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Con sentenza del 2017 il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Sciacca condannava alla pena di anni uno e mesi due di reclusione il dr. G.F., noto odontoiatra di Burgio, per omicidio stradale e lesioni personali gravi e disponeva altresì ai sensi dell’art.222 comma 2° del Codice della Strada la revoca della patente di guida.

Successivamente, la Corte Costituzionale con sentenza 17/04/2019, n.88 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo, per contrasto coi principi di uguaglianza e proporzionalità, l’articolo 222, comma 2, del Codice della Strada nella parte in cui non prevede che, in caso di condanna per i reati di omicidio stradale o di lesioni personali stradali, il giudice possa disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa, allorché non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti previste dai rispettivi commi 2 e 3 degli articoli 589-bis e 590-bis del codice penale.

Secondo la citata sentenza della Corte Costituzionale quindi la revoca della patente di guida non è una sanzione accessoria automatica alla condanna, potendo il Giudice disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa ed in tal caso deve operare una completa valutazione in ordine ai fatti ed alla condotta dell’imputato.

In ragione della citata pronuncia della Corte Costituzionale, il dr. G.F. presentava, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, innanzi al Giudice per le Indagini Preliminari in funzione di Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Sciacca un incidente di esecuzione, chiedendo la rideterminazione della pena accessoria.

A sostegno della detta istanza gli avv.ti Rubino e Piazza evidenziavano che le vittime, che stazionavano lungo la S.S. 115 in ragione di un precedente incidente stradale, al momento del sinistro erano privi dei prescritti giubbotti retroriflettenti ed avevano posizionato il triangolo di emergenza in maniera non regolare.

Ed ancora, gli avv.ti Rubino e Piazza evidenziavano che l’assunto riportato nella sentenza di condanna secondo cui il dr. G.F. “circolava alla velocità di circa 75 km/h in un tratto stradale nel quale vigeva il limite di velocità di 50 Km/h …”, meritava di essere rivalutato alla luce degli stessi atti depositati dalla Procura.

In particolare, veniva rappresentato che dall’esame della “scatola nera” installata sull’autovettura del dr. G.F. era stata accertata una velocità di 54 km/h e, dunque, appena 4 km/h in più rispetto al limite di velocità e ben 21 km/h in meno rispetto a quanto riportato nella sentenza di condanna.

Gli avv.ti Rubino e Piazza ritenevano dunque che i suddetti elementi avrebbero potuto indurre il Giudice ad una differente valutazione della condotta di guida del proprio assistito e, comunque, della pericolosità della stessa, in relazione alla quale apprezzare – a tenore del dictum della richiamata sentenza della Corte Costituzionale -, la corretta sanzione accessoria da applicare.

Con ordinanza del 17 maggio 2021 il Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Sciacca, condividendo le tesi difensive degli avv.ti Rubino e Piazza, ha accolto l’incidente di esecuzione proposto e, per l’effetto, ha rideterminato la pena accessoria, applicando in luogo della revoca della patente la sospensione della stessa per anni due.

Poiché il periodo di sospensione è stato già scontato dal dr. G.F., lo stesso potrà immediatamente ottenere dalla competente Prefettura il titolo di guida, mentre gli avv.ti Rubino e Piazza valuteranno, alla luce dei fatti accertati, di richiedere la revisione del processo e, conseguentemente, l’assoluzione del proprio assistito.

L’assessore regionale a Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, ha compiuto un sopralluogo a Realmonte, a Scala dei Turchi, insieme al direttore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, Maurizio Croce, il dirigente della Protezione Civile di Agrigento, Maurizio Costa, la presidente della Commissione Ambiente dell’Assemblea regionale, Giusi Savarino, il sindaco di Realmonte, Sabrina Lattuca, ed il consulente della Procura di Agrigento, Gabriele Freni. Cordaro e Savarino hanno ribadito che il governo Musumeci ha in cantiere diversi interventi per assicurare la tutela della Scala dei Turchi ed ottenerne il dissequestro da parte della Procura di Agrigento, rendendo così il sito del tutto fruibile. I lavori saranno sostenuti dalla Struttura contro il dissesto idrogeologico, presieduta dal commissario Nello Musumeci.

