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Il lockdown ha causato e, purtroppo, continua a causare numerosi problemi di natura strettamente economica alle attività commerciali che già non vivevano una situazione idilliaca per via della crisi che da oltre un decennio assilla la penisola. Diverse sono state le iniziative messe in atto da parte del Governo e dai vari enti locali, ma si è sentito il bisogno di fare qualcosa di più. In particolare, il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, ha dato disposizione agli uffici comunali competenti di porre in essere i provvedimenti necessari per concedere l’esenzione della Tari, la tassa sui rifiuti, per le attività chiuse dopo il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri a causa della Pandemia Covid 19. “E’ un momento difficile e complicato per le attività commerciali – dice il primo cittadino – proprio per questo motivo abbiamo deciso di esentare della Tari gli esercenti. La speranza è che questo difficile momento possa essere superato in tempi brevi, nel frattempo, la mia amministrazione farà l’impossibile per sostenere gli esercenti, le famiglie perché siamo un grande paese e tutti assieme possiamo farcela”.

“Ecco come si presenta stamattina ai turisti ed ai clienti del Centro Commerciale naturale “Atenea”, il salotto buono della città, il tutto fino alle ore 10,30 momento in cui scriviamo.

Eppure chi è responsabile di questo fallimento, ha ancora da ridire e si ripropone alla città…..

Bisogna subito correre ai ripari, BISOGNA RIPROGRAMMARE TUTTO E FARLO IN FRETTA, la città non può più aspettare, gli addetti ai lavori dai commercianti di abbigliamento ai ristoratori di tutta la città, non ne possono più, sono al collasso.

Lo ripetiamo, iniziamo a pensare in grande, iniziamo col programmare il nostro futuro e non a fare il compitino della inaugurazione di una aiuola o di una buca riparata, continuando a buttare fumo negli occhi”.

Lo dichiara Giuseppe Di Rosa di Manilibere.

Durante la notte appena trascorsa due barchino con quaranta migranti a bordo sono sbarcati autonomamente a Lampedusa.

Individuati i due barchini sono stati soccorsi dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. Giunti a terra i migranti sono stati sottoposti alle prime visite mediche per poi essere trasportati nel centro di accoglienza di contrada Imbriacola.

Lo stesso centro. nonostante quasi quotidianamente si svuoti di centinaia di migranti, risulta essere già quasi pieno, oltre la regolare capienza di quella prevista.

 

San Leone come ogni anno off limits a cavallo di Ferragosto. Dal Comune è stata diramata l’ordinanza per disciplinare la viabilità del quartiere balneare di Agrigento. Il provvedimento – che sarà in vigore dalle 9 del 14 agosto e fino alle 6 del 15 agosto – prevede, come avviene ormai dal 2018, innanzitutto il divieto di circolazione nel tratto che va dal viale Dune, altezza stabilimento balneare Pubblica sicurezza fino all’incrocio con via Magellano – intersezione via degli Imperatori. Una chiusura voluta appunto già negli anni passati per limitare, se non eliminare, il fenomeno degli accampamenti realizzati sulla spiaggia. Per far comunque funzionare la viabilità è stato comunque istituito anche il senso unico con direzione di marcia da viale Dune – altezza stabilimento balneare Ps verso via Magellano, per l’uscita dei veicoli dalle traverse che insistono sul viale delle Dune; l’obbligo di svolta a destra per i veicoli provenienti da via Lacco Ameno con direzione di marcia verso via Magellano – Imperatori. Esonerati dal divieto, comunque, rimangono fino alle 16 del giorno 14 agosto, i veicoli degli avventori delle spiagge e degli arenili che insistono nella zona interessata, “fermi restando i divieti disposti in materia di sicurezza urbana per la tutela della pubblica incolumità ed il decoro urbano per l’occorrenza del Ferragosto 2020”, oltre che ovviamente i veicoli delle forze dell’ordine e di soccorso, gli autobus di linea e turistici, i taxi e i mezzi dei residenti.

