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Il Consiglio dei Ministri ha disposto la chiusura di tutte le scuole e gli atenei fino al 15 marzo per gli effetti del coronavirus. Inoltre, gli italiani dovranno cambiare stile di vita almeno per 30 giorni. Niente strette di mano, niente abbracci, basta meeting e congressi, stop alle manifestazioni, anche a quelle sportive. Le partite di calcio, semmai, potranno avvenire solo a porte chiude. Il governo mira anche a potenziare il sistema sanitario, con un aumento del 50% dei posti nelle terapie intensive, quelle più sotto pressione in emergenza coronavirus.

La sindaca di Montevago e deputata regionale dell’Udc, Margherita La Rocca Ruvolo, premette di non avere rilasciato dichiarazioni, a lei attribuite da diversi organi di informazione, nel merito delle vicende legate all’Ati, l’Assemblea territoriale idrica agrigentina, e precisa: “Ho semplicemente affermato, durante l’assemblea del 28 febbraio scorso, ciò che ripeto da mesi e cioè che bisogna accelerare i tempi per la costituzione della società speciale consortile e il primo passo, già fatto, è stato quello di inviare ai consigli comunali lo statuto per l’approvazione definitiva. Poi bisogna sollecitare Sogesid spa per l’aggiornamento del Piano d’ambito atteso ormai da mesi. Terzo punto: capire se i Comuni che hanno chiesto il riconoscimento dei requisiti per la gestione autonoma del servizio idrico integrato si sono messi in regola con gli adempimenti necessari in modo da concludere anche questa vicenda. Preciso inoltre che questi Comuni sono 8 e non 17. In riferimento alle dimissioni del commissario ritengo che prima di procedere alla nomina di questo commissario sarebbe stato opportuno, da parte della Regione, verificare che avesse i requisiti necessari e la disponibilità a volerlo fare”.

Altro grande risultato per Palma di Montechiaro e l’Amministrazione Castellino. Stamattina è stato firmato il protocollo d’intesa tra il Sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino e Silvia Cannoni, responsabile Offer & Content Development di  24OREBusiness School.
Continua il lavoro per la candidatura di Palma a Capitale Italiana della Cultura: il gruppo di lavoro insieme al Sindaco ha incontrato la responsabile Adriana Anceschi e insieme hanno parlato di progetti idee e di collaborazioni prossime che faranno parte della programmazione culturale del territorio di Palma patendo da una summer school di turismo e cultura che crei opportunità formative per i giovani diplomati, neolaureati, maneger e professionisti.
Le attività previste coniugheranno l’erogazione in aula, direttamente sul territorio di Palma, integrata a con corsi a distanza attraverso la piattaforma eLearning di 24ORE Business School
Il Sindaco Stefano Castellino dichiara: “Un altro tassello importante per il percorso nuovo che la mia Città ha intrapreso grazie alla candidatura a Capitale Italiana della Cultura. Stiamo ricevendo la disponibilità e l’entusiasmo di tanti partner che sono felici e convinti di appoggiare e promuovere il nostro progetto. Ciò significa che stiamo facendo bene e che comunque vada Palma di Montechiaro non è da sola, ed ha tutte le carte in regola per potere offrire un’immagine nuova di sè, dove cultura, opportunità, crescita, sono le parole chiave. Il protocollo con 24ORE Business School mi riempie di orgoglio, avere il sostegno e la collaborazione di uno dei più diffusi quotidiani d’Italia permetterà alla Città di inserirsi sempre di più in un circuito promozionale nazionale che le darà lustro. Ringrazio tutti i componenti del gruppo di lavoro per il lavoro incessante e proficuo che fanno ogni giorno e che ci sta permettendo di raggiungere notevoli traguardi, Alfonso Di Vincenzo, Angela Rinollo, Giuseppe Todaro ed in particolare, la dott.ssa Marilena Vaccaro che, già docente presso la sede di Roma di 24ORE Business School, ha pensato al coinvolgimento delle scuola riuscendo ad acquisirne la disponibilità e l’ attenzione.

Apprendiamo dalla stampa di un possibile subentro nella gestione commissariale prefettizia di Girgenti Acque da parte di Siciliacque. Notizia che si mette in relazione all’attuale scontro tra l’Assemblea Territoriale Idrica composta dai Sindaci della provincia agrigentina e la Regione, Assessorato all’energia e servizi di pubblica utilità, che ha commissariato l’ATI per la redazione del piano d’ambito ed in seguito l’ha diffidata ad un nuovo commissariamento.

