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In esito alla competizione elettorale del giugno 2018, la sig.ra Genco risultava eletta alla carica di consigliere comunale di Trapani, avendo conseguito complessive 375 preferenze a fronte delle 371 preferenze conseguito dal sig. Ferrante.
Il Sig. Ferrante, pertanto, proponeva ricorso innanzi al TAR Sicilia Palermo, sostenendo che – per effetto di taluni errori commessi in sede di trascrizione dei dati contenuti nelle tabelle di scrutinio – i Seggi delle sezioni nn. 19 e 61 avrebbero erroneamente riportato nei verbali sezionali i voti dei vari candidati.
Il TAR Sicilia, Palermo, Sez. I annullava, parzialmente, i risultati elettorali – ritenendo che alla signora Genco andassero attribuiti  372 voti mentre al signor Ferrante andassero, invece, attribuiti 373 voti – e proclamava quest’ultimo alla carica di Consigliere Comunale.
La sig.ra Genco, con il patrocinio dell’avv. Girolamo Rubino ha contestato la suddetta sentenza deducendone l’erroneità.
 Il CGA, con sentenza parziale, ha disposto un supplemento di istruttoria con riferimento alle tabelle di scrutinio della sezione n. 19
Nel frattanto, il dott. Giuseppe Pellegrino, eletto nella lista  “Demos”, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere comunale, essendo stato nominato assessore del Comune di Trapani.
Conseguentemente, il Consiglio Comunale di Trapani – con Deliberazione n. 3/20 del 23.01.20 – ha disposto la  “ surroga del consigliere comunale dimissionario sig. Pellegrino Giuseppe con il primo dei candidati non eletti sig.ra Laura Genco” – e ha convalidato l’elezione della sig.ra Genco.
Pertanto, l’avv. Girolamo Rubino – nell’interesse della sig. Genco – ha chiesto che venisse dichiarata l’improcedibilità del giudizio, avendo l’appellante conseguito il  “bene della vita” che l’aveva indotta a proporre il ricorso in appello.
Il Presidente del CGA, con Decreto del 22.06.20, prendendo atto dell’istanza dell’Avv. Rubino, ha dichiarato improcedibile il giudizio e compensato tra le parti le spese processuali.
Per effetto di tale Decreto, la vicenda relativa ai suddetti seggi si è definitivamente conclusa e i consiglieri Ferrante e Genco restano entrambi in carica quali Consiglieri Comunali di Trapani.

Con una nota ufficiale indirizzata al direttore del progetto, dr. Alessandro Lucchetti del CNR-ISMAR (ente capofila) la Commissione Europea ha approvato il rendiconto del  progetto UE LIFE+ “Tartalife – Riduzione della mortalità della tartaruga marina nelle attività di pesca professionale” (LIFE12 NAT/IT/000937), concluso nel 2019, che ha avuto tra i suoi partner anche il Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Nella nota, a firma del direttore dell’unità LIFE dr. Jean Claude Merciol, è stata espressa grande soddisfazione per i brillanti risultati raggiunti dalle varie azioni finalizzate alla salvaguardia della popolazione di Tartaruga marina Caretta caretta e alla riduzione della mortalità nelle catture accidentali che purtroppo ogni anno interessano, secondo cifre probabilmente sottostimate, oltre 130.000 esemplari in tutto il Mediterraneo. “L’adozione di un approccio globale per ridurre la mortalità della Tartaruga marina – si legge tra l’altro nella nota – ha  contribuito alla conservazione delle specie bersaglio (comprendendo anche altre specie che hanno indirettamente beneficiato del progetto, n.d.r.). Gli attrezzi da pesca sono stati migliorati per diminuire efficacemente le catture accidentali, pur mantenendo un livello ottimale di catture commerciali, e sono stati ampiamente distribuiti tra i pescatori in diversi porti in Italia aumentando l’interesse per il loro uso”.

La Commissione Europea ha valutato positivamente tutte le azioni, comprese quelle che hanno visto direttamente impegnato lo staff del Settore Ambiente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento sia nelle attività di informazione e consulenza agli operatori professionali della pesca sulle opportunità offerte dai fondi FEAMP (azione E2), sia nelle attività di informazione e sensibilizzazione a docenti e studenti delle scuole di tutta la Sicilia, ai turisti e alle popolazioni locali (azione E3). Tra le altre attività sostenute dal Libero Consorzio di Agrigento anche il potenziamento del Centro di Recupero Tartarughe Marine e Fauna Selvatica di Cattolica Eraclea (azione C5), nel quale sono stati curati diversi esemplari di questa specie a serio rischio di estinzione in tutto il suo areale di distribuzione.

