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L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ricerca immobili da assumere in locazione per garantire la funzionalità del servizio di guardia medica turistica nei centri balneari di Eraclea Minoa, Seccagrande, Mollarella e Marina di Palma.

Presso queste località l’Asp non dispone di immobili di proprietà, da qui l’esigenza di prendere in affitto immobili idonei alle diverse finalità aziendali per il periodo che va dal 15 giugno al 15 settembre 2019.  I contratti di locazione già esistenti relativi ai locali finora utilizzati nelle varie sedi sono scaduti e, per questo motivo, il Settore economico-finanziario e patrimoniale ASP ha indetto una procedura ad evidenza pubblica per il reperimento di ambienti atti ad ospitare i servizi. Gli interessati potranno consultare l’avviso integrale contenente le specifiche tecniche sul sito www.aspag.it e contattare l’Ufficio Patrimonio Asp ai numeri telefonici 0922/407422 o 407427 per ogni informazione. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 9 del 21 maggio prossimo. 

Per tutti gli immobili l’Asp richiede che si trovino in zone facilmente accessibili all’utenza, immediatamente raggiungibili con qualsiasi mezzo e con la vicinanza di sufficienti spazi di parcheggio. I locali dovranno essere a norma per quanto riguarda sia la sicurezza degli impianti che l’abbattimento di ogni barriera architettonica ed inoltre dovranno essere provvisti di adeguata climatizzazione. Si richiede inoltre l’ubicazione al piano terra, una superficie complessiva non inferiore a 70 metri quadri, la suddivisione in tre stanze più due servizi igienici, la presenza di porta antisfondamento e di grate alle finestre.

 

Ad Agrigento, nella sede del Genio Civile, Rino La Mendola, capo dell’ufficio del Genio Civile, ha incontrato gli Ordini professionali per descrivere le procedure di semplificazione per la presentazione dei progetti all’Ufficio a seguito delle novità introdotte dal decreto “Sblocca cantieri” e dal conseguente decreto del dirigente generale del dipartimento regionale tecnico.

Il suo nome da tempo è accostato alla Funzione Pubblica Cgil: prima legato al territorio agrigentino, ora a quello siciliano. Il sindacalista Alfonso Buscemi, 55 anni, originario di Aragona, rappresenta ormai un importante punto di rifermento  per l’Organizzazione di categoria. Le sue battaglie e  la sua attività trovano ampio apprezzamento tra i lavoratori, ma anche da parte delle Istituzioni, con cui quasi periodicamente si confronta nei Tavoli tecnici e di concertazione alla ricerca delle soluzioni alle vertenze o alle emergenze oggetto di contesa sindacale.

Oggi per noi di Sicilia24h.it risponderà ad alcune domande che gli abbiamo posto a riguardo della sua professione.

Quanto è difficile oggi il lavoro di un sindacalista?

“Io, per la verità, lo definirei una vera  e propria  missione. E’ un’attività complessa, articolata, ma certamente gratificante se si opera con passione, competenza ed onestà. Significa esercitare un ruolo sociale a difesa di quello che viene considerato l’anello più debole: cioè il lavoratore. Io, in tanti anni di impegno sindacale, ho capito che non c’è un copione standard da seguire, che vale per tutte le scene. Oltre alla preparazione e alla conoscenza della materia, servono serietà, credibilità e trasparenza. Questi sono valori fondamentali che ti danno forza contrattuale nelle interlocuzioni e finiscono per fare la differenza, si rivelano utili nello spostare l’ago della bilancia verso la tua posizione”.

Prima di  ricevere il prestigioso incarico a livello regionale, lei ha svolto la funzione di segretario generale della Fp Cgil ad Agrigento. Che esperienza è stata? E quanto è servita come trampolino di lancio?

“Agrigento è stata per me una vera e propria palestra sindacale. Ho dato parecchio, ma ho ricevuto anche tanto, sia in termini di esperienza che  di formazione  e di relazioni. Ho acquisito, grazie anche alla mia caparbietà e determinazione, un enorme bagaglio, i cui contenuti e strumenti hanno prodotto risultati rilevanti nell’esclusivo interesse dei lavoratori e dell’Organizzazione che ho l’onore di rappresentare. Io sono   un uomo al servizio della Cgil. E continuerò ad esserlo: ovviamente fino a quando   sarò utile alla causa”.

