Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 1152)

Non ce l’ha fatta Simone D’Antonio cuginetto di Alessio deceduto sul colpo nella serata di Giovedì quando un Suv si è schiantato sui loro corpicini mentre giocavano con il cellulare dinnanzi il gradino della loro casa.

Erano da subito apparse gravi le sue condizioni dopo l’incidente , due giorni di agonia e un intervento delicatissimo dove gli erano state amputate entrambe le gambe, oggi intorno alle ore 12 ha spirato il suo ultimo respiro nel reparto di terapia intensiva del Policlinico di Messina dove era stato trasportato in elisoccorso.

Dopo l’amputazione sono sfociate altre complessità che hanno portato febbre alta con un assestamento emodinamico di circolazione e pressione. Simone è stato tenuto in coma farmacologico.

Inutile spiegare o descrivere lo stato in cui stanno i genitori e i familiari che in questi giorni non hanno mai lasciato il proprio bambino.

Una tragedia che ha sconvolto Vittoria, distrutto la vita di due bambini e segnato per sempre la vita di due famiglie.

Proprio mentre a Vittoria si svolgevano i funerali del cuginetto Alessio, Simone ha lasciato la vita.

Più di tremila persone per dare l’ultimo saluto ad Alessio. Un funerale che, però, ha destato tante polemiche in quanto le esequie sono state affidate alla ditta funebre Cutello in cui uno degli amministratori è sotto processo insieme ad Angelo Ventura, uno degli uomini che si trovava a bordo del Suv guidato da Rosario Greco, arrestato con l’accusa di omicidio stradale aggravato dallo stato di ubriachezza che ha superato quattro volte i limiti di legge ed è risultato positivo all’assunzione di droga (cocaina).

Un’intera città si è stretta al dolore della famiglia testimoniando vicinanza e affetto.

L’ultimo saluto ad Alessio è stato dato nella chiesa di San Giovanni e a celebrare la messa è stato il vescovo  di Ragusa Carmelo Cuttitta che ha ricordato l’insegnamento che la morte di Alessio potrà dare. “Oggi Alessio è con noi e lo sarà sempre. Il suo sacrificio non resti vano”

La Gestione Commissariale del Servizio Idrico Integrato, al fine di agevolare l’utenza. ha predisposto il servizio di trasmissione della lettura del proprio contatore idrico tramite un numero “WhatsApp” dedicato.

Per poter fruire del servizio suddetto, occorre registrarsi al portale “Servizi Online” del sito www.girgentiacque.com, scattare una foto del contatore e inviarla al numero 3316953827 dedicato all’utenza “WhatsApp” della Gestione Commissariale del S.I.I. della Provincia di Agrigento.

Il servizio è semplice e gratuito, ed elimina la possibilità di errore fornendo, nel contempo, un controllo continuo dei propri consumi.

Gli uffici addetti identificano l’utenza dal numero di telefono registrato sul sito e dal numero di contatore rilevabile dalla fotografia.

In questo modo si evitano bollette elevate dovute ai periodici conguagli e inoltre, effettuando una lettura più frequente, si evidenziano più facilmente consumi anomali dovuti a errori di lettura o a perdite occulte, che possono generare costi elevati e danni agli immobili dell’utenza.

 

 

Tre persone di Favara sono state iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio nell’ambito dell’inchiesta, riaperta recentemente dalla Dda di Palermo, sul delitto del piccolo Stefano Pompeo assassinato nel tratto di strada che da Favara conduce al Villaggio Mosè, il 22 aprile di 20 anni fa.
La svolta investigative è stata impressa dalle dichiarazioni del pentito Maurizio Di Gati che già qualche anno fa aveva indicato agli inquirenti nomi dei presunti autori e movente.

A firmare I provvedimenti è stato il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Alessia Sinatra che ha affidato l’indagine alla Squadra mobile di Agrigento guidata da Giovanni Minardi.

Con l’avviso di garanzia il pm ha anche disposto gli interrogatori delle persone indagate che dovrebbero tenersi nei prossimi giorni anche se uno dei tre ha già comunicato che non si sottoporrà all’esame.

E Cosa nostra come aveva preso la notizia dell’uccisione di Stefano Pompeo, male. Tanto da pensare a un’azione eclatante da mostrare al mondo intero per rafforzare il potere dell’organizzazione criminale e da divenire monito per quanti violano le regole di Cosa nostra,
Il racconto di Di Gati è crudo e ricco di nefandezze e particolari. Talvolta suggestivo e feroce ma è il suo racconto, da protagonista assoluto. Ai giudici il compito di valutarne la fondatezza e l’attendibilità. Ad oggi, il suo contributo è stato definito eccezionale da Tribunali e Corte d’Assise.
E da questa valutazione si ritorna indietro nel tempo di vent’anni.