Grazie all’impegno di tutti i partner di progetto (CNR-ISMAR, Ente Parco Nazionale dell’Asinara, Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Fondazione Cetacea AMP Isole Egadi, Legambiente, AMP Isole Pelagie e Consorzio UNIMAR) il progetto Tartalife ha permesso la creazione della prima etichetta di qualità “Turtle Safe” per le imbarcazioni che aderiscono ai principi previsti dal regolamento dell’ONG “Friends of the Sea“. “Il marchio – scrive la Commissione Europea – è un valore aggiunto di questo progetto perché permette di riconoscere le attività di pesca a basso impatto per la biodiversità e per le tartarughe marine in tutta l’area del Mediterraneo.

Un’ulteriore conferma dell’eccellente lavoro svolto da tutti i partner di progetto e che aggiunge un ulteriore tassello alla già notevole esperienza dell’ex Provincia Regionale di Agrigento nei vari progetti per la tutela della biodiversità e in particolare nei vari progetti finanziati dallo strumento LIFE+ dell’Unione Europea.

Perdonato prima del processo per minacce, testate e calci all’ex fidanzata incinta: la donna ritira la querela oltre a rinunciare alla costituzione di parte civile. Il processo nei confronti del ventunenne Giuseppe Camilleri, dopo il rinvio a giudizio deciso dal gup Francesco Provenzano lo scorso 15 novembre, è iniziato davanti al giudice monocratico Antonio Genna e dovrebbe proseguire anche dopo il perdono della donna perchè le accuse, allo stato attuale della contestazione, sono perseguibili di ufficio. Camilleri, difeso dall’avvocato Serena Gramaglia, sarà giudicato per le accuse di stalking, lesioni ed evasione dagli arresti domiciliari. Il giudice, ieri, ha disposto un rinvio al 28 gennaio.

La prima accusa scaturisce dalle persecuzioni che per due mesi, da gennaio a febbraio dell’anno scorso, la ragazza avrebbe dovuto subire. Il giovane, nonostante si trovasse agli arresti domiciliari, avrebbe ripetutamente telefonato alla ragazza, peraltro incinta e in una fase delicata della gravidanza, per minacciarla che l’avrebbe uccisa sparandole o dandole fuoco. Analoghi messaggi sarebbero stati indirizzati alla madre della presunta vittima invitata a non affacciarsi perché, in caso contrario, le avrebbe sparato.

Con cadenza quotidiana, inoltre, sarebbe andato a casa sua per minacciarla. Il 28 febbraio l’episodio più grave: Camilleri, sostiene l’accusa, avrebbe seguito la ragazza fino all’abitazione della madre e l’avrebbe colpita con una violenta testata in fronte e un pugno sulle spalle. La donna incinta crollò a terra ma l’ex fidanzato avrebbe continuato a colpirla con calci. “Ora ti faccio abortire… putt.. mi hai mandato la volante a casa ma tanto mi hanno già controllato e sono venuto per ammazzarti”, le avrebbe detto svelando il movente della brutale aggressione. La donna, che riportò un trauma cranico e vari traumi articolari, fu medicata in ospedale dove fu giudicata guaribile in quindici giorni.

Non è preoccupato per lo stato di salute dei colleghi ma è consapevole che qualcosa nella gestione dello sbarco dei 43 migranti ieri ad Augusta non abbia funzionato. Tommaso Bellavia, segretario provinciale del Siulp è stato rassicurato dal medico della Polizia di Stato sulla salute dei colleghi attualmente in isolamento fiduciario dopo la scoperta di 8 casi positivi al Covid tra i migranti. Si tratta di quegli agenti che sono stati a stretto contatto con i 43, vale a dire gli agenti della Scientifica impegnati nel fotosegnalamento e quelli dell’ufficio immigrazione. “La misura è stata presa in via precauzionale – precisa Bellavia- visto che tutti gli agenti erano muniti di tutto punto dei vari dispositivi di prevenzione individuale.”