Ribadiamo ancora una volta la posizione del Forum siciliano ABC contrario ad ogni commissariamento da parte della Regione Siciliana dell’ATI. Sono gli Enti locali agrigentini che devono assumersi la responsabilità politica di indirizzare verso la gestione pubblica e partecipativa dell’Acqua ed al rispetto della legge. I privati ad Agrigento hanno già fallito.

Chiediamo all’ATI di Agrigento, ai Sindaci ed ai Consigli Comunali, gli unici titolati per legge, di accelerare su tutte le procedure per giungere rapidamente all’approvazione dello statuto della Azienda speciale consortile, della redazione dell’aggiornamento del Piano d’Ambito, del completamento dell’accertamento dei requisiti previsti dall’ex articolo 147 del Decreto legislativo 152/2006, in modo da avviare concretamente e pienamente la gestione pubblica e partecipativa del ciclo delle Acque in continuità con quanto già deliberato scegliendo di costituire quale futuro gestore pubblico del SII un’azienda speciale consortile.

Il Forum siciliano ha sempre paventato la possibilità che il privato uscito dalla porta a suon di interdittiva antimafia potesse rientrare dalla finestra, ma sarebbe gravissimo se fosse proprio la Regione, attraverso i Commissariamenti, a favorire il subentro di un nuovo soggetto privato.

Ricordiamo che Siciliacque, il gestore del cosiddetto sovrambito voluto da Cuffaro, appartiene per il 75% alla multinazionale francese Veolia e per il restante 25% alla Regione, che dalla sua compartecipazione alla società di capitali non solo non ricava un centesimo, ma al contrario continua ad erogare fondi pubblici la cui entità andrebbe finalmente quantificata come richiesto dal Forum in tutte le sedi. É noto a tutti che Girgenti Acque prima di essere esautorata dalla mala gestione del servizio idrico integrato aveva accumulato diversi milioni di debito con Siciliacque. Ma è del tutto evidente che il credito deve essere vantato nelle sedi deputate e nei confronti di chi lo ha contratto. La possibilità ventilata dalle notizie di stampa che invece venga “scambiato” con l’approdo della multinazionale francese alla gestione del SII nella provincia di Agrigento sarebbe di una gravità inaudita.

Per il Forum siciliano ABC una cosa deve essere chiara: i debiti del vecchio gestore non possono transitare sul nuovo soggetto interamente pubblico, l’azienda speciale consortile, che si andrà a costituire.

Il Forum chiede al Presidente della Regione Musumeci ed all’Assessore al ramo Pierobon di smentire pubblicamente di star lavorando a questa ipotesi, nel solco delle scellerate scelte privatizzatrici dei governi che lo hanno preceduto, che moltissimo sono già costate in termini economici, di danno ambientale, in disagi e costi esorbitanti subiti dai cittadini che in Sicilia pagano l’acqua due volte, prima a Siciliacque poi ai gestori locali.

L’auspicio è che sia solo una coincidenza che si cominci a ventilare pubblicamente l’ipotesi di un subentro di Siciliacque a Girgenti Acque dopo la Sentenza del TAR Sicilia del 10 febbraio 2020, che dando ragione ai ricorrenti AMAP di Palermo ed ATI di Agrigento, ha stabilito che la Regione non ha competenza sulla determinazione delle tariffe di Siciliacque ma che ha l’obbligo ad avviare, in ogni caso, la verifica della convenzione con Siciliacque e non al contrario di favorirla aldilà di ogni dispositivo legislativo.

Si chiede con forza alla Regione Siciliana, invece che procedere con commissariamenti verso Enti che stanno lavorando per attuare la normativa, a rispettare in tutte le sue parti la legge regionale 19/2015, a cominciare dall’articolo 6: “… il Presidente della Regione valuta la sussistenza dei presupposti per l’eventuale esercizio del diritto di recesso dalla Convenzione con Siciliacque S.p.A. ed in ogni caso avvia le procedure per la revisione della stessa”.

