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È un evidente segno di forte attaccamento al territorio e di una gran voglia di partecipare all’iniziativa del FAI da parte di tutti gli agrigentini che amano il territorio, la sua natura, la sua cultura e  la sua storia.

Stiamo parlando del crescente successo dei siti della provincia di Agrigento nella classifica  “I Luoghi del Cuore”, la  campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare promossa dal Fondo Ambiente Italiano (FAI) in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

La Delegazione FAI di Agrigento  e il Gruppo Giovani ricordano alcuni tra i Luoghi del Cuore della provincia  attualmente “in corsa” per ottenere voti e visibilità.

Nella zona alta della classifica troviamo la Scala dei Turchi di Realmonte al 14° posto con 1796 voti,  seguita dalla Biblioteca Lucchesiana di Agrigento, al 58° posto con 603 voti.

Guadagnano posizioni il Teatro Andromeda di Santo Stefano Quisquina ( 402 voti) e Casa Sciascia di Racalmuto ( 241).

Scala, inoltre, la classifica una new entry: si tratta dell’Officina delle Tradizioni Popolari di Agrigento che, a pochi giorni dal suo debutto, ottiene 102 voti e vola alta nella classifica nazionale.

In risalita, infine, troviamo La Valle dei Templi (122 voti), l’area naturale di Maddalusa (111 voti), il  Museo MeTe di Siculiana ( 105 voti ),  la spiaggia di Cala Creta di Lampedusa (105 voti)  e tanti altri Luoghi del cuore che si possono cercare e votare sul sito www.iluoghidelcuore.it.

“Un successo rilevante” è il commento a caldo del Presidente Regionale Fai Sicilia e Capo delegazione ad interim di Agrigento, Giuseppe Taibi, che prosegue: “ Votate, votate, votate! Ma, anche, sostenete i vostri siti anche attraverso la costituzioni di un Comitato. Si possono votare i luoghi già caricati, ma è possibile caricarne di nuovi; basta mettere una descrizioni e alcune foto per contribuire, così, ad una mappatura più ampia del nostro Paese. La Sicilia è la seconda regione d’Italia per voti, mentre la provincia di  Agrigento sta dando una buona risposta ”, ha concluso Taibi .

C’è tempo, fino al 15 dicembre, per votare i luoghi che ci emozionano e salvarli.

Tra i Luoghi agrigentini  candidati al censimento ricordiamo, ancora: il Giardino della Kolymbethra ( nuovamente visitabile, su prenotazione, in occasione della Festa della Repubblica), la spiaggia di Punta Bianca, Monte Guastanella, l’ex carcere – monastero di San Vito, Torre Salto d’Angiò, l’Eremo di Santa Rosalia e tanti altri ancora.

Per votare è necessario collegarsi al sito www.iluoghidelcuore.it e verificare se il proprio “Luogo del Cuore” è già presente sul portale.

Se è già presente, si può arricchire la scheda con foto e testo. Se non è presente, bisogna aggiungerlo. Dopo si può votare e farlo votare.

Come si vota:

Si vota online con due modalità:

  1. A) Registrazione al portale . Se si è già iscritti, si utilizzano le proprie credenziali. Ci si iscrive al momento del primo voto utilizzando la propria mail e confermandola tramite il link di verifica che arriva automaticamente alla propria casella di posta, come per la maggior parte dei portali di servizi web. I dati richiesti per la registrazione sono: nome, cognome, email e – novità 2020 – il CAP.
  2. B) login attraverso il proprio profilo Facebook

E’ possibile votare più luoghi, ma per ognuno si può esprimere solo un voto.

La raccolta voti da oggi è possibile anche  attraverso il canale cartaceo, con moduli di raccolta voti dedicati a ogni luogo del cuore, scaricabili dal sito www.iluoghidelcuore.it

La partecipazione al censimento è gratuita ed aperta a tutti. Possono partecipare: individui singoli, minorenni, italiani, stranieri, gruppi, enti privati e pubblici, associazioni e scuole.

Vengono stanziati 50.000 euro per il primo classificato nazionale, 40.000 euro per il secondo e 30.000 euro per il terzo, a fronte della presentazione di un progetto

È previsto lo stanziamento aggiuntivo di 5.000 euro per i luoghi che superano i 50.000 voti indipendentemente dalla posizione in classifica, sulla base di specifici progetti da presentare al FAI.

Il luogo che raccoglie più voti via web, a esclusione dei primi 3 classificati, sarà oggetto di un video promozionale realizzato da un operatore professionale incaricato dal FAI.

