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Lei, Maria Grazia Brandara, è stata sindaca di Naro, deputata alla Regione, e adesso è commissaria dell’Irsap, l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive. La Brandara è al volante di un’automobile che per definizione corre, accelera, produce e consuma, tra gli agglomerati industriali, le imprese, il lavoro. Adesso però ha pressato il piede sul pedale del freno, ha accostato a destra e ha sostato nella corsia di emergenza. E tramite un ormai da prassi “post su Facebook” ha lanciato un allarme nell’Agrigentino e, in particolare, nella sua “fulgentissima” Naro: l’aumento vertiginoso dei casi di tumore. Maria Grazia Brandara sollecita gli amministratori locali, i sindaci, alla levata di scudi, a radunarsi, dibattere, indagare, approfondire, alla ricerca di eventuali cause scatenanti insite nel territorio, che siano eventualmente effetto di speculazioni e del perseguimento di cinici interessi economici, al prezzo della vita umana e di enormi sofferenze. E Maria Grazia Brandara scrive: “Dobbiamo capire cosa stia accadendo: troppe morti per tumore nel circondario di Naro e dintorni. E ciò non può essere sottaciuto. Lasciare che tutto scorra nel silenzio ci rende responsabili di quelle morti, di non aver denunciato a gran voce e non aver evitato l’escalation della perdita di vite umane. E se è vero come è vero che esiste una emergenza, è anche vero che ci sono zone dove l’incidenza è maggiore, proprio a causa di agenti tossici presenti in quell’habitat. Già nel 2011 posi all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni la mia preoccupazione, dopo ripetute lamentele dei residenti, per la dubbia provenienza dei rifiuti conferiti nella discarica Principe di Camastra, dove l’aria riferivano essere ammorbata, e sulla cui sicurezza, in termini di ricaduta sulla salute, molti erano i dubbi. Non vorrei che dietro le cause di tanti morti possano celarsi trame e interessi economici che ben poco rispetto hanno della salute dei cittadini. Bisogna esser consapevoli del fatto che taluni veleni, inghiottiti dal suolo, hanno un impatto devastante sulle falde acquifere e, con effetto domino, sulle nostre coltivazioni e nell’uso domestico che delle acque facciamo, nelle esalazioni, quindi nell’ esistenza di ciascuno di noi. Non è possibile che siano i cittadini a corrispondere, sulla propria pelle, un prezzo che è il più alto che possano pagare, la vita e grandi sofferenze. So che esiste una convenzione tra le Aziende sanitarie di Agrigento e Trapani che, secondo la legge regionale 5 del 2009, permette di registrare, codificare e monitorare le informazioni sui pazienti oncologici. Ma questo non basta. Occorre la mobilitazione dei Sindaci del circondario, che possano portare il loro contributo ad un momento di incontro e approfondimento. Potrà essere una tavola rotonda, a cui invitare esperti, per capire quanto, in una particolare zona, inquinanti chimici, cause ambientali, e predisposizioni genetiche siano responsabili della patologia del secolo. In questo senso sono disponibile ad organizzare un confronto, perchè non possiamo giocare con la salute e con la vita. Dobbiamo capire se dietro tutto questo ci siano speculazioni e intervenire con dati alla mano. Dobbiamo pretendere di fare qualcosa che vada al di là del registro dei tumori. Sarà un atto di prevenzione, di tutela, di civiltà, e di profondo amore per i nostri figli” – conclude Maria Grazia Brandara.


I Carabinieri di Augusta hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Siracusa e dal Tribunale dei Minorenni di Catania emessa su richiesta della Procura nei confronti di C.V . 17 anni e del fidanzato C.L. di 22 anni. Le accuse sono di concorso in lesioni personali aggravate e di atti persecutori, da parte della coppia di fidanzatini, ai danni della madre di lei.
Dopo attente e accurate indagini, gli investigatori hanno accertato che la madre, da più di un anno, era oggetto di minacce, ingiurie e percosse poiche, avendo intuito la natura violenta del ragazzo, si opponeva fermamente alla loro relazione.
Addirittura, la sera del 16 Maggio scorso, la coppia aveva pianificato dettagliatamente l’aggressione alla madre. La figlia, aveva consentito al fidanzato di entrare di nascosto in casa ed aggredire la madre con ripetute e dolorose scariche elettriche tramite il teaser.
Una violenza inaudita sferrata alla madre, accentuata dal fatto che, non appena esaurita la batteria del teaser, il ragazzo  aveva continuato a colpire la donna al volto utilizzando lo strumento come bastone. La figlia, non solo sosteneva l’aggressione del fidanzato contro la madre ma, per evitare che dall’esterno si sentissero le urla e le richieste d’aiuto della madre, si precipitava a chiudere le tapparelle di casa per evitare che eventuali soccorritori potessero giungere in aiuto della madre.
I militari della Compagnia di Augusta hanno portato la ragazza in una comunità minorile individuata dal Tribunale per minorenni di Catania mentre il giovane è stato rinchiuso nel carcere di Cavadonna.

Prima è la segreteria provinciale di Agrigento del Pd, (anche il deputato regionale Giovanni Panepinto), poi il CIMO Sicilia, ad attaccare il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, Lucio Ficarra.
“Lasciano perplessi le recenti dichiarazioni pubbliche del Direttore Generale dell’ASP di Agrigento: Salvatore Lucio Ficarra prova a tirare le somme del suo triennio gestionale e si autopromuove a pieni voti. Il bilancio delineato da chi su quella poltrona ambisce a rimanere ben saldo, non è una valutazione veritiera, sembra più una favoletta per bambini piuttosto che un rendiconto gestionale! Ahimè, nel territorio agrigentino, in tema di sanità, c’è molto poco di realizzato e chi sostituirà Ficarra troverà soltanto qualche cantiere avviato e tante tante cose ancora da fare; -scrive la CIMO Sicilia – in questo ha fallito, ma non solo in questo, perché anche nella parte riguardante ristrutturazioni e sicurezza degli ambienti non si riescono a scorgere tutte le mirabilie che ci vengono propinate.
Alla fine del suo fantastico bilancio, ergendosi a Giudice supremo, Ficarra stila la lista dei buoni e dei cattivi, identificando 15 pecore nere della sua ASP, ovviamente senza farne i nomi. Dal canto nostro, se nella schiera dei cattivi vengono inseriti coloro che hanno a più riprese segnalato inefficienze e disservizi, non possiamo che essere orgogliosi di far parte delle cosiddette pecore nere, che al contrario di quelle bianche che belano festanti ad ogni cenno del Capo, vista l’assoluta mancanza di dialogo, hanno preso carta e penna e denunciato tutto quello che non andava e che veniva trascurato dall’amministrazione della Sanità agrigentina.
CIMO Sicilia ha chiesto a più riprese chiarimenti e delucidazioni su imprescindibili aspetti riguardanti la sicurezza nei luoghi di lavoro, sul Documento di valutazione dei rischi, sulle misure antincendio delle strutture affidate alla gestione del Dottor Ficarra. In merito a ciò, alle richieste ufficiali avanzate dalla Segreteria Aziendale CIMO non ha mai fatto seguito alcuna risposta. Come al solito.
Sono stati ancora segnalati i sottodimensionamenti di alcuni organici, come quelli delle chirurgie, rispetto alle quali in fretta e furia si tenta in piena estate di far fronte con “progetti” e con prestazioni aggiuntive retribuite con somme sulla cui origine ancora non è stata fatta la necessaria chiarezza. Abbiamo chiesto lumi anche su questo, sono arrivate risposte fumose e inconcludenti.
Non possiamo ancora esimerci dal segnalare il mancato confronto sindacale sulla nuova Dotazione Organica, previsto dalle norme contrattuali e sollecitato dallo stesso Assessore Gucciardi. Evidentemente Ficarra lo ha ritenuto superfluo, una fastidiosa pratica burocratica da bypassare con la consueta nonchalance. Però lo cita nella delibera presentata in Assessorato.” CIMO Sicilia verso Ficarra (da http://www.scrivolibero.it)
La recente notizia dei due dei direttori generali più “scomodi”, tra quelli in scadenza il 30 giugno, quelli delle Asp di Agrigento e Ragusa e di Villa Sofia cambieranno sede: Lucio Ficarra e Maurizio Aricò.
(Confermati al loro posto, invece, gli altri direttori col contratto in scadenza il 30 giugno. Si tratta di Antonio Candela all’Asp di Palermo, di Giovanni Migliore all’Arnas Civico del capoluogo, di Giulio Santonocito manager dell’ospedale Garibaldi di Catania, di Michele Sirna direttore generale dell’Asp di Messina e di Salvatore Brugaletta direttore generale dell’Asp di Siracusa.)
Lucio Ficarra andrà a Ragusa e prenderà il posto Aricò, manager dell’Asp di Ragusa. Aricò, così, dall’Asp di Ragusa viene trasferito a Palermo, dove prende il posto, alla guida dell’ospedale Villa Sofia-Cervello, di Gervasio Venuti. Quest’ultimo prenderà il posto di Ficarra ad Agrigento. Questa la “ridistribuzione” delle poltrone a capo di Asp e ospedali.
E’ una interminabile partita a scacchi; (benché l’irregolarità osservata nelle mosse faccia pensare a una variante chiamata scacchi di Alice, dal romanzo Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò di Lewis Carroll, in cui l’alternarsi dei turni fra bianco e nero era in parte determinata in modo casuale). Qui i manager delle ASP come alfieri, cavalli, torri e pedoni cambiano sede e sedi restando sempre in gioco, su una tavola, non più quadrata (come la scacchiera appunto), ma a forma di triangolo: la nostra ben amata Sicilia; peccato che nessuno si preoccupi di controllare le combinazioni ammissibili ormai divenute infinite.
“Dopo questa imbarazzante decisione della giunta Crocetta & C. di ruotare tre manager..facendo finta di nulla, noi non vediamo l’ora di votare e metterci alle spalle questa incredibile stagione politica!” Lo afferma Nicola D’Agostino, segretario regionale di Sicilia Futura e deputato all’Assemblea regionale siciliana.

L’offerta turistico-ricettiva di Agrigento conta da ieri 110 posti letto. Il Libero Consorzio della provincia infatti ha registrano la nascita di nuovi bed and breakfast, case-vacanze e affitta-camere tra Realmonte, Montallegro (località Bovo Mrina) e Agrigento. Nel territorio agrigentino salgono così a quasi 19 mila i posti letto disponibili ad accogliere turisti e vacanzieri di questi la stragrande maggioranza è costituita da strutture ricettive quali bed and breakfast e case vacanze, in misura minore le strutture alberghiere.

Il pm della Procura della Repubblica ha chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione per una donna di Porto Empedocle, di 51 anni, accusata di furto. Secondo la denuncia sporta dai familiari di un 80enne la donna avrebbe approfittato del fatto di aver sostituito per un giorno la badante di fiducia dell’uomo per appropriarsi di circa 3.400 euro che erano custoditi in casa. Ieri, in Tribunale, l’accusa ha chiesto la condanna per la donna.

La Polizia di Stato di Agrigento si è dotata di due nuovi acquascooter che espleteranno il servizio di vigilanza nelle acque agrigentine. Lo ha reso noto la Questura della Città dei Templi in una nota dove si a sapere che le nuove unità effettueranno gli stessi servizi di controllo e prevenzione svolto dalla Guardia Costiera lungo le coste della provincia. Gli acquascooter in dotazione possono effettuare l’attività da 0 a 500 metri dalla riva e sono stati assegnati a personale qualificato che ha svolto apposito corso di formazione.

Dopo la proclamazione, si è insediato oggi il nuovo sindaco della città di Sciacca, Francesca Valenti, 47 anni, avvocato, docente universitario, sposata e madre di due figli, eletta nella tornata di ballottaggio di domenica 25 giugno 2017.
È la prima donna, nella storia della Città, a guidare l’Amministrazione comunale.
Il rituale passaggio di consegne col sindaco uscente Fabrizio Di Paola è stato programmato per domani, mercoledì 28 giugno 2017, alle ore 9, nell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco, all’ultimo piano di Palazzo di Città.

I magistrati di Mons, località del Belgio, avrebbero aperto un’indagine sulla criminalità organizzata agrigentina in Belgio, dato il sospetto che nella folta comunità, proveniente soprattutto da Favara e Porto Empedocle, possano annidarsi “cellule” di Cosa nostra. Lo riporta il quotidiano La Sicilia di questa mattina che scrive dei recenti fatti di sangue che legano il paese del nord Europa con Favara e di un’indagine aperta sui recenti omicidi in territorio belga, nochè sui traffici di droga. Lo stesso quotidiano riporta della “sparizione” di Carmelo Di Stefano, il favarese rimasto ferito dopo l’agguato in cui è stato ucciso l’empedoclino Mario Jakelich a Liegi qualche mese addietro. Sembra che l’uomo dopo un periodo di degenza in ospedale per le ferite riportate, una volta guarito, abbia fatto perdere ogni traccia di sé.

Incidente mortale sulla Agrigento-Palermo nei pressi della sala ricevimenti Villa Fabiana, tra Villabate e Misilmeri.
Un furgone Iveco diretto a Palermo è finito contro il guard-rail.
La vittima è Vincenzo Polizzotto di 51 anni palermitano. L’uomo era a bordo del furgone che trasportava generi alimentari ed è finito contro il guard-rail. Il passeggero di 63 anni è in codice rosso all’ospedale Civico. Nell’impatto una persona è deceduta, una seconda è stata trasportata all’ospedale Civico di Palermo in gravissime condizioni.
Nello scontro il furgone è andato distrutto e il motore del mezzo è finito sull’asfalto.
I rilievi sono eseguiti dai carabinieri.

Monta la protesta contro la paventata possibilità di apertura di un centro accoglienza per minori in via Giovanni XXIII ad Agrigento. I cittadini residenti del luogo non gradiscono tale possibilità e si stanno mobilitando per raccogliere firme attraverso una petizione. A farsi portavoce del malumore dei numerosi residenti e commercianti della zona la consigliera comunale Nuccia Palermo, che insieme ad altri consiglieri, quale chiede un incontro col sindaco Calogero Firetto e “un consiglio comunale aperto per mettere ordine a quello che appare un assalto alla diligenza”. Sulla vicenda interviene anche il consigliere Salvatore Borsellino: “Nulla contro i poveri immigrati che fuggono da realtà di misera e guerra ma Agrigento è una piazza satura che ha già adempiuto al fenomeno dell’accoglienza”.