“Apprendiamo da fonti di stampa che il governo Musumeci avrebbe individuato una caserma di Cefalù come una delle due aree di quarantena in Sicilia. A nostro avviso si tratta di una assoluta follia predisporre un’area di quarantena nel pieno centro di una delle località turistiche più frequentate e famose della nostra isola. Albergatori e attività ricettive stanno già subendo un duro contraccolpo a causa dell’emergenza epidemiologica in corso. Se tale notizia risultasse confermata, Musumeci e Razza farebbero bene a rivederla in quanto assolutamente infelice”. A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle componenti della commissione sanità all’Ars Salvatore Siragusa, Francesco Cappello, Giorgio Pasqua e Antonio De Luca. “Il governo regionale – spiegano i deputati – è chiamato a gestire una fase molto delicata. Cerchi di farlo senza creare ulteriori danni economici a quelle aree della Sicilia che stanno già affrontando un duro contraccolpo per quanto sta accadendo” – concludono.

L’assessore all’Ecologia Nello Hamel   , in relazione a quanto pubblicato da Claudio Lombardo, sul mancato avvio del servizio porta a porta nel quartiere di Zingarello  ed, in particolare, sulle presunte affermazioni della società Iseda che avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza dell’iniziativa di Hamel, ha precisato che si tratta di affermazioni che non rispondono a verità.  La società Iseda era stata infatti regolarmente informata  con PEC della richiesta del  nuovo servizio   su Zingarello e la società Seap, competente per territorio, aveva, in precedenza, alla presenza dei funzionari comunali manifestato il suo assenso all’attivazione del servizio porta a porta a Zingarello.

Inoltre sull’altra notizia riportata che riferiva che la società restava ancora in attesa del riscontro del Comune su una variante conseguente all’aumento di 5 mila utenze individuate con la lotta all’evasione, l’assessore Hamel ritiene, qualora tali espressioni fossero state effettivamente formulate,  che si tratta di un fatto molto grave che espicita la volontà aziendale di premettere qualsiasi attività di collaborazione alla accettazione della richiesta di una variante

L’assessore all’Ecologia Hamel  rigetta quindi il tentativo di screditare il suo operato definendolo un’iniziativa personale.

La Cisl Funzione Pubblica di Agrigento, tramite la dirigente Floriana Russo Introito, ha chiesto al sindaco di Comitini, Nino Contino, di adottare le misure che il sindacato ritiene necessarie per garantire la salute a cinque lavoratrici, e, soprattutto, di valutare la possibilità di ruotare il personale, essendo il Comune di Comitini dotato di altri lavoratori della medesima categoria. Più nel dettaglio, Floriana Russo Introito spiega: “Cinque lavoratrici donne tra i 52-58 anni, impegnate in attività su strada per cinque ore al giorno, a volte impossibilitate persino ad utilizzare i servizi igienici, sono sottoposte a carichi di lavoro che non sono in grado di reggere. Abbiamo chiesto più volte al sindaco Nino Contino di prendere provvedimenti per questa situazione, ma ad oggi non ci risulta abbia adottato qualsivoglia misura”.

Tre docenti del dipartimento di Agricoltura dell’Università di Catania, che sono stati ad un congresso a Udine, sono risultati positivi al test del Covid-19. Così ha reso noto il rettore Francesco Priolo, che ha aggiunto: “La conferma definitiva dovrà avvenire tramite la validazione dei centri nazionali preposti, e i colleghi risultati positivi sono tutti a casa sotto osservazione e nessuno di loro versa in gravi condizioni. L’Università, di concerto con le autorità sanitarie regionali, ha disposto la chiusura delle sedi del dipartimento di via Santa Sofia e via Valdisavoia, fino al prossimo 7 marzo per provvedere alla disinfezione dei locali. L’attività didattica sarà ripresa il 9 marzo. Il ministero dell’Università e della Ricerca e le autorità sanitarie regionali sono state tempestivamente informate in merito alla situazione, al fine di valutare e concordare eventuali ulteriori misure restrittive da adottare.

