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Statale 626 Licata-Torrente Braemi. Correva l’anno 2018 quando il viadotto Petrulla, che collega una porzione di territorio dell’entroterra agrigentino, veniva inaugurato dopo i gravi cedimenti strutturali che 4 anni prima ne avevano causato la chiusura, oltre che di una porzione di tratto della statale comprensiva del gemello viadotto Salso.
“Da allora è stato tutto un susseguirsi di date stimate e presunte, – a parlare l’on. Giusi Savarino, Presidente in Ars della Commissione Ambiente, territorio e mobilità – ne abbiamo seguito gli sviluppi e le decelerazioni, facendoci interpreti delle richieste di un territorio rimasto isolato, sollecitando Anas, calendarizzando audizioni in Commissione per mettere tutti attorno a un tavolo, facendoci promotori di incontri sul tema in Assessorato alle infrastrutture.
Oggi il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri pare abbia appreso con stupore e compiacimento la notizia che a maggio Anas approverà il progetto esecutivo per il completamento di questo asse viario.
Che dire… speriamo sia il maggio giusto!” commenta l’on. Savarino.
“Sono oltre 3 anni che chiediamo ad Anas il completamento di questa strada statale fondamentale. Ci avevano parlato di un progetto da presentare nel luglio scorso, poi luglio è diventato settembre, settembre ha lasciato il passo a un “entro Natale”, adesso siamo arrivati a maggio 2022.
Mi auguro che questa sia la volta buona – conclude la parlamentare – affinché venga restituita finalmente una degna viabilità alle comunità locali.

Omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, tentato omicidio e minacce. Sono le accuse formalizzate dalla Procura di Agrigento che adesso, con il sostituto procuratore Paola Vetro, chiede il rinvio a giudizio nei confronti di Luigi La Lomia, 75enne pensionato di Canicattì, accusato dell’omicidio del consuocero – Mario Vincenzo Lauricella, 60enne meccanico – e del tentato omicidio della futura nuora, Clara Lauricella. All’imputato difeso dall’avvocato Calogero Meli, che comparirà per la prima udienza preliminare il prossimo 2 maggio davanti il gup Giuseppe Miceli, viene anche contestato il reato di minaccia.

Alla base della drammatica vicenda, secondo quanto ipotizzato adesso dall’accusa, un matrimonio programmato e mai digerito tra il figlio di La Lomia e la figlia della vittima. Il 30 maggio 2021, a margine dell’ennesima violenta discussione, la situazione degenerò: La Lomia prima prese a bastonate il consuocero e, dopo essere salito a bordo del suo Fiat Doblò, lo investì schiacciandolo contro il muro del magazzino. Mario Vincenzo Lauricella in quell’occasione, prima di essere travolto dal mezzo pesante, riuscì a salvare la figlia spingendola fuori dalla traiettoria del veicolo. Il meccanico morì all’ospedale di Messina dopo un mese di agonia.

Tutto iniziò quando i promessi sposi avevano programmato il giorno del matrimonio e cioè tra il figlio dell’indagato e la figlia della vittima.  Da quel momento è cominciato un vero incubo per la famiglia con minacce e insulti sempre più frequenti e che hanno trovato l’incredibile epilogo lo scorso 30 maggio. La Lomia fu arrestato qualche giorno più tardi dai poliziotti del commissariato di Canicattì agli ordini del dirigente Francesco Sammarino. Proprio nelle scorse ore la Cassazione ha confermato, in linea con quanto già espresso dall’allora gip Luisa Turco, la misura cautelare in carcere nei confronti del pensionato.

“In provincia registriamo numeri a quattro cifre dei contagi, ma un andamento così negativo sembra che non faccia riflettere le persone: dopo ben 4 ondate ancora oggi non sappiamo mettere la mascherina al chiuso per arginare i contagi”.

E’ molto preoccupato per com eva l’andamento del Covid inprovincia di Agrigento il Commissario Asp Mario Zappia nel consueto appuntamento settimanale per fare il punto sulla situazione Covid. nella prnel proprio punto settimanale, che già nei giorni scorsi aveva invocato il senso di responsabilità per rallentare la diffusione della variante Omicron. “Il virus torna a casa per decreto”, aveva affermato Zappia in vista delle misure meno restrittive che saranno adottate dal Governo nazionale dal prossimo fine marzo.

