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Dieci dipendenti del Comune di Misilmeri, in provincia di Palermo, sono stati coinvolti in un’inchiesta dei carabinieri sui “furbetti del cartellino”. A tre di loro dell’ufficio anagrafe è stato notificato il provvedimento cautelare di sospensione dall’esercizio per un anno. Agli altri sette dipendenti è stata inviata informazione di garanzia. I provvedimenti sono stati emessi dal gip Stefania Gallì del tribunale di Termini Imerese. Secondo le indagini dei carabinieri realizzate attraverso l’utilizzo di telecamere piazzate nella zona della timbratura dei badge, osservazioni e pedinamenti metà degli impiegati comunali, si assentavano durante l’orario di lavoro, per effettuare varie commissioni personali, tra cui compere nei mercatini o nel vicino supermercato. I dipendenti in questi anni potevano contare su una rete di complicità dal momento che la registrazione dell’orario di servizio degli impiegati non presenti veniva spesso garantita da altri colleghi che timbravano per gli assenti.

Ad Agrigento i Carabinieri, in collaborazione con la Guardia di Finanza e la Polizia Locale, hanno avviato l’operazione “Estate sicura e serena a San Leone”. E’ stato pattugliato a tappeto tutto il lungomare, dal primo pomeriggio a tarda sera di sabato e poi domenica, nell’ambito di un servizio promosso e coordinato dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Agrigento, il colonnello Giovanni Pellegrino. A lavoro una trentina tra Carabinieri, militari della Guardia di Finanza e agenti della Polizia Locale, per garantire la fruibilità del lungomare per le passeggiate di famiglie e turisti, senza essere costretti alla gimcana tra le centinaia di venditori abusivi di merce contraffatta. Il pattugliamento preventivo ha debellato il fenomeno. Durante tutta la giornata non si è posizionato nemmeno un solo ambulante.

Alfonso Buscemi

“Un migliaio di dipendenti amministrativi, già formati e competenti, perderanno il posto di lavoro, con conseguenti ed inevitabili disagi per la nuova macchina organizzativa che si andrà a mettere in piedi”. Alfonso Buscemi, segretario regionale della F.P. Cgil, con delega al comparto Igiene Ambientale, mette in guardia l’Ars in vista dell’esame del disegno di legge governativo sul sistema dei rifiuti in Sicilia. “La Giunta – aggiunge Buscemi – non tiene conto di un importante passaggio, contenuto nella bozza appena varata, che andrebbe a precludere ad una consistente parte del personale, il cui trasferimento nelle Srr non è avvenuto secondo i principi previsti per l’assunzione negli enti pubblici, il transito nel nuovo organismo. E questo perché, l’Esecutivo Musumeci – sottolinea Buscemi – ha deciso di non considerare la futura struttura come società partecipata, ma di attribuire alla stessa una precisa connotazione di dritto pubblico, scaricando di fatto questo nutrito gruppo di dipendenti. Parliamo di risorse umane e professionali, le quali, da oltre 10 anni, offrono la loro preziosa e qualificata attività nelle Srr, maturando di fatto un’esperienza che ha superato certamente il limite rappresentato dalla selezione pubblica. Il testo va dunque opportunamente e responsabilmente modificato – evidenzia Buscemi – altrimenti si produrrebbe un’emorragia occupazionale in un solo colpo, senza precedenti. Oltremodo riteniamo grave il comportamento dell’Assessore al ramo, Pierobon, che ha elaborato e portato in Giunta, per l’approvazione, una riforma senza averla prima illustrata e concertata con le Organizzazioni sindacali di categoria, mostrando mancanza di rispetto e scarsa propensione verso il confronto democratico. Se si vuole davvero cambiare un sistema delicato e complesso, come quello dei rifiuti, occorre partire dal coinvolgimento delle parti interessate. Ecco perché chiediamo un urgente incontro sia all’Assessore che alla Commissione di merito per affrontare le criticità previste nel Ddl. Non ha senso imporre le cose. Sulla raccolta differenziata, ad esempio, è giusto insistere, è una leva certamente da valorizzare, ma va supportata e sostenuta attraverso adeguati strumenti, come gli impianti di compostaggio. Sarebbe opportuno – conclude Alfonso Buscemi – accelerare la costruzioni degli impianti per utilizzare i rifiuti differenziati ed evitare così l’emigrazione dei rifiuti, con costi altissimi in termini economici ed ambientali”.

