Anche una scuola di danza e la delegazione del “Movimento degli Imprenditori di Siculiana” sono scesi in piazza.

“Ci sono delle attività che hanno fatto fatica ad aprire, e adesso se ci sarà un nuovo lockdown rischiano di non aprire più. Una provincia come Agrigento, provincia più povera d’Italia, non si può permettere il lusso di chiudere. Non crediamo più alla cassa d’integrazione, non crediamo più ai 600 euro, a tutte quelle agevolazioni che lo Stato promette di dare ai lavoratori” – ha detto Antonio Damaso.