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Il maltempo e la pioggia che insistono ormai da giorni sulla Sicilia hanno provocato danni e disagi: una tromba d’aria ha messo in ginocchio la cantina Rudinì di Pachino, nel Siracusano. Danni anche agli impianti serricoli tra Portopalo di Capo Passero e Rosolini. Un turbine di vento ha sollevato il tetto di un condominio in via Esperanto, a Ragusa.
    A Salemi, nel Trapanese, una casa disabitata, al civico 12 di via Porta Corleone, è collassata sia per vetustà sia per le infiltrazioni di acqua piovana. A Castellammare del Golfo un’anziana è stata fatta evacuare dalla propria abitazione per il rischio di un crollo.
    Nel Siracusano, in località Spinazza, tra Pachino e Noto, è crollato un muro perimetrale che ha bloccato la strada che da Marzamemi va alla provinciale 85 e a San Lorenzo di Noto. A Melilli una tromba d’aria ha divelto il tetto di un casolare.
    Infine, venti gli interventi dei vigili del fuoco a Palermo e provincia per allagamenti, soprattutto di alcune strade del capoluogo siciliano.

 L’hotspot di Lampedusa (Agrigento) chiude i battenti. Gli ultimi 47 tunisini ospiti della struttura di contrada Imbriacola sono stati trasferiti per consentire lavori di ristrutturazione, così per come era stato deciso a metà mese durante un vertice al Viminale. Il primo lotto degli interventi – che riguarderanno la recinzione, l’illuminazione e la sistemazione, nonché collocazione di nuove telecamere di videosorveglianza – è già in fase d’aggiudicazione. Il cantiere dovrebbe essere avviato in poco più di un mese. Si procederà però per step. E’ stato già previsto il secondo lotto di lavori con i quali dovranno essere rifatti i padiglioni e la cucina. Non è invece ancora chiaro – dipende naturalmente da tanti fattori e molteplici eventualità – per quanto tempo il centro di identificazione per migranti resterà off limits. “Finisce questa disavventura legata agli sbarchi dei tunisini. Siamo riusciti ad uscire da un incubo – ha commentato il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, in un’intervista al Giornale di Sicilia – . Perché la permanenza dei tunisini, all’hotspot di contrada Imbriacola, ha creato non pochi problemi. Mi aspetto che Lampedusa possa trascorrere una bella e serena stagione estiva. Vorremo, per il futuro, augurarci di avere un’isola dove vivere in santa pace. Ricevere per diversi anni l’oppressione costante degli sbarchi e non potere reagire è stato veramente un dramma”. (ANSA).

 

Come si ricorderà l’ex deputato regionale Giuseppe Apprendi, assistito dall’Avvocato Francesco Leone, aveva proposto un ricorso elettorale davanti al TAR Sicilia per l’annullamento dei verbali delle operazioni elettorali concernenti le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana e “per il riconoscimento del diritto del ricorrente ad essere dichiarato eletto alla carica di deputato all’Assemblea regionale Siciliana”. L’Avvocato Francesco Leone, difensore del ricorrente, ha sostenuto che numerosi deputati neo eletti  avrebbero dovuto essere esclusi dalla competizione elettorale a causa dell’asserita omessa dichiarazione di accettazione della candidatura prescritta dall’articolo 9 del Dlgs n.235/2012 (cd. “Legge Severino”). Si sono costituiti in giudizio, tra gli altri , l’Onorevole Michele Catanzaro, rappresentato e difeso dagli avvocati Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Calogero Ubaldo Marino, nonchè gli onorevoli Margherita La Rocca Ruvolo e Baldassare Gucciardi, rappresentati e difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, eccependo l’inammissibilità del ricorso, per omessa notifica del ricorso alle amministrazioni resistenti presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, nonchè l’infondatezza nel merito dello stesso gravame, alla luce del più recente orientamento del Consiglio di Stato, secondo cui le dichiarazioni dei candidati, pur non contenenti il richiamo al D Lgs n.235/2012, non si possono considerare inesistenti, ed ai candidati avrebbe comunque dovuto essere riconosciuta la possibilità di integrare la documentazione. In vista dell’udienza di merito l’ex deputato regionale Giuseppe Apprendi ha notificato un atto di rinunzia al ricorso,  alla luce anche della recente sentenza di rigetto resa dal TAR Sicilia su ricorso proposto dall’Ex deputato regionale Marco Forzese, laddove il TAR ha ritenuto infondate le analoghe censure avanzate al fine di invalidare le elezioni regionali; pertanto il Tar, uditi i difensori della parti, ha dato atto della rinuncia al ricorso. Tramonta pertanto il sogno dell’ex deputato regionale Giuseppe Apprendi di tornare all’Assemblea regionale siciliana. 

Ecco l’intervista realizzata da Barbara Guarini alla Console del Messico a Milano, Marisela Morales, riguardo al riconoscimento conferito ad Amedeo Fusco durante la mostra d’arte Omaggio a Frida a Milano. 
 