A fronte di questa crescita di casi, però, si è registrata una diminuzione drastica dei vaccini in provincia. “Stanno quasi scomparendo – dice Zappia – con circa tremila vaccini in una settimana e con solo 3 vaccini per i minori under 12 fatti in una giornata. Questo significa che non vogliamo evitare di ricadere in una nuova ondata”.

“La conseguenza, dice Zappia, è che “gli ospedali non si svuotano”. In tal senso l’azienda ha stoppato le procedure di riconversione del reparto Covid del “San Giovanni di Dio”, dato che sono ancora ospitati numerosi pazienti affetti da Coronavirus.

E’ il dottor Santo Rapisarda il neodirettore di struttura complessa di ortopedia e traumatologia dell’ospedale “San Giacomo D’Altopasso” di Licata. Il nuovo primario, vincitore delle procedure concorsuali, è stato ricevuto questa mattina dal commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia, per la formale sottoscrizione del contratto. Nato a Palermo il 29 luglio del ’66, il dottor Rapisarda assumerà l’incarico per la durata di cinque anni.

L’ex patron dell’Akragas Calcio, sempre attivo e sensibile anche alle tematiche sociali, ha infatti accolto l’invito dell’Assessore alla Cultura, allo Sport e allo Spettacolo, Costantino Ciulla, e ha deciso di acquistare 100 biglietti in occasione del concerto di beneficienza “Sicilia per la pace”.

L’intero ricavato dello spettacolo con Lello Analfino, Silvio Schembri, Mario Venuti, Daria Biancardi, Osvaldo Lo Iacono e tanti altri artisti, previsto sabato 19 marzo alle ore 20:30 al Teatro Pirandello di Agrigento, sarà devoluto in beneficienza per i profughi della guerra in Ucraina. I biglietti acquistati da Marcello Giavarini, su volontà dello stesso e su suggerimento dell’Assessore comunale, saranno donati a soggetti meno abbienti e, ad ulteriore messaggio di pace, a cittadini ucraini e russi presenti in città.

Gradimento per la lodevole iniziativa ha espresso anche il primo cittadino di Agrigento, Francesco Miccichè: “Ancora una volta Marcello Giavarini dimostra la sua sensibilità, come nello sport, anche per la cultura e il sociale”. Ne approfittiamo per ringraziare tutti i nostri concittadini che si stanno impegnando ed adoperando, in ogni modo, certi che dimostreranno la loro sensibilità anche nelle prossime iniziative che saranno organizzate per aiutare i profughi della guerra”.

Sono 6.230 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore a fronte di 40.754 tamponi processati. L’indice di positività scende di poco rispetto a ieri e si assesta al 15.29%. Le vittime sono 18 mentre i guariti sono 4.460. Attualmente in Sicilia ci sono 231.815 persone positive al covid, + 4.237 rispetto a ieri. In calo  i ricoveri in regime ordinario, in aumento quelli in terapia intensiva (+3).

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Messina 2.127; Palermo 1.512; Catania 966; Agrigento 960; Trapani 784; Ragusa 633; Siracusa 616; Enna 613; Caltanissetta 504.

E mentre nella giornata odierna il Consiglio dei Ministri in materia di Covid ha allargato ancora di più la liberta di ognuno di noi, quasi un liberi tutti, in Italia i casi di positività in una settimana sono aumentati del 40%. Solo oggi si registrano 80 mila nuovi positivi.

E se l’Italia piange, la Sicilia non certo ride. Anche nell’Isola nella settimana che va dal 9 al 15 marzo in Sicilia, secondo il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe sul Covid, si registra una performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (4787) e si evidenzia un aumento dei nuovi casi (25,4%) rispetto alla settimana precedente.

 

 

L’ex candidato sindaco di Porto Empedocle alle scorse amministrative Rino Lattuca dice addio a Fratelli d’Italia. La nota, di poche righe, è di qualche minuto fa:

“Comunico le mie dimissioni dal partito “Fratelli d’Italia”, in quanto ritengo che i consiglieri facenti parte della coalizione di liste elettorali guidata dallo scrivente, con la propria candidatura a Sindaco “Lattuca Sindaco”, aderiti, poi, a “Fratelli d’Italia” con il mio assenzo, possano continuare a vivere l’esperienza politica in autonomia.

