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 Qualcuno ha confuso l’aula consiliare come qualsiasi luogo di incontro ed è bene ricordargli che dentro la sala si è consiglieri comunali e che tutti insieme formano l’assise cittadina, massima istituzione della città diretta espressione dell’elettorato. 

     Ci si aspetta, dunque, sia nella forma che nella sostanza un diverso modo di dibattere.

     Non si può certamente licenziare l’opinione di un cittadino affermando semplicemente che “sono inaccettabili e pretestuose le critiche mosse  su qualche articolo web” o, peggio, cassare tradimento all’elettorato le dimissioni di un consigliere.

     Dica piuttosto a fronte di cosa sono inaccettabili e pretestuose le mie critiche, meglio, le critiche di un cittadino di Naro.

     A ben vedere, l’unico fatto inaccettabile è l’intervento infelice del consigliere.

     Andiamo avanti e precisamente sulle dimissioni che costituirebbero a suo dire un tradimento.

Si tradisce se stessi, l’elettorato e la città quando si è improduttivi, non certamente abbandonando la carica dopo approfondite valutazioni circa i fattori esterni che impediscono il percorso al miglioramento della qualità di vita della collettività.

     Tradirei me stesso, la mia famiglia, i miei amici e i miei concittadini, oggi standomene zitto, ma non starei in pace con la mia coscienza. 

     Nel gioco delle parti io, da tempo, ho scelto quello del cittadino, i consiglieri la loro parte, il sindaco la sua.

Intanto il gioco funziona solo se ognuno fa la sua parte.

     Sbaglia una cittadinanza che rinuncia al proprio ruolo e non esercita il diritto di critica verso la politica, sbaglia la politica a negare o a sminuire questo sacrosanto diritto. 

     E’ chiaro a questo punto che non rinuncio al mio stato di cittadino e invito tutti ad indossare la maglietta di narese per insieme essere stimolo critico dei nostri eroi della politica locale.

Piero Ragusa 

Il Comune di Agrigento rende nota l’operatività dello Sportello Unico per l’Edilizia a far data dal 1° giugno prossimo. Un risultato atteso dagli Ordini professionali di Agrigento che da tempo sollecitano l’Amministrazione,per l’attivazione del Sue e del Suap. Lo stesso, purtroppo, non si può dire per il Piano regolatore generale e per il Piano di utilizzo del demanio marittimo.

“Siamo contenti che dal prossimo 1° giugno, secondo quanto comunicato dal Comune di Agrigento, sarà operativo lo Sportello Unico per l’Edilizia – afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento – Fino al mese di luglio dello scorso anno, era un argomento sconosciuto ai più e, dopo dieci mesi di incontri, richieste e sollecitazioni, avanzate dagli Ordini professionali, oggi il Sue sembra diventare una realtà.Ci auguriamo che, effettivamente, il Sue sarà operativo sia per i professionisti sia per le imprese anche se non sappiamo ancora se lo Sportello siaattivo negli enti preposti al rilascio dei pareri per i titoli concessori.Stessa cosa non possiamo dire per Piano regolatore generale e per il Piano di utilizzo del demanio marittimo – conclude Alfonso Cimino – Ancora, dopo un anno, nonostante diverse riunioni e altrettante richieste, attendiamo di conoscere quale futuro avranno il Prg e il Pudm, strumenti importantissimiai fini pianificatori e per rilanciare il tessuto economico e sociale e valorizzare il nostro territorio”.

A Porto Empedocle una maglia della catena del guinzaglio di un cane pitbull si è rotta, e il cane, slegato, ha iniziato a correre. Il nipote del proprietario, un ragazzo di 21 anni, si è lanciato all’inseguimento, e, quando ha tentato di bloccarlo, il cane si è scagliato contro di lui e lo ha morso in varie parti del corpo, tra la paura e il panico dei testimoni che hanno allarmato i soccorsi. Il giovane, ferito al collo e al torace, è stato trasferito all’ospedale “Civico” a Palermo, dove è stato stabilizzato ed è fuori pericolo di vita. I veterinari dell’Azienda sanitaria hanno disposto il sequestro precauzionale del pitbull e l’affidamento ad un’altra persona.