In ogni Censimento viene lanciata una classifica dedicata a un tema speciale, con un premio per il luogo vincitore: quest’anno la speciale classifica riguarda i Luoghi sopra i 60o metri e i Luoghi della  salute.

I Luoghi con almeno 2.000 voti possono candidare un progetto al “Bando Luoghi del Cuore” e richiedere al FAI il layout di una targa commemorativa del risultato ottenuto al censimento da apporre presso il bene.

“Prendiamo atto della marcia indietro da parte dell’amministrazione comunale, nonostante le dichiarazioni di  ferma volontà ad andare avanti espressa dal vice sindaco”.

La CNA di Canicattì esprime soddisfazione per la decisione della giunta Di Ventura di ritirare, accogliendo la nostra ragionevole richiesta, il regolamento, che in caso di approvazione del consiglio comunale,  avrebbe subordinato il rilascio o il rinnovo e la permanenza in esercizio  di  attività  commerciali e produttive  alla verifica  delle regolarità  del pagamento  delle imposte comunali”.  “Una scelta che, tenuto conto del difficile e delicato momento legato all’emergenza sanitaria – afferma la sede cittadina della Confederazione –  si sarebbe rivelata fatale per il tessuto economico cittadino, dilaniato dagli effetti devastanti della pandemia.

La riscossione dei tributi e la lotta all’evasione e all’elusione sono fuori discussione, ma deve essere altrettanto chiaro che gli enti locali, specie in questa fase, devono tendere la mano alle imprese che rappresentano il motore dell’economia. E’, infatti, sui loro adempimenti previdenziali, contribuivi e tributari, che l’intero sistema sociale si tiene in piedi.  Abbiamo contribuito a scongiurare tensioni e reazioni da parte di artigiani ed imprenditori, i quali ci hanno tempestivamente investito del problema e per il quale ci siamo mossi con una forte presa di posizione. Il risultato raggiunto, per il quale riconosciamo l’apertura mostrata dall’amministrazione – conclude la CNA di Canicattì – è stato apprezzato dalle categoria produttive, che noi abbiamo l’onore di rappresentare e di tutelare anche nei confronti delle istituzioni”.

La strada provinciale 22,conosciuta meglio come Cozzo-Disi,l’arteria principale di collegamento viaria da e per Casteltermini è stata nuovamente riaperta al traffico veicolare,lo annuncia il già Assessore comunale del comune dei  Sicani Toto’ Scozzari.

“E’ stato un calvario,una lunghissima traversata nel deserto, alla fine ed è quello che conta ce l’abbiamo fatta.

E’un primo passo verso la normalizzazione e al ritorno alla vita per i miei concittadini.

Nessuno immaginava che nel lontano febbraio 2017 la messa in sicurezza di questa arteria fondamentale per i castelterminesi, per la nostra economia,dovesse rimanere interdetta per anni e anni.

Nel mio piccolo ho dato il mio contributo politico e umano affinchè si sbloccasse l’ìter e si desse inizio ai lavori per rimuovere il pericolo dovuto a una frana che ha costretto i cittadini ad autentici giri della morte.

Oggi mi preme sottolineare l’impegno dei tecnici della provincia, della ditta e del direttore dei lavori che pur in presenza di ulteriori intoppi hanno rispettato l’impegno e completato i lavori.

Devo ringraziare infine la stampa tutta;cartacea,online e le televisioni per non aver mai spento la luce sul mio territorio e hanno dato un contributo sostanziale per denunciare uno stato delle cose che era diventato insostenibile.

Comunque la Cozzo Disi necessita pure di un pronto intervento di ripristino di tutto il manto stradale.Ci auguriamo che venga presentato un ulteriore progetto per modernizzare e finanziare l’intera arteria e per questo sollecito il Commissario e i tecnici finora solerti a continuare l’azione intrapresa nell’interesse e nella sicurezza di tutti coloro transitano quotidianamente la strada provinciale.

A giorni annuncia ancora il navigato politico Toto’ Scozzari si firmerà il contratto per l’ammodernamento delle strade montane,Casteltermini-Acquaviva Platani-San Biagio e la Passo Fonduto che seguirò con lo stesso impegno e la stessa determinazione per poter dire urbi et orbi, Casteltermini, la piccola Palermo, la perla dei Sicani, che è quello che preme più di tutto agli 8 mila residenti.”