 

“Congresso Nazionale conferma il ruolo del sindacato e di Barbagallo.
Gero Acquisto entra nel Consiglio Nazionale Confederale”

Si chiude la tre giorni del XVII Congresso nazionale della UIL a Roma, con la rielezione per il prossimo quadriennio 2018/2022 del siciliano, termitano di nascita, Carmelo Barbagallo, eletto all’unanimità. Gero Acquisto esprime soddisfazione per il congresso e per la partecipazione di delegati, iscritti e di tutto il gruppo dirigente.

“Un congresso seguito, emozionante e di grande impatto; una Uil sana e dinamica che conferma un trend di crescita conclamata nei numeri: 2.256.074 gli iscritti alla UIL, 1.377.963 i lavoratori dipendenti in attività iscritti, 573.091 i pensionati iscritti, 460.000 gli iscritti alle Associazioni o altre aggregazioni con cui la UIL ha stretto rapporti di collaborazione. Questo significa ancora una volta il ruolo decisivo del sindacato anche nei processi di cambiamento e mutamento sociale. Riteniamo che anche le aperture del governo con il vicepremier Di Maio sui temi sociali e del mondo lavorativo e di chi ha basse tutele sia una buona base di partenza. Siamo per il confronto e il dialogo con l’esecutivo, nel rispetto dei ruoli; il contratto di governo è ambizioso, siamo convinti che non sia però una Bibbia laica e si possa discutere e trovare le soluzioni alla crisi in atto. Il Sud e il rilancio economico e occupazionale passa, però, da chi ha contezza come il mondo sindacale della realtà quotidiana: se il reddito di cittadinanza e le politiche attive saranno espletate e seguiranno percorsi virtuosi e di rilancio, ben vengano, a condizione che ci sia uno Stato presente nei processi di cambiamento.
Ricordo solo che in Sicilia la quota dei neet è arrivata alla quota monstre di 400 mila siciliani: si deve invertire la rotta e far ripartire un sistema vecchio, farraginoso e pletorico che ha visto anche regioni e organi territoriali arrancare nei tempi.
Ringrazio la Uil per la fiducia che ha riposto in me e il gruppo agrigentino, cooptandomi nel consiglio nazionale confederale, che è un fatto rilevante per la provincia agrigentina, e rinnovo a nome della Segreteria Confederale un buon lavoro al nostro Carmelo Barbagallo di un proficuo lavoro per i prossimi quattro anni pieni di impegni e di risposte per il mondo del lavoro.”

 

E’ stata espugnata la roccaforte pentastellata a Ragusa, dove al ballottaggio esce sconfitto il candidato del M5S Antonio Tringali ed elegge il nuovo Sindaco del  civico del centro-destra  Giuseppe Cassì.Il nuovo sindaco di Ragusa col 53,07%, contro il 46,97 del grillino Antonio Tringali.

 Il neo eletto Sindaco di Ragusa Cassì , visibilmente emozionato per il risultato ottenuto, che supera di oltre 6 punti  l’avversario grillino, ha subito dichiarato: “una grande responsabilità e bisogna alzare l’asticella perché Ragusa si merita molto di più. La precedente amministrazione grillina è stata fallimentare. Ma non voglio guardare indietro,  adesso bisogna partire da ciò che troveremo ed andare avanti”.  In tarda serataCassì guida una processione di simpatizzanti che lo acclamano con cori da palazzetto dello sport (il vincitore fu capitano della Virtus Ragusa e all’inizio degli anni Novanta giocò in A1 con la Pallacanestro Trapani) mentre Tringali si consola con una birra bevuta insieme al leader siciliano dei grillini, Giancarlo Cancelleri.

