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A Mascali, in provincia di Catania, un uomo di 90 anni, al culmine di una violenta lite familiare scaturita da futili motivi, ha picchiato l’anziana moglie, di 79 anni. La vittima è stata soccorsa dal 118 e condotta in ambulanza al pronto soccorso del Policlinico di Catania dove è giunta in codice rosso: è stata ricoverata in prognosi riservata per fratture multiple. Con il trascorrere delle ore le condizioni della donna si sono aggravate. Adesso, dopo due giorni di agonia, l’anziana donna è deceduta per le gravi conseguenze delle percosse subite dal marito, già arrestato dai Carabinieri per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Dopo la morte della moglie risponde di omicidio.

Il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, è intervenuto a Palermo al Consiglio regionale dell’Anci Sicilia, l’associazione dei Comuni. E il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, gli ha chiesto pubblicamente: “Ministro, il governo mandi un commissario in Sicilia per gestire i rifiuti. Basta. I Comuni non ce la fanno più”. E il ministro Provenzano che ha risposto? Ha risposto usando l’ormai inflazionata, e senza alcuna sostanza concreta, delle “Tavolate”. Provenzano ha risposto: “Dobbiamo creare quei ‘tavoli’ in cui trovare soluzioni a problemi che sono complessi in Sicilia: la logica non può essere un commissariamento generalizzato della Sicilia, perché significherebbe la sospensione della vita democratica e non penso che sia una prospettiva che qualcuno stia cercando. Il compito principale è uscire dall’emergenza, il ricorso a continui salvataggi non fa che avvitarci a questa logica di emergenza. Sono favorevole a fare un tavolo a tre: Stato, Regione e Comuni. Ma colgo un rischio: non vorrei che in Sicilia si pensi di affidare tutte le responsabilità allo Stato. La Regione ha le sue competenze che deve svolgere, per cui va bene il tavolo ma con una prospettiva strategica”.

Ad Agrigento al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari, Giuseppe Miceli, ha assolto 7 imputati per i quali la pubblico ministero Alessandra Russo, a conclusione della requisitoria, lo scorso 11 luglio ha chiesto 7 condanne nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nella costruzione del porticciolo turistico a Licata, tra mancato pagamento degli oneri concessori al Comune per circa 7 milioni di euro, occupazione del Demanio e abusi edilizi vari. Gli assolti sono Luigi Geraci, 75 anni, di Sommatino, imprenditore, titolare del progetto, il dirigente comunale Vincenzo Ortega, 58 anni, Andrea Occhipinti, 50 anni, dirigente comunale, Giuseppa Amato, 60 anni, funzionaria comunale, Salvatore Geraci, 40 anni, figlio del costruttore Luigi Geraci, Paola Vizzini, 69 anni, e Bartolo Consagra, 43 anni. Solo Luigi Geraci, il costruttore, è stato condannato a 3 mesi di arresto e 10mila euro di ammenda per i reati di occupazione abusiva di suolo pubblico e abuso edilizio. La pena sarà sospesa se Geraci demolirà le opere abusive. Nel collegio difensivo hanno lavorato gli avvocati Nino e Vincenza Gaziano, Linda Sabia, Angelo Balsamo, Daniele Camilleri, Luigi Ciotta e Michele Ambra.

La consigliere comunale di Agrigento di Articolo 1, e presidente provinciale Arci Agrigento, l’avvocato Angela Galvano, apprezza un caso di buona sanità ad Agrigento e lo racconta così: “Plaudo al lavoro svolto dai sanitari del reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento presso cui, qualche giorno fa, è giunta, in gravissime condizioni, una donna gravida alla 28esima settimana alla quale, con tempestività, è stata diagnosticata una ‘placenta previa centrale percreta con grave emorragia interna’ ed immediatamente è stata sottoposta ad un delicato e complesso intervento chirurgico che ha permesso di salvare la vita della madre e della bambina. In un periodo in cui è più frequente registrare ‘attacchi’ alle strutture ed all’organizzazione sanitaria, casi come questo risultano ancora più significativi in quanto sono l’evidente prova di come anche nella nostra città e nel nostro ospedale si possa parlare di ‘buona sanità’ e di un’organizzazione diligente, puntuale e precisa nonché di medici e operatori sanitari competenti, professionali, solerti, preparati ed efficienti. Pertanto, va rivolto un plauso all’equipe medica coordinata dalla dottoressa Maria Rita Falco Abramo, direttore dell’Unità di ostetricia e ginecologia, e composta dalla stessa e dai dottori Calderone d Giglia, dagli anestesisti dottori Alessi e Lo Piccolo, nonché al reparto di terapia intensiva per il lavoro svolto, affinché siano spinti a continuare a lavorare in uno stile vincente nell’interesse dell’intera comunità”.

Ad Agrigento, sabato 25 gennaio, alla Rotonda Giunone, alle ore 11, si svolgerà una manifestazione contro l’isolamento viario e la precarietà delle strade ad Agrigento e in provincia. All’iniziativa ha aderito il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, che afferma: “Partecipiamo. Se necessario faremo altro. In questi anni abbiamo assistito a inaugurazioni, sopralluoghi, task force, perfino decreti, e a uno sblocca cantieri. A marzo, giugno, settembre, novembre, mese dopo mese, abbiamo ribadito che non possiamo più attendere. Abbiamo chiamato a raccolta tutti i sindaci, ad Agrigento, poi a Caltanissetta, e siamo stati portavoce della protesta dell’agrigentino, del palermitano e del nisseno. Deviazioni, semafori e lavori interminabili, viadotti chiusi o a rischio. Strade colabrodo. Tante le promesse e le rassicurazioni, ma ancora poco o nulla. Viabilità e infrastrutture sono un diritto che reclamiamo da oltre 30 anni. Tutti insieme, uniti, sindaci, sindacati, Chiesa, cittadini. Si levi un grido: Basta!”.

La Cna, Confederazione artigianato piccole e medie imprese, di Agrigento, parteciperà alla manifestazione del 25 gennaio ad Agrigento contro l’isolamento viario e infrastrutturale della provincia, e condividerà il documento di richieste alle autorità competenti su cui è a lavoro il Servizio di pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Agrigento diretto da don Mario Sorce. Il presidente e il segretario della Cna di Agrigento, Francesco Di Natale e Claudio Spoto, affermano: “Senza sviluppo non potrà esserci riscatto sociale. E allora tutti assieme, ciascuno per le specifiche competenze e in funzione degli interessi collettivi di cui si è portatori, avviamo un percorso costruttivo condiviso, finalizzato ad incalzare e fare pressing sulla classe politica e sulle istituzioni governative, a vario livello, per provare a ridare dignità e speranza a questo nostro territorio”.

Dopo 9 mesi dall’insediamento della giunta successivo alle elezioni amministrative, il vice sindaco di Racalmuto, Giovanni Mattina, si è dimesso. Mattina si è occupato delle deleghe al Bilancio, al Personale, ai Servizi sociali e all’Igiene pubblica. Il sindaco di Racalmuto, Vincenzo Maniglia, sottolinea che Giovanni Mattina si è dimesso per impegni personali e che, comunque, proseguirà a collaborare con l’amministrazione esternamente.