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“Connessi e consapevoli in dialogo per un uso responsabile  delle nuove tecnologie ” è il tema dell’incontro di venerdì 25 marzo 2022 che si svolgerà alle 9  presso l’Istituto Comprensivo Statale “M. Rapisardi” di Canicattì.  Dopo il saluto del Dirigente Scolastico, professoressa Caterina Amato, relazionerà il professor Francesco Pira, Associato di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi e Delegato del Rettore alla Comunicazione e Coordinatore didattico del Master in “Esperto della Comunicazione digitale “ dell’Università di Messina.
Il professor Pira svolge attività di ricerca nell’ambito della sociologia dei processi culturali e comunicativi. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. Oggi le nuove tecnologie consentono ai bulli di contattare le vittime, di presentarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, video lesivi della propria dignità, inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web tramite Internet. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo.
Il cyberbullismo definisce un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo di persone, realizzate mediante strumenti tecnologici (foto, video, email, chat, messaggistica istantanea, siti web, video chiamate), il cui scopo è quello di danneggiare un coetaneo che non è in grado di difendersi e di proteggersi. Una violenza a tutti gli effetti che spesso rimane taciuta.
Di questo parlerà agli studenti del Rapisardì il sociologo Pira introdotto dal Dirigente Scolastico, professoressa Caterina Amato, e dall’insegnante Elena Lauricella referente per il bullismo e cyberbullismo dell’Istituto canicattinese.

Alle prime ore di questa mattina, in Palermo, Balestrate (PA), Alcamo (TP), Custonaci (TP) e Giaveno (TO), i Carabinieri della Compagnia di Partinico (PA) hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 11 indagati (di cui 9 destinatari della custodia cautelare in carcere e 2 dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza) che, secondo l’ipotesi accusatoria contenuta nel provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica, sarebbero ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione.

L’indagine, condotta da marzo 2019 a settembre 2020, è scaturita da un incendio doloso che aveva interessato uno stabilimento balneare di Balestrate (PA). L’immediata attività investigativa ha consentito di far emergere la presenza, nel territorio balestratese e nei Comuni limitrofi, di due gruppi criminali attivi nell’approvvigionamento e nella commercializzazione di sostanze stupefacenti. Tali gruppi, sulla scorta del grave compendio indiziario raccolto, avrebbero gravitato attorno alle figure di due degli odierni indagati, che, in concorso con gli altri soggetti destinatari del provvedimento cautelare, sarebbero stati operativi uno nello spaccio di cocaina e l’altro nello spaccio di marijuana e altre droghe.

Gli indagati, inoltre, avrebbero utilizzato anche un linguaggio criptico per comunicare tra loro cessioni e forniture di sostanze stupefacenti nel vano tentativo di eludere le captazioni telefoniche o ambientali. I militari dell’Arma, altresì, hanno documentato un episodio che allo stato appare di natura estorsiva, consistente in reiterate minacce da parte di uno degli indagati nei confronti di un uomo, al fine di costringerlo a saldare un debito maturato per l’acquisto di alcune dosi di stupefacente.
Le attività di indagine, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, avevano già portato, nel febbraio 2020, all’esecuzione di un fermo di indiziato di delitto nei confronti di uno degli odierni indagati, il quale, sulla base delle risultanze investigative e in concorso con soggetti terzi avrebbe pianificato un’azione di fuoco in pregiudizio di un uomo, debitore nei suoi confronti di una somma di circa 45.000 euro, quale corrispettivo per l’acquisto di 1 kg di cocaina.

I prossimi sabato 26 e domenica 27 marzo saranno le “Giornate Fai di Primavera 2022”, due giorni per conoscere i luoghi più belli, e meno conosciuti, della provincia agrigentina. In occasione del trentennale, la delegazione Fai di Agrigento, il Fai Giovani ed il Giardino della Kolymbethra, hanno organizzato 9 aperture speciali, 7 ad Agrigento e 3 a Favara, oltre al Treno storico che percorrerà la tratta Agrigento centrale – Tempio di Vulcano, con visita al Giardino della Kolymbethra. Ad Agrigento, sabato e domenica prossimi, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, sono aperti e visitabili:
Scala Reale e Alloggio Prefettizio nel palazzo della Provincia.
Mostra storica e documentale alla Questura.
Camera di Commercio.
Circolo Empedocleo.
Giardino Botanico.
Giardino della Kolymbethra.
Tempio di Vulcano e Treno Storico.

E a Favara:
Biblioteca- Museo barone Mendola – Fondo antico.
Palazzo Miccichè.
Il castello.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, con apposita misura cautelare, ha trasferito in una Comunità alloggio per minori a Sommatino, in provincia di Caltanissetta, un minore di 14 anni di Canicattì che sarebbe entrato nell’abitazione di una ragazza di 20 anni, sua conoscente, e si è rivolto a lei in termini molto espliciti per consumare un rapporto sessuale. Lui risponderà all’autorità giudiziaria di tentativo di violenza sessuale e violazione di domicilio.

A seguito della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, è in vigore da oggi, martedì 22 marzo, la riduzione delle accise sui carburanti nei distributori di tutta Italia. Si tratta della riduzione di 25 centesimi delle imposte applicate sui carburanti. Il taglio del prezzo ha un termine di scadenza, tra 30 giorni. Tuttavia potrà essere prorogato fino al 31 dicembre con appositi provvedimenti ministeriali. La legge prevede anche una norma finalizzata ad aiutare i lavoratori che usano mezzi propri per recarsi a lavoro: i buoni benzina, fino a 200 euro, che i datori di lavoro assegneranno ai propri dipendenti e che non concorreranno al reddito, quindi non saranno tassati. E’ valido fino al 31 dicembre l’aumento del tetto Isee del bonus bollette previsto, adesso, per le famiglie che hanno un indicatore fino a 12.000 euro all’anno. L’aiuto per le famiglie si applicherà dal prossimo primo aprile.