Ma per il segretario del sindacato italiano dei lavoratori della Polizia di Stato qualcosa ieri non sarebbe andata per il verso giusto. “Non mi spiego perchè non siano state rispettate le direttive imposte dal presidente della Regione – chiosa Bellavia – così come credo sia stato un grave errore consentire lo sbarco e solo successivamente effettuare il tampone conoscendone gli esiti. Sono convinto – conclude – che in una procedura ideale tutte queste operazioni dovessero essere svolte prima.”

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti ricordando come la Prefettura abbia collocato in una struttura adeguata allo scopo, ubicata in una contrada urbanizzata a circa 20 km dal centro abitato i 43 migranti. “Dalle verifiche sanitarie (tamponi Covid19) sono emersi 8 casi di soggetti asintomatici che sono stati posti in ulteriore isolamento. Entrambi i gruppi, gli 8 asintomatici e gli altri 35 soggetti, sono presidiati a vista giorno e notteNon ci deve essere nessuna preoccupazione per la nostra comunità – prosegue Bonfanti – perché non sarà consentita nessuna possibilità di contatto: in questo momento in Prefettura si sta svolgendo una riunione operativa di tutte le Forze dell’Ordine per adottare i necessari ed opportuni provvedimenti. Qualcosa, però, nella gestione strategica dello sbarco non ha funzionato e in una situazione, come l’attuale, in cui esperienza e mezzi ci consentono di lavorare in sicurezza, quello che è accaduto non sarebbe dovuto accadere”.
siracusanews.it

La situazione a bordo della Ocean Viking è sempre più tesa. A bordo della nave di Sos Mediterranee ci sono 180 migranti, salvati nei giorni scorsi nel Mediterraneo, e nessun Paese dà l’ok allo sbarco. Due dei naufraghi, ha fatto sapere giovedì con un tweet la ong, si sono buttati in mare e sono stati subito soccorsi dall’equipaggio. Frédéric Penard, direttore operativo di Sos Mediterranee, denuncia: “Il nostro team in cinque giorni, ha salvato 180 persone in quattro diverse operazioni nelle regioni di ricerca e soccorso maltese e italiana. I primi due salvataggi sono avvenuti una settimana fa. Abbiamo inviato cinque richieste alle autorità marittime italiane e maltesi per l’assegnazione di un porto di sbarco: finora non abbiamo ricevuto risposte eccetto due, negative. Questa situazione è inaccettabile”.

Non è solo il caldo a rendere incandescente l’aria che si respira ma anche il fuoco e le fiamme che sono tornate di notte a divorare auto nella provincia agrigentina.

A Canicattì è stata distrutta dalle fiamme una Alfa Romeo di proprietà di un rivenditore di automobili; a Ravanusa, invece, in fiamme è andata una Fiat Uno di proprietà di operaio.

Dei due casi si stanno occupando i Carabinieri delle locali stazioni. Nessuna pista viene esclusa, anche quella dolosa.

 

