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La società Tas dell’avvocato Enzo Sinatra intervenne già nel merito della compravendita del terreno a ridosso di Villa Genuardi. “Nessun beneficio ricavato, solo l’onere della manutenzione”.

L’imprenditore Enzo Sinatra è stato interrogato innanzi al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Francesco Provenzano. L’interrogatorio di garanzia si è protratto oltre due ore. E alle contestazioni di abuso d’ufficio e di falso ideologico, l’avvocato albergatore, in estrema sintesi, ha risposto: “Non c’è stata nessuna collusione con i funzionari della Regione, ho chiesto 16 anni addietro di acquistare quel terreno e di tutta la pratica si è occupato un avvocato amministrativista da me incaricato”.

Più nel dettaglio, l’avvocato Sinatra ha ribadito le ragioni a propria difesa espresse nell’aprile del 2016, quando si paventò la revoca delle vendita del terreno da parte della Regione. E dunque, Enzo Sinatra, della società Tas, che gestisce l’ Hotel della Valle ad Agrigento, già a quell’epoca ha dichiarato: “Nel merito della compravendita preciso che dal 1998 l’Hotel della Valle ha subito notevoli infiltrazioni d’acqua negli scantinati causate dal terreno, di cui si discute, per effetto di lavori di ristrutturazione che all’epoca hanno interessato Villa Genuardi, sede della Soprintendenza ai Beni culturali. Non mi dilungo su tutto ciò che in sede giudiziaria si è trascinato dal 1998 fino al 17 gennaio 2013 quando, innanzi ad un notaio, le parti in causa, quindi società Tas e Regione, hanno concluso la compravendita del terreno al fine di evitare un inutile ulteriore contenzioso. Acquistando il terreno, la società Tas ha provveduto a ciò cui la Regione, dal 1998 al 2013, non è stata capace: ossia la manutenzione degli impianti delle vasche di raccolta acque che la Regione, in forza di sentenze esecutive promosse dalla Tas, ha costruito nel terreno. E la mancanza di manutenzione ha provocato il ripetersi delle gravi infiltrazioni d’acqua a pericolo anche delle fondamenta dell’ Hotel della Valle. E’ utile precisare, inoltre, che il prezzo della vendita del terreno è stato stabilito dall’ Ufficio del Genio Civile di Agrigento, utilizzando come parametro la vendita da parte di terzi di alcuni terreni in zona A e, soprattutto, adeguandosi al prezzo pagato dalla Regione per la espropriazione di alcuni terreni di proprietà privata confinanti con il terreno acquistato dalla Tas. Sintetizzando e concludendo: la società Tas ha acquistato il terreno, accollandosene l’onere della manutenzione, per renderlo innocuo e non più causa di gravi danni alle proprie strutture turistico – ricettive. Ed è l’unico beneficio ricavato”.

A.R. (teleacras)