Parliamo della sua esperienza a Palermo, nelle vesti di segretario regionale di Fp Cgil Sicilia. Come è stato l’impatto e quali sono i risultati?

“Dopo una primissima fase di inevitabile assestamento, forte anche della dote portata con me da Agrigento, ho messo a disposizione della struttura tutto il mio sapere sindacale e le conoscenze di cui dispongo. Il percorso di lavoro è stato subito fruttuoso grazie soprattutto alla piena intesa, sempre nel rispetto dei ruoli, raggiunta, in tempi brevi, con il segretario generale, Gaetano Agliozzo, al quale va la mia stima e gratitudine per la grande fiducia che ripone nei confronti del sottoscritto. Tante le iniziative, le battaglie, le  proposte portate avanti nel corso di questi due anni di mandato a difesa dei lavoratori. Con risultati gratificanti raggiunti grazie ad un gruppo dirigente della nostra Organizzazione diffuso in tutto il territorio siciliano all’altezza del compito.

In particolare mi preme ricordare quelle che hanno ruotato attorno al settore di Igiene Ambientale, per i drammi che i lavoratori vivono quotidianamente in ordine al mantenimento del posto di lavoro ed il diritto ad una retribuzione equa e puntuale.”

Quali i risultati raggiunti?

“C’è una  ordinanza emessa recentissimamente del Giudice del Lavoro di Palermo, la quale suggella quella che è stata, sin da subito, una nostra legittima rivendicazione. Il pronunciamento dispone il diritto dei lavoratori della Belice Ambiente, a cui era stato negato il passaggio a seguito della riforma, a transitare nella Srr Palermo Ovest. E’ evidente che questa novità è destinata a cambiare gli attuali scenari,  tenuto conto che ci sono tanti altri casi analoghi in Sicilia. Si rimetterà così in gioco il destino occupazionale di numerosi dipendenti, rimasti fuor dal circuito dell’assunzione nel passaggio della Legge. Sempre in tema i rifiuti, abbiamo  organizzato, lo scorso anno, un Focus  a Palermo alla presenza di relatori qualificati e della nostra leader nazionale, Serena Sorrentino.  Gli atti di quel convegno sono stati riportati in un volume che abbiamo pubblicato e del quale, sovente, l’assessore regionale Pierobon, presente a quell’incontro, porta come modello di lavoro e di confronto nei suoi interventi pubblici. Mi piace anche ricordare che, per la prima volta, in Sicilia nelle elezione delle RSU del 2018 Fp Cgil si è piazzata al primo posto. Ovviamente anche su altri fronti mi sono e ci siamo spesi, portando a casa risultati positivi e significativi successi sindacali, apprezzati dai nostri numerosi iscritti”. 

Parliamone

“Un’altra delega affidatami in segreteria regionale è quella sulle Funzioni Centrali, un comparto molto difficile da seguire in quanto, tranne qualche caso, abbiamo un blocco del turn-over da troppi anni. Quindi  ci troviamo con  lavoratori, la  cui età media è molto alta, che vivono una situazione occupazionale stressata per le continue e maggiori competenze attribuite, in ragione anche della carenza di personale, a fronte delle quali non ricedono  sufficienti gratificazioni. Si pensi, ad esempio, che per quasi dieci lunghi anni hanno avuto il contratto di lavoro bloccato, rinnovato solo l’anno scorso e scaduto il 31 dicembre 2018. L’attuale governo non dà alcun cenno positivo nel riconoscere il diritto di questi lavoratori a ad avere il rinnovo contrattuale. Per questa ragione il giorno 8 di giugno saremo in piazza con una manifestazione nazionale a Roma. Non abbiamo una contrattazione di secondo livello che possa affidare il giusto ruolo ai lavoratori nelle scelte che li riguardano. Mancano le risorse economiche ma facciamo fatica anche ad imporre il giusto coinvolgimento sull’organizzazione del lavoro. Pur nella difficoltà descritta, ho creduto subito alla esigenza di ascoltare i lavoratori di questo comparto e mi sono messo a girare in lungo  in largo la Sicilia con assemblee nei posti di lavoro, e grazie ad una presenza bene organizzata ed apprezzata da parte di tutta la Funzione Pubblica siciliana,  nelle elezioni delle RSU 2018 per la prima volta, anche qui, dopo 20 anni, abbiamo conquistato la leadership. Fp Cgil è stato il sindacato di categoria più votato”.