Il sig. V. M., di anni sessanta, realizzava, in assenza di concessione edilizia, un cambio di destinazione d’uso, da fabbricato rurale a civile abitazione e ampliamento dello stesso, su un fabbricato, sito in c.da Vizzì, in relazione al quale, nell’ottobre 1994, il Comune di Montallegro (AG) aveva rilasciato la concessione edilizia.
Nel 2013, deceduto il proprio genitore, il sig. V. M., nella qualità di comproprietario ed erede dei lotti di terreno interessati e del fabbricato in questione, chiedeva all’Amministrazione comunale il rilascio della concessione in sanatoria ai sensi dell’art. 36 d.p.r. n. 380/01 per le opere abusive realizzate sul predetto terreno.
Trattandosi di un terreno indiviso e risultando l’istante erede solo pro quota delle particelle ove insisteva il fabbricato, l’Amministrazione comunale, oltre a precisare la soggezione a vincolo paesaggistico ex art. 146 del d.lgs. n. 42/2004 dell’area oggetto della sanatoria, ribadiva, in assenza di frazionamento, la necessità della firma del progetto da parte di tutti i proprietari del terreno per poter procedere all’istruttoria della pratica, non risultando sufficiente l’allegato testamento pubblico
In mancanza della necessaria integrazione documentale a firma di tutti i proprietari delle particelle richiesta dal Comune – segnatamente, gli atti sottoscritti da tutti i proprietari – l’Amministrazione comunicava il preavviso di rigetto dell’istanza di concessione edilizia in sanatoria presentata ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. 380/2001, cui seguiva il diniego con successiva ordinanza di demolizione delle opere abusive e ripristino dello stato dei luoghi.
I suddetti provvedimenti venivano impugnati dal sig. V. M. con ricorso proposto dinanzi al TAR Sicilia, sede di Palermo, che si concludeva con sentenza di rigetto appellata dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia, dinanzi al quale il sig. V.M. riproponeva, da un lato, un asserito travisamento dei fatti e difetto di istruttoria per avere il Comune erroneamente ritenuto le opere abusive oggetto della richiesta di sanatoria realizzate su terreno indiviso e per avere, conseguentemente, ritenuto che la richiesta di sanatoria dovesse essere integrata dai titoli di proprietà e dagli elaborati progettuali firmati da tutti i proprietari delle particelle interessate, così denegando la richiesta di concessione in sanatoria. Dall’altro lato, lamentava l’asserita violazione della normativa in materia di partecipazione al procedimento di cui all’art. 11 della l.r. 10/91.
Si costituiva, per entrambi i gradi di giudizio, il Comune di Montallegro, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, deducendo la piena legittimità e correttezza dell’operato dell’Amministrazione comunale nonché della sentenza appeĺlata, in considerazione del fatto che il contenuto del provvedimento impugnato non avrebbe potuto essere differente.
In particolare, l’Avv. Rubino ribadiva, innanzitutto, come correttamente l’Amministrazione comunale, ai fini dell’istruzione della pratica di sanatoria, avesse richiesto la suddetta integrazione documentale dal momento che, a seguito degli abusi perpetrati, l’immobile da sanare richiedeva una estensione superiore a quella di proprietà dell’appellante tale da incidere così sulle quote del terreno di proprietà anche degli altri comproprietari dal consenso dei quali, dunque, non era possibile prescindere per il rilascio della predetta concessione in sanatoria, con conseguente piena legittimità del diniego in sanatoria impugnato.
Inoltre, nessuna violazione dell’art. 11 L.R. cit. sarebbe stata posta in essere dall’Amministrazione, avendo quest’ultima, dapprima, inviato un preavviso di rigettodell’istanza di concessione edilizia in sanatoria ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. 380/01, ribadendo la necessità di una integrazione a firma di tutti i proprietari delle particelle interessate e, successivamente, non essendo pervenuti ulteriori scritti o documentazione da parte dell’interessato (e dunque nessuna integrazione di documentazione firmata dagli altri comproprietari necessaria per le ragioni sopra esposte),aveva adottato il provvedimento di diniego impugnato.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in adesione alle difese espletate dall’Avv. Girolamo Rubino, ha confermato il tenore della sentenza di primo grado condividendo, per un verso, l’assenza di alcun obbligo, in capo al Comune, di rispondere ulteriormente al destinatario del provvedimento considerato che, a fronte di espressa richiesta istruttoria, nessun contributo documentale era stato offerto all’esame dell’Ente locale. Per altro verso, i giudici amministrativi hanno riconosciuto la piena legittimità del provvedimento di diniego impugnato richiamando sul punto la prevalente giurisprudenza secondo cui nessuna sanatoria (a prescindere dalla verifica in concreto degli altri presupposti per il suo rilascio) può essere accordata senza il consenso degli altri comproprietari in caso di opere che vadano ad incidere su loro diritti.

Per effetto della superiore pronuncia, inoltre, il Comune di Montallegro avrà diritto anche al pagamento delle spese di giudizio liquidate in euro 2.000,00 (duemila) oltre le spese obbligatorie per legge

Nessuna chiusura in atto o in vista per il Centro trasfusionale del presidio ospedaliero Barone Lombardo di Canicattì. E’ quanto emerge, a chiare lettere, da un incontro svoltosi questa mattina presso la sede legale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento alla presenza del direttore generale, Alessandro Mazzara, del direttore sanitario Gaetano Mancuso e del sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura. Il messaggio, del tutto rassicurante sia per la popolazione di Canicattì che per quella del comprensorio, arriva al termine di un confronto svoltosi anche alla presenza dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Canicattì, Antonio Giardina, del direttore dell’Unità operativa complessa di medicina trasfusionale di Agrigento, Filippo Buscemi, e della responsabile del Settore personale ASP, Beatrice Salvago.