Riguardo la nota stampa del Comune di Agrigento sulla pubblica illuminazione del 16/3/2018 http://www.comune.agrigento.it/nota-stampa-su-interventi-pubblica-illuminazione
Si precisa che la sostituzione dei corpi illuminanti permetterà si un risparmio energetico superiore al 70% ma che ciò costituirà un eventuale guadagno solo per il gestore dell’impianto e non un risparmio per il Comune.
Infatti il Comune di Agrigento non paga il consumo dell’energia ma un corrispettivo a canone che, come si legge nella delibera di Giunta 180/2013, per circa 9000 punti di illuminazione costa annualmente, per gli anni fino al 31/12/2022 € 1.295.207,58 oltre IVA al 22% e, pertanto, complessivamente € 1.580.153,25. Ci sono inoltre altri 3000 punti luce inseriti in un altro contratto più recente e poco meno oneroso.
Dunque, quando intere vie sono al buio, i cittadini a disagio non hanno nemmeno la “consolazione” di non pagare per quelle notti l’energia elettrica. Per non parlare degli oltre 350 pali eliminati: non tutti saranno sostituiti ma solo 200.
Al momento alcune zone sono al buio e le proteste di tanti cittadini restano inascoltate. Sembra inopportuna la nota dell’amministrazione che ci chiede di gioire per il 70% di energia consumata in meno. Sicuramente fa bene all’ambiente ma ciò non basta a soddisfare i molti cittadini che vivono le notti in un’ oscurità da cui ancora non riescono ad uscire, con pericolo per la loro incolumità.
La prossima settimana in Consiglio si dovrà votare il mantenimento della maggiorazione TASI che contiene anche la spesa dell’illuminazione stradale che, dunque, non registrerà una diminuzione per i minori consumi energetici.
Per segnalare i disservizi nell’illuminazione stradale il numero verde è 800.33.99.29. ma chiediamo all’amministrazione di controllare l’efficienza dell’illuminazione nelle vie cittadine e sorvegliare circa la risoluzione degli eventuali disservizi .
Tra buche e mastelli da scansare al buio diventa pericoloso il rientro notturno nelle proprie abitazioni: l’amministrazione vigili e intervenga prontamente per evitare incidenti e conseguenti debiti fuori bilancio.

IL GIORNO DELLA COMMEMORAZIONE DI TUTTE LE VITTIME DELLA MAFIA DIVENTI OCCASIONE PER RISOLVERE I PROBLEMI DELL’ANTIMAFIA.-

Alla vigilia della giornata commemorativa di tutte le vittime della mafia sentiamo forte il bisogno di rompere il silenzio sulle condizioni di vita e di lavoro delle donne e degli uomini della Polizia di Stato Agrigentina, non distanti dalle condizioni in cui versava la Polizia del Commissario Beppe Montana al quale sarà intitolato lo stabile della Questura di Agrigento. Per rendere l’idea delle condizioni in cui versano le donne e uomini della Polizia di Stato oggi, riprendiamo una dichiarazione dello stesso Commissario Montana subito dopo l’uccisione del Magistrato Rocco Chinnici. “..«… A Palermo siamo poco più d’una decina a costituire un reale pericolo per la mafia. E i loro killer ci conoscono tutti. Siamo bersagli facili, purtroppo. E se i mafiosi decidono di ammazzarci possono farlo senza difficoltà… » negli anni a venire ci furono tante altre morti, furono arruolati tanti giovani parecchi dei quali ancora oggi in servizio e che andranno in quiescenza senza il dovuto ricambio, ma che hanno tutti contribuito ad estirpare quasi completamente quella Mafia, ed oggi combattono nuovamente una mafia nuova, diversa più subdola di quella che uccise il Commissario Montana.
Approfittiamo di questa occasione e della presenza del Signor Capo della Polizia ad Agrigento affinché che il signor Questore Dr. AURIEMMA venga messo nelle condizioni di porre rimedi utili efficaci e definitivi ad una situazione di fronte alla quale questa O.S. non intende tacere alla vigilia di una giornata così importante e significativa, nella quale per ribadire con forza l’affermazione dei principi di legalità e rispetto delle regole si deve necessariamente parlare della effettività della sicurezza dei livelli di legalità e del possesso e controllo del territorio da parte delle istituzioni a ciò preposte e tra queste in primis la Polizia di Stato.
Pur apprezzando gli sforzi del Dr. Auriemma nel cercare di risolvere le problematiche che affliggono l’organizzazione degli organici di cui dispone, non si può immaginare che l’attuale Questore di Agrigento, possa risolvere in piena solitudine e solamente con comunicati ad effetto che non trovano riscontro nella realtà.
Abbiamo sentito dire di recente che ad Agrigento diminuiscono i reati, chi lo afferma sbaglia perché diminuiscono solamente le denunce, soprattutto quelle per i cosiddetti reati predatori e di microcriminalità che invece sembrano essere in aumento e la causa è da ricondurre alla mancanza dei servizi al cittadino. In un territorio come il nostro, dove è già difficile rompere il muro del silenzio e dell’omertà, quelle persone che decidono di denunciare incontrano non poche difficoltà nel farlo, perché trovano gli uffici di ricezione denunce chiusi per mancanza di ufficiali di Polizia Giudiziaria.
A nostro sommesso parere questa sfiducia generalizzata nei confronti dell’azione dello Stato è da connettere anche a queste difficoltà oggettive che il cittadino comune incontra quando intende denunciare e spesso trova lunghissime code presso gli uffici preposti a volte chiusi per mancanza di personale ed addirittura quando richiesto al 113 non vede arrivare l’unica volante presente sul territorio già impegnata in altra attività emergenziale.
Questa situazione, che il SILP CGIL, denuncia già da tempo sebbene affievolita dal tentativo dell’attuale Questore di risolvere con l’assegnazione agli uffici preposti al controllo del territorio di uno sparuto quanto insufficiente numero di uomini, non solo è il massimo possibile, ma rischia di lasciare quel “… siamo poco più d’una decina a costituire un reale pericolo per la mafia…” di cui parlava il Commissario Montalbano nell’estate del 1983.