A Siracusa, invece, il ballottaggio ha premiato Francesco Italia del Pd. Nonostante la scarsa affluenza alle urne, è stato eletto con 18.210 voti, pari al 52,99% delle preferenze, battendo  il candidato del centro-destra Ezechia Paolo Reale che ha già preannunciato ricorso al Tar per la irrisoria differenza di preferenze.

Francesco Italia è arrivato in bicicletta nel proprio comitato elettorale. Dopo aver ringraziato il Sindaco uscente Giancarlo Garozzo, Michelangelo Giansiracusa e Pierpaolo Coppa, il resto della Giunta e tutti gli amici che con lui hanno partecipato a questa avventura, ha lanciato il motto: “non lasciateci soli, non lasciate sola questa amministrazione, andiamo avanti insieme”.

Il neo Sindaco Italia guiderà la  Giunta di centro sinistra composta da Giovanni Randazzo, che sarà anche vice Sindaco, e da Pier Paolo Coppa, Alessandra Furnari, Fabio Granata, Giusy Genovesi, Nicola Lo Iacono e Fabio Moschella.

Da luglio 2013 è stato vicesindaco della città, curando diverse rubriche assessoriali, tra le quali Centro storico, Cultura, Turismo e Spettacolo, Sport, Unesco, Politiche ambientali e sanitarie, Informatizzazione e Modernizzazione, Legalità e Trasparenza.

Nonostante De Luca partisse in svantaggio, 8 punti percentuali e 10mila voti in meno, c’era un segnale importante a suo favore. Aveva guadagnato il 7 % in più rispetto alle sue sei liste, mentre Bramanti aveva perso il 10 % rispetto alle sue dieci liste. E oltre al voto disgiunto, in molti evidentemente, avevano votato Bramanti per effetto trascinamento dopo aver puntato su un consigliere comunale del centrodestra. Al ballottaggio, infatti, non tutti hanno riconfermato il proprio voto.

“E’ una grande vittoria contro la casta, le consorterie e le lobby politiche che hanno governato la città negli ultimi 30 anni. È stata una vittoria dei cittadini che hanno detto basta a questo sistema di potere che ha messo in ginocchio Messina, inizia ora una nuova stagione politico amministrativa”. Lo dice il sindaco neoeletto a Messina, Cateno De Luca, che ha vinto al ballottaggio contro Dino Bramanti, candidato del centrodestra.

Peppe Cassì è il nuovo sindaco di Ragusa. Il “candidato civico” ha ottenuto il 54%, battendo il pentastellato Antonio Tringali. Il M5s perde così la roccaforte di Ragusa. Anche il leader Cancelleri si trovava nel capoluogo ibleo al momento dello spoglio. Cassì aveva già cominciato a festeggiare dopo poco più di un’ora dalla chiusura dei seggi per le strade di Ragusa alla luce del trend a suo netto favore. Cassì, avvocato con un passato da cestista di basket, ha avuto la meglio fin da subito sul pentastellato e già presidente del consiglio comunale Antonio Tringali. «Ci ho creduto dall’inizio – ha detto a caldo Cassì – e ho notato che era un’onda che cresceva. La città ha capito la mia proposta, anche il non apparentarsi ha pagato perché è stato un fatto di coerenza. Non ho rancori per nessuno, ma chi negli ultimi giorni di campagna elettorale ha voluto buttarla in rissa ha pagato pegno. Per me è una bella vittoria, non parlo dell’insuccesso altrui. Posso assicurare che ce la metterò tutta per il bene della città che mi ha dato fiducia e – ha concluso il neo sindaco – comincerò a verificare i conti, a parlare con i dipendenti».