Alcuni dubbi circa l’operatività del Centro trasfusionale di Canicattì erano emersi giorni addietro a causa della rimodulazione dell’attività derivata dal prepensionamento di un medico in servizio, della contemporanea accettazione da parte di altri due professionisti di contratti di lavoro presso altre aziende e della mancata presentazione di nuove istanze ad un bando già pubblicato dall’ASP di Agrigento. A queste criticità il vertice ASP intende porre rimedio intensificando le azioni di reclutamento del personale, autorizzando il ricorso alle prestazioni aggiuntive per i sanitari in servizio e disponendo che il dottor Filippo Buscemi assicuri una presenza pressoché costante presso il Centro trasfusionale di Canicattì al fine di gestire e coordinare le varie attività. Proprio il dottor Buscemi, nel proporsi con massimo impegno, ha voluto precisare che: “in più di trent’anni il Centro trasfusionale di Canicattì ha garantito il supporto trasfusionale ai tanti pazienti del territorio e addirittura spesso, in momenti di crisi, ha anche sostenuto i centri trasfusionali di Palermo. Ne sono diretto testimone in quanto, avendo lavorato per tanti anni nell’Ospedale ‘Cervello di Palermo’, ho utilizzato anche il sangue proveniente da Canicattì, inviato dal sempre presente dottor Morgante, per trasfondere i pazienti trapiantati. Oggi, per la carenza contingente di personale si è deciso, a tutela dei pazienti del bacino del distretto AG1 e solo per il periodo estivo, di centralizzare le reperibilità notturne nel Centro di Agrigento che da anni supporta un numero doppio di pazienti e che garantirà il sangue, oltre che a Canicattì, anche a Licata. La rimodulazione – conclude Filippo Buscemi – è di carattere temporaneo e al massimo a fine estate tutto ritornerà come prima nel pieno rispetto della storia del piccolo ma efficiente Centro trasfusionale di Canicattì”.

Saranno avviate al più presto, dopo la firma del contratto di appalto, le indagini diagnostiche di alcuni edifici scolastici di istituti superiori di Agrigento e Sciacca  Le indagini riguardano i seguenti edifici scolastici nei comuni di Agrigento e Sciacca: – I.T.G. Brunelleschi ed I.P.S.A.A.R. N. Gallo Agrigento; I.P.S.S.A.R.N. Gallo (Auditorium) Agrigento;  I.T.G. Brunelleschi (Palestra) Agrigento; I.I.S.S. A. Miraglia (Aule e Palestra) Sciacca;  I.I.S.S. A. Miraglia (Laboratori) Sciacca; Istituto d’Arte Bonachia (palestra) Sciacca;  Istituto d’Arte Bonachia Sciacca; Istituto Alberghiero Molinari Sciacca.

Il Settore Edilizia Scolastica del Libero Consorzio ha approvato l’affidamento del servizio di “Esecuzione di indagini diagnostiche ed effettuazione delle verifiche tecniche finalizzate alla valutazione del rischio sismico degli edifici scolastici nonché al consequenziale aggiornamento della relativa mappatura, relative ad edifici di proprietà della Provincia Regionale di Agrigento siti nel Comune di Agrigento e nel Comune di Sciacca”.

La gara è stata aggiudicata alla società VEMA Progetti srl con sede in Montesilvano (PE) che si è aggiudicata la gara per l’importo contrattuale di € 104.544 oltre IVA.

 

Il Consigliere comunale dell’ART 1 Angela Galvano alla luce delle innumerevoli sollecitazioni da parte dei residenti delle frazione di Giardina Gallotti e delle Aziende agricole che operano in tale territorio, invita il Sindaco, nonché il Dirigente e l’Assessore competenti ad effettuare con urgenza un sopralluogo, al fine di accertare lo stato di abbandono e di degrado in cui versano la C/da Salume e la C/da Meli e di programmare celermente un apposito ed adeguato intervento che possa rendere agevole la percorribilità di tali strade, invase da sterpaglia e rifiuti.

Il Consigliere Galvano ribadisce: “è inaccettabile che le nostre frazioni siano dimenticate da questa Amministrazione e che i nostri concittadini, nonché coloro che svolgono importanti attività lavorative e produttive per il nostro territorio si trovino a vivere questi notevoli disagi e difficoltà per gli spostamenti personali e lavorativi”.

Pertanto, a seguito delle su indicate segnalazioni, si sollecita l’amministrazione comunale ad intervenire tempestivamente per attenzionare e risolvere, nel più breve tempo possibile, la situazione esistente nelle suddette zone cittadine.