Diciotto ombrelloni con tredici lettini sdraio in 500 metri quadrati di spiaggia occupata abusivamente: il blitz della Guardia di Finanza ha fatto scattare il sequestro delle attrezzature e la denuncia del titolare dell’attività alla Procura della Repubblica. E’ accaduto in una spiaggia del viale delle Dune, a San Leone. I militari della sezione operativa navale e della Compagnia di Agrigento hanno eseguito un controllo in una spiaggia fra le più frequentate del litorale, dove era stato allestito una sorta di stabilimento con ombrelloni e lettini. A gestirli e affittarli i titolari di un bar, destinato anche ad altre attività ricettive, che si trovava poco distante.
Le Fiamme Gialle hanno chiesto le autorizzazioni al titolare che non è stato in grado di esibirle ed è, quindi, scattato il sequestro di tutte le attrezzature, eseguito anche alla presenza del legale dell’impresa – l’avvocato Emilio Dejoma -, oltre alla denuncia del titolare per l’ipotesi di reato di occupazione abusiva di area demaniale. Secondo quanto ipotizzano i finanzieri è di circa 500 metri quadrati la superficie di spiaggia che sarebbe stata occupata abusivamente.

Ancora una volta il maledetto inquinatore seriale di Punta bianca ha abbandonato i rifiuti del suo locale e poi gli ha dato fuoco.
L’Autorità Giudiziaria che sta indagando su questi fatti è molto vicina ad identificarlo e denunciarlo. Lui rischia la chiusura del locale e una pena detentiva che va, da due a cinque anni.
E’ auspicabile pure che il comune di Agrigento si costituisca parte civile contro di lui, non è possibile che un delinquente del genere continui ad inquinare un posto splendido come Punta bianca e danneggi l’immagine di questa terra!

Prima rubano un’utilitaria e spostandosi verso Licata, lungo la statale 115, rapinano il distributore di carburanti Sicilpetroli. A entrare in azione martedì sera due malviventi con il volto coperto e uno armato di un coltello. Minacciando il benzinaio, i due hanno chiesto di consegnare tutto il denaro che c’era in cassa. L’uomo cercando di sfuggire alla razzia, ha provato a scappare. E’ però caduto, anche pesantemente, sul selciato e s’è fatto male.
Un “gioco da ragazzi” per i due rapinatori arraffare, dunque, il bottino che non è stato affatto di poco conto: circa 5 mila euro. Scattato l’allarme, lungo la statale 115, si sono precipitati i carabinieri di Licata che hanno avviato ricerche e indagini per identificare i due criminali. L’utilitaria utilizzata per mettere a segno la rapina – che è risultata essere rubata – è stata ritrovata e sequestrata.

A Prto Empedocle ritorna lo spettro del coronavirus.  si tratta di un ragazzo appena tornato da Malta e risultato positivo al Coronavirus. E’ un giovane di Porto Empedocle che era stato in vacanza assieme ad altri – forse cinque – coetanei. “I ragazzi sono tornati domenica e subito si sono messi in quarantena, assieme alle loro famiglie – ha spiegato il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, – . Il giovane concittadino è, per fortuna, asintomatico. Il presidente della Regione Nello Musumeci ha previsto, nella nuova ordinanza, la quarantena per quanti sono stati in Grecia, Malta e Spagna perché sono Paesi in cui è facilissimo contrarre il virus”. “Andiamo verso le sere di Ferragosto, venerdì e sabato, in cui molti giovani usciranno e avranno incontri. Mi raccomando, massima prudenza: usate la mascherina – ha incalzato il sindaco di Porto Empedocle.

“La rotta tunisina è sempre stata presente, fin dal 2011, dall’avvento delle Primavere Arabe. In questi anni, le partenze dalla Tunisia erano diminuite rispetto a quelle dalla Libia; fenomeno che, dall’anno scorso, ha registrato invece un’inversione di tendenza”. Salvatore Vella, procuratore aggiunto di Agrigento, interviene a “Il mattino di Radio 1” sull’immigrazione e gli sbarchi nel Mediterraneo.

