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Per la prima volta in Sicilia in applicazione di un decreto firmato un anno fa dall’assessore alla Salute Ruggero Razza, un ospedale pubblico, dopo avere ricevuto il preparato da una farmacia convenzionata, ha consegnato gratuitamente a una paziente affetta da sclerosi multipla dosi di marijuana per uso terapeutico per la terapia del dolore. La consegna è avvenuta al ‘Piemonte’ del Centro neurolesi Bonino Pulejo, a Messina.

La Sicilia che dalla mezzanotte di domani torna in zona arancione continua a registrare una lenta ma inesorabile discesa dei contagi. Sono 846 i nuovi positivi al Covid 19 in Sicilia, su 25.251 tamponi processati, con una incidenza pari al 3,3%.

La regione resta al sesto posto per contagio in Italia, dopo Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Lazio e Puglia. Le vittime sono 35 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 3.443, ma l’isola fa registrare un boom di guariti che sono 2.210 e un forte calo, 1.399 casi, degli attuali positivi che adesso sono complessivamente meno di 43 mila. Negli ospedali i ricoveri sono 1.553, 31 in meno rispetto a ieri, dei quali 208 in terapia intensiva, 3 in meno. Dati in calo che arrivano alla vigilia dal cambio di colore della Sicilia che da lunedì passerà da zona rossa a zona arancione. Un cambio, osserva il presidente della Regione, Nello Musumeci, che significa “avere vinto la nostra battaglia” dimostrando che “abbiamo avuto ragione nell’anticipare la zona rossa per evitare degenerazioni” visto che, spiega, questo “ci ha permesso di dimezzare il numero dei contagi e di ridurre il numero delle perdite umane”. E arancione sarà il colore di tutta l’isola: a Messina non ci sarà la prevista ordinanza restrittiva del sindaco De Luca dopo che l’incidenza dei contagi si è più che dimezzata: scendendo al 14% rispetto al 34% di inizio mese. “Noi – precisa Musumeci – puntiamo alla zona gialla e, perché no, alla fine a quella bianca, ma questo dipende dalla responsabilità di ciascuno e di tutti. Speriamo – è il suo auspicio – che nel mese di aprile si possa arrivare ad una riapertura che metta gli operatori economici di tornare a lavorare e quindi di tornare a guadagnare e di uscire da questo tunnel dove il buio sembra avere spento ogni speranza. Ma la speranza va alimentata non soltanto dalla forza di ciascuno di noi, ma anche dai comportamenti. E sono sicuro che presto vinceremo questa battaglia”. Intanto il governatore si dice “contento che abbiamo potuto guardare con realismo all’esigenza concreta di tutelare in diritto alla salute e alla vita, nonostante le tante incomprensioni”. A partire dalle scuole per esempio che, annuncia Musumeci, “come ci eravamo impegnati a fare, si stanno riaprendo con un processo graduale, improntato alla prudenza”. Il 1 febbraio potranno tornare in classe le seconde e le terze medie inferiori, al 100%,. mentre dall’8 febbraio potranno farlo le scuole superiori, all’inizio al 50%.
Musumeci auspica che “da Roma arrivino presto i preannunciati sostegni economici di cui c’è tanto, ma tanto, bisogno”. Anche alla luce del fatto, osserva, che “questa crisi di governo non ci aiuta ad accelerare i processi di sostegno concreto e celere”. E sui vaccini ribadisce la linea dura: i ‘furbetti’ che hanno avuta somministrata la prima dose senza essere in lista non saranno sottoposti al richiamo

846 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia, su 25.251 tamponi processati, con una incidenza di pari al 3,3%.

La Sicilia resta al sesto posto per contagio in Italia, dopo Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Lazio e Puglia.

Le vittime sono 35 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 3.443. Gli attualmente positivi sono 42.868, con un decremento di 1.399 casi rispetto a ieri.

I guariti sono infatti 2.210.

Negli ospedali i ricoveri sono 1.553, 31 in meno rispetto a ieri, dei quali 208 in terapia intensiva, 3 in meno del giorno precedente.

I nuovi contagi per province:

Catania 200

Palermo 328

Messina 85

Trapani 69

Siracusa 51

Ragusa 34

Caltanissetta 30

Agrigento 38

Enna 11.

Didattica in presenza, dal 1° febbraio,  per il 100 per cento degli alunni di seconda e terza media che fino allo scadere della zona rossa hanno operato in DaD. Invece, dall’8 febbraio saranno ammessi alla didattica in presenza il 50 per cento degli studenti delle superiori.  Lo conferma l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana, Roberto Lagalla, dopo l’ordinanza del ministro della Salute che riporta la Sicilia in zona arancione.

“Il differimento di una settimana del ritorno alla didattica in presenza per le superiori – afferma Lagalla – trova giustificazione nel principio di cautela adottato dal governo Musumeci. Inoltre, il differimento intende consentire agli istituti scolastici e ai servizi territoriali (inclusa l’applicazione dei Piani provinciali per il rafforzamento dei trasporti) di ottimizzare l’organizzazione. Infine, consente di monitorare ulteriormente, su scala regionale, l’andamento della curva epidemiologica a seguito della riammissione in presenza del 100% dell’utenza della scuola primaria e secondaria di primo grado, oltre che della scuola dell’infanzia. Contestualmente alla ripresa delle attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado verranno adottate ulteriori e regolari azioni di monitoraggio sanitario all’interno degli istituti scolastici”.

