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L’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, insieme al Soprintendente di Agrigento, Michele Benfari e al sindaco di Sciacca Francesca Valenti, ha inaugurato oggi pomeriggio la Galleria Tommaso Fazello nel complesso monumentale dedicato a questo grande saccense, domenicano e illustre storico.

Le opere esposte costituiscono importanti espressioni della storia dell’arte di Sciacca della pittura, della scultura e della ceramica, nelle quali si riconoscono la storia e l’identità culturale della città.

“La fruizione del Complesso – ha sottolineato l’assessore Alberto Samonà – è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra le più importanti istituzioni del territorio. L’inaugurazione di oggi è un tassello di un importante mosaico, che include la chiesa di Santa Margherita e i lavori per la realizzazione dell’auditorium, in vista del sogno che abbiamo il dovere di trasformare in realtà: la nascita del grande museo interdisciplinare di Sciacca. In questo luogo – ha aggiunto Samonà – l’arte prende vita; d’altronde, come diceva Pablo Picasso “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni”. E grazie a luoghi come questo ciò diventa possibile”.

Proseguono, incessanti, gli sbarchi nelle nostre coste. Due, accertati, sono avvenuti nelle ultime ore.

Il primo a Lampedusa, giunto con un barchino fino a riva e con a bordo 28 tunisini. I migranti sono stati accompagnati all’hotspot lampedusano per tutti i rilievi. Nel frattempo una ottantina di migranti a bordo della nave di linea Sansovino arriveranno questa sera nel porto di Porto Empedocle.

A Licata, e più precisamente nel lido Mollarella, un barcone lungo dieci metri ha lasciato a terra un numero imprecisato di tunisini (11 acciuffati, altri sono riusciti a fuggire). Lo stesso barcone ha cercato di scappare ma è stato inseguito e raggiunto da una motovedetta della Guardia Costiera. Lo scafista è stato arrestato ed è stato consegnato all’Autorità Giudiziaria che adesso gli contesta il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

 

 

“Distinti e distanti dalla gestione del sindaco Cuffaro costruiamo insieme l’alternativa e lo sviluppo per la nostra comunità“.

Su questa base è stato siglato il documento politico tra l’Alleanza Civica per Raffadali, il Partito Democratico e Risorgimento Socialista insieme ai consiglieri di opposizione, che ha getta le basi tra le  forze di centro sinistra, i movimenti civici in vista delle elezioni comunali del 4 ottobre.

L’alleanza– si legge nel documento-  mette in campo un progetto aperto, laico e progressista che ha l’obbiettivo di allargare il limite del consenso intorno ad una comune e nuova idea di paese. L’obiettivo delle forze alternative all’attuale coalizione  uscente è quello di creare una paese compartecipe, attento al territorio e all’ambiente e che riduca le disuguaglianze sociali presenti: un paese che promuova la partecipazione attiva dei cittadini alla salvaguardia del bene comune. È l’idea di bene comune che trasmette il senso della comunità e dell’interesse pubblico e non privato”.  ” L’obiettivo dichiarato– prosegue il documento-  è  quello di mettere definitivamente fine a quel modello di politica che l’amministrazione Cuffaro ha codificato negli anni: concentrata solo sulla mera gestione clientelare del potere, lontana dai bisogni veri delle persone, delle famiglie e delle imprese locali. Una conduzione familistica, verticistica e di pura propaganda che non ha lasciato spazio alle critiche e al dissenso e che ha finito per ammorbare il dibattito politico”.  Un sindaco – si legge ancora- che nel tempo si è circondato soltanto di fedelissimi obbedienti che in giunta che ha alternato in base alle sue necessità contingenti, mortificando in Consiglio comunale, con questi valzer di collaboratori, le stesse intelligenze presenti tra le sue fila,a puntando alla fine sull’accondiscendenza dei “servi sciocchi” di memoria volteriana. Coesione e progetti alternativi, quindi rispetto all’attuale conduzione dell’amministrazione comunale“. ” La nostra alleanza – affermano ancora le forze politiche del centro sinistra –intende costruire, nelle prossime settimane, con tutti coloro che saranno disponibili, non solo un programma concreto di cose da fare ma un nuovo progetto di comunità e di città per i prossimi decenni partendo dai fallimenti dell’amministrazione uscente: dalla questione idrica alla gestione degli impianti sportivi al  bilancio comunale ( lievitato notevolmente grazie agli aumenti della tassa sui rifiuti TARI e all’aumento dell’IMU deliberati proprio dalla giunta Cuffaro)  dal piano regolatore alla gestione dei tributi. Occorre dare lustro finalmente alla Casa di riposo che è stata abbandonata a se stessa dall’amministrazione uscente, quando invece bisogna ritornarvi in possesso e renderla funzionale, creando nuova occasione di lavoro. Riteniamo che chi ha amministrato in questi cinque anni Raffadali abbia cristallizzato il paese, allentato i legami sociali della comunità, oscurato di fatto ogni progetto di cambiamento avviato dal compianto sindaco on.Giacomo Di Benedetto e rimasto successivamente bloccato a causa della sua prematura scomparsa”.  “Nella cornice programmatica che è stata messa a punto dalle forze che hanno sottoscritto il documento, – concludono- le priorità sono rappresentate dal lavoro, dallo sviluppo della imprenditoria locale, dalla tutela della salute, dalla rigenerazione urbana, dal potenziamento delle attività culturali ed artistiche al Villaggio della Gioventù.  Vogliamo costruire un paese che possa diventare punto di riferimento per l’intero territorio provinciale. E questo in ogni settore: dall’ambiente alla tutela del territorio, dal turismo alla capacità di attrarre nuove iniziative imprenditoriali nel settore agricolo. Un paese che favorisca, in definitiva, la crescita di una nuova classe dirigente non legata al particolare, che superi chiusure e vecchi steccati, aprendosi a nuove energie e nuovi saperi, che discendono dalla valorizzazione della cultura volti a progettare e costruire il futuro dei nostri cittadini”.