Quali le prossime sfide?

“Da qualche mese mi è stata affidata la delega al precariato. E’ una materia, anche questa, di grande impatto e di grande responsabilità  dal punto di vista della scommessa sindacale. Basti pensare che, da un lato, abbiamo ancora precari che stanno dentro la Pubblica Amministrazione  sin dagli anni ’90, dall’altro c’è la consapevolezza diffusa che non si può più tirare eccessivamente la corda. D’altronde, finalmente, le due principali richieste avanzate da tempo dal nostro sindacato  sono diventate ormai Leggi, togliendo alibi a quanti hanno, fino ad ora, pretestuosamente opposto resistenza. La prima richiesta si tratta della storicizzazione della spesa. Cioè la Regione Siciliana finanzia queste stabilizzazioni garantendo  il contributo attuale fino al 2038. La seconda norma è il Decreto cosiddetto Madia che facilita l’assunzione di questi lavoratori in deroga ad alcune norme, riconoscendo l’anzianità e la professionalità acquisite in oltre vent’anni di lavoro e in modo da non perderle, il cui effetto sarebbe stato quello di rendere vana la formazione degli stessi che è costata denari alla collettività. Infine, abbiamo un altro pezzo di precariato: quello dei lavoratori utilizzati in Attività Socialmente Utili (ASU). Qui siamo fuori da ogni regola e buon senso. Infatti, se il comportamento adottato nel pubblico fosse nel privato, le aziende rischierebbero la denuncia per utilizzo di lavoratori in nero. Loro non godono di nessuna copertura contributiva pensionistica e non hanno una regolare busta paga. Ma sono utilizzati a pieno titolo come lavoratori subordinati, svolgendo mansioni e rispettando regole previste per tutti gli altri dipendenti pubblici. Si tratta di poco più di cinquemila lavoratori, a cui va data una pronta risposta occupazionale”. 

Ad Agrigento, nell’aula magna “Brunelleschi” dell’Istituto Foderà, in contrada Calcarelle, il Soroptimist Club di Agrigento, presieduto da Jaana Simpanen, è stato impegnato in un’altra tappa della campagna d’informazione sulla medicina di genere e, soprattutto, sui rischi legati alle patologie cardio – vascolari nelle giovani e giovanissime donne. Si tratta della campagna cosiddetta “Si parla di cuore”, incentrata sull’importanza della prevenzione e dei corretti stili di vita.

Le interviste

A Palermo, al palazzo di giustizia, in Corte d’Appello, la Procura Generale, tramite i sostituti procuratori generali, Giuseppe Fici e Sergio Barbiera, ha chiesto la condanna dell’ex ministro Dc, Calogero Mannino, a 9 anni di reclusione nell’ambito del processo, in abbreviato, sulla presunta trattativa tra Stato e mafia all’epoca delle stragi. Si tratta della stessa richiesta di condanna formulata nel primo grado di giudizio a seguito del quale Mannino è stato assolto dall’imputazione di minaccia a corpo politico dello Stato. La Corte d’Appello è presieduta dalla giudice Adriana Piras. Calogero Mannino ha così commentato l’esito della requisitoria: “La richiesta che l’ufficio dell’accusa ha avanzato è priva di ogni fondamento e prova. Se prova v’è, è quella di una pretesa pregiudiziale e fantasiosa. Anche alla stregua della stessa sentenza Montalto, che tutta la trattativa si riduca alla paura del sottoscritto e dalla sua ispirazione ad un generale dei carabinieri è soltanto una fake-news, è tesi priva di fondamento e consistenza, e quindi di prova. Sottolineo che la richiesta dei sostituti procuratori generali non è giudizio. Attendo fiduciosamente quello”.

