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Una pensionata di Agrigento è stata investita, l’altra mattina, al viale della Vittoria, in pieno centro città, da un’automobile il cui conducente, invece di fermarsi per prestare soccorso, ha pensato bene di scappare.

L’anziana, una 74enne, è stata travolta mentre camminava a piedi ed è caduta rovinosamente a terra subendo alcune ferite che hanno richiesto l’intervento degli uomini del 118 che in ambulanza hanno effettuato il trasporto della stessa all’ospedale San Giovanni di Dio.

Alla donna sono stati riscontrati traumi in tutto il corpo e alcune lievi ferite che non destano preoccupazione.

 

Sul luogo del sinistro sono giunti gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento che hanno effettuato i rilievi di rito e iniziato la “caccia” al pirata della strada.

Nelle ultime ore si è fatta strada l’ipotesi che la Fiat Punto che ha investito la donna potesse essere stata rubata.

 

Entro la conclusione di gennaio scade il termine di presentazione delle liste per le elezioni Politiche in calendario domenica 4 marzo. E si lavora alla composizione.

Il Partito Democratico, ancora lacerato dalla cocente sconfitta alle Regionali dello scorso 5 novembre, riunisce la Direzione nazionale martedì 16 gennaio per discutere delle candidature. E Matteo Renzi ha già incontrato il segretario regionale in Sicilia, Fausto Raciti. Anche Forza Italia e Lega affronteranno a Roma il nodo della distribuzione dei collegi uninominali, centralizzando le decisioni. In particolare, in casa Forza Italia, in Sicilia, per la Camera, Stefania Prestigiacomo sarà capolista a Siracusa, e Gabriella Giammanco in uno dei collegi di Palermo. Poi capolista al Senato in Sicilia occidentale sarebbe l’ex presidente del Senato Renato Schifani.

E Francesco Scoma sarebbe a capo di un altro collegio di Palermo. E poi spazio a Francesco Cascio, rientrato dopo il sostegno ad Alfano, e probabilmente a Riccardo Gallo, che, per ragioni di partito, si renderebbe disponibile all’invito a candidarsi una seconda volta a Roma per consentire l’ingresso all’Assemblea Regionale di Vincenzo Giambrone, primo dei non eletti alle scorse Regionali.

E poi ancora Franco Rinaldi, Elisabetta Formica, figlia di Santi, e Nino Germanà. Poi, con la Lega Noi con Salvini sarebbero capolista Angelo Attaguile nella Sicilia orientale e Alessandro Pagano nella Sicilia occidentale. Poi, per Fratelli d’Italia i papabili sono Ignazio La Russa, poi Giampiero Cannella a Palermo e Manlio Messina a Catania. e anche quelli di Carolina Varchi e Mimmo Russo.

E poi, la cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra, l’Udc e Noi con l’Italia, insieme a Cantiere Popolare, Autonomisti e Popolari, e Idea Sicilia: tutti insieme hanno raggiunto il 14% alle Regionali, e, pertanto, il 3% della soglia di sbarramento nazionale non sarebbe ardua impresa. E in lista tra i candidati vi sarebbero Saverio Romano, Antonello Antinoro, Ester Bonafede, Giovanni Pistorio, Simona Vicari, anche lei rientrata da Alternativa Popolare, e Giuseppe Lombardo, nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele. E poi, nel Movimento 5 Stelle si voterà alle “Parlamentarie” per scegliere i candidati, e tra gli aspiranti vi sono, tra i tanti altri, Valerio D’Antoni, ex legale di Addiopizzo, Loredana Lupo, Chiara Di Benedetto, Azzurra Cancelleri, sorella di Giancarlo, Vincenzo Santangelo e Mario Michele Giarrusso.

Fonte Teleacras

 

Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, appena fuori la scuola “Lauricella” sono avvistati da tempo dei topi, anche di grosse dimensioni. Alcuni utenti, alquanto preoccupati, hanno diffuso la fotografia di un ratto enorme sorpreso nel cortiletto che conduce verso l’ingresso della scuola che, peraltro, ospita centinaia di bambini in tenera età. Sarebbe opportuno che gli organi competenti disponessero urgentemente un massiccio intervento di disinfestazione.