Ad Agrigento, a seguito di segnalazioni al 112, la Squadra Volanti della Polizia è intervenuta fuori un noto supermercato dove un extracomunitario sarebbe stato solito a pretendere denaro dagli avventori a tal punto da infastidirli. Lo straniero, giunta la Polizia, si è allontanato dopo avere assunto un atteggiamento non collaborativo. E’ stato rintracciato, e i poliziotti, con difficoltà a causa anche della resistenza fisica dell’uomo, hanno appurato che è senza permesso di soggiorno ed è destinatario di un ordine di espulsione dal territorio nazionale. Pertanto gli hanno notificato un altro ordine di espulsione ed hanno informato l’autorità giudiziaria.

A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato M G, sono le iniziali del nome, 37 anni, allorchè da due anni avrebbe maltrattato la moglie insultandola e picchiandola, anche innanzi davanti ai figli minori di 6 e 8 anni. A fronte di ciò, tre giorni addietro è stato sottoposto dagli stessi Carabinieri alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Purtroppo, tale provvedimento, emesso dal Tribunale di Sciacca, non è servito. L’uomo, ubriaco, è irrotto dentro casa forzando la porta d’ingresso, ed ha offeso e picchiato la moglie. La madre della donna ha subito telefonato ai Carabinieri. L’uomo è stato sorpreso in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia. Adesso è recluso nel carcere di Trapani.

La Procura di Agrigento, tramite la pubblico ministero, Emiliana Busto, ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione a carico di Raimondo Burgio, 36 anni, imputato e giudicato in abbreviato, reo confesso dell’omicidio del cognato, Ignazio Scopelliti, 45 anni, ucciso il 2 novembre del 2018. Raimondo Burgio, nel corso dell’istruttoria, ha affermato: “Sì, gli ho sparato io perchè temevo di essere ucciso. Un conoscente mi aveva detto che andava in giro armato di un coltello e avrebbe ucciso mia sorella. Stavo rientrando a casa, dal negozio di ortofrutta, e ho visto che stava discutendo con mia madre. Ho avuto paura, gli ho detto di andare via e lui mi ha minacciato. Per questo ho sparato”. La pubblico ministero Busto ritiene invece che l’omicidio sia stato premeditato, tanto che Burgio è uscito da casa sua armato con la pistola.

I Comuni di Vittoria, in provincia di Ragusa, e San Biagio Platani, nell’Agrigentino, torneranno alle urne la prossima primavera. Nel corso della riunione di giunta appena conclusa, il governo Musumeci su proposta dell’assessore regionale alle Autonomie locali, Marco Zambuto, ha fissato le date per le elezioni amministrative. Nei due Comuni sciolti per mafia si voterà domenica 2 maggio, per il primo turno, e domenica 16 maggio per i ballottaggi.
Nelle settimane scorse, anche la Regione Siciliana si era allineata al decreto nazionale che, a causa dell’emergenza sanitaria, aveva rinviato al 20 maggio il termine ultimo entro cui svolgere le elezioni nei Comuni sciolti per mafia, prorogandone così la gestione commissariale.
Restano inoltre confermate le date per le elezioni nel Comune di Tremestieri Etneo, in provincia di Catania, fissate per domenica 14 e lunedì 15 marzo, come precedentemente stabilito da una legge regionale approvata dall’Ars.
Per quanto riguarda le elezioni di secondo livello degli organi elettivi dei Liberi Consorzi dei Comuni e delle Città Metropolitane sono state scelte le date di domenica 28 e lunedì 29 marzo.

La direzione strategica dell’Asp, ha deciso di dotare le farmacie ospedaliere di appositi impianti anti-intrusione collegati con le centrali operative delle forze dell’ordine “per proteggere e prevenire eventuali fatti delittuosi compresi i potenziali furti di vaccini anti-covid”.

Proteggere dunque i congelatori installati nelle farmacie degli ospedali “San Giovanni di Dio” di Agrigento e del “Giovanni Paolo II di Sciacca. L’affidamento è stato autorizzato, per 22.698 euro,  alla ditta Simel di Agrigento, per quanto riguarda gli impianti di allarme, oltre a sistemi capaci di rilevare anomalia nelle temperature dei congelatori adibiti alla conservazione dei vaccini.

 

 

 

Continuano senza sosta i controlli per verificare che non ci siano assembramenti, vietati dalle norme anti-covid.
Questa volta, sono stati gli uomini della Guardia di Finanza, a scovare l’assembramento nei pressi della scuola elementare Pirandello, a Porto Empedocle, dove diverse persone sostavano, senza rispetto delle norme.

600 euro di multa e chiusura del locale per 5 giorni al titolare di un chiostro, per inadempienza e una decina di multe da 200 euro alle persone che si trovavano nelle vicinanze del locale.

E ancora un episodio sempre il loco, dove un altro bar si è visto chiudere l’attività per cinque giorni e la multa di 400 euro perché alcuni clienti sono stati sorpresi a consumare all’interno dei locali.