Il presidente del Consorzio turistico Valle dei Templi di Agrigento, Emanuele Farruggia, interviene nel merito delle condizioni in cui versa la città a stagione turistica iniziata. Emanuele Farruggia afferma: “La stagione turistica è già iniziata, ma lo spettacolo che si offre agli ormai tanti visitatori che raggiungono la città, ha dell’inverosimile: rifiuti, erbacce ed incuria dominano la scena in ogni quartiere provocando indignazione da parte di tutti, compresi i residenti. E’ una situazione che viene costantemente ‘rinfacciata’ agli operatori turistici dai visitatori. Frasi come ‘ma come fate a vivere così?’ oppure ‘dovreste protestare ogni giorno’ sono le più comuni tra quelle pronunciate da chi arriva ad Agrigento. E si fa davvero fatica ad imbastire una legittima difesa d’ufficio. La verità è che questi nostri ospiti hanno ragione e dovremmo essere noi stessi a chiederci ‘come facciamo a vivere così?’. Bisogna riprendere coscienza della situazione ed agire per ridare dignità alla città, non possiamo permetterci la rassegnazione. Ci sono gli incivili che deturpano l’ambiente, ma bisogna pensare ad un servizio di pulizia molto più efficiente. E’ necessario che i rifiuti dalle strade vengano rimossi giornalmente e lo spazzamento sia quotidiano in ogni parte della città. Allo stesso modo è inconcepibile che le erbacce regnino incontrastate praticamente ovunque, incluso il centro cittadino. Il solo fatto di dovere denunciare queste situazioni e di dover rivendicare quello che è la normalità in qualsiasi altra parte d’Italia, è di per se mortificante. E’ necessario un significativo cambio di passo. In questo contesto è impensabile puntare sul turismo dato che mancano le basi del vivere civile. Lo scenario delineato non è certamente edificante. Ma non basta denunciare, anche se è importante, serve un’azione propositiva. Ed allora, facciamo appello agli enti, agli organismi e alle istituzioni competenti affinché promuovano un momento proficuo di confronto, necessario ad individuare un piano organico di intervento che restituisca ordine e decoro alla nostra città, ingredienti utili a trasformare in appeal positivo l’attuale, dannoso, biglietto da visita. Noi siamo pronti a dare il nostro fattivo contributo”.

“Ad Agrigento il fenomeno degli ambulanti irregolari, spesso extracomunitari, è sempre più in crescita e rischia di mettere ancora di più in ginocchio le attività commerciali locali.

Decine di abusivi che vendono merce di ogni genere, spesso contraffatta, si posizionano sfacciatamente in pieno centro cittadino, a San Leone e ai margini delle bancarelle del tradizionale mercato del venerdi di piazzale Ugo La Malfa, dove peraltro bisognerebbe intervenire per un controllo e una regolarizzazione degli spazi, cercando di intercettare il flusso di potenziali clienti e a fronte di decine di negozi che chiudono i battenti.

Invitiamo l’Amministrazione comunale ad adoperarsi predisponendo efficaci controlli nei confronti di questa casbah abusiva, affinchè venga ripristinato l’ordine nel rispetto del decoro cittadino e di chi svolge il proprio lavoro pagando regolarmente le tasse comunali”, questo l’appello rivolta al Sindaco Calogero Firetto e alla sua Giunta da parte dell’ex Assessore e consigliere comunale, Avv. Davide Lo Presti.

Valentina Di Emanuele nella qualità di Consigliere Comunale e Capogruppo del movimento delle Autonomie, apprendere con molto rammarico le dimissioni dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Porto Empedocle Arch. Gaetano Tripodi.