“Questo avviene probabilmente perché resta di grande difficoltà la realtà socio-economica tunisina, per l’incertezza politica. Stiamo registrando da questa parte del Mediterraneo che i migranti che arrivano dalla Tunisia non appartengono più soltanto ai ceti poveri ma stanno arrivando famiglie, persino di condizione agiata. Questo dato fa sì che l’immigrazione tunisina sia del tutto diversa, come caratteristiche, da quella libica, nella quale è assolutamente evidente la presenza di organizzazioni criminali ben strutturate che utilizzano la violenza anche a livelli molto alti, e questo lo constatiamo anche guardando i corpi dei migranti che arrivano. La migrazione dalla Tunisia – si legge nell’agenzia – , invece – ha proseguito il procuratore aggiunto di Agrigento ai microfoni de “Il mattino di Radio 1″ – sembra avere una qualità diversa, artigianale, coi migranti che vengono trasportati da organizzazioni che hanno nei loro confronti un’attenzione diversa rispetto a quello che i libici chiamano ‘merce umana’”.

“Uno sfruttamento diverso dei migranti che vengono imbarcati, per viaggi che sono meno pericolosi nonostante purtroppo continuino a esserci morti nel Mediterraneo. Eravamo abituati – sottolinea Salvatore Vella a “Il mattino di Radio 1” – a partenze dalla Libia quasi gestite da multinazionali del crimine, con imbarcazioni riempite all’inverosimile, con centinaia di persone ammassate, che poi provocavano autentiche tragedie del mare. Dalla Libia, la paurosa crisi economica che stanno vivendo, e che probabilmente il Covid può avere accelerato, abbiamo visto imprenditori della pesca, cioè pescatori veri, con pescherecci dotati delle attrezzature da pesca, che “arrotondano”, per cosi dire, trasportando anche uomini. Che pagano il viaggio in anticipo e in contanti, così che questo traffico illegale, criminale diventa per questi pescatori, nel momento di grave crisi, una fonte di reddito sicura.

Questa nuova modalità è più complicata da contrastare e reprimere – ha concluso il procuratore aggiunto di Agrigento – perché visti dalle nostre motovedette, della Guardia costiera, della Guardia di Finanza e dalle navi della Marina Militare, a una osservazione esterna queste imbarcazioni sono, a tutti gli effetti, dei pescherecci, con tanto di barchini per la pesca con le reti. Quindi fino a quando migranti, che vengono nascosti sotto riva, non vengono fuori, diventa difficile distinguerli rispetto ai pescherecci tunisini o italiani, legali, compresi quelli di Lampedusa e Porto Empedocle, che hanno strutture molto simili”.

A riportare la notizia è Askanews.

Nella giornata di oggi è intervenuto il nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), ossia artificieri Specializzati della Marina Militare, per verificare l’effettiva presenza di un ordigno bellico ed eventualmente procedere alla rimozione e al brillamento in sicurezza.

I militari hanno eseguito nella mattinata le opportune verifiche ed hanno appurato che non si trattava di un ordigno bellico bensì di un manufatto metallico  che dalle sembianze esterne poteva essere confuso con un dispositivo esplosivo.

Nei giorni precedenti, d’accordo con la Prefettura di Agrigento ed il Comune di Agrigento, la Capitaneria di Porto di Porto Empedocle al comando del C.F. (CP) Gennaro FUSCO aveva provveduto in via precauzionale ad interdire l’area ad ogni attività e a delimitarla per evitare che i bagnanti potessero accedere al tratto di mare interessato dalla presenza del presunto ordigno.

L’area è stata liberata dalla presenza della segnaletica monitoria e dalle delimitazioni fisiche ed è ritornata nuovamente fruibile.