Il Tar Catania, in accoglimento delle tesi degli Avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’ ed Alessio Costa ha affermato l’illegittimità dell’ordine di ripristino irrogato dal Comune di Pachino nei confronti della Società O. s.r.l. titolare di un capannone destinato ad attività commerciale, senza aver preventivamente valutato la possibilità di sanare le opere mediante il pagamento della sola sanzione pecuniaria.
Nel 2012, il Comune di Pachino aveva rilasciato in favore della Società O. s.r.l. un permesso di costruire con modifica della d’uso dell’immobile da agricola a commerciale.
Il titolo edilizio era poi stato autorizzato dagli uffici comunali nel 2016.
Dopo la realizzazione delle opere e la stipula di due contratti di locazione con i gestori di attività commerciali, tuttavia, il Comune aveva disposto l’annullamento del cambio di destinazione d’uso.
La Società aveva pertanto presentato ricorso innanzi al TAR Catania contestando l’operato del Comune.
La fase cautelare ed in primo grado venivano definiti in senso positivo per la Società che, in pendenza del giudizio, ha potuto onorare gli impegni contrattuali assunti con i titolari delle attività commerciali che hanno così potuto avvalersi legittimamente dei locali del capannone per l’esercizio delle proprie attività.
Dopo circa 3 anni dall’apertura delle due attività commerciali, il CGA, accogliendo l’appello del Comune di Pachino ha affermato la legittimità dell’annullamento del cambio di destinazione d’uso concesso in precedenza alla Società.
A questo punto, appreso l’esito del predetto giudizio, la Società titolare del capannone, con articolata nota ha invitato il Comune di Pachino ad avviare apposito procedimento amministrativo al fine di valutare l’esistenza dei presupposti per l’applicabilità dell’art. 38 TU edilizia, con riferimento alla possibilità di sanare l’intervento edilizio in questione o, in alternativa, applicare una sanzione pecuniaria, avente i medesimi effetti del permesso di costruire in sanatoria.
Il Comune di Pachino, in riscontro alla richiesta della Società ha irrogato la sanzione ripristinatoria asserendo che, data la possibilità tecnica di eseguire la demolizione, questa fosse la naturale conseguenza dell’intervenuta abusività delle opere realizzate sulla scorta di un titolo ormai annullato.
Avverso l’ordine di demolizione la Società O. s.r.l., con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’ e Alessio Costa ha presentato nuovamente ricorso innanzi al TAR Catania per chiederne l’annullamento previa la sospensione.
I difensori della Società, tra l’altro, hanno dedotto che ai sensi dell’art. 38 del T.U. Edilizia, a seguito dell’annullamento del permesso di costruire, il Comune ha la possibilità di irrogare, alla luce della posizione incolpevole del privato e degli investimenti effettuati nonché della posizione dei terzi coinvolti, la sanzione pecuniaria in luogo di quella demolitoria.
Ed ancora i difensori della Società O. s.r.l. hanno sostenuto che nel caso di specie, l’irrogazione della sanzione pecuniaria in luogo di quella demolitoria, sia quella più idonea a soddisfare l’interesse pubblico; giacché oltre al ritorno economico per il Comune, attualmente in difficoltà finanziarie, verrebbero salvaguardati i numerosi posti di lavoro e l’indotto economico che ruotano intorno al capannone in questione.
Inoltre, hanno sostenuto i legali della Società, la definizione della vicenda mediante il pagamento della sanzione pecuniaria, scongiurerebbe un ulteriore contenzione di tipo risarcitorio che la Società O. s.r.l. si vedrebbe costretta ad intraprendere per la perdita dell’investimento realizzato confidando nella legittimità dei titoli che poi sono stati annullati.
In accoglimento delle tesi degli Avvocati Rubino, Airo’ e Costa, la Sezione I del TAR Catania, con ordinanza cautelare, ha affermato l’erroneità dell’operato del Comune “che si è limitato all’esame della possibilità “tecnica” di ripristino ma che, secondo condiviso orientamento giurisprudenziale formatosi sull’art. 38 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 – indirizzo evocato dalla parte ricorrente … – occorre comunque valutare l’opportunità di ricorrere alla demolizione, dovendosi comparare l’interesse pubblico al recupero dello status quo ante con il rispetto delle posizioni giuridiche soggettive del privato incolpevole, che aveva confidato nell’esercizio legittimo del potere amministrativo, e che appare ragionevole l’opzione ermeneutica a mente della quale l’individuazione dei casi di impossibilità non può arrestarsi alla mera impossibilità (o grave difficoltà), tecnica, potendo anche trovare considerazione ragioni di equità o al limite di opportunità”.
Il TAR Catania, ha perciò ritenuto che “al sommario esame della fase cautelare, il ricorso presenta profili suscettibili di favorevole valutazione, e che, pertanto, l’istanza di sospensione può essere accolta ai fini del riesame della fattispecie da parte dell’Amministrazione resistente”.
Per effetto della predetta pronuncia il Comune di Pachino dovrà riesaminare la vicenda al fine di valutare, in relazione dei diversi interessi coinvolti, la possibilità di irrogare la più mite sanzione pecuniaria, così potendo salvaguardare la posizione dei privati e delle attività coinvolte.