Purtroppo si registra un caso positivo al Covid 19 nella nostra provincia e precisamente a Campobello di Licata. A comunicarlo il sindaco della città, Gianni Picone, attraverso la sua pagina di facebook. Il primo cittadino scrive: “Purtroppo devo farvi sapere che mi hanno appena comunicato un nuovo caso di positività al COVID-19, relativo ad un cittadino di Campobello di Licata.
Il soggetto sta bene, non presenta sintomi gravi, e posso garantirvi che sta osservando, ed ha osservato, tutte le indicazioni di sicurezza, pertanto non c’è alcuna ragione di temere che si crei un focolaio di contagi, e la situazione è ragionevolmente sotto controllo.
Questa notizia deve comunque farci riflettere. L’emergenza non è cessata ed il virus continua ad essere presente. Anche se molte misure sono state allentate, dobbiamo comunque tenere comportamenti di assoluta prudenza. Invito tutti a rispettare l’obbligo di indossare le mascherine e mantenere le distanze sociali”.

Sono 106 i migranti, ospiti della nave quarantena Moby Zazà che hanno terminato il periodo di sorveglianza sanitaria. Arrivato l’esito dei tamponi, risultati negativi, la nave è rientrata nel Porto Empedocle (Ag) per procedere allo sbarco dei migranti che saranno trasferiti in un centro d’accoglienza. Sull’imbarcazione, che subito dopo tornerà in rada davanti a Porto Empedocle, restano 126 persone. Ieri il garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, che aveva acquisito dal ministero dell’Interno alcuni dati, ha reso noto che sulla Moby Zazà c’erano 232 migranti.

(ANSA)

I consiglieri comunali di opposizione di Agrigento Marco Vullo, Giuseppe Picone, Angelo Vaccarello, Gianluca Urso, Salvatore Borsellino, Alessandro Sollano, Teresa Nobile e Salvatore Falzone intervengono dopo le polemiche a seguito delle ordinanze di chiusura dei locali alle 24.00 e la regolamentazione sulla vendita e il consumo del cosiddetto food and beverage che rischia di penalizzare soprattutto commercianti e attività.

“Questo il nuovo provvedimento, considerato ‘’sperimentale’’ per il mese di giugno e deciso dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica al quale hanno partecipato il questore, i comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, il sindaco di Agrigento e il commissario straordinario del Libero consorzio comunale.Tutto ciò ci lascia ancora una volta molto dubbiosi e potrebbe rappresentare un’altra mazzata per le attività commerciali.

Non deve passare inosservato quanto si è verificato lo scorso fine settimana, “in cui si è registrata, specialmente da parte dei più giovani, un’eccessiva affluenza nei pressi di taluni locali del capoluogo e nelle relative adiacenze.

Sperimentare sui settori che più sono stati penalizzati dall’ondata del Covid, crediamo sia un grosso errore. Ed ecco che riaffiora il famoso detto ‘rigirare il coltello nella piaga’. In questo caso non si tratta ovviamente di scene sanguinose come il coltello (impugnato da chi detiene il potere decisionale) che fionda sulla ferita (metafora della crisi economica) ma senza dubbio la corrispondenza con tale situazione è reale e la drammaticità è la stessa. I commercianti agrigentini, come quelli di tutta Italia, hanno già attraversato, silenziosamente, mesi di profonda crisi senza ricevere alcun supporto economico per la loro sopravvivenza; e mentre il governo nazionale incentiva la ripartenza degli esercizi commerciali, quello locale si impegna nel troncare ogni possibilità di ripresa! Non è il caso di colpevolizzare chi ci governa per la diffusione del Covid-19 ma è giusto che chi di dovere si assuma la responsabilità dei provvedimenti stabiliti. L’attuale amministrazione sarà responsabile di una nuova e grave, se non mortale, batosta economica che i commercianti non dovrebbero subire.”

L’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, interviene in seguito alla diminuzione della balneabilità delle spiagge agrigentine:

“Agrigento continua a fare passi indietro in tema di spiagge balneabili. Oltre ai soliti luoghi sottratti alla balneazione, come la zona del caos, di zingarello e drasy, per i rischi connessi al pericolo di crolli della falesia. Oltre ai soliti luoghi sottratti alla balneazione per l’inquinamento, come la foce del fiume Akragas e del fiume Naro, quest’anno si sono aggiunti altri 2 luoghi non balneabili: la spiaggia di Marenostrum, per colpa della condotta premente delle fogne presente sulla spiaggia, che spesso si rompe, perchè sballottata dalla forza del mare ed un tratto della spiaggia delle dune, per colpa della presenza di una ventina di ferri in mare, residuati dallo smontaggio dell’ex chiosco Oceanomare.
Andiamo sempre indietro, come i gamberi!!!”