Francesco Italia, 46 anni, è il nuovo sindaco di Siracusa, con il 52,99% delle preferenze che sono state 18.210. I cittadini hanno scelto la continuità, bocciando il buon Paolo Ezechia Reale che si è fermato al 47,01% (16.153). Lo sconfitto paga forse un prezzo troppo alto per avere imbarcato tutti notabili della politica siracusana: da Gino Foti a Stefania Prestigiacomo, Enzo Vinciullo, Mario Bonomo e finanche il presidente del Siracusa Calcio, Gaetano Cutrufo. L’accoppiata Italia – Garozzo, è risultata vincente ed ha sovvertito il pronostico dello scorso 10 giugno dove il candidato a sindaco del Centro destra aveva toccato il 37 per cento. La storia di cinque anni fa si è ripetuta, quando Garozzo riuscì a battere al ballottaggio, sempre Paolo Ezechia Reale. Una sorta di maledizione per il ballottaggio. Il candidato sconfitto deve riflettere un po’ su tutte le scelte fatte, dalle 8 liste imbarcate, alcune delle quali fin troppo vuote, ma anche ad una campagna elettorale non troppo brillante sotto il profilo mediatico affidata a mestieranti della comunicazione che gli hanno suggerito pure degli spot video discutibili.

Pronostici tutti ribaltati in Sicilia, dove nei tre capoluoghi al voto vincono i ballottaggi gli outsider. Il M5s perde il comune di Ragusa, che aveva amministrato negli ultimi cinque anni; Antonio Tringali è stato sconfitto da Giuseppe Cassì, ex giocatore di basket, appoggiato da liste civiche e da FdI, che ha capovolto il risultato del primo turno.
    Stessa sorte a Messina, dove Cateno De Luca, eletto deputato regionale con l’Udc e leader del movimento ‘Sicilia vera’, ha ‘strapazzato’ il grande favorito Dino Bramanti, sostenuto dalla corazzata di centrodestra, staccandolo di circa trenta punti.
    Già dopo le prime sezioni scrutinate, De Luca si è recato in piazza Duomo dove ad attenderlo c’era una folla in festa. “E’ una grande vittoria contro la casta, le consorterie e le lobby politiche che hanno governato la città negli ultimi 30 anni, è stata una vittoria dei cittadini che hanno detto basta a questo sistema di potere che ha messo in ginocchio Messina, inizia ora una nuova stagione politico amministrativa”, dice a caldo davanti al palazzo di città. Ora dovrà vedersela con un consiglio comunale dove non avrà una maggioranza. Anzi. Nessuna delle cinque liste civiche di De Luca al primo turno ha superato la soglia di sbarramento del 5%, per cui non è stato eletto alcun consigliere comunale.
    Sorpresa anche a Siracusa, dove il favorito Paolo Ezechia Reale, appoggiato dal centrodestra, riconosce la vittoria del rivale Francesco Italia, appoggiato dal centrosinistra. Bassa l’affluenza negli otto comuni al voto, pari al 40,1%%, in calo di 20,68 punti rispetto al primo turno (era stata del 60,78%). Oltre che nei capoluoghi Siracusa, Ragusa e Messina, si è votato anche ad Acireale e Adrano in provincia di Catania, a piazza Armerina (Enna), Partinico (Palermo) e Comiso (Ragusa).

 

 

 

 

 

Protezione civile, allerta gialla in nove regioni

Temporali in arrivo su gran parte del Paese e soprattutto su Sardegna, Sicilia e Calabria. Il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse, con allerta gialla per nove regioni.Le prime precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sono previste sulla Sardegna a partire da oggi pomeriggio. Mentre in nottata si estenderanno alla Sicilia, in particolare sui settori centro-orientali, e alla Calabria, soprattutto sulla parte meridionale.I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.
    L’allerta gialla riguarda domani il Lazio, gran parte di Sicilia, Sardegna, Calabria, Marche, Umbria, Abruzzo e l’area salentina della Puglia. Stessa allerta per rischio idrogeologico localizzato sul Veneto, bacino dell’Alto Piave, a causa della frana della Busa del Cristo, nel comune di Perarolo di Cadore (Belluno), sulla quale è in corso un continuo e attento monitoraggio.