A Canicattì adesivi con la scritta “Liberiamo Canicattì – No usura – No racket” sono stati affissi sui negozi della città dall’associazione “SOS Impresa – Rete per la Legalità” , che oggi, sabato 29 maggio, inaugura un “Punto della legalità”, con il supporto dei Carabinieri della Compagnia di Canicattì e del Comando provinciale di Agrigento. E il colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale, commenta: “C’è una forte partecipazione dell’Arma che, in collaborazione con l’associazione, ha riportato alla luce un rinnovato fenomeno in epoca post-covid. Tutte le attività che hanno riaperto i battenti hanno avuto bisogno di soldi, ed ecco che c’è stata la rinascita dell’usura. ‘Sos impresa – Rete per la legalità’ testimonia coraggio e il comandante della Compagnia di Canicattì li ha guidati sul territorio”.

Ad Agrigento, a Cannatello, sabato scorso, in occasione di una meritoria opera di volontariato di pulizia della zona e di rimozione delle sterpaglie, i volontari del gruppo “I ragazzi della Trinacria” hanno tinteggiato di azzurro un bunker sul posto, risalente alla seconda guerra mondiale, ritenuto un bene monumentale e pertanto tutelato dalla Soprintendenza ai Beni culturali. I volontari si sono scusati su facebook di quanto accaduto. Il sindaco Franco Miccichè si è premurato a precisare che nessuna autorizzazione nel merito è stata concessa. Ebbene, adesso, il Comune, con tanto di pubblicazione all’albo pretorio, ha avviato il procedimento per la revoca del protocollo d’intesa firmato tra il Comune e l’associazione nel marzo scorso, tramite cui i “Ragazzi della Trinacria” avrebbero potuto svolgere delle attività in accordo con il Comune. E la tinteggiatura del bunker non è stata concordata con il Comune, contravvenendo all’articolo 3 del protocollo.

Trentunenne di Campobello di Licata, è morto in seguito ad un incidente stradale verificatosi lungo la strada statale 123 all’incrocio con via Peppino Impastato.

Un uomo di 34 anni che era in macchina con la vittima, è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato, con prognosi riservata all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata.

Il trentunenne – secondo le ricostruzioni dei carabinieri – avrebbe perso il controllo della sua Bmw che è finita contro un albero.

L’incidente non ha coinvolto altri mezzi di passaggio.

Sul posto i carabinieri che hanno messo in sicurezza i luoghi, hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente, oltre ad occuparsi della viabilità.

In serata il messaggio di cordoglio del sindaco di Campobello, Giovanni Picone: “In certe situazioni scrivere è doveroso ma non facile. Oggi la nostra comunità ha perso uno dei suoi giovani figli. Ogni parola in momenti come questi è superflua. Campobello nel silenzio e nella preghiera si stringe al dolore della famiglia La Mendola-Gueli. Riposa in pace caro Angelo!”

Il caso della professoressa di Messina, 55 anni, deceduta lo scorso 30 marzo al policlinico per una trombosi celebrale dopo aver fatto il vaccino Astrazeneca verrà sottoposto allo studio del gruppo scientifico del dipartimento di Neurologia dell’Amsterdam university medical centers con il prof. Coutinho e con il supporto dell’International cerebral venous thrombosis consortium (Icvtc).Gli istituti, con la collaborazione internazionale di diversi atenei compreso quello di Messina, hanno avviato uno “studio osservazionale” di tutti i casi di trombosi venosa cerebrale dopo vaccino anti-Covid19 registrati nei centri europei membri del Consortium.
Dopo l’autopsia i consulenti di parte, nominati dall’avvocato Daniel Agnello che rappresenta i familiari della professoressa deceduta, hanno evidenziato che “dalla documentazione clinica acquisita e dall’esame macroscopico cadaverico, è possibile confermare l’ipotesi diagnostica clinica laboratoristica che esclude preesistenti patologie che possano aver avuto un ruolo significativo nel determinare la trombosi polidistrettuale”.
Sulla vicenda è ancora pendente l’inchiesta aperta dalla Procura di Messina.

