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La deputata nazionale di Fratelli d’Italia, on. Carolina Varchi,  interviene sul’arrivo a Porto Empedocle della nave ONG Ocean Viking, con a bordo di 180 migranti ed afferma: “Preoccupato che la lotta intestina che dilania le diverse sinistre al governo possa mettere a repentaglio la sua poltrona, Conte cede alla prepotenza delle ONG e fa sbarcare in Italia altri 180 immigrati che Francia e Malta non hanno voluto – lo dichiara Carolina Varchi, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione giustizia – il grido di allarme del sindaco di Porto Empedocle è emblematico e ben rappresenta le preoccupazioni della Sicilia intera, possibile che questo sia l’unico porto sicuro?

E perché si fanno sbarcare quasi 200 persone senza aver atteso il risultato dei tamponi, peraltro eseguiti da 5 medici dell’Asp e 2 dell’Usmaf in perenne carenza di organico? La vita degli italiani non vale meno di quella degli immigrati. L’Italia e i siciliani sono stanchi del doppiopesismo di questo governo.

Il blocco navale che chiede Fratelli d’Italia era e rimane l’unica soluzione per evitare le morti in mare e il traffico di esseri umani”.

Anche il Dirigente nazionale, Calogero Pisano, esprime il proprio disappunto: “Il Governo Conte ha trasformato la provincia di Agrigento nel campo profughi d’Europa, nel silenzio complice dei parlamentari agrigentini del Movimento 5 Stelle, troppo impegnati a fare inutile propaganda sui social e sordi ai continui appelli dei propri concittadini”.

“La presenza in rada della Moby Zaza come nave quarantena per i migranti, Sea-Watch e domani Ocean Wiking in porto, certificano come l’Italia sia diventata la barzelletta d’Europa”.

Ad Affermarlo è il presidente provinciale di Confcommercio Agrigento che aggiunge:

Non bastava il covid a mettere in ginocchio l’economia, prevalentemente turistica, della zona. Adesso la “singolare” presenza delle navi ONG a Porto Empedocle, e la presenza della nave quarantena in rada, sta provocando diverse cancellazioni nelle strutture turistiche della zona.

La presenza della Moby doveva servire a scongiurare il trasferimento di migranti sul traghetto di linea: ma la politica inetta e inefficace del ministro Lamorgese sul tema sta offrendo alle navi ong un rifugio come se Porto Empedocle fosse l’unico porto sicuro d’Italia.

La situazione sanitaria a bordo di queste imbarcazioni – per fortuna non a contatto con la popolazione- sta mettendo in cattiva luce tutto il territorio con danni d’immagine e conseguenze economiche gravissime.

Si rende necessario pertanto un immediato intervento risarcitorio per gli imprenditori e gli esercenti commerciali che con grande difficoltà stanno provando a rialzare la testa dopo la chiusura derivata dalla pandemia. Occorre pensare a misure compensative per il territorio.

Assurdo che i turisti per arrivare in vacanza, soprattutto dall’America e da tanti altri paesi, debbano sottoporsi a limitazioni, mentre il traffico di esseri umani con la complicità delle organizzazioni non governative, possa tranquillamente continuare sulle nostre coste in barba ad ogni regola.

Da qui l’appello alla deputazione regionale e nazionale affinché venga immediatamente ristabilita la necessaria tranquillità al territorio attraverso interventi che prevedano una fiscalità di vantaggio e risarcimenti agli esercenti per il gravissimo danno arrecato da una politica migratoria fallimentare”.

La recente pandemia da Covid 19 è stata una esperienza traumatica e devastante per il mondo moderno.

Dopo il fermo generalizzato e globale, con la perdita dei familiari più cari, la ripresa è un obbligo che noi adulti, amministratori e non della Res Pubblica, sentiamo di avere nei confronti delle generazioni più giovani.