Il luogo delle accuse è facebook. Da una parte il mancato presidente del Consiglio Luigi Di Maio, dall’altra l’attuale ministro degli Esteri Angelino Alfano.

Di Maio, dopo l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che di fatto ha bocciato la nomina a ministro di Savona, il leader grillino ha così dichiarato: “In questo Paese puoi essere un criminale condannato per frode fiscale, puoi essere Angelino Alfano, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione o indagata per mafia e puoi fare tutto; se invece hai criticato l’Europa non puoi fare nulla!”

Ed ecco la replica di Alfano: “Di Maio, prima di fare il mio nome sciacquati la bocca; niente laurea, niente professione nella vita civile, niente governo nella vita politica. Di Maio sei uguale a niente. Risponderai in tribunale di ciò che hai detto”.

Incidente ieri durante la festa di Santa Croce e sagra del Tataratà : la due giorni tra storia, folclore e religione in quel di Casteltermini 

Un uomo di Mussomeli ha riportato un brutto taglio alla testa ed ha forse anche una spalla rotta. E’ stato portato al pronto soccorso a causa di un cavallo che con un salto ha superato le transenne,  oltre le quali sostavano gli spettatori dell’evento popolare che ogni anno si recano nella cittadina siciliana in moltissimi, per fortuna rimasti illesi. 

 

Anna Alba, Favara

La provincia agrigentina e i Comuni falliti, tra Casteltermini, Favara, Porto Empedocle e Aragona. Presente e futuro: l’intervento della sindaca Anna Alba.

Lo spettro del dissesto finanziario si aggira sempre più minaccioso tra i comuni italiani, siciliani e agrigentini. Nella provincia della città della Valle dei Templi il fallimento si è abbattuto sui Comuni di Casteltermini, Favara, Porto Empedocle e adesso anche Aragona. Agrigento è in pre – dissesto: e non si tratta di una condizione ma di una procedura. Ossia il Comune si cimenta in un piano di riequilibrio finanziario, della durata di 10 anni, assistito anche dallo Stato tramite un apposito fondo, per scongiurare il dissesto. Ovviamente, l’obiettivo della procedura del pre-dissesto, concordata con la Corte dei Conti che valuta il piano di risanamento sollecitando eventualmente delle misura correttive, è aumentare le entrate e diminuire le spese, e ciò si traduce in una impennata della pressione fiscale e nel taglio dei servizi. Ed è quanto accade ad Agrigento. Diversamente, i Comuni in dissesto sono tali quando non sono più nella condizione di garantire i servizi indispensabili e le proprie funzioni, ad esempio pagare gli stipendi al personale. E quando i debiti non sono pagabili nei confronti dei creditori. Nei Comuni falliti, come Casteltermini, Porto Empedocle, Favara e, da ultimo, Aragona, sindaco, giunta e consiglio comunale mantengono la carica ma sono affiancati da una commissione designata dal Ministero degli Interni. E ciò perché la commissione si occupa del debito pregresso, quindi di tutto quanto rientra nel periodo di tempo precedente alla dichiarazione del dissesto finanziario, allestendo un piano di estinzione del debito. E l’amministrazione comunale, invece, volge il proprio sguardo al presente e al futuro distaccandosi, come se vi fosse una frattura, rispetto al passato. Del tipo: “Scurdammoce o passato”. Ovviamente non si tratta di rose e fiori, perché le tasse automaticamente aumentano al massimo, anche se, in verità, nel caso dei Comuni agrigentini falliti, al massimo lo sono già state prima del crack, e quindi cambia poco se non nulla. Altrettanto ovvio è che l’amministrazione, nel futuro successivo al dissesto, si impegna, sotto la spada della commissione, a rimuovere le cause strutturali che hanno provocato il dissesto. Nei casi di Favara, Porto Empedocle e Aragona, dove governano amministrazioni comunali neonate, si è dunque a lavoro per rimuovere le cause del dissesto che, quanto meno in teoria, è stato provocato dalle precedenti gestioni. Anna Alba, sindaco di Favara del Movimento 5 Stelle, conferma. 