Aldo Corbo non è nuovo a gesti di generosità nei confronti di strutture sanitarie pubbliche lo aveva fatto nel marzo scorso e torna a farlo oggi

Ieri 28 maggio 2021l’imprenditore Canicattinese Aldo Corbo titolare del centro dentale Corbo per puro scopo benefico, a titolo totalmente gratuito, ha consegnato alla U.O.C. di Radiologia del San Giovanni di Dio di Agrigento un Monitor Multiparametrico da 12″.
Il dispositivo medico in questione è stato già installato presso la TC Covid dello stesso Presidio Ospedaliero e verrà utilizzato per monitorare i parametri vitali dei pazienti COVID positivi che si sottopongono agli esami TAC necessari durante il ricovero ospedaliero.
Il Commissario Straordinario Dott. Mario Zappia ed il Direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche, Dott. Angelo Trigona, con nota ufficiale, hanno ringraziato l’imprenditore Aldo Corbo per il grande gesto di altruismo.

L’imprenditore, piacevolmente stupito per l’accoglienza concessagli dal reparto che ha ricevuto il bene, ringrazia pubblicamente la Direzione Aziendale nella persona del Dott. Mario Zappia ed il Direttore della Radiologia Dott. Angelo Trigona per aver accettato la proposta di donazione.
Inoltre, aggiunge, “sento il dovere di ringraziare il Tecnico Radiologo Dott. Lillo Restivo per aver fatto da collante tra i vertici Aziendali ed il sottoscritto. Oggi posso davvero dire che donare è più bello che ricevere”

418 i nuovi positivi al Covid19, su 19.386 tamponi processati, con una incidenza del 2,1%. La Sicilia resta al terzo posto in Italia per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 9 e portano il totale a 5.807. Il numero degli attuali positivi è  di 10.615 con una diminuzione di 725 casi. I guariti sono 1.134. Negli ospedali i ricoverati sono 585, 31 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 73, 8 in meno rispetto al bollettino precedente.

I nuovi contagi per province:

72 a Palermo, 168 a Catania, 51 a Messina, 20 a Ragusa, 23 a Trapani, 25 a Siracusa, 11 a Caltanissetta, 41 ad Agrigento e 7 a Enna.

Si svolgerà il 4 giugno la seconda prova della prima sessione degli esami di trasportatore nazionale e internazionale di merci per conto terzi. Gli esami sono organizzati dal Settore “Politiche Attive del Lavoro e dell’Istruzione, Solidarietà Sociale, Trasporti” del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. La prova avrà luogo nella Sala Pellegrino nella sede di Via Acrone dell’Ente con inizio alle ore 9:00.

 Alla seconda prova sono stati ammessi 12 candidati che hanno superato la prima selezione scritta cominciata il 26 maggio.

 La seconda prova scritta consiste in un’esercitazione su un caso pratico che prevede la soluzione di un problema a “risposta aperta” articolato in quattro domande e contenente elementi relativi all’ambito nazionale e/o internazionale. Per partecipare i candidati ammessi dovranno esibire un test antigenico rapido negativo al Covid-19 eseguito entro 24 ore prima degli esami.

Gli interessati, per avere informazioni relative agli esami o sull’elenco dei candidati ammessi, potranno rivolgersi agli uffici del Settore Trasporti in via Esseneto 66 ad Agrigento tel. 0922/593633, oppure potranno rivolgersi al personale delle sedi dell’Ufficio Relazioni con il pubblico del Libero Consorzio presenti in diversi comuni della provincia.

A Porto Empedocle, lungo viale Aldo Moro, la conducente di un’automobile Volkswagen Golf, una donna di 52 anni, ha investito un ciclomotore Piaggio Liberty 50. Lei si è dileguata non prestando soccorso. Il minorenne alla guida del ciclomotore è stato trasportato da un’ambulanza del 118 all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Sono 20 i giorni di prognosi per lesioni facciali e trauma cranico. Ebbene, mentre sono state in corso le indagini dei Carabinieri per scoprire il pirata della strada, la donna si è presentata spontaneamente in caserma, e ha ammesso di essere scappata per paura. E’ stata denunciata, alla Procura di Agrigento, per omissione di soccorso e lesioni personali.