L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, tramite il direttore del dipartimento Prevenzione, Salvatore Cuffaro, ha scritto una lettera a tutti i sindaci agrigentini raccomandando di procedere tempestivamente agli interventi di disinfestazione dei centri abitati, almeno entro aprile, altrimenti eventuali interventi successivi saranno inutili contro i cicli biologici dello sviluppo di microrganismi, soprattutto tra le larve della zanzara tigre e delle zanzare che trasmettono il virus zika. Nella lettera dell’Azienda sanitaria, tra l’altro, si legge: “La lotta alle zanzare risulta efficace solo se viene assicurato un intervento larvicida, da effettuare entro il mese di aprile, seguito da un intervento sullo stato adulto, da effettuarsi nei mesi successivi. Questo intervento risulta efficace sulle larve della zanzara tigre, la cui presenza è stata accertata dall’Asp di Agrigento sul territorio provinciale, ed anche sulle larve della zanzara con cui si trasmette il virus zika. Le operazioni di bonifica ambientale dovrebbero iniziare da ora se si vuole che le successive operazioni di disinfestazione sortiscano gli effetti sperati. La prevenzione realizzata nei tempi previsti dalle conoscenze scientifiche è la sola arma efficace, del resto, contro malattie come rickettsiosi e leishmaniosi che tanto preoccupano in estate. Ora è giusto parlare di prevenzione, ed ora bisogna porre in essere tutte le misure necessarie per non doverne poi discutere in situazioni di crisi

Il 14 febbraio 2016 la Cassazione ha confermato la condanna a 6 mesi di reclusione, pena sospesa, a carico dell’ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe De Francisci, 35 anni, imputato perché avrebbe abusato del proprio ruolo di consigliere comunale per fini non istituzionali e per dirimere una questione privata, di carattere sentimentale, che lo ha contrapposto ad un panificatore di Agrigento. Ebbene, adesso la Corte dei Conti ha sentenziato che lo stesso De Francisci verserà 11mila euro al Comune di Agrigento per il danno all’immagine, e 500 euro ciascuno ad Azienda sanitaria e Ispettorato del Lavoro per il danno da disservizio.

Agrigento e la rete idrica della città: conferenza al Comune del sindaco Calogero Firetto e dell’assessore comunale alle risorse idriche Nello Hamel. Dopo circa 10 anni si avvia a conclusione l’iter che consentirà di appaltare i lavori per la totale ricostruzione della rete idrica di Agrigento. L’importo dei lavori ammonta a 31 milioni e 500mila euro. Le opere si protrarranno tre anni e già dal primo anno consentiranno l’erogazione idrica 24 ore su 24 in alcune parti della città. L’Amministrazione comunale di Agrigento annunci serrate verifiche su tempi e modalità degli interventi, affinchè non arrechino eccessivi disagi all’utenza e per garantire il perfetto ripristino delle strade interessate dai lavori.