In occasione della visita privata in questi giorni a San Biagio Platani del Sindaco di un importante Comune tedesco della Baviera, Luca Wilhelm Prayon (Remchingen) gemellato con San Biagio per una serie di iniziative culturali e commerciali, la Commissione straordinaria ritiene strategico cementare ancor di più i rapporti tra le comunità gemelle, ambedue duramente colpite dalla nota pandemia, per risorgere ed andare avanti.

In ragione di ciò, con le cautele ed i presidi a tutela della salute pubblica che saranno attivati per l’occasione, sotto la costante vigilanza di Polizia Municipale, Arma dei Carabinieri e volontari della Confraternite locali, in ottemperanza a quanto ultimamente disposto da Prefettura e Questura di Agrigento, è programmata la rassegna in oggetto indicata che avrà una durata massima di 1 ora e 30 minuti. Ecco il programma:

Inizio ore 17.30 nella piazza del Carmine, alla presenza di circa 70 persone, munite di maschere chirurgiche e distanziate almeno 1 metro, con percorsi di afflusso e deflusso prestabiliti e ben delimitati.

INTERVENTI

Saluti del Sig. Commissario Straordinario agli intervenuti ed informazioni sommarie sulla rassegna in programma

Saluti del Signor Prefetto, dott.ssa Maria Rita Cocciufa, in caso di sua presenza.

TEMI DELLA RASSEGNA

1.Archi di Pasqua, eccellenza del Distretto Rurale di Qualità Sicani e cammini di resilienza. 

2.La consueta cerimonia annuale non è stata celebrata per la diffusione del Covid 19, in analogia alla sagra del mandorlo in fiore di Agrigento, anch’essa annullata.

Il direttore del Gruppo Azione Locale (GAL), dr. Palamenghi, presenterà l’offerta rurale integrata del Distretto Rurale di Qualità Sicani con specifico riferimento alla tradizione degli Archi di Pasqua attraverso la descrizione di alcune opere museali, per l’occasione esposte in piazza e fornirà informazioni utili sulla tradizione centenaria che vede la realizzazione, a cura di Madunnara e Signurara, di opere effimere con i prodotti della natura in occasione della Santa Pasqua. Testimonianza unica nel mondo di arte popolare collettiva che coniuga religione, artigianato e prodotti della terra (12 min.).

2.Esempi di destagionalizzazione e tour esperienziali a San Biagio Platani.

Proiezione di un video sul territorio del distretto  sicano quale strumento di coesione, crescita sociale, economica e culturale.

Spiegazione di un tour esperienziale a San Biagio a cura del dr. Spoto, guida turistica, esperto in turismo relazionale.

Presentazione di una ipotesi di offerta turistica integrata nel territorio di San Biagio (12 min.).

3. Progetto di accessibilità ai luoghi egemonici di San Biagio.

Proiezione di rendering ed illustrazione delle opere programmate dalla Commissione Straordinaria nell’ ottica di implementare aggregazioni e tradizioni nei luoghi simbolo di San Biagio, segnatamente Corso Umberto e sede Municipale, su progetto e ideazione del sovraordinato prefettizio ing. Quartana (12 min.)

4.Laboratorio di giornalismo “PlatanInforma“. 

Presentazione di un laboratorio di giornalismo dedicato ai giovani  di San Biagio Platani a cura di Beddamé Food Travel People e Libera Agrigento, rappresentate dalla d.ssa Pistone.

La sperimentazione di un percorso di giornalismo che, riportato alle sue radici più profonde di strumento di lettura, decodifica e controllo del proprio territorio, delle vicende e degli accadimenti, rappresenti l’occasione in cui attraverso il gioco e il metodo dell’imparare facendo, si possano acquisire uno stile e un metodo di racconto della storia, delle tradizioni e, soprattutto delle prospettive future del Paese degli Archi di Pasqua. (12 min.)

5. Gemellaggio e prodotti tipici locali.

Al Sindaco di Remchingen saranno fornite le informazioni necessarie per poter diffondere e promuovere all’estero i prodotti alimentari tipici sanbiagesi, esposti in piccoli stand allestiti in piazza, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, per poter essere filmati e documentarne la legittimità della filiera produttiva ai fini della loro esatta e fedele conoscenza fuori dai confini locali (formaggi, olio, pistacchio, nocciole, mandorle, agrumi).