Dal giorno in cui è stato ucciso il piccolo Stefano. Un’inchiesta al contrario, se si vuole, dato che questa volta, come si capisce dalle dichiarazioni di Di Gati, si parte da un delitto ma vengono già indicati il movente e gli autori. Le dichiarazioni più importanti sulla morte di Stefano sono del 19 aprile 2007 (e successivamente integrate con altri interrogatori). Davanti ai pubblici ministeri Fernando Asaro e Gianfranco Scarfò, allora in servizio alla Dda di Palermo, l’ex boss afferma: «Dell’omicidio Pompeo posso dire che avvenne mentre io ero in latitanza insieme a Giuseppe Vetro.Io e Vetro lo sapemmo dalla televisione”.

 

 

 

 

 

Ad Agrigento, in via Atenea, al teatro Posta Vecchia, dal 16 luglio fino al 18 settembre, in diverse e numerose serate, sempre alle ore 21:30 e con ingresso a 10 euro, si svolgerà lo spettacolo “Agrigento Live Folk Music Show”, con Quartet Folk e Giovanni Moscato. Regia di Camillo Mascolino. I protagonisti dell’iniziativa annunciano: “Con musica e parole racconteremo la Sicilia come è stata e come è, con canzoni, poesie, filastrocche, illustrata da autori e da poeti che noi tutti conosciamo e che nell’isola sono nati: un modo per divertirvi e cantare insieme a noi, intonando, della terra di Sicilia, le virtù e le tradizioni”.

 

 

Nella notte fra Lunedì e Martedì, un uomo di 45 anni, Vittorio Catania di Mussomeli, è deceduto all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

Secondo una prima ricostruzione da parte dei familiari l’uomo era stato ricoverato perché accusava dei forti mal di testa da diversi giorni.

Il ricovero è avvenuto proprio per fare ulteriori controlli e venire a capo della causa del malessere del 45enne che, per mancanza di posti letto, è stato ricoverato nel reparto di Psichiatria e che gli esami eseguiti in quel tempo di ricovero avevano dato esito negativo.

Si attende adesso l’autopsia per chiarire le cause della morte del 45enne.

28 anni. Gessica ha compiuto 28 anni proprio ieri il 12 Luglio.

Sono, ormai, passati 11 mesi esatti dalla sua scomparsa quando quel maledetto 12 Agosto del 2018 di Gessica si sono perse le tracce.

Madre di quattro bambini che invocano continuamente il “ritorno” della madre. Un compagno, Filippo, che ha sempre prestato la sua collaborazione nelle indagini, un fratello, Enzo, che ha lanciato numerosi appelli insieme alla madre Giuseppina e il padre Giuseppe.

Durante questi mesi sono state serrate le indagini svolte dagli inquirenti. Tante le piste che sono state esaminate a seguito di parecchie segnalazioni per non arrivare a nulla, a definire quelle tracce tristi depistaggi.

Di Gessica nessuna traccia. Nessuna notizia, impronta, presenza, avvistamento.

E’ incredibile come ancora oggi, nel 2019, una persona svanisca nel nulla.

In occasione del suo compleanno, la madre, Giuseppina Caramanno, si chiede per l’ennesima volta che fine abbia fatto sua figlia, chiede di ritrovarla morta o viva che sia, e con molto dolore, nella speranza che Gessica possa sentirla, ha lanciato un augurio di buon compleanno alla figlia scomparsa pregandola, in caso di ricezione del messaggio, di chiamarla o di farsi viva.

Si vive nell’angoscia dove si evince anche uno stato di rassegnazione, visto il troppo tempo passato, ma nonostante tutto la signora Giuseppina non si arrende, nella sua mente navigano parecchie ipotesi come è giusto che una madre faccia.

Intanto, nel massimo riserbo, proseguono le indagini sulla scomparsa di questa giovane mamma e si spera , quanto prima, di arrivare a porre la parola fine a questo terribile incubo.