Nel ringraziare, personalmente, il commissario Pisano – che mi ha accolto nel partito con il suddetto gruppo di consiglieri che alle ultime elezioni comunale del 10 e 11 ottobre 2021 sono stati eletti con lo schieramento politico capeggiato dallo scrivente con la dicitura “Lattuca Sindaco” e rivelatisi determinanti per le decisioni politico-amministrative del Comune di Porto Empedocle, sia riguardo alle nomine delle cariche più importanti del Consiglio comprese le Commissioni Comunali che, ultimamente, per l’approvazione del Bilancio Comunale.

Mi preme evidenziare che la mia visione della politica è lontana da quella di “Fratelli d’Italia”, perché, in gran parte, non ne condivido la linea politica generale e, pertanto, rassegno le mie dimissioni dal partito, augurando a tutti buon lavoro (Sindaco, Maggioranza e Minoranza).

Sono, infine, fortemente convinto che chi fa politica debba mettersi al servizio della collettività che rappresenta, senza mai dimenticarsi dell’impegno assuntosi per un futuro migliore dei propri concittadini e mai tradire i propri ideali, che, nel mio caso, sono ancorati al pieno e rigoroso rispetto delle regole sociali-morali e giuridiche.

Mi permetto di concludere, sottolineando che la politica può essere vissuta se si fa con spirito di servizio per la propria comunità.

Grazie a tutti e, particolarmente, a quelli che mi hanno sostenuto e creduto in me”.

Si è parlato dell’essenzialità delle infrastrutture in Sicilia e soprattutto nell’area centromeridionale dell’Isola, durante il convegno “Il Ponte sullo Stretto: opera strategica per lo sviluppo dell’intero sistema infrastrutturale siciliano – Aeroporto centromeridionale – alta velocità su strada ferrata – anello autostradale veloce – viabilità interna – potenziamento dei porti” promosso dall’Ordine degli architetti di Agrigento, presieduto da Rino La Mendola, e moderato dal giornalista Stelio Zaccaria, delegato provinciale Fijet.

Illustri ospiti hanno relazionato innanzi a un folto pubblico, dopo i saluti di Rino La Mendola e del sindaco Miccichè, affrontando le tematiche relative al PNRR e, dunque, la mancanza di infrastrutture sul territorio siciliano.

“Sappiamo bene che il PNRR ha tradito le aspettative dei cittadini poiché non prevede nulla di rilevante per le infrastrutture per il nostro territorio – spiega Rino La Mendola – In questo contesto, seguendo il percorso già tracciato nell’ottobre scorso con il convegno organizzato dalla Rete delle professioni tecniche, oggi rilanciamo con forza a determinazione la necessità e l’urgenza di un nuovo piano di investimenti per la realizzazione di infrastrutture importanti per il nostro territorio. Contestualmente, fruendo della collaborazione di uno tra i più stimati esperti in materia, il professore Enzo Siviero, e ascoltando le pertinenti opinioni dei presidenti degli Ordini degli architetti di Messina e Reggio Calabria, ribadiremo l’importanza del ponte sullo Stretto quale opera strategica per richiamare nuovi investimenti sull’intero sistema infrastrutturale siciliano e per completare il corridoio Berlino – Palermo che rilancerebbe la nostra terra come porta d’Europa sul Mediterraneo non solo dal punto di vista politico e culturale ma anche economico, turistico e commerciale. A conclusione dell’evento, condivideremo il documento finale con il quale ci presenteremo alla politica per chiedere quali passi avanti sono stati compiuti rispetto agli impegni assunti lo scorso 30 ottobre e sarà anche un’occasione per rilanciare l’importanza strategica del ponte di Messina per l’intero sistema infrastrutturale siciliano”.

“Sono particolarmente orgoglioso di essere qui – afferma Enzo Siviero, rettore dell’Università eCampus – e tratterò il tema del ponte sullo Stretto di Messina che ho ribattezzato il ponte sul Mediterraneo perché la struttura è geostrategica e la sua presenza determina un cambio di polarità. Noi guardiamo verso l’Africa, il suo futuro merita di essere affrontato perché nei prossimi trent’anni l’Africa raddoppierà la propria popolazione, avrà la sua autonomia ed è questo il mercato del futuro”.