Il Presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Giulio Francese, ha raggiunto Biagio Conte, il missionario laico che da mercoledì notte 10 gennaio ha deciso di dormire per strada, nei pressi delle Poste centrali, per protestare contro la situazione dei senzatetto in città. Francese ha consegnato a Conte un articolo scritto dallo stesso Presidente dei giornalisti nel 1994 sulla sua missione ‘Speranza e carità’ che aiuta migliaia di persone in difficoltà economiche. Lo stesso Francese afferma: “Gli ho portato la mia solidarietà e l’impegno di stimolare i giornalisti a scrutare più da vicino quella realtà sociale fatta di emarginazione e dolore. E’ quello che ci chiede Biagio Conte con il suo esempio e il suo sacrificio: non giriamoci dall’altra parte”.

A Catania le mani del clan Cappello-Bonaccorsi sarebbero state strette attorno a due discoteche della città, costrette a pagare il pizzo per non incorrere in problemi di sicurezza. Così emerge dalle indagini della Squadra Mobile di Catania che ha arrestato in flagranza di reato un esattore della cosca, Kristian Zappalà, di 22 anni, sorpreso a incassare la tangente, mille euro, chiesta al proprietario dei due locali. L’operazione è stata eseguita il 17 dicembre 2017, ma è stata resa nota soltanto oggi perché le indagini sono proseguite. La Squadra Mobile ha successivamente arrestato Francesco Salvo, 29 anni, ritenuto il ‘mandante’ dell’estorsione e fratello di Salvatore Massimiliano, detenuto in regime di 41 bis perché ritenuto il reggente del clan.

L’Assessore ai Servizi Demografici ing. Gabriella Battaglia ed il Dirigente del Settore avv. Cosimo Antonica (coordinatore dell’attività), informano che a partire da lunedì 15 gennaio 2018 (a regime) i cittadini possono fare richiesta del nuovo documento di identità.

La carta d’identità elettronica è una tessera di plastica dalle dimensioni simili a quelle di un bancomat o di una carta di credito, dotata di un chip NFC che permetterà ai cittadini di velocizzare alcune operazioni burocratiche (come il riconoscimento negli aeroporti, ad esempio).

La carta d’identità elettronica conterrà molti più dati. Oltre alla foto e alla firma del titolare, sono presenti l’impronta digitale, il codice fiscale, estremi dell’atto di nascita, il consenso alla donazione degli organi e il proprio domicilio elettronico. Al momento della richiesta il cittadino deve indicare un indirizzo elettronico (numero di telefono, l’indirizzo di posta elettronica o l’indirizzo PEC) dove poter essere raggiunto dall’amministrazione pubblica in caso di necessità.

Con l’introduzione della CIE i cittadini italiani potranno richiedere (o rinnovare) il documento di identità anche nel comune di domicilio e non necessariamente in quello di residenza.

La carta di identità elettronica (CIE) potrà essere emessa solo a soggettipresenti sul sistema INA (Indice Nazionale dell’Anagrafe), ove sono inseriti i cittadini con i dati personali e il codice fiscale allineati in tutte le banche dati delle pubbliche amministrazioni.

Tra le sue caratteristiche quella di agevolare l’acquisizione di identità digitali sul Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) e rendere ancora più semplice l’utilizzo dei servizi erogati dalle Pubbliche Amministrazioni con la possibilità, in futuro, di avere disponibili anche servizi erogati da altri Enti in Italia e in Europa.

Le modalità di rinnovo e la durata restano invariate rispetto al documento cartaceo, cambiano invece il costo per il cittadino (22,21 euro).

La fototessera dovrà essere fornita a cura del cittadino richiedente la CIE in formato cartaceo oppure elettronico ad alta definizione su un supporto USB.

La “creazione” della tessera di plastica, è affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che, non appena giunge la richiesta, scarica i dati del cittadino dal server centrale e realizza la card, la quale sarà spedita a casa del cittadino entro sei giorni lavorativi dalla richiesta.

La nuova CIE permette di elevare gli standard di sicurezza del documento, sia in fase di rilascio sia in fase di controllo.

La card è caratterizzata da ologrammi, sfondi di sicurezza e microscritture pensate per renderne complessa (se non impossibile) la contraffazione e facilitando le operazioni di riconoscimento dei cittadini. I dati rilevati dagli uffici anagrafe saranno inviati ai server centrali tramite connessioni protette e codificati secondo gli standard europei in materia di documenti elettronici già adottati per il passaporto elettronico e per il permesso di soggiorno elettronico.