“La dichiarazione dello stato di emergenza di Lampedusa e Linosa è una buona notizia per cittadini, lavoratori e imprese delle isole Pelagie che tanto hanno sofferto a causa dell’emergenza sanitaria e altrettanto stanno soffrendo la situazione economica legata soprattutto al turismo”. Lo afferma Carolina Varchi, deputata nazionale di Fratelli d’Italia. “Da tempo combattiamo una battaglia per cittadini e aziende delle Pelagie, tanto che abbiamo depositato un emendamento nel decreto rilancio che prevede la concessione alle imprese locali di finanziamenti a tasso zero fino a 12 anni per la riqualificazione e il rilancio dell’offerta turistica o la possibilità di optare per contributi a fondo perduto – aggiunge Varchi -. Inoltre ai lavoratori a tempo determinato, che hanno prestato attività nel 2019, nelle imprese locali il riconoscimento di una indennità mensile di 600 euro. Voglio ringraziare il presidente della Regione Nello Musumeci che ha posto all’attenzione del presidente del consiglio dei ministri una questione fondamentale, fino alla formale dichiarazione dello stato di emergenza, mi auguro ora – conclude Varchi – che tutte le forze parlamentari possano sostenere la proposta di Fratelli d’Italia a sostegno di una battaglia che non ha colore politico, ma che è rivolta ad una popolazione fortemente colpita e penalizzata dall’emergenza sanitaria”.

“Dopo l’errata diffusione, su alcuni media nazionali della notizia di una zona rossa a Porto Empedocle e la condivisibile smentita del sindaco Ida Carmina, occorre fare alcune precisazioni di fronte ad alcuni esponenti pentastellati che in maniera ignobile hanno continuano a fare campagna elettorale accusando l’opposizione di centro-destra di voler strumentalizzare la questione migranti, semplicemente allo scopo di distogliere l’attenzione, dimenticando come siano state le scellerate politiche governative di PD-M5S, a condurci in questa situazione, mettendo a rischio gli sforzi compiuti dagli italiani e dagli empedoclini in particolare, venuti a trovarsi in prima linea, con un evidente rischio per la salute pubblica oltre al danno economico e d’immagine causato alla città.

Detto, questo accolgo positivamente il discorso del sindaco e il suo invito all’unità e alla collaborazione, purché questa volta alle parole seguano i fatti. Il sindaco interceda immediatamente presso il “suo” governo, l’unico attualmente titolato ad intervenire sulla questione migranti e ricordi ai “suoi” ministri pentastellati e ai deputati “agrigentini” che Porto Empedocle non è solo un luogo di propaganda elettorale, invitandoli a “svegliarsi” e ad intervenire in modo rapido su una problematica che se ancora sotto controllo dal punto di vista sanitario, ma non dal punto di vista del danno economico già effettuato, può sfuggire di mano in qualsiasi momento. E’ l’ora di scendere in “campo” con una battaglia e un moto di protesta generale, che sicuramente otterrà l’appoggio di tutti coloro che amano la propria terra, si coinvolgano tutti i sindaci chiamati in causa e si chieda che lo stato di calamità concesso a Lampedusa, sia esteso immediatamente alla nostra città, già duramente colpita economicamente, e che la nave sia fatta allontanare rapidamente dalle nostre coste. Finora, la nave è stata presentata come una “concessione”, un “regalo” per la nostra sicurezza, cercando di nascondere quella che ormai diventata una vera è propria problematica di sicurezza nazionale, con i confini quotidianamente violati da barconi fai da te che giungono senza controlli direttamente sulle nostre coste. Bisogna inoltre ricordare gli ultimi dati ONU, stimano in decine di migliaia i migranti pronti a imbarcarsi verso l’Italia, dati che richiederebbero di essere fronteggiati con l’ausilio di un immediato blocco navale, da sempre osteggiato dal governo e dalla politica dei porti aperti.