I presidenti di Camera e Senato sono stati eletti. Il partito democratico è stato del tutto ininfluente e marginale. È già discutibile l’Aventino per la formazione del governo, ma è del tutto assurda una scelta di questo tipo per l’elezione dei presidenti dei due rami del Parlamento. Sono organi di garanzia cui tutti i gruppi parlamentari sono chiamati a dare un contributo. Se qualcuno del gruppo dirigente ha pensato di lavorare al solito asse con Berlusconi è proprio un irresponsabile”. Lo dice Giuseppe Lumia, esponente dell’area Emiliano.
“Il PD – aggiunge – ha bisogno di una lunga e radicale cura, l’opposizione può essere una soluzione ma per essere tale deve diventare una scelta ponderata e condivisa. Occorre che Martina acceleri la gestione collegiale e si esca presto dall’Aventino prima che diventi un facile alibi, la tomba dello stesso PD e, alla fine, ahimè un danno anche per l’intero Paese”.

A Caltagirone il II seminario formativo Comunicare il fatto storico con l’Ucsi Sicilia
 
A Caltagirone si è svolto il II seminario formativo dedicato ai giornalisti, Comunicare il fatto storico “Bonaventura Secusio cronista di pace”, curato dall’Ucsi Sicilia “Unione Cattolica Stampa Italiana”, con il Liceo Bonaventura Secusio e in sinergia con l’Ordine dei Giornalisti. 
A dare il benvenuto, don  Paolo Buttiglieri  giornalista, docente di storia, filosofia e comunicazione sociale e consulente Ucsi Sicilia ”Con il seminario Comunicare il fatto storico, noi ci proponiamo di diffondere la cultura della comunicazione, l’edizione 2018 ha l’obiettivo di far conoscere la figura del religioso, diplomatico e comunicatore Bonaventura Secusio, un grande personaggio calatino che ha scritto sapientemente, pagine di storia, di cronaca e di pace”.  
La dirigente  Concetta Sabrina Mancuso, dopo i saluti istituzionali ha ricordato la figura del diplomatico ”Secusio, francescano, ministro dell’ordine e diplomatico, a 400 anni dalla morte perché nel 1698 è stato l’attore principale della Pace di Vervins, grande “costruttore di pace”.  Voglio ricordare inoltre il momento storico in cui il nostro Liceo è stato intitolato a Bonaventura Secusio, che risale al 27 aprile 1865 e noi ne siamo  veramente orgogliosi”.
Il dott. Domenico Interdonato, giornalista e presidente dell’UCSI dopo i saluti si è soffermato sull’importanza della comunicazione, ”Noi della stampa cattolica amiamo comunicare e lo facciamo utilizzando tutti i mezzi, da quelli tradizionali ai nuovi social, a Caltagirone abbiamo il piacere di tornare perché è la culla di importanti personaggi cattolici, da don Luigi Sturzo al diplomatico e religioso Bonaventura Secusio, che oggi conosceremo meglio con il contributo dei relatori”.
Il  rappresentante d’istituto Carlo Cubisino 4^B classico, ha salutato gli intervenuti e si e detto contento di far parte del Liceo dedicato a Bonaventura Secusio, grande diplomatico comunicatore di pace.
Lo storico Enzo Nicoletti, ha tracciato la biografia di Secusio. ”Il religioso e diplomatico ha partecipato alla Controriforma, ed è stato cosi importante perché all’interno del conflitto delle potenze cattoliche  di Francia e Spagna, lui non ha avuto soltanto il ruolo di comunicatore di pace, ma anche di ricomposizione di una frattura che minacciava l’Occidente”.
Il professore di storia e filosofia del liceo classico Giuseppe Alberghina, ha sottolineato l’importanza diplomatica di Secusio, citando i più importanti eventi che si susseguirono durante i conflitti tra Spagna e Francia e l’importanza della pace di Vervins.
Il prof. Salvatore Farinatodocente di discipline teologiche, ha parlato dell’impegno pastorale di Bonaventura Secusio, soffermandosi a esaminare il suo grande significato, anche per il mondo contemporaneo, prendendo in esame un’espressione di Sant’Agostino “Vescovo per voi e con voi”, che risalta la fermezza e la perseveranza di Secusio e anche il suo ruolo”.  
Le relazioni si sono concluse con l’intervento del prof. Buttiglieri, il quale ha affrontato il rapporto fra comunicazione e Diplomazia: ”la comunicazione è una relazione tra due soggetti e quindi simmetrica. La diplomazia, invece, assume un atteggiamento e una relazione triadica, che deve mantenere un equilibrio tra le comunicazioni. Conclude poi con la definizione di giornalismo di pace, che è quello che ci ha insegnato Secusio”. I giovani liceali presenti al seminario dopo la conclusione di ogni relazione, hanno posto diverse domande, rendendo dinamico e interessante  il seminario.
La dirigente Mancuso dopo la conclusione dei lavori, ha aperto  ufficialmente le celebrazioni per i 400 anni dalla morte di  Bonaventura Secusio ed ha consegnato ai relatori, una pregevole opera in ceramica artistica calatina raffigurante il volto di Secusio, realizzata dal prof. Fabio Gullè.