Il Consorzio Salus Lab , operante nella branca di diagnostica di laboratorio, aveva presentato un’istanza di trasferimento di un laboratorio da Termini Imerese a Chiusa Sclafani, piccolo comune a confine tra le provincie di Palermo ed Agrigento; i distretti sanitari competenti esprimevano pareri favorevoli al trasferimento. Successivamente la società Emoteam Laboratori analisi , in persona del legale rappresentante Dott. Tommaso Calamia, chiedeva di essere autorizzata ad istituire un punto prelievi presso il comune di Chiusa Sclafani, ma la richiesta veniva rigettata. Allora la Emoteam, rappresentata e difesa dall’Avvocato Maria Gabriella Valenti, proponeva un ricorso davanti al Tar Sicilia, per l’annullamento sia del provvedimento di rigetto della richiesta di autorizzazione alla istituzione di un punto prelievi nel comune di Chiusa Sclafani sia del parere positivo espresso al traferimento a Chiusa Sclafani di un punto prelievi aggregato al Consorzio salus Lab. Il Tar accoglieva il ricorso ed annullava i provvedimenti impugnati ma il Consorzio Salus Lab, in persona del legale rappresentante dott. Arcangelo Vitale, rappresentato e difeso dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, proponeva appello davanti al CGA per la riforma, previa sospensione dell’esecutività, della sentenza del TAR sfavorevole. Già il Presidente del CGA , in accoglimento della richiesta di misure cautelari monocratiche avanzata dagli avvocati Rubino e Impiduglia,  aveva emesso un decreto di sospensione dell’esecutività della sentenza appellata. Da ultimo il CGA in sede collegiale, condividendo la prospettazione di pregiudizio di estrema gravità non solo economico  che potrebbe derivare dalla chiusura del punto di accesso a Chiusa Sclafani,  rappresentata  dagli avvocati Rubino e Impiduglia, ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecutività della sentenza appellata. Pertanto, per effetto della pronunzia cautelare resa dal CGA, il punto di accesso analisi cliniche presso il comune di Chiusa Sclafani resterà aperto , nelle more del giudizio di merito, fissato per l’udienza del 12 dicembre 2019, con enormi vantaggi per i cittadini di Chiusa Sclafani, che non dovranno più recarsi presso il Comune di Bisacquino per effettuare i prelievi.

Sgomento a Ragusa nella serata di Giovedì dove due cuginetti sono stati travolti da una Jeep Renegade proprio davanti la loro casa.

Una tragedia consumata in un nano secondo. 11 anni Simone e 12 Alessio che è deceduto sul colpo.

Simone ha subito un delicatissimo intervento che purtroppo ha portato all’amputazione di entrambe le gambe che sono state falciate dal Sub in folle corsa. Dopo l’intervento, il bambino è stato trasferito in elisoccorso al Policlinico di Messina nell’unità intensiva neonatale.

Le sue condizioni sono ancora gravi ma stabili, è ancora in pericolo di vita e la prognosi rimane riservata.

Il conducente del Suv, R. G. 37 anni,  è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale aggravato dallo stato di ubriachezza che ha superato quattro volte i limiti di legge ed è risultato positivo all’assunzione di droga (cocaina).

Insieme a lui, sulla Jeep Renegade, altre tre persone che hanno ammesso di essere scappati, a piedi e dopo lo schianto, per paura di essere aggrediti e successivamente si sono presentati in Questura spiegando l’accaduto.

Scatta, quindi, una denuncia in stato di libertà per omissione di soccorso e favoreggiamento personale.

Da li la Polizia di Stato si è recata nell’abitazione del 37enne arrestandolo.

Raccapriccianti le immagini del sinistro riprese da alcune videocamere di sorveglianza dove si vede un azzardato sorpasso fatto ad un incrocio di Via IV Aprile a folle velocità, perdendo così il controllo del Suv e travolgendo i bambini.

Domani a Vittoria sarà proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali di Alessio, mentre tutta una comunità si è stretta attorno alle due famiglie distrutte dal dolore. 

A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato in carcere un romeno di 32 anni, ed hanno ristretto ai domiciliari la compagna di lui, anche lei romena, di 28 anni. Lui risponde all’autorità di giudiziaria di rapina e furto con strappo, e lei di ricettazione. La coppia di romeni è stata impegnata a Ribera nello scippare le borse o i gioielli alle persone anziane, tra la zona del mercato e il centro storico, e poi nel vendere quanto rubato. In particolare sono state bersaglio dei due malviventi una donna di 80 e un’altra di 68 anni, strattonate violentemente e derubate delle collane d’oro, strappate dal collo fino a ferirle. Nel corso delle indagini, durante un pedinamento, i Carabinieri hanno sorpreso la compagna del romeno intenta a rivendere una collana ad un orafo della zona. La collana, con la foto del defunto marito della vittima, è stata recuperata e poi restituita all’anziana donna. Nel corso della perquisizione domiciliare a casa della coppia sono stati scoperti altri indizi.

Ad Agrigento il Comitato di quartiere “Fontanelle Insieme” ha inviato una lettera, firmata da tanti residenti e commercianti, al sindaco Firetto, all’assessore Hamel, e ai dirigenti comunali Di Giovanni, Greco e Vinti. Il testo della lettera, in ragione del formato inviato, non è estrapolabile. In sintesi, il Comitato di quartiere “Fontanelle Insieme” rivolge un accorato appello all’amministrazione e ai dirigenti di provvedere a rimediare al grave stato di degrado e di incuria in cui versa Fontanelle, tra la mancanza di pulizia, dello spazzamento sia manuale che meccanizzato, e del decespugliamento. Si tratta di gravi carenze già segnalate a mezzo pec il 3 maggio e il 18 giugno scorsi, senza alcun riscontro. “Fontanelle Insieme” sollecita inoltre l’installazione dei cestini in strada, e raccomanda agli operatori ecologici di pulire le aree della raccolta differenziata quando, nello svuotare i mastelli, cadono rifiuti a terra.