La Scala dei Turchi è stata posta sotto sequestro lo scorso 27 febbraio, dalla Procura di Agrigento poichè ritenuta pericolosa.
Dall’inizio dell’estate una cinquantina di persone sono state già denunciate a piede libero per il reato di violazione dei sigilli, poichè trovate dentro l’area interdetta.
Ieri, nel primo week end di luglio diverse persone, approfittando dei mancati controlli, si sono introdotti dentro il sito.
Bisogna fare qualcosa per far rispettare le regole e fronteggiare l’anarchia!

Si terrà martedì 07 luglio alle ore 18 a Ribera presso l’aula convegni “Emanuela e Giovanni Ragusa” una delle tante iniziative della campagna “Isola senza catene” promossa dalla Cgil e dalla Flai Sicilia.

L’incontro  avrà lo scopo da un lato di accendere i riflettori sul fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori agricoli di ogni colore e di ogni nazionalità, dall’altro di sensibilizzare le aziende sane e le istituzioni a mettere in campo quelle azioni  che abbiano come obbiettivo, un’agricoltura di qualità,  che sappia coniugarsi con il rispetto delle norme e con   i diritti e le tutele dei lavoratori.

La piena applicazione della Legge 199/16 deve diventare una priorità nella nostra regione, con l’istituzione della Rete del Lavoro agricolo di qualità in ogni provincia che in maniera preventiva e utilizzando gli indici di congruità, possano essere uno strumento utile per la difesa e la valorizzazione delle imprese sane, sostenendo chi produce ricchezza e occupazione nel pieno rispetto della legalità e dei diritti dei lavoratori.

Inoltre, la Cgil e la Flai chiedono l’istituzione degli elenchi di prenotazione per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, nel pieno rispetto della legalità e con un ruolo attivo dei centri per l’impiego diffusi sul territorio”.

All’incontro, che vedrà la presenza anche di una rappresentanza di lavoratori tunisini e rumeni, organizzati dalla Camera del Lavoro di Ribera guidata da Matteo Lo Raso e dalla responsabile del Patronato Inca e del Caaf Cgil Caterina Sparacino si parlerà anche di servizi, di fondi sanitari e di regolarizzazioni.

Parteciperanno all’iniziativa il Segretario Generale Regionale della Flai Sicilia Tonino Russo e il Segretario Generale della Cgil Sicilia Alfio Mannino.

Il dirigente di Fratelli d’Italia, Gerlando Piparo, interviene sulla vicenda del poliziotto indagato, dalla Procura di Agrigento, per abuso di mezzi di correzione ed afferma: “In qualità di Responsabile Provinciale di Fratelli d’Italia per i rapporti con le Forze dell’Ordine, Legalità, Sicurezza ed Immigrazione , esprimo la massima vicinanza e la mia piena solidarietà al poliziotto della Questura di Agrigento, indagato per abuso di mezzi di correzione e sottoposto ad un vero e proprio linciaggio  mediatico.

Per un’equa valutazione della vicenda, non si può non tenere conto dello sforzo compiuto quotidianamente dalle forze di polizia, impegnate nel controllo delle strutture di accoglienza e chiamate spesso a fronteggiare situazioni al limite, tra turni snervanti e rischio covid-19, mettono a repentaglio la loro stessa vita.

Come non si può, altresì, sorvolare che buona parte dei migranti ospiti nei vari centri di accoglienza, non sono certo dei stinchi di santo o dei turisti venuti in vacanza, come qualcuno nei giorni scorsi ha equivocato, ma sono persone poco raccomandabili, spesso già conosciuti dalle forze dell’ordine, capaci di mettere in atto azioni di guerriglia, come è avvenuto nelle scorse settimane al centro  di accoglienza di Viale Cannatello, al Villaggio Mosè, dove quarantuno tunisini hanno pensato bene di assaltare, a colpi di bastone, gli agenti posti a presidio della struttura, per poi fuggire dal centro stesso, o come è avvenuto due giorni addietro al centro di accoglienza ex Villa Sikania di Siculiana, dove un operatore di polizia che stava cercando di fermare un immigrato tunisino fuggito, è stato selvaggiamente aggredito, subendo una grave frattura (a lui un augurio di pronta guarigione).