Emergono altri particolari nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Carlo La Duca, di Cerda, in provincia di Palermo. Sarebbe stato il suo amico, Pietro Ferrara, la mattina del 31 gennaio 2019, ad ucciderlo. Ferrara è l’ultima persona ad aver incontrato la vittima, come hanno accertato gli investigatori tramite tabulati telefonici e il gps dell’auto di La Duca. Non è stato accertato, invece, se la moglie di La Duca, Luana Cammalleri, abbia materialmente partecipato al delitto, ma, da quanto emerge dalle indagini, lo avrebbe pianificato insieme a Ferrara, che sarebbe stato il suo amante. Entrambi sono stati arrestati venerdì scorso per omicidio e soppressione di cadavere. Il corpo di La Duca, agricoltore, non è mai stato trovato. Anche “Chi l’ha visto”, sulla Rai, ha trattato il caso. La donna avrebbe partecipato alla soppressione del cadavere e allo spostamento dell’automobile del marito dal luogo dell’assassinio, ovvero nella sua proprietà nelle campagne di Ciaculli. L’auto è stata abbandonata lungo la circonvallazione di Palermo, molto probabilmente per depistare le indagini.

E’ risultato negativo al primo test dell’etilometro effettuato sul posto il conducente, Paolo Falzone, 34 anni, dell’automobile Bmw che in Belgio, in occasione di una festa di Carnevale in un villaggio di La Louvière, ha travolto i partecipanti, causando 6 morti e 27 feriti. Secondo la Procura locale si tratta tuttavia del “presunto” conducente, allorchè sono ancora in corso accertamenti su quale dei due cugini originari di Comitini, Paolo o Nino, di 32 anni, sia stato alla guida. Si attende ancora l’esito dell’esame del sangue.

La guerra, il caro energia e carburanti, le imprese sull’orlo del precipizio: il presidente della Regione convoca ConfIndustria. Gli interventi di Musumeci e Albanese.

La guerra in Ucraina e il caro energia e carburanti rischiano, qualora fosse ancora un rischio, di pregiudicare il recupero economico dopo i due anni di crisi provocata dalla pandemia covid. Il governo Draghi è impegnato a tentare di correre ai ripari in tempo, prima che sia troppo tardi. E così anche la Regione Siciliana è pronta a intervenire, da subito, per limitare le conseguenze economiche negative del conflitto in corso in Europa a danno delle imprese dell’Isola. Ecco perché il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha convocato e incontrato a Palazzo d’Orleans i vertici di ConfIdustria Sicilia: il presidente Alessandro Albanese e i vice Antonello Biriaco e Gregory Bongiorno. Al tavolo del confronto si sono seduti anche gli assessori all’Economia Gaetano Armao, alle Attività produttive Mimmo Turano, alle Infrastrutture Marco Falcone, i dirigenti generali degli stessi assessorati, e Giacomo Gargano, presidente dell’Irfis, l’Istituto regionale finanziamenti per lo sviluppo. E Musumeci ha esordito così: “Non abbiamo avuto neanche il tempo di uscire da due anni di pandemia che siamo entrati in economia di guerra. Abbiamo il dovere di ascoltare il grido di allarme che arriva dalle imprese, e l’appello di Confindustria non ci coglie, comunque, impreparati. Le centinaia di migliaia di imprese siciliane rappresentano la fonte di ricchezza del nostro territorio e, come già fatto in passato, e come riconosciuto anche dai vertici di ConfIndustria, il governo della Regione continuerà a lavorare a favore del tessuto imprenditoriale”. Punto. Così come l’Ance Costruttori edili pochi giorni addietro, adesso anche ConfIndustria ha puntato il dito contro l’aumento vertiginoso in atto del costo delle materie prime, allorchè per produrle i costi sono più elevati a causa del caro energia e carburanti. Solo il costo dell’asfalto per i lavori stradali è aumentato del 600%. Le imprese scontano gravi difficoltà nell’approvvigionamento, e tante hanno già gettato la spugna o hanno posto il personale in cassa integrazione. E a fronte di ciò, il presidente della Regione, in collaborazione con Armao, Turano e Falcone, ha prospettato una serie di interventi a rimedio e contenimento, a breve e a medio termine. E Musumeci spiega: “Il primo intervento è mobilitare tutte le risorse finanziarie disponibili, soprattutto extra regionali, per destinarle contro la nuova crisi. Con ConfIndustria abbiamo quindi concordato che le priorità riguardano: la de-contribuzione del costo del lavoro, la proroga della moratoria dei mutui e la revisione del prezzario nel campo dei lavori pubblici”. Ok, bene dagli industriali. E il presidente, Alessandro Albanese, commenta: “Finalmente c’è un sentire comune. Difendendo gli interessi delle imprese difendiamo il territorio. La de-contribuzione del costo del lavoro favorisce tutte le aziende e può portare, nell’immediato, a un risparmio del 20% degli oneri di ognuna delle 700mila aziende private che operano in Sicilia e che rappresentano il traino dell’economia”.

(Angelo Ruoppolo – Teleacras)