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A Porto Empedocle, in contrada San Calogero, ignoti hanno imperversato a danno dell’impresa “Beton Calcestruzzi”. Sono stati distrutti i vetri delle cabine di alcuni mezzi meccanici, forzata la porta blindata dell’ufficio e ribaltati a terra gli arredi. I titolari hanno sporto formale denuncia in Questura per danneggiamento. Indagini sono in corso ad opera della Polizia.

Nell’ambito dell’inchiesta su presunti casi di “cresta” sull’incasso dei posteggi nella Valle dei Templi, a danno del Comune e dell’Ente Parco archeologico, la prescrizione è intervenuta in giudizio d’Appello a favore di quattro responsabili della cooperativa “Lagana”, che ha gestito tale servizio, già condannati in primo grado dal Tribunale di Agrigento il 19 gennaio del 2019, quando i giudici hanno condannato ad 1 anno e 6 mesi di reclusione Carmelo Vella, 61 anni, i figli Giuseppe e Sonia, 36 e 37 anni, ed Alfonso Zammuto, 70 anni. Non vi sono parti civili costituite in giudizio, e pertanto non si procederà in separata sede per la quantificazione del danno da risarcire.

L’avvocato agrigentino Giuseppe Scozzari, che assiste il fisioterapista arrestato ai domiciliari per presunte violenze sessuali nei confronti di pazienti con disabilità fisica o psichica, oggetto di una conferenza stampa dei Carabinieri e della Procura, annuncia la presentazione di un esposto al Procuratore della Repubblica. E Scozzari spiega perché: “Perché ad oggi l’arresto non è stato convalidato e, soprattutto, non sono ancora stati resi noti i dettagli della vicenda che ha ad oggetto ipotesi di reato delicate che coinvolgono la vita familiare e professionale di un soggetto che non è ancora stato messo nelle condizioni di conoscere le accuse mosse nei suoi confronti. Tutti gli atti del procedimento in fase di indagine sono coperti dal segreto istruttorio ‘fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e comunque non oltre la chiusura delle indagini preliminari’. Di tali atti è vietata ogni divulgazione anche parziale o per riassunto. Il divieto di divulgazione è insito nel segreto istruttorio, quindi non possono essere divulgati atti giudiziari, men che meno riproduzioni audio visive. Sono circostanze tutte ribadite anche dalla sentenza della Corte di Cassazione del 20 gennaio 2015. Nell’ambito dell’indagine in corso, tali principi sono stati del tutto disattesi, e gli atti di indagine, in aperta violazione del segreto, sono stati oggetto di indebita divulgazione. Gli atti, ancor prima di raggiungere l’indagato, erano già stati divulgati in palese violazione del segreto istruttorio. Tanto la divulgazione di notizie segrete prima della notifica agli indagati di un atto di indagine (in specie video, foto e audio delle riprese effettuate dalla Polizia giudiziaria) costituiscono un illecito che, come tale, può e deve trovare sanzione. Tali condotte saranno oggetto di autonoma valutazione da parte del Procuratore della Repubblica” – conclude l’avvocato Scozzari.

Nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Sorella Sanità”, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Annalisa Tesoriere, ha condannato a 4 anni e 6 mesi, col patteggiamento, Ivan Turola, 41 anni, e ha negato invece la richiesta di patteggiamento al canicattinese Salvatore Manganaro, 44 anni, ed a Roberto Satta, di 50 anni, allorchè le loro richieste di condanna non sono state ritenute congrue. Più nel dettaglio, Manganaro ha proposto 4 anni e 2 mesi, e Satta 5 anni. L’indagine della Guardia di finanza, tra l’altro, ruota intorno a presunte tangenti milionarie che sarebbero state incassate da burocrati della sanità per agevolare le imprese interessate ad appalti del valore complessivo di oltre 600 milioni, da assegnare per lo svolgimento di servizi e l’erogazione di forniture.

L’avvocato Angela Porcello, arrestata martedì scorso 2 febbraio nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Xydi”, è stata interrogata per oltre un’ora dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale Stefano Zammuto. L’avvocatessa, indagata di associazione a delinquere di stampo mafioso, ha respinto le accuse, affermando: “Nego qualsiasi rapporto con il mandamento mafioso di Canicattì. Non ho mai custodito la cassa del mandamento mafioso. Ho solo gestito, come avvocato, i proventi delle mediazioni agricole dei miei assistiti. Gli incontri nel mio studio sono connessi ai miei incarichi professionali. Il mio ex compagno Giancarlo Buggea incontrava in studio anche altre persone per ragioni legate alla sua azienda. Non c’entro nulla con la mafia, al massimo posso avere fatto qualche battuta infelice, tipo quella riferita al pentito favarese Quaranta: ‘Perché non lo avete tolto di mezzo’. Con l’ispettore di Polizia, Filippo Pitruzzella, in servizio al Commissariato di Canicattì, ho avuto solo un rapporto personale. In una circostanza mi ha messo in guardia da un collega che si era rivolto a me per ragioni professionali. Lo riteneva pericoloso” – ha concluso. Tale collega sarebbe l’altro poliziotto arrestato, l’assistente capo Giuseppe D’Andrea, il quale, interrogato anche lui, si è difeso spiegando di avere solo consultato il terminale dell’ufficio e di essersi rivolto all’avvocato per ragioni professionali.