Scusate, ma qui qualcuno sta cercando di stravolgere la realtà, facendo ipocritamente passare un messaggio aberrante per il quale i cattivi sono i nostri ragazzi in divisa, uomini che hanno giurato fedeltà e che servono la Patria, piuttosto che coloro che sbarcano clandestinamente sulle nostre coste, violando i nostri confini e le nostre leggi, che si fanno beffa dei nostri poliziotti che, è bene ricordarlo a qualcuno, nell’adempimento del loro dovere rappresentano lo Stato italiano.

Chiediamo un ispezione regionale, controlli sanitari dell’ ASP di Agrigento e l’intervento della  Prefettura per verificare se i locali destinati all’accoglienza e/o alla quarantena dei migranti in provincia di Agrigento sono idonei dal punto di vista igienico-sanitario e se rispettano tutti i parametri  di sicurezza  e prevuste dalla normativa nazionale vigente”.

 

 

In tempi di coronavirus la gente per paura stava chiusa in casa. Il calo di presenze al Pronto Soccorso dell’ospedale di Agrigento è stato assai vistoso. Molte persone, seppur in condizioni fisiche non ottimali, hanno preferito non ricoverarsi in ospedale per paura di essere contagiati dal Covid 19.

Sembra che questa paura, oggi, sia rientrata ed i centri di prima urgenza degli ospedali sono tornati ad essere pieni.

Con il ritorno dei pazienti, purtroppo, sono tornate anche le lunghe attese e le inevitabili discussioni (eufemismo) che spesse volte sfociano in vere e proprie risse.

E fu così che ieri pomeriggio al pronto Soccorso del nosocomio agrigentino è scoppiata una rissa. Motivo della “questione” la lunga attesa di una donna di Racalmuto giunta al Pronto Soccorso che stava male ma giudicata non in codice rosso.

Nel frattempo sono arrivati in ospedale altri pazienti più gravi, e quindi con precedenza rispetto alla donna facendo allungare i tempi di attesa.

Ciò è bastato per suscitare le ire prima del marito e poi del figlio, che nel frattempo era arrivato anche lui al Pronto Soccorso.

Coinvolti, oltre al padre e al figlio, la guardia giurata ed una infermiera la quale, intervenuta per calmare gli animi, è stata strattonata ed è caduta a terra sbattendo la testa.

Nel frattempo sono intervenuti i Carabinieri he hanno evitato il peggio portando la calma, ascoltando anche le testimonianze di tutti i convolti.

Ci sarà anche l’agrigentina di adozione, ma toscana di nascita, dottoressa Vania Pistolozzi, Direttore Marketing dell’Azienda Agricola  “G. Milazzo”,  fra colore che riceveranno il Premio “DonnAttiva 2020”, giunto alla dodicesima edizione promosso dall’omonima associazione di Monreale, presieduta dalla giornalista Ina Modica. La manifestazione premia alcune eccellenze siciliane che si sono distinte in vari settori della vita economica e sociale. La manifestazione, nata a Monreale nel 2003 come “Premio Giornalismo in rosa”, è in programma martedì 7 luglio, a partire dalle 19, a Villa Malfitano, in via Dante 167 a Palermo. Riceveranno il premio undici donne e due uomini – a testimonianza della ferma volontà di valorizzare e promuovere l’identità di genere – per l’impegno che, giorno per giorno, profondono a vantaggio della collettività, offrendo un valido esempio di professionalità ed intraprendenza in un contesto in continuo divenire.