Emanuele Di Dio, 39 anni, di Favara, finito in manette lo scorso 26 febbraio dopo che i carabinieri della locale Tenenza, a seguito di una perquisizione quando lo stesso si trovava ai domiciliari, lo hanno sorpreso con 4 grammi di eroina, secondo l’accusa destinati allo spaccio, esce dal carcere.

Un uomo di Santa Margherita Belice, Luciano Saladino, 47 anni, è stato arrestato e tradotto in carcere, dopo che lo stesso ha aggredito due carabinieri che erano giunti a casa sua per un controllo. L’uomo ha aperto ai militari dell’arma in stato di ebrezza ed ha iniziato a colpirli con calci e pugni procurando loro delle ecchimosi e contusioni guaribili in quattro giorni.

Durante l’interrogatorio di convalida l’uomo avrebbe detto di non ricordare nulla di quanto accaduto.


“Orlando? È il sindaco dei clandestini, non lo è mai stato di tutti palermitani”.  E’ quanto dichiarano gli esponenti della Lega Alessandro Pagano, deputato e segretario regionale Sicilia occidentale, e Salvo Zinnanti, coordinatore cittadino di Palermo.

“E’ chiaro che sta perdendo il contatto con la realtà. Ad ascoltare le sue parole odierne – proseguono – sono dunque più ‘palermitani’ i nigeriani clandestini arrestati ieri a Palermo per sfruttamento della prostituzione e traffico di essere umani, piuttosto che i tanti veri palermitani esasperati per una immigrazione incontrollata, per una insicurezza cronica e una povertà dilagante. E’ un sindaco che discrimina i suoi concittadini. Non solo. Orlando si stupisce che dopo il 4 marzo non si stia più parlando dell’emergenza migranti. Ma l’ha letto l’allarme, ipocrita, lanciato oggi dal Viminale sul sistema di accoglienza al collasso? Sono stati o no i governi di sinistra a creare questa situazione esplosiva? Ora – aggiungono gli esponenti della Lega – invece di chiudere i rubinetti vogliono addirittura aprire nuovi centri. Orlando e i suoi amici del Pd hanno fatto troppi danni all’Italia e alla Sicilia. Con la Lega e con Salvini non consentiremo che vadano oltre. Gli italiani si sono pronunciati, il Pd deve andare a casa. È Orlando a doversene fare una ragione”.

“I profili della violenza” questo il tema di un incontro aperto che si svolge mercoledì 21 marzo 2018 alle ore 17 presso il Circolo Empedocleo, organizzato dalla sezione di Agrigento dell’Associazione Nazionale Donne Elettrici, presieduta dalla dottoressa Carola De Paoli. Un momento di confronto tra esperti che vede come relatori quattro professionisti con esperienze diverse parlare di un argomento di grandissima attualità. I relatori scelti dall’ANDE, per affrontare vari temi di loro competenza, sono il professor Francesco Pira, sociologo e docente di comunicazione e giornalismo presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina: “La violenza comunicata: verbale, sui media e il fenomeno degli Haters”; la dottoressa Antonella Gallo Carrabba, sociologa, Responsabile del Centro Antiviolenza ed Antistalking Telefono Aiuto di Agrigento, “La rete di sostegno nel territorio alle vittime di violenza”; il dottor Cesare Tortorici, Dirigente Medico Psichiatra SPDC, Ospedale S. Giovanni di Dio di Agrigento, “Relazione tra ambiente sociale e comportamenti violenti” e la dottoressa Gabriella Sacchi, psicoterapeuta, Responsabile UO Educazione e Promozione salute aziendale dell’ASP di Agrigento, “La violenza in movimento”.