella della curatela fallimentare e il Cda dell’Aica sono distanti. Le condizioni poste dal Tribunale di Palermo, sezione fallimentare, sono rigide. Da parte dell’Aica c’è la consapevolezza che è difficile accogliere le proposte della curatela fallimentare.

Di mezzo c’è il personale che da stamattina sta manifestando. Alcuni servizi essenziali del servizio idrico sono stati assicurati, ma il personale è fortemente preoccupato anche in vista di probabili licenziamenti. I lavoratori sono presenti massicciamente e il loro umore si coglie da un cartello: “I nostri licenziamenti sono il vostro fallimento”.

La situazione è incandescente anche per l’ultimatum posto dalla curatela fallimentare, entro stasera o accettare la proposta o passare ai licenziamenti e ai sigilli. Le parole profuse dal presidente del Cda, Provenzano, prima di entrare in riunione sono eloquenti: “Stando così le cose, non si parte”.

 

Nelle ultime 24 ore sono 719 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Sicilia su un totale di 14.046 tamponi processati.

La Sicilia si pone al quarto tra le regioni italiane per nuovi contagi giornalieri, dietro Lazio, Veneto e Toscana.

Gli attuali positivi sono 9.475 con un aumento di altri 532 casi. I guariti sono invece 184, mentre nelle ultime 24 ore si registrano 3 nuove vittime con il totale dei decessi che sale a 6.039.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo:  Ragusa 235 casi, Palermo 115, Catania 105, Agrigento 75, Siracusa 67, Caltanissetta 58, Trapani 49, Enna 14, Messina 1.

 

La Procura di Agrigento, coordinata da Luigi Patronaggio, aveva chiesto l’applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti dell’imprenditore Salvatore Moncada, 58 anni, e di Calogero Volpe, procuratore speciale della società ‘Moncada Solar Equipment s.r.l., dichiarata fallita dal tribunale di Agrigento il 14 gennaio del 2016”. Entrambe le richieste sono state rigettate dal Gip del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, che ha altresì negato misure interdittive nei confronti di altre persone per le quali gli inquirenti agrigentini avevano chiesto il divieto temporaneo di esercitare la professione.

Il giudice ha però accolto la richiesta di sequestro preventivo di quasi 6,5 milioni di euro riconducibili alle società M Rinnovabili srl” e “Moncada Energy group srl”. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dalla Guardia di Finanza di Agrigento. Le indagini sono state avviate nel 2019 a seguito di una segnalazione originata dalla Banca d’Italia, che nel corso di un’attività ispettiva in un istituto di credito aveva rilevato delle anomale movimentazioni di denaro, che non erano state segnalate come sospette dall’istituto ispezionato, sui conti di società del gruppo ‘Moncada’ attivo da anni nel settore delle energie da fonte rinnovabile. Le verifiche, affidate a un consulente tecnico e ai militari del nucleo di polizia Economico Finanziaria della guardia di finanza di Agrigento, hanno accertato – prosegue la ricostruzione ufficiale delle Fiamme gialle – che la ‘Moncada Solar Equipment s.r.l., le cui vicende societarie e gestionali si inseriscono in un contesto unitario di società riconducibili a Salvatore Moncada, prima dell’avvio della procedura fallimentare, a scopo di favorire alcune societa’ del gruppo, con conseguente danno degli altri creditori, aveva effettuato pagamenti ‘preferenziali’, sotto forma di compensazione di crediti, per l’importo di 6.344.129,32 euro, nei confronti della propria controllante ‘M Rinnovabili s.r.l. (giaàM & A Rinnovabili s.r.l. ) e per ulteriori euro 120.000 euro in favore della capogruppo ‘Moncada Energy Group s.r.l.”.

Il sequestro preventivo delle somme di denaro ritenute profitto del reato di bancarotta preferenziale e’ stato disposto dal gip anche per impedire che gli indagati Salvatore Moncada e Calogero Volpe “che continuano, secondo le indagini, ad assumere decisioni, in modo esclusivo, inerenti la gestione del gruppo, possano operare – conclude la guardia di finanza – altre compensazioni illecite, che potrebbero condurre alla realizzazione di ulteriori condotte di bancarotta, con pericolo di sottrazione del profitto del reato contestato e conseguente dispersione della possibilità di disporne l’ablazione in via definitiva“.

E’ un consigliere comunale di Licata eletto nella lista Noi con Salvini ma poi passato nel Gruppo Misto l’uomo denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento per tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. Si tratta di Gaetano Aronica, 48 anni, che ha sparato quattro colpi di pistola all’indirizzo del socio in affari, con cui gestisce un’agenzia di onoranze funebri. Aronica si è poi costituito accompagnato dal legale di fiducia.

Gaetano Aronica era stato eletto nel 2018 con la Lega ottenendo 373 preferenze (anche se dalla Lega fanno sapere che non è stato mai tesserato), E’ stato lui stesso a far ritrovare la pistola ai carabinieri durante la perquisizione. Il movente del tentato omicidio sarebbe da ricondurre ad una serie di contrasti di natura economica con il socio. La sparatoria è avvenuta in via Grangela a Licata. Dei quattro colpi solo uno è andato a segno colpendo di striscio ad un braccio l’imprenditore 71enne che è stato soccorso e trasferito all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata con una prognosi di venti giorni.

Appena una settimana fa, all’indirizzo della stessa agenzia di onoranze funebri, erano stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco.

In una nota sezione della Lega di Licata precisa che «il consigliere comunale Gaetano Aronica non è tesserato, né ricopre o ha ricoperto altri ruoli all’interno» del partito» e che alle amministrative del 2018 «era sì candidato nella lista della Lega, ma non si é mai dichiarato Lega all’interno del consiglio comunale, ed è da anni un consigliere civico, addirittura per un periodo a sostegno dell’attuale sindaco». La Lega invita chi lo ha fatto a «voler rettificare quanto erroneamente affermato, attribuendo ad Aronica un’appartenenza politica non corrispondente alla realtà dei fatti».