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Ancora in fermento le carceri italiane a seguito delle restrizioni ai colloqui con i familiari imposte dal decreto Conte dello scorso 8 marzo. Al momento, da Milano a Palermo si contano 10 reclusi morti per overdose di psicofarmaci o soffocamento da fumo sprigionato dagli incendi, e decine di detenuti evasi a Foggia, di cui 23 tuttora ricercati. Poi, durante la notte nel carcere Cavadonna a Siracusa i detenuti hanno incendiato le lenzuola e hanno danneggiato diversi arredi. A Palermo al carcere Pagliarelli protestano dal mattino di oggi circa 400 detenuti del reparto sud. Nel frattempo è rientrata la protesta dei detenuti nel carcere Ucciardone di Palermo. Ancora nel frattempo, in alcune carceri, secondo quanto riferisce il sindacato Sappe, i direttori hanno permesso i colloqui di persona tra detenuti e familiari, ma alla distanza di due metri.

Il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, d’intesa con l’Assessore alle Autonomie locali Bernardette Grasso, ha preso questa decisione che sarà formalizzata nella prossima seduta della Giunta regionale, prevista in settimana. Seduta alla quale dovrebbe partecipare lo stesso Governatore, che da quattro giorni si trova in autoisolamento, in attesa dell’esito del secondo tampone,  fissato per domani.

“Accolgo con soddisfazione la decisione del Presidente Musumeci – dice Carmelo Pullara, Capogruppo Autonomisti e Popolari – che ha dato seguito ad un a mia richiesta avanzata tre giorni fa. La scelta del rinvio permette di organizzare con maggiore tranquillità e fiducia una più corretta informazione e l’organizzazione della campagna elettorale stessa.  Il posticipo al 14 di giugno, augurandomi che sia sufficiente anche perché vorrà dire che l’emergenza passerà presto, della consultazione elettorale – conclude Pullara – che fa slittare  anche gli incontri e le riunioni pre-elettorali, è una scelta prudente di cautela per evitare motivi di diffusione del contagio, cui va il mio plauso.

 

Considerato che i posti in terapia intensiva e in rianimazione in provincia di Agrigento, che ha mezzo milione di abitanti, sono poco meno di 20 (tra Agrigento e Sciacca) e la popolazione che supera i 65 anni (quella ritenuta più a rischio) è oltre il 25% di residenti e tenuto conto, inoltre, che il numero di studenti e di lavoratori che ritornano dalle cosiddette “zone rosse” del nord Italia è consistente, è necessario che i vertici del Sistema Sanitario provinciale provvedano con la massima urgenza ad attivare negli ospedali di Licata, Ribera e Canicattì i reparti suddetti.

Da parte delle cliniche private è giusto e doveroso che si facciano carico, di concerto con la Sanità Pubblica, dell’installazione urgente e immediata di macchinari per la rianimazione e l’ossigenazione dei contagiati da Covid-19.

Nella nostra provincia i pericoli sono due: il virus e la mancanza di presidi idonei a fronteggiare una crisi che potrebbe aggravarsi di ora in ora.

Invito tutti i sindaci e gli amministratori comunali ad avanzare la medesima richiesta.

Giovanna Iacono, Partito Democratico

In Italia, in questi giorni, si sta combattendo una dura lotta contro la diffusione del COVID-19. Protagonisti indiscussi sono i  medici, gli infermieri e  tutti i volontari   che ogni giorno si espongono in prima linea per aiutare chi necessita di cure ,  ma che non sempre godono degli strumenti per poter svolgere con sicurezza il loro lavoro, delicato più che mai in questo preciso momento. In particolare i volontari della Croce Rossa di Agrigento stanno vivendo una situazione molto difficile a causa della mancanza di dispositivi di sicurezza, come le Mascherine FFP2.

Proprio per questo motivo, il circolo di Favara di Fratelli d’Italia lancia una raccolta fondi destinata all’acquisto dei DPI, dispositivi di protezione individuale, a favore della Croce Rossa di Agrigento affinché si possa garantire ai nostri volontari sicurezza nello svolgimento dei loro servizi.

AIUTIAMO CHI CI AIUTA

Mariagrazia Alongi  volontaria Croce rossa italiana e vice presidente del Circolo Fratelli D’Italia di Favara

Croce Rossa Italiana Comitato di Agrigento

IBAN : IT32F0521616600000000010000

In esito alla competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Gela, tenutasi nell’aprile 2019, il dott. Giuseppe Romano – candidato della Lista “Azzurri per Gela – Greco Sindaco” – è risultato eletto avendo conseguito 462 preferenze.

L’Avv. Angelo Cafà – primo dei non eletti della medesima lista con 454 preferenze – ha proposto ricorso innanzi al TAR Sicilia Palermo chiedendo la correzione del risultato elettorale e la propria proclamazione alla carica di consigliere comunale il luogo del dott. Romano.

In particolare, il ricorrente ha sostenuto che allo stesso sarebbero stati sottratti n. 5 voti nella sezione 67 e che, al contempo, al dott. Romano sarebbe stati assegnati erroneamente n. 9 voti nella sezione n. 36.

Il Dott. Giuseppe Romano si è costituito in giudizio, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, sostenendo l’infondatezza del ricorso e rilevando come nella sez. n. 36 lo stesso avesse effettivamente conseguito n. 9 voti (e non zero come sostenuto dal ricorrente).

In particolare, gli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia hanno chiesto al TAR di acquisire copia delle tabelle di scrutinio al fine di accertare l’effettivo numero dei voti conseguiti dai due candidati

Il TAR Sicilia Palermo (Presidente dott. Calogero Ferlisi, Relatore. Dott. Robetrto Valenti) con apposita ordinanza ha disposto una verifica elettorale nel contradditorio delle parti.