Porti che seppur dichiarati non sicuri, non sembrano esserlo per le ONG, che continuano il loro via-vai indisturbato, assediando e circondando le coste siciliane. Di fronte ai continui arrivi, è evidente che chi riesce ad arrivare eludendo ogni forma di controllo costituisce un pericolo per la salute pubblica, oltre alla possibilità che vada ad alimentare il mercato della criminalità. Di fronte a numeri così alti, inoltre, ben presto, una nave da più di un milione di euro mensili di costi risulterà insufficiente. A questo punto, senza un cambiamento di rotta nelle politiche di governo, finiremo con altre 5-10 navi dinanzi al nostro porto o si procederà alla requisizione di diversi hotel della provincia, danneggiando ulteriormente la popolazione e l’economia? E’ di pochi giorni fa la visita del vice-ministro Cancelleri a Porto Empedocle, che dopo la gaffe commessa, ha chiesto scusa ai cittadini. Ora vorrei dire al vice-ministro che il problema non è l’errore commesso, ma che questo ha palesato un amara verità, l’aver scambiato la nave quarantena con una nave turistica, rileva come da parte degli organi di governo la questione migranti sia completamente sottovalutata e le relative politiche adottate assolutamente inadeguate, se non pericolose”.

Lo scrive in un comunicato il consigliere comunale di Porto Empedocle Bruno Gallo.

La decisione ha del clamoroso e non si sa quanto e come sarà digerita dal popolo. Il santuario di San Calogero resterà chiuso ai fedeli per il periodo compreso tra venerdì 3 luglio e domenica 12 luglio. Lo rende noto la Prefettura di Agrigento. Una scelta fatta, durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dello scorso 23 giugno, a causa dell’emergenza sanitaria – ancora in corso – determinata dal Coronavirus. L’obiettivo è evitare gli assembramenti di fedeli, prevedibile in quel periodo vista la tradizionale concomitanza con i giorni della festa per il santo, tra l’altro annullata sempre per evitare possibili contagi. All’unanimità dei partecipanti al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica – presieduto dal prefetto Rosa Maria Cocciufa – è stata dunque presa anche la decisione che il santuario di San Calogero rimanga chiuso ai fedeli per l’intero periodo compreso tra venerdì 3 luglio e domenica 12 luglio. Le celebrazioni delle sante messe, a porte chiuse e con la sola presenza dei ministri incaricati, saranno trasmesse in diretta streaming sulla pagina Facebook di Radio Diocesana Concordia; le domeniche la santa messa delle ore 10 sarà trasmessa in tv sul canale 96. Lo rende noto il rettore del santuario San Calogero di Agrigento, don Giuseppe Veneziano. Il programma dei festeggiamenti è stato redatto in ottemperanza alle disposizioni dell’arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro, e del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto di Agrigento.

Visitare i templi in completa sicurezza. Perché la Valle dei Templi di Agrigento è il primo parco archeologico con certificazione Covid free. E il pubblico inizia a ritornare: a giugno, la Valle ha accolto 8mila visitatori, 3522 dei quali dall’8 al 25 giugno, ovvero al di là della settimana di gratuità voluta dalla Regione ad inizio mese. Un dato importante di ripresa che va migliorando, anche se i numeri sono certamente molto lontani dallo scorso anno – di questi tempi, tra i templi c’erano circa tremila visitatori al giorno. E la certificazione sarà una bella spinta per il mercato internazionale: il Parco ha messo a punto talmente tante misure per garantire il pubblico e i suoi operatori, da essere il primo sito archeologico Virus free and safe, una certificazione ufficiale che nasce dal riconoscimento delle misure di prevenzione e protezione adottate, dopo aver completato l’analisi accurata delle attività, dell’organizzazione del lavoro, del layout degli ambienti. “La Sicilia, grazie alle straordinarie misure di contenimento adottate dal Governo Musumeci, è riuscita a mantenere bassa la soglia di propagazione del Covid. Una vacanza in Sicilia alla scoperta dei luoghi della cultura è, per ciò stesso e per l’adozione di tutti gli accorgimenti necessari a contenere la diffusione del virus, una vacanza protetta – interviene Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana -. Il parco archeologico della Valle dei templi fa di più: attraverso la certificazione di sito Covid Free offre ai visitatori la serenità di muoversi tra le antiche vestigia senza stress, sicuri di poter godere delle bellezze dei luoghi e della storia in assenza di rischi.
Con l’adozione dei percorsi di accesso per le persone con disabilità e con la certificazione di aver adottato tutte le procedure anti-Covid, la Valle dei Templi si pone all’avanguardia dei beni culturali in Sicilia e nel sud alla quale progressivamente tutte le altre strutture dovranno adeguarsi”.