 

 

A Favara, domani pomeriggio, sabato 13 gennaio, alle ore 18, i soci del Lions Club Agrigento Chiaramonte, presieduto da Enrico Fiorella, si recheranno al Convento dei Frati Minori Francescani di Favara per donare generi alimentari di prima necessità agli ospiti del Convento. Lo stesso Fiorella afferma: “Noi Lions nel mese di gennaio in tutto il mondo abbiamo organizzato una speciale Settimana mondiale per eliminare la fame nelle nostre comunità. Nel nostro territorio abbiamo scelto i Frati Minori Francescani di Favara per la loro grande capacità di accoglienza e per l’impegno straordinario nel sostenere persone che sono senza una dimora e senza assistenza. Vogliamo essere vicini a chi è nel bisogno. Questo è il nostro modo di servire”.

A Catania in un bunker ricavato nelle fondamenta di una scuola del rione Picanello, la Polizia di Stato ha scoperto nascosti 141 chili di marijuana. Sono state arrestate due persone, tra cui un bidello. La droga, del valore commerciale di 150 mila euro, immessa sul mercato avrebbe fruttato, secondo gli investigatori, circa un milione di euro. L’ingresso del bunker è stato occultato con una porta di metallo scorrevole. 125 chili di droga sono stati custoditi in 10 sacchi in plastica ed in due borsoni. Altri 16 chili in 13 confezioni nascoste in un frigorifero in disuso. Gli arrestati sono Christopher Michele Cuffari, di 25 anni, e Davide Schillace, di 57, che lavora come bidello in un’altra scuola. Risponderanno di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana.

A fronte dell’emergenza idrica incombente in Sicilia a causa della scarsa piovosità e degli invasi maggiori quasi a secco, il capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale, Giuseppe Lupo, ha presentato un’interrogazione all’assessorato competente, adesso retto dal presidente Musumeci dopo le dimissioni di Figuccia. Giuseppe Lupo afferma: “La provincia di Palermo rischia di andare incontro ad una nuova emergenza idrica. Il lago di Piana degli Albanesi è in una condizione allarmante. È necessario capire se la causa è legata solo alla siccità o se vi sono problemi nella rete e nel sistema di distribuzione. Chiediamo al presidente della Regione Nello Musumeci, nella veste di assessore ad interim all’Energia, cosa si sta facendo per monitorare la situazione e quali interventi si stanno predisponendo per scongiurare una situazione che creerebbe pesanti disagi agli utenti, agli agricoltori ed al territorio. Anche altre province rischiano di andare incontro ad una situazione di difficoltà. Non si può aspettare l’ultimo momento per intervenire, per questo chiediamo al presidente Musumeci di conoscere fin da ora quali provvedimenti si stanno adottando”.

 