Leggendo le parole usate nella sua lettera di dimissioni presentate ieri mattina al Sindaco Carmina, traspare tutta l’amarezza di un professionista mortificato e di una persona politicamente avulsa dal contesto politico. Preciso che seppur spesso da me criticato politicamente, non ho mai avuto dubbi sua sua professionalità, uomo dell’ideologia diversa dalla corrente di questa amministrazione comunale, ma disposto a metterci la faccia in un momento molto difficile per la nostra città. IL Sindaco Carmina, che da quasi 2 anni ha ha sempre elogiato pubblicamente il lavoro svolto del suo “assessore”, costretta dalle circostanze ha dovuto dichiarare nella sua ultima diretta Facebook che c’era bisogno di un tecnico all’ufficio del lavori pubblici di fatto dimenticando e mortificandoil lavoro svolto dall’Arch. Tripodi. Ma cosa assai più importante, che emerge dalla lettera di dimissioni dell’ormai ex Assessore, che accortosi della “nuova visione politica” di questa giunta, si è immediatamente sentito un corpo avulso dal nuovo contesto, anzi dalla nuova “ammucchiata politica”. Nel rammarico delle dimissioni dell’Arch. Tripodi ringraziandolo per il servizio svolto alla nostra città, chiedo al sindaco:

1:Di rendere pubblica la nuova maggioranza politica di cui hanno già parlato la dott. La Porta è Arch. Tripodi, senza nascondersi dietro inutili scuse.

2:Se intende a questo punto trovare un’altro “tecnico” per le deleghe lasciate sospese dall’Arch. Tripodi, per dare un seguito pratico al tanto proclamato potenziamento dell’ufficio tecnico.

3:Se intende ancora una volta mortificare i giovani empedoclini Liberi da partiti politici che con grandi sacrifici delle proprie famiglie, sono diventati professionisti e risorse importanti per la nostra città, oppure si avvarrà di “tecnici” attempati” nominati dai nuovi compagni di viaggio.

Per quanto sopra esposto e richiesto, come tipico del Sindaco, riceveremo farfugliate dichiarazioni a mezzo Facebook che anche questa volta non convinceranno né me né i miei concittadini, confermando ancora di più la convinzione che il tempo dell’onestà è finito in favore del compromesso politico e della menzogna.

Si è svolto domenica 5 maggio al palazzetto dello sport “Pippo Nicosia” di Agrigento il quinto torneo regionale Opes Sole del Sud.

Quinta edizione di una delle gare più attese in Sicilia che comprende diverse discipline marziali tra cui Brasilian Jiu Jitsu un’arte marziale che prevede attraverso la lotta di portare a terra l’avversario con delle proiezioni e Costringerlo alla resa mediante sottomissioni come leve articolari e strangolamenti; M.M.A (arti marziali miste) uno sport di combattimento il cui regolamento consente l’utilizzo sia dei colpi e sia di tecniche di lotta per proiettare e sottomettere l’avversario.

L’evento è stato organizzato dall? A.P.D.  sole del sud di Agrigento presieduta da Calogero Rizzo e con il Maestro Alessio Rizzo in collaborazione con L’Opes, ente promozione sportiva riconosciuta dal Coni, preceduta nella regione Sicilia dal dottor Andrea Patti.

Il torneo è stato un momento per mettere in competizione molti ragazzi provenienti da molte città siciliane che ogni anno non vedono l’ora di combattere in queste diverse discipline ottimi risultati per gli atleti dell’associazione agrigentina sole del sud: Trapani Raffaele che vince il suo match di M.M.A , Burgio Salvatore Pio che vince nel Brazilian Jiu Jitsu.

Buoni anche i combattimenti di Buongiorno Giuseppe, Sferrazza Claudio e Russo Salvatore che hanno dato del filo da torcere ai loro avversari.

Grande soddisfazione per tutto lo staff dell?A.P.D. Sole del Sud e soprattutto per il maestro Alessio Rizzo che ha visto realizzati i frutti di tanti sacrifici.

Adesso gli atleti si godranno un meritato riposo per poi riprendere gli allenamenti in vista dei prossimi campionati di arti marziali

I Carabinieri della stazione di Aragona, coordinati dal maresciallo Paolino Scibetta, nell’ambito di controlli a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno sorpreso, nella zona cosiddetta dei ‘mercatini coperti’, un italiano figlio di immigrati, Az Eddine Hassan, 21 anni, in possesso di quasi 20 grammi di hashish divisi in 14 dosi pronte alle vendita, oltre a 3 coltelli, un bilancino di precisione e circa 100 euro in contanti. Un altro 21enne è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di droga perché colto in possesso di 5 grammi di hashish.