Il Tribunale di Agrigento ha disposto a carico di un uomo di 32 anni, originario della Città dei Templi, la misura della libertà vigilata.

 
A notificare il provvedimento gli agenti della sezione Volanti della Questura che avevano relazionato su quanto accaduto alle autorità competenti. Sembra che l’uomo non accetti di buon grado la volontà della moglie di separarsi, da qui una serie di appostamenti e persecuzioni sfociati nell’aggressione di qualche giorno fa.

Scritte inneggianti la mafia sul prospetto del Liceo Scientifico Statale ‘Odierna’ di Palma di Montechiaro, nell’agrigentino. Le scritte, con lo spray nero, sono state scoperte dai bidelli dell’istituto. ‘Qui mafia’, ‘Qui comandiamo’, si legge sul muro imbrattato della scuola. Con altri epiteti volgari. Sull’episodio indagano i Carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro. Le scritte sono già state cancellate

Un incidente stradale si è verificato, ieri sera, intorno alle ore 21.00, lungo la strada statale 640, Agrigento-Caltanissetta.

Il sinistro si è verificato al km 57+500, all’altezza della rotatoria Scaringi, in territorio di Caltanissetta.

Le due ferite sono state trasportate al pronto soccorso dagli uomini del 118 giunti sul posto.

Dopo trentadue anni di oblio, è stata svelata a Palermo l’opera fiamminga che ritrae Santa Caterina d’Alessandria, la Martire che convertì tutti ma non il suo aguzzino. Lo svelamento, organizzato dalla Fondazione Federico II e dall’Assessorato ai Beni Culturali, si è tenuto, in un’atmosfera quasi surreale, presso il Monastero che porta il nome della stessa Santa, alla presenza di numerose autorità militari, civili e diplomatiche, tra i quali una rappresentanza dell’Ambasciata Belga in Italia. Dopo aver ascoltato le Voci Bianche del Conservatorio di Palermo, all’interno della Chiesa è calato il silenzio, poi lo svelamento e il suono delle campane per dare il “Bentornato a Caterina”. Fino ad oggi è stata custodita al Convento dei Frati Cappuccini di Palermo, proveniente dalla Chiesa di San Giacomo, a Bivona (Ag).
    L’opera (fine del secolo XV- inizi del secolo XVI, olio su tavola, 53,8 x15,3) è una tavoletta, sportello destro di un trittico smembrato, ed è stata riferita al cosiddetto Maestro della Leggenda di Santa Lucia, artista attivo a Bruges, vicino ai modi di Hans Memling e Gerard David. Dopo l’evento, la “Santa Caterina” è stata immediatamente trasferita a Palazzo Reale dove sarà protagonista della mostra “Sicilië, pittura fiamminga”, che raccoglie per la prima volta le opere fiamminghe presenti in collezioni pubbliche e private siciliane. La mostra, allestita nelle rinnovate Sale Duca di Montalto, apre al pubblico con l’inaugurazione il 27 marzo alle 18 per proseguire fino al 28 maggio. “Chiamarla mostra è riduttivo – ha detto il Presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II Gianfranco Miccichè -.
    Siamo di fronte ad un evento poliedrico, con valenza culturale, turistica, religiosa. Non poteva essere diversamente nell’anno in cui Palermo è Capitale della Cultura. Siamo di fronte ad un modello pubblico privato con la Fondazione Federico II al centro insieme all’assessore ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi, ma con in contributo determinante degli enti prestatori delle opere e delle aziende che hanno creduto nel progetto”.
    “Visto il ritratto di Santa Caterina – afferma il direttore generale della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso – abbiamo subito ricostruito l’iconografia contenuta nell’opera e ne siamo rimasti allo stesso tempo affascinati per il significato simbolico e sorpresi per il lungo oblio in cui è rimasta questa preziosa e raffinata opera del Quattrocento.
    Occorreva allora riservarle un omaggio, unico e irripetibile.
    Dopo trentadue anni, non bastava includerla nella mostra Sicilië, Pittura Fiamminga, accanto a opere di maestri come Van Dyck e Stomer. Dovevamo fare qualcosa di più. Così abbiamo scelto, ma è stata la stessa Santa a sussurrarcelo, di accendere i riflettori e svelarla alla Sicilia e al mondo intero in questo incredibile Monastero a lei intitolato. La Fondazione Federico II esce così dal Palazzo Reale e si impegna al cento per cento per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale, che è una delle prime missioni scolpite sullo Statuto della fondazione stessa