AR Teleacras 

“È la modalità esclusivamente telematica la vera novità della procedura, – dice il sindaco di Agrigento, Firetto – con la quale si cerca di rispondere alle legittime aspettative del mondo professionale e delle imprese per le ricadute positive nei confronti del lavoro quotidiano dei professionisti e della pubblica amministrazione, un sistema che potenziando la trasparenza e l’efficienza delle procedure ci vede in linea con i più aggiornati strumenti di funzionamento delle migliori realtà  italiane”.

Il sindaco Lillo Firetto e l’Assessore all’Urbanistica, Elisa Virone, informano che il Comune di Agrigento ha provveduto alla pubblicazione del Decreto Regionale che, nel modificare  il Piano paesaggistico della provincia di Agrigento, relativamente all’area cimiteriale di Bonamorone, risolve una questione posta all’attenzione degli uffici regionali proprio dal Sindaco del comune di Agrigento. 
“Grazie alla collaborazione tra Amministrazioni – dichiara il sindaco Lillo Firetto – viene superato un corto circuito che aveva generato non pochi problemi sul regime di edificabilità nell’area del cimitero Bonamorone con richieste di intervento da parte dei cittadini. Si è pertanto reso necessario chiedere l’intervento attraverso un decreto regionale che modificasse il piano paesaggistico della provincia di Agrigento relativa all’area cimiteriale che è intervenuto nei giorni scorsi e che diverrà operativo decorsi i termini di pubblicazione previsti per legge”. 

Consiglio Comunale, riunitosi  domenica 27 maggio, presieduto da Francesco Riolo, ha deliberato l’approvazione del rendiconto della gestione 2017 e del bilancio 2018.

Entrambi i provvedimenti hanno ricevuto il voto favorevole di 8 consiglieri (Maria Laura Bonanno, Sara Incardona, Lidia Mirabile, Franco Lisinicchia, Francesco Riolo, Lillo Ferraro, Lillo Cangemi, Maria Giovanna Barbàra) e quello contrario degli altri 7 consiglieri (Liliana Bellavia,  Nicola Palmeri, Peppe Passarello, Angelo Gallo, Agostino Scanio, Rosalia Arnone, Dino Trupia).

Con lo stesso numero di voti favorevoli, è stata anche dichiarata l’immediata esecuzione delle due delibere.

Per quanto riguarda il bilancio, non sono stati accolti gli emendamenti della minoranza che, in realtà, erano tutti racchiusi in un maxi-emendamento, ossia in un emendamento unico.

Durante il dibattito, per la minoranza sono intervenuti il relatore principale, Peppe Passarello, il vicepresidente del consiglio, Liliana Bellavia, ed i consiglieri Scanio e Gallo. Tutti hanno difeso con forza il maxi-emendamento, poi respinto dal Consiglio Comunale.

Per la maggioranza, ha relazionato Lidia Mirabile che ha sottolineato l’importanza d’approvare adesso il bilancio, ovvero tra i primi Comuni della provincia che riescono a farlo. La consigliera ha pure rilevato come alcune parti dell’emendamento della minoranza siano plausibili (per es., la realizzazione di un ascensore nel palazzo comunale), ma altri siano giuridicamente impossibili (per es., l’aumento della spesa per la mensa scolastica durante il servizio già in corso e già appaltato).

Infine, la consigliera Maria Laura Bonanno e il Sindaco Lillo Cremona si sono detti disponibili , nel quadro della flessibilità dello strumento finanziario e in prospettiva del miglioramento delle previsioni  di bilancio, a dare concretezza ad alcune tra le parti più convincenti dell’emendamento respinto.

Sindaco Lillo Cremona“L’approvazione – a parlare è il sindaco di Naro, Calogero Cremona – del conto consuntivo e del bilancio d’esercizio ci mettono nelle condizioni di poter tornare a lavorare con serenità e determinatezza, nonostante la riduzione dei trasferimenti statali e i ritardi sempre più consistenti  dei trasferimenti regionali.

 Il senso di responsabilità dei consiglieri comunali ha fatto sì che lo strumento finanziario sia stato approvato di domenica, con la presenza di tutti i consiglieri ed il loro  coinvolgimento sincero e costruttivo, al di là delle posizioni e del ruolo di ciascun schieramento presente nel civico consesso