Un importante evento turistico è stato organizzato nella nostra provincia dalla Fijet, la Federazione dei giornalisti e degli scrittori di Turismo, per contribuire alla crescita del turismo dopo la fase post Covid-19.
Dal 16 al 21 ottobre prossimo si svolgerà all’Hotel Torre del Barone di Sciaccamare, un meeting al quale sono stati invitati a partecipare giornalisti italiani e stranieri per dibattere della situazione attuale e futura del turismo in Sicilia e in Europa e, al contempo, per mostrare agli illustri ospiti le bellezze culturali, naturali e monumentali del nostro territorio.
Per questo dalla splendida location di Sciaccamare sono previste anche visite istituzionali a Palermo, Valle dei templi di Agrigento, Selinunte,Valle del Belice, Menfi, Montevago, Santa Margherita e Sambuca di Sicilia.
Fra i momenti più significativi la consegna del Golden Apple Award Fijet 2020 al Parco Archeologico e Paesaggistico di Agrigento, che quest’anno celebra i suoi 2600 anni dalla nascita rimandato a causa del coronavirus, e altri due importanti incontri: la conferenza stampa a Palermo, a Palazzo d’Orleans, con il Governatore Nello Musumeci e gli assessori regionali Manlio Messina
(turismo) e Alberto Samonà (beni culturali).
Martedì 20 ottobre alle ore 18 invece, all’Hotel Torre del Barone di Sciacca avrà luogo la cerimonia di consegna di un riconoscimento della Fijet ai familiari del compianto presidente di Aeroviaggi Antonio Mangia “per avere trasformato Sciaccamare in un polo turistico-termale d’eccellenza, punto di riferimento per il turismo internazionale”.
“Mangia – ha detto il presidente nazionale della Fijet Giacomo Glaviano – va ricordato perché è stato un grande imprenditore del turismo. Un uomo di grandi capacità che guardava con attenzione allo sviluppo della Sicilia che amava tanto”.
Altri momenti si stanno organizzando per l’evento il cui programma definitivo verrà reso noto nei primi di ottobre prossimo.
Chiunque volesse partecipare o avere più notizie potrà farlo scrivendo all’indirizzo
info@fijet.it

Rosario Pendolino, giovane imprenditore di Aragona, è il nuovo presidente della Pro Loco di Aragona, e subentra allo storico presidente Sebastiano Calleia, dimissionario. In occasione della prima seduta del nuovo consiglio direttivo sono stati eletti Filippo Fiorello come vicepresidente dell’associazione, Laura Raneri segretario e Massimo Petrotta tesoriere. I consiglieri sono: Carmelo Codia, Marco Cumbo, Veronica Graceffa, Calogero Cacciatore, Giuseppe Sferrazza, Alan David Scifo e Giovanni Graceffa. La prossima settimana la nuova direzione incontrerà l’amministrazione comunale di Aragona per la presentazione alla città e alle istituzioni. Poi saranno organizzati incontri con i commercianti e con le altre associazioni del territorio con l’obiettivo di costruire un dialogo con tutte le forze della cittadinanza.

La consigliere comunale e presidente della Commissione Sanità, Giorgia Iacolino, ritiene necessario riorganizzare l’attività dedicata al covid nei presidi ospedalieri, e afferma: “I recenti provvedimenti regionali che hanno avviato la riorganizzazione delle attività assistenziali relative alla pandemia da covid 19, sembrano ispirati dalla condivisibile necessità di tenere alta l’attenzione in relazione ai futuri prevedibili scenari. Aver previsto la graduale attivazione di 936 posti letto dedicati al covid, da distribuire nei diversi presidi ospedalieri per terapia intensiva, sub intensiva e degenza ordinaria, risulta coerente con la programmazione nazionale che esige spazi autonomi e separati rispetto alla normale attività assistenziale che deve ripartire, tuttavia, con maggiore intensità. Sono certa che le scelte dell’assessorato regionale della Salute relative alla provincia di Agrigento e, per essa, riguardanti gli ospedali dell’azienda sanitaria, potranno, con la dovuta gradualità, rafforzare l’assistenza dedicata al covid 19, salvaguardando ed, anzi, potenziando le normali attività assistenziali in linea con le attese della comunità agrigentina”.