In riferimento ai servizi in oggetto, siamo a chiedere un incontro urgente nel merito dell’attuale situazione dettata dall’emergenza Covid 19. Come noto il decreto “Cura Italia”, agli artt. 47 e 48, proprio in relazione anche alla fattispecie in oggetto ed alla rimodulazione dei servizi nell’attuale fase emergenziale, prevede che “le pubbliche amministrazioni forniscono, avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in tali servizi, dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione”.

Attualmente i servizi risultano invece sospesi, cittadini ed utenti non ricevono alcun supporto ed i lavoratori sono stati collocati a casa senza stipendio, mentre riteniamo che i medesimi servizi possano essere riprogettati ed erogati in modalità in linea con la previsione normativa, assicurando la ripresa e la continuità sia per i cittadini che per il personale coinvolto. Ancora, sta crescendo la preoccupazione del personale impegnato nel settore e già adesso, come dicevamo, lasciato a casa a senza stipendio, ed al quale è già stata comunicata l’imminente riorganizzazione delle modalità del servizio che pregiudicherà e comporterà, già dal prossimo anno scolastico, e comunque a breve, il taglio drastico e la cancellazione delle loro posizioni lavorative. Richiediamo quindi incontro urgente sulla materia sopra brevemente accennata, da svolgere, ove necessario, anche in modalità videoconferenza”.

Agenti e Ufficiali di P.G. del Commissariato di P.S. di Licata, nella mattina del 26 maggio, nell’ambito di attività investigativa mirata alla prevenzione e repressione dei reati concernenti le armi e munizioni illegalmente detenuti, procedevano all’arresto di A.A., classe ‘74, con precedenti, poiché  colto in flagranza del reato di detenzione illegale di arma comune da sparo (rivoltella con tamburo a sei colpi) e nr. 6 (sei) cartucce inesplose con ogiva camiciata calibro 9×19 (cartucce in dotazione alle Forze di Polizia). Nello specifico, nel corso di una perquisizione locale ex art. 41 TULPS, eseguita all’interno della casa rurale dell’uomo, sotto una vasca idrica in fibra cemento, priva di acqua ed attigua alla porta di ingresso del predetto immobile, appoggiata e cementata su due grosse pietre, in un anfratto ricavato tra le pietre, veniva rinvenuta una rivoltella (con tamburo a sei colpi) avvolta in un panno e nr. 6 cartucce calibro 9×19 avvolte in un fazzolettino di carta, a sua volta racchiuso con carta alluminio da cucina, il tutto riposto all’interno di un sacchetto di plastica protetto da un panno. Attesa la flagranza di reato di detenzione illegale di munizionamento e arma da sparo e la gravità dell’evento, gli uomini del Commissariato procedevano all’arresto dell’uomo.

Dopo gli accertamenti di rito, l’arrestato, per disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Agrigento, D.ssa Gloria ANDREOLI, veniva accompagnato presso l’abitazione della madre, ove permarrà agli arresti domiciliari.

Villa Sikania, il posto ideale per fuggire.

Il popolo di Siculiana non ne può più e il sindaco Lauricella continua a protestare accompagnato dalla gente, dalla Giunta e dai consiglieri comunali.

Scappano ancora una volta i migranti che già vivono agitatamente a Villa Sikania. Sono tre tunisini che per protesta (non si capisce ancora bene il perchè della loro protesta) sono scappati dal centro di accoglienza siculianese. Due sono stati presi e riportati al centro di accoglienza. Non si comprende bene perchè, invece, non siano stati tradotti in carcere. Il terzo si sarebbe ferito durante la fuga ed è ricoverato in pronto soccorso ad Agrigento.

“Ci risiamo, sono amareggiato, dichiara il Sindaco Lauricella. La cittadinanza è preoccupata. Un gruppo di migranti è scappato dal centro, ancora una volta, e pare che tra le altre cose, si tratta di tunisini posti agli arresti domiciliari. Continuiamo a ribadire, aggiunge Lauricella, che anche altri Comuni si facciano carico di ospitare i migranti, non è possibile che solo noi da molti anni dobbiamo continuare ad ospitare. Chiediamo inoltre che vengano trasferiti presso altre strutture, al di fuori del centro abitato, perchè è un pericolo per la cittadinanza”.

Il sindaco, unitamente alla consigliera comunale Mazza, si sono recati presso la caserma dei Carabinieri per presentare una denuncia. “Più che una denuncia abbiamo presentato una segnalazione,dichiara la consigliera Mazza, per segnalare lo stato di allarme sociale che c’è a Siculiana. C’è un problema di fondo, continua Mazza, giorno e notte le forze dell’ordine presidiano la struttura, ma nonostante tutto i migranti continuano a fuggire. Bisogna verificare la regolarità del centro”.