L’edizione 2020 si sarebbe dovuta tenere lo scorso marzo, ma la pandemia ha costretto l’associazione a “rinviare” il Premio ed ora si vuole promuovere una “ripartenza” reale, tramite un’occasione di confronto e riflessione. La conduzione della cerimonia di premiazione è affidata a Giada Adelfio.
Questo, invece, l’elenco dei premiati dell’edizione 2020 : Catena Fiorello, Francesca Cacciola, Beatrice Casamassa, Daniela Crimi, Giusy Fabio, Giulia Giuffrè, Nadia Lo Bosco, Vania Pistolozzi, Agostina Porcaro, Roberto Puglisi, Margherita Rizza, Fabio Venturella e Pamela Villoresi. Menzioni per Alessandra Palma e Marta Pasquini.

Il Covid 19 ci ha tolto tante cose, per un periodo persino la libertà.

Fra le tante cose tolte a noi agrigentini mancherà tanto la più importante festa religiosa, fra le più note in Sicilia e oramai un vero e proprio punto di riferimento per fedeli e tantissimi turisti.

Non vogliamo interrompere questa tradizione, almeno virtualmente, ed è per questo che abbiamo deciso di regalare ai nostri lettori una quasi ventennale puntata della trasmissione Opinioni, per l’occasione condotta da Claudia Badalamenti (riprese e montaggio Giacomo Fattori), che ripercorre in venti minuti tutto quanto accade attorno alla festa di San Calogero.

Tra l’altro, in alcune interviste, si vedono personaggi storici agrigentini che sono stati davvero l’anima e da sempre promotori della festa di San Calogero: Gigi Casesa e Lillo Salsedo che oggi non ci sono più. Così come, appena due giorni fa, ci ha lasciati mons. Lucio Li Gregni che per tanti anni è stato il rettore del Santuario di San Calogero.

Buona visione.

Il candidato a sindaco alle prossime amministrative di Siculiana Vita Mazza, dopo avere appreso la notizia che ieri sera un uomo dello Stato, a servizio dello Stato, è stato aggredito da un migrante durante l’ennesima fuga dal centro di accoglienza di Villa Sikania, dichiara: “Mi lascia sgomenta quanto accaduto nel mio paese. Ribadisco con convinta fermezza che la politica europea scellerata e fallimentare sui flussi migratori sta mettendo a serio rischio non soltanto le comunità ove insistono i centri d’accoglienza ma anche, e soprattutto, le forze dell’ordine impegnate ogni giorno a garantire la sicurezza dei cittadini.
Ma dopo questo ennesimo episodio di guerriglia urbana che vede coinvolti i migranti ospiti dei centri di accoglienza, mi chiedo: CHI TUTELA I CITTADINI E I NOSTRI POLIZIOTTI DALLE CONTINUE RIVOLTE DEI MIGRANTI CHE ANCORA UNA VOLTA SI MANIFESTANO INSOFFERENTI ALLE LEGGI DELLO STATO CHE LI OSPITA ? Tutto ciò ha profondamente toccato la nostra piccola comunità.
Non è pensabile continuare a mantenere queste strutture in pieno centro abitato; strutture che non soltanto annichiliscono un territorio che da sempre mira ad un serio sviluppo turistico, ma che generano un allarme sociale ormai difficilmente contenibile.
Le istituzioni, a tutti i livelli, non possono limitarsi a tranquillizzare i cittadini, ma devono immediatamente agire attraverso UNA SERIA RIVISITAZIONE DELLA POLITICA SULL’IMMIGRAZIONE CHE GARANTISCA LA SICUREZZA DI TUTTI , SOPRATTUTTO IN PIENA EMERGENZA SANITARIA.
Auspico che il Ministro dell’Interno appresti seri provvedimenti per la nostra e per tutte le piccole comunità che vivono da vicino il dramma e la paura per il contagio da Covid -19, visto anche il numero elevato di migranti affetti da Covid19  presenti  sulla nave MobyZaza’ ormeggiata a Porto Empedocle”.