A Messina il “Copavist” Comitato di Partenariato Volontario per le infrastrutture, la logistica e i Trasporti della Città Metropolitana, presieduto dall’avv. Michele Minissale, dichiara che grazie all’art. 7-bis della legge 27 febbraio 2017, n. 18. a partire dal primo gennaio 2018 per il Meridione d’Italia potrebbe iniziare una stagione nuova se le Regioni interessate (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) sapranno sfruttare le opportunità offerte.
Il compito ineludibile del Governo centrale sarà quello di far sì che la spesa pubblica in conto capitale a favore delle otto regioni del Sud, non possa essere inferiore all’incidenza percentuale della popolazione meridionale sul totale nazionale dei cittadini italiani.
Si tratta della cosiddetta “clausola del 34%”, tanta è la percentuale della spesa da destinare alle regioni del Sud Italia, data l’incidenza, per il primo anno di applicazione della legge, della popolazione interessata sul totale nazionale.Tale misura normativa ha lo scopo di rendere competitive le regioni meridionali riducendo il loro gap attuale rispetto alle regioni del Centro-Nord, laddove, si pensi che attualmente gli investimenti ordinari nel Sud, sono pari al 22% del totale.
E’ stato calcolato che se, negli anni dell’ultima crisi, dal 2009 al 2015, fosse stata attivata la clausola del peso demografico piuttosto che di quello produttivo, il Pil del Sud avrebbe praticamente dimezzato la perdita accusata dal 2008. La diminuzione degli occupati sarebbe stata pari a -2,8% invece del -6,8% e si sarebbero persi circa 300 mila posti di lavoro in meno rispetto alla effettiva perdita di occupazione registrata, pari a circa mezzo milione di unità.
Se si tiene conto che l’ammontare complessivo degli investimenti statali ordinari è pari a 50 miliardi circa, la quota aggiuntiva di risorse spendibili a disposizione del Mezzogiorno d’Italia sarebbe di ben 6 miliardi. Risorse tutte da destinare a investimenti per rendere competitivo il nostro territorio meridionale, che potrebbe così contare sulla certezza di una cospicua nuova disponibilità di capitali per infrastrutture e opere pubbliche, normalizzando, in tal modo, la spesa ordinaria e valorizzando la funzione aggiuntiva e non sostitutiva dei fondi europei.
Se è vero che a partire dalla seconda metà del 2015 l’economia italiana ha dato i primi cenni di ripresa in termini di reddito, di produzione e di occupazione, è anche vero che uno dei lasciti negativi della crisi economica mondiale iniziata nel 2008 è stato l’ampliamento del divario di competitività tra le aree forti (Centro-Nord) e le aree deboli del Paese (Meridione e isole), a svantaggio di quest’ultime.
Sarà bene che alla luce di questo fatto i rappresentanti del Sud – politici, esponenti delle organizzazioni sindacali e datoriali, imprenditori, professionisti, uomini di scienza e dottrina, uomini e donne impegnati nell’associazionismo e nei movimenti di azione civica – si facciano promotori della concreta attuazione della clausola demografica .
E’ necessario un nuovo approccio alla cosiddetta “questione meridionale”, un tema, questo, degradato nel tempo a problema marginale, addirittura scomparso dall’agenda della politica italiana dopo le tante polemiche sull’intervento straordinario nel Mezzogiorno culminate nel 1985 con la messa in liquidazione della Casmez.
L’operato di quest’ultima, tuttavia, da qualche anno è stato oggetto di un profonda rilettura, al punto che negli ultimi mesi si è assistito a una rinnovata attenzione alle condizioni di svantaggio e di disagio del nostro Meridione . Difatti, oltre alla citata legge 18/2017, è stata varata anche la legge n° 123 del 03/08/2017, che ha convertito il D.L. n° 91, del 20/06/2017, recante disposizioni urgenti per la crescita economica del Mezzogiorno.
Tale decreto contiene in particolare quattro misure di grande valore, come quella a favore dei giovani imprenditori nel Mezzogiorno, denominata “Resto al Sud”, quella per l’istituzione delle Zone Economiche Speciali (ZES), quella relativa alla semplificazione per la valorizzazione dei Patti per lo sviluppo e alla valorizzazione dei Contratti istituzionali di sviluppo e, infine, quella per la ricollocazione dei lavoratori espulsi dai processi produttivi nelle Regioni meridionali.
In particolare si noti l’istituzione delle ZES, ovvero di zone geograficamente limitate e chiaramente identificate, nella quale le imprese potranno beneficiare di speciali condizioni per gli investimenti e per lo sviluppo. Al fine di generare vantaggi competitivi, il legislatore ha stabilito che la perimetrazione delle ZES debba includere almeno un’area portuale compresa nella rete transeuropea TEN-T .
I benefici principali di questo strumento scaturiscono dagli sgravi fiscali e dalle semplificazioni amministrative: le Regioni potranno aggiungere a queste opportunità altre condizioni di favore, a cominciare da incentivi mirati alla crescita produttiva.
Posto che sono innegabili le evidenze per le quali l’Autorità portuale di Messina-Milazzo dispone di porti compresi nella richiamata rete TEN-T e la città metropolitana di Messina, almeno sotto il profilo socio-economico, è meno sviluppata rispetto alle altre due città metropolitane della Sicilia, ne consegue che trova oggettivo fondamento il pensiero che i nostri territori godano, di una condizione di priorità in tema di riconoscimento e individuazione di una esclusiva area riconosciuta ZES.
Quando il Governo, su motivata proposta della Regione Siciliana, avrà varato i provvedimenti attuativi e istituito la Zona Economica Speciale nella città metropolitana di Messina, spetterà al nostro tessuto economico e sociale il compito gravoso di dimostrare di essere pronto all’appuntamento dell’innovazione di sistema.