“La realizzazione del ponte sullo Stretto sarebbe una iniezione di fiducia per noi siciliani – dice Vittorio Messina, presidente nazionale Assoturismo Confesercenti – Infatti, ci renderemmo conto di essere cittadini italiani, cittadini di uno Stato che in realtà, a livello di infrastrutture, ha sempre messo come ultima la nostra regione. Questo influirebbe sul turismo poiché si tradurrebbe nel non essere costretti a scegliere se visitare la costa est oppure quella ovest dell’Isola, visto che assieme non si può fare proprio per una difficoltà nella mobilità interna della Sicilia. Il ponte sullo Stretto rappresenta un punto di svolta che ci consentirebbe di programmare un nuovo modello economico e di sviluppo capace di portare benessere alla nostra economia che ha tantissime potenzialità, ad oggi inespresse”.

“Un convegno sulla necessità delle infrastrutture che ci porta ancora una volta a parlare della necessità di intervenire nell’immediato per recuperare anni di abbandono da parte di chi avrebbe dovuto fare di tutto per valorizzare questo territorio – non possiamo più aspettare perché i fondi che ci sono con il PNRR potrebbero davvero cambiare le sorti di questo territorio. La domanda che mi pongo è che scelta vogliamo fare per questo territorio, quali infrastrutture da realizzare magari puntando su quelle davvero necessarie da realizzare. È importante che Agrigento entri nell’agenda di interventi attuali per sperare che questo territorio, unico nel suo genere, possa riprendersi la sua posizione di protagonismo nella vita sociale nazionale”.

Di particolare rilievo le relazioni dei presidenti degli Ordini di Messina e Reggio Calabria, rispettivamente, Giuseppe Falzea e Ilario Tassone alle quali hanno fatto seguito gli interventi di Anna Carulli, presidente nazionale Istituto nazionale Bioarchitettura (Inbar); Francesco di Natale, presidente Cna Agrigento;

Michelangelo Geraci, Ance Sicilia; Rino La Mendola, presidente Ordine degli architetti di Agrigento; Gero La Rocca, presidente Confindustria Sicilia – Giovani imprenditori; Vittorio Messina, presidente nazionale Assoturismo Confesercenti; Enzo Siviero, rettore Università eCampus; don Mario Sorce, Cartello sociale di Agrigento e direttore diocesano pastorale sociale.

Il dibattito si è concluso con gli interventi del presidente dell’Ordine degli ingegneri di Agrigento, Achille Furioso; dal presidente del Collegio dei geometri e geometri laureati di Agrigento, Silvio Santangelo e dal delegato dall’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali, Luigi Fiore.

SGB Scuola, ha chiesto l’intervento dell’On. Carmelo Pullara, Presidente della Commissione speciale di indagine e di studio per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi  della Regione Siciliana per fare chiarezza sulla mancata assistenza scolastica ai bambini disabili gravi della città di Trapani. Oggetto dell’incontro, la mancata attuazione art. 41 ex LEGGE 15 aprile 2021, n. 10. la quale prevede il riavvio dei servizi in favore degli studenti con disabilità nelle scuole della nostra Regione. Nonostante quanto previsto, (L’Assessorato competente ha già provveduto ad emettere DDG 716 in data 28 aprile)  è noto come il servizio non sia ripartito. Il Presidente Carmelo Pullara, si è detto disponibile, nei prossimi giorni, alla richiesta di SGB, di una audizione presso la Commissione Speciale di indagine della Regione Sicilia, con la presenza del Sindaco, l’Assessore alla Famiglia, il Libero Consorzio, il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, il responsabile dell’Ufficio Scolastico Provinciale, dei dirigenti SGB Enzo Capomolla, SGB Scuola Filippo Baio, SGB Scuola e Territoriale Giovanni Oliva. In quella sede faremo finalmente chiarezza; abbiamo bisogno di comprendere perché il servizio non riparte. Ringrazio a nome di tutte le mamme dei bambini disabili gravi e dei lavoratori assistenti alla disabilità di Trapani,  il Presidente Pullara per la premurosa manifestazione d’impegno – conclude Aldo Mucci –