Le operazioni di verifica si sono tenute presso la Prefettura di Caltanissetta

Dalla verificazione è emerso che nella sezione n. 67 il candidato Cafà ha conseguito n. 5 voti e che nella sez. n. 36 il Consigliere Romano ha effettivamente conseguito n. 9 voti.

Dai dati emersi in sede di verificazione risulta, dunque, che il ricorrente Cafà ha conseguito complessivamente n. 459 voti e fronte dei 462 voti del Consigliere Romano che resta, pertanto, in vantaggio con uno scarto di tre voti.

In data 19 maggio 2020 si terrà presso il TAR Palermo l’udienza definitiva nella quale il Giudice amministrativo prenderà atto degli esiti della verificazione elettorale.

“Nessun caso sospetto da coronavirus in un hotel di San Leone.  Si tratta di una comitiva arrivata ad Agrigento al cui interno erano alcuni soggetti provenienti dalle Regioni isolate. Per loro da parte del Centro di coordinamento provinciale soccorsi è scattato il monitoraggio del rispetto delle norme previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e dell’ordinanza del Presidente della Regione. La comitiva ha deciso di tornare immediatamente in aeroporto per prendere il primo volo disponibile e rientrare a casa. La vicenda è stata all’attenzione  della Prefettura e del Comune”.

A seguito della comprovata emergenza Coronavirus che ha interessato tutto il Paese, ritengo doveroso chiedere al Sindaco di Agrigento, attraverso una mozione appena depositata, un sostegno alle famiglie e alle attività produttive della città di Agrigento,attraverso la sospensione di 6 mesi tutte le tasse e tributi locali, sospensione fella tassa di soggiorno e dei tributi comunali.
Allego la mia mozione, nella speranza che con queste agevolazioni, passo dopo passo, giorno dopo giorno, la nostra Agrigento, la nostra Italia possa risollevarsi più forte di prima!

A Porto Empedocle i Carabinieri della locale Stazione, a fronte di quanto disposto dal decreto Conte dell’8 marzo, hanno denunciato 48 persone sorprese a partecipare in strada ad un corteo funebre verso il cimitero comunale. Sono stati alcuni cittadini a segnalare al 112 la violazione del decreto Conte. I 48 sono stati identificati e denunciati a piede libero per violazione dell’articolo 650 del codice penale, ovvero il mancato rispetto degli obblighi imposti dall’Autorità, tra ammenda di 200 euro e arresto fino a 3 mesi.

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, ha deciso, d’intesa con i capigruppo parlamentari, di sospendere l’attività legislativa del Parlamento fino al 18 marzo. Miccichè ha firmato un’apposita circolare, sulla base del decreto del presidente del Consiglio dei ministri dello scorso 8 marzo, al fine di contrastare il diffondersi del Covid-19. Anche le Commissioni legislative si riuniranno dal 18 marzo in poi, ma eventuali audizioni potranno essere effettuate esclusivamente tramite video-conferenza. Con la stessa circolare, il presidente dell’Ars ha prorogato di venti giorni il termine per la concessione di eventuali pareri. A Palazzo dei Normanni è inoltre vietato l’accesso del pubblico fino al 22 marzo. Infine, la Presidenza dell’Ars, nel riservarsi di adottare eventuali e successivi provvedimenti, ha raccomandato il rispetto delle prescrizioni del decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

Lo scenario che si va configurando con l’aumento dei casi di Coronavirus in Sicilia necessita di essere contrastato con maggiore vigore e restrizioni nonché poteri a chi è impegnato in prima linea sul territorio. Pertanto per contrastare l’epidemia di coronavirus ritengo necessario coinvolgere l’ufficio di presidenza della commissione salute in rappresentanza dell’intero parlamento regionale e tutte le forze politiche per avviare una strategia sinergica  maggiormente efficace e di più ampia sicurezza per i territori e i cittadini siciliani”.
Lo dichiara il deputato regionale l’On.Carmelo Pullara Vice presidente VI commissione salute all’Ars.
Per questo motivo- dichiara Pullara- ho chiesto con urgenza, se sara’ possibile,una nuova convocazione in VI commissione dell’  assessore alla salute Ruggero Razza.
Nel corso dell’audizione – dichiara Pullara – chiederò all’ Assessore e per il suo tramite al Presidente della regione  Musumeci, di coinvolgere pienamente l’Ufficio di Presidenza della Commissione Salute, in rappresentanza dell’intero parlamento e di tutte le forze politiche, anche per assumere congiuntamente seppur nella diversa posizione e responsabilità di eventuali drastiche decisioni per il contrasto dell’epidemia di Coronavirus.
Già in una prima convocazione qualche settimana fa era stata avviata una richiesta di sinergia con la Commissione, ma ritengo  – dice Carmelo Pullara, Vicepresidente VI Commissione –  che fino ad oggi l’Assessorato abbia coinvolto molto poco il parlamento regionale, che rimane all’oscuro, disinformato e in ritardo sulle decisioni prese dall’ Assessorato in merito alle misure di contrasto dell’epidemia di Coronavirus.
Il maggiore coinvolgimento dei parlamentari, democraticamente eletti in rappresentanza dei territori, potrebbe, invece – prosegue Pullara –  rendere più efficace le azioni decise dall’ Assessorato.
Sono certo – conclude Pullara  –  che il lavoro di squadra e la sinergia tra organi esecutivo e legislativo non può che accrescere l’efficacia delle misure e la realizzazione concreta degli indirizzi di salute pubblica portando a fattore comune le singole esperienze.