Una imbarcazione, con 141 tunisini a bordo, è stata bloccata nelle acque antistanti Lampedusa da una motovedetta della Guardia di finanza. I migranti sono stati già portati all’hotspot di contrada Imbriacola. Stando a quanto si apprende, si susseguono gli avvistamenti di barchini – dovrebbero essere 5 o 6 – al largo di Lampedusa. Altri 99 migranti erano giunti in mattinata sull’isola.

789 nuovi casi di coronavirus su 22.377 tamponi processati.

Questi i numeri nelle ultime 24 ore in Sicilia, dove il numero complessivo dei positivi scende a quota 40.654 con 468 casi in meno rispetto a ieri. Il dato è contenuto nel bollettino quotidiano del ministero della Salute.
Le vittime in un solo giorno sono state 24 (3.603 dall’inizio dell’emergenza sanitaria)

I guariti 1.233
Degli attuali positivi i ricoverati con sintomi sono 1.286, mentre si trovano in terapia intensiva 187 pazienti.

i nuovi casi per provincia:

315 Palermo,

211  Catania

49 Messina

10  Ragusa

61 Trapani

63 Siracusa

36 Caltanissetta

34 Agrigento

10 Enna

Strade vuote, piazza Duomo deserta, porte della Cattedrale chiuse. E’ una Catania irriconoscibile per il 4 febbraio, giorno in cui è tradizionalmente affollatissima da fedeli per la Messa dell’Aurora che si celebra alle 6 nell’ambito dei festeggiamenti per Sant’Agata, Patrona della città, la terza festa cattolica per numero di presenze al mondo.

I catanesi, con la Sicilia in zona arancione, hanno rispettato le ulteriori restrizioni: divieto di accesso alle zone attigue alla Cattedrale di e stazionamento in piazza Duomo, disposti con un’apposita ordinanza dal sindaco Salvo Pogliese. E non ci sono stati devoti con indosso il tradizionale ‘sacco bianco’ che solitamente invadono a centinaia di miglia la città.
In Cattedrale pochissimi presenti ammessi. Tra loro il sindaco come rappresentante dei catanesi. Il busto-reliquiario dalla Santa Vergine e Martire è stato spostato dal sacello in cui è custodito e portato vicino all’altare ed è cominciata la celebrazione della Messa dell’Aurora. Durante l’omelia l’arcivescovo Salvatore Gristina ha avuto momenti di forte commozione. “A causa della pandemia la Cattedrale è vuota e vi assicuro – ha detto tra l’altro con voce rotta dall’emozione – che è impressionante per queste assenze che ci dispiace- Offriamo al Signore questa sofferenza con la speranza che con l’intercessione di Sant’Agata si possa tornare alla normalità e ad onorare la nostra Patrona come lei merita e come noi desideriamo intensamente”

I Carabinieri hanno eseguito a Messina e a Giardini Naxos un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di 5 persone di origine cinese, ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione. L’indagine scaturisce dall’attività di controllo di un centro estetico dotato peraltro di un sito internet, con foto di giovani donne orientali in abbigliamento intimo. Alle ragazze sarebbero stati imposti rigidi turni di ferie e, in caso di mancato rispetto delle “regole” di comportamento tanto da porre a rischio l’anonimato dell’organizzazione, sarebbero state immediatamente rimpiazzate con altre connazionali.

Il Presidente del Consorzio Turistico Valle dei Templi di Agrigento, Emanuele Farruggia, esprime apprezzamento a seguito dell’istituzione della Consulta Comunale per il Turismo. Farruggia afferma: “Sono sicuro che il Comune, insieme ai professionisti, agli operatori e alle associazioni di categoria che operano nel mondo del turismo, non appena sarà superata l’emergenza sanitaria da coronavirus, promuoverà e sosterrà iniziative di alto livello che daranno la spinta giusta al nostro territorio per uscire dalla grave crisi, acuita dalla pandemia, che ha colpito l’intera filiera turistica. Ora é il momento di programmare. Insieme progetteremo il rilancio del patrimonio paesaggistico del territorio, puntando i riflettori anche sul centro storico e sul ricco patrimonio artistico che possiede. In questo contesto investiremo anche sulla valorizzazione delle botteghe artigianali e sulla promozione dei prodotti eno-gastronomici del territorio agrigentino. Noi del Consorzio Valle dei Templi daremo il nostro contributo”.