La sig.ra C. A.  da diversi anni è titolare di una concessione demaniale marittima per la gestione di uno stabilimento balneare sito nel Lungomare Nettuno del Comune di Porto Empedocle.
Nel dicembre 2011, in vista della scadenza della propria concessione demaniale marittima la titolare ha presentato istanza per il rinnovo.
Il procedimento di rinnovo in questione, dopo un articolato e complesso iter amministrativo è rimasto pendente per diversi anni.
Frattanto, durante tutto il complesso iter amministrativo per il rinnovo della predetta cdm, la concessione demaniale si è prorogata d’ufficio fino al 31.12.2020 mediante i provvedimenti del Legislatore  in sede di conversione in legge del D.L. 113/2016.
Inoltre, la titolare dello stabilimento in questione nel mese di agosto 2020, ha presentato ulteriore richiesta per l’estensione della validità della concessione demaniale marittima  fino al 31.12.2033  ai sensi della L.R. n. 24/2019.
Tuttavia, l’Amministrazione demaniale, nel settembre 2020, dopo più di nove anni di impasse, ha comunicato il rigetto della domanda di rinnovo della concessione demaniale richiesto nel lontano 2011, asserendo talune difformità rispetto al progetto approvato.
A questo punto la Ditta ha presentato ricorso gerarchico contestando le ragioni del diniego.
Successivamente, la stessa Amministrazione demaniale, senza nemmeno attendere la definizione del ricorso gerarchico, ha intimato la chiusura dello stabilimento balneare in questione e la riduzione in pristino dei luoghi.
Avverso l’ordine di sgombero ed il successivo provvedimento di rigetto del ricorso gerarchico, la titolare dello stabilimento balneare, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’, Lorena Tacci, ha promosso impugnativa innanzi al TAR Palermo per chiederne l’annullamento, previa la sospensiva.
In particolare gli Avv.ti Rubino, Airo’ e Tacci, hanno dedotto l’illegittimità dell’operato dell’Amministrazione demaniale per non aver tenuto conto della formazione della proroga d’ufficio della concessione demaniale e della violazione del principio di proporzionalità.
Il TAR Palermo, in accoglimento delle tesi degli Avv.ti Rubino, Airo’ e Tacci, ha accolto la domanda cautelare ritenendo che: “a una prima sommaria cognizione, il ricorso appare assistito da adeguato fumus boni juris, in relazione sia all’avvenuta proroga ex lege della concessione demaniale in capo alla ricorrente sia alla probabile violazione dei canoni di gradualità e proporzionalità nell’applicazione del provvedimento sanzionatorio tenuto conto anche del fatto che il provvedimento gravato è stato emesso senza un previo aggiornato sopralluogo in sito”.
Il sede di merito, il TAR Palermo, ritenendo fondate le censure proposte dagli Avv.ti Rubino, Airo’ e Tacci ha   dichiarato   l’illegittimità   dei   provvedimenti   impugnati   e condanno l’Amministrazione demaniale al pagamento delle spese del giudizio.
In particolare il TAR Palermo, ha stigmatizzato la condotta dell’Amministrazione regionale che è rimasta sostanzialmente interne per oltre 9 anni rispetto alla richiesta di rinnovo della concessione demaniale,  incassando nel frattempo i canoni annuali.
Inoltre il Giudice Amministrativo, chiamato a vagliare anche la legittimità del meccanismo di proroga ex lege delle concessioni demaniali fino al 2033,  alla luce delle recenti sentenze dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, ha  chiarito che “a seguito dei provvedimenti, normativi e amministrativi, regionali e statali, l’originaria concessione demaniale di cui era titolare la Sig.ra C. … sia comunque prorogata ex lege fino, quantomeno, al 31 dicembre 2023, in attesa delle relative gare per la successiva assegnazione”.
Per effetto del pronunciamento del TAR Palermo la sig. C.A. potrà, dunque, continuare a mantenere il proprio stabilimento balneare fino al 31 dicembre 2023 ovvero fino all’espletamento delle procedure di assegnazione delle assegnazioni delle concessioni demaniali scadute, mentre l’Amministrazione regionale dovrà pagare le spese processuali liquidate in € 2.500,00 oltre accessori.