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Ad Agrigento, nonostante il primato nella raccolta differenziata con una percentuale consolidata di oltre il 70%, la tassa sui rifiuti è stata ridotta solo per le utenze commerciali e non per le utenze domestiche. Sui costi del servizio incide, e di parecchio, il costo del trasporto dei rifiuti fuori dalla provincia di Agrigento perché all’interno della provincia, a meno di alcune eccezioni, non si è dotati di impianti di conferimento, smaltimento e riciclo. L’impianto mobile di smaltimento dei rifiuti, da attivare nella zona industriale di Agrigento, e che è stato tanto sbandierato durante l’estate scorsa, si è rivelato una fandonia. Inoltre, il servizio, nonostante l’avvento da mesi del nuovo appalto, è ancora parziale, perché, oltre la scerbatura, non è effettuato il servizio di spazzamento delle strade, e i residenti si ritengono truffati e si dichiarano, quotidianamente, indignati. Dunque, miglioramento del servizio e riduzione della tassa sui rifiuti nel 2020?

L’intervista a breve

Ricordate la poliziotta catanese, originaria di Scordia, Giusy Agnello? Gli agrigentini sicuramente sì, perché Giusy Agnello dal 1988 al 1990 è stata in servizio alla Squadra Mobile di Agrigento, poi dal ’90 al ’92 a capo del Commissariato di Palma di Montechiaro, e poi dal 1993 al 2001 è stata dirigente della Dia, la sezione operativa della Direzione investigativa antimafia di Agrigento. Ebbene, adesso Giusy Agnello, 57 anni, è la nuova Questore di Ragusa. Si insedierà il prossimo 11 novembre al posto dell’attuale questore, Salvatore La Rosa, che si trasferirà a Trapani. L’Agnello è la prima donna Questore nella città iblea. Lei proviene dalla Sardegna, dove ha assunto il comando della Polizia Stradale. E’ sposata con un Ispettore di Polizia, ed è madre di una bambina. Pinuccia Albertina Agnello, conosciuta con il nome di Giusy, nel 2012 ha ricevuto il premio “Coraggio Emanuela Loi”.

Ad Agrigento, durante la notte, in prossimità dell’area di emergenza dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, un extracomunitario di 32 anni, G M sono le iniziali del nome, è stato rinvenuto privo di vita, impiccato nella zona dove stazionano le ambulanze. L’uomo, originario del Marocco e ospite di una comunità a Favara, è giunto in ospedale attraverso il servizio di 118 alcuni minuti dopo la mezzanotte. Dopo le operazioni di triage, al paziente è stato assegnato un codice verde e lo stesso è stato invitato ad accomodarsi nella sala d’aspetto interna per la successiva visita del personale medico. Poi alle successive chiamate dei sanitari, dopo circa una mezz’ora dall’accettazione, il giovane non ha risposto e non era presente nella hall d’attesa. Immediatamente dopo è avvenuto il rinvenimento del corpo sospeso con un cappio al collo ricavato dalla tracolla della borsa contenente gli effetti personali che l’uomo portava con sé. Sul posto sono prontamente sopraggiunte le forze dell’ordine. Il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Giorgio Giulio Santonocito, ha già avviato un’indagine conoscitiva interna, ed esprime amarezza ed un profondo cordoglio per quanto accaduto.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero, Chiara Bisso, a conclusione della requisitoria, ha chiesto al Tribunale di condannare all’ergastolo Orazio Rosario Cavallaro, 61 anni, di Ravanusa, arrestato il 2 ottobre del 2018 perché ritenuto responsabile dell’omicidio, il 2 aprile del 2018, giorno di Pasquetta, a Licata, dell’imprenditore Angelo Carità, 61 anni, di Licata, a sua volta condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio e occultamento del cadavere dell’imprenditore licatese Giovanni Brunetto, 60 anni, e in stato di libertà per decorrenza dei termini di custodia.

“Sono bastate le prime piogge-peraltro non particolarmente insistite-per mettere a nudo lo stato disastroso di molte strade della città di Agrigento,ridotte a colabrodo per l’assenza di manutenzione.

Fango e detriti, con il carico di sassi e rami spezzati, si fiondano dalle zone più alte a quelle a valle:dal Viale dei Giardini di San Leone alle aree che insistono a Villaggio Mosè ed ancora a quelle di Villaseta, dove le strade mostrano i segni dell’incuria prolungata nel tempo.

Terreni che cedono e Caditoie mal funzionanti, rendono insicure le strade esponendo utenti e famiglie ad elevati rischi per l’integrità di persone e mezzi.

L’amministrazione comunale intervenga subito -conclude Giorgia Iacolino- eseguendo immediati lavori di Manutenzione delle strade,  dalla eliminazione delle insidie,alla pulizia delle caditoie ed alla eliminazione dei fattori di rischio che provocano il cedimento di terreni, anche con la doverosa attività di vigilanza e stimolo nei confronti delL’Anas e  degli enti preposti alla corretta gestione delle arterie di collegamento viario della nostra città “

Nella notte di Halloween, sicuramente a causa del manto stradale scivoloso, una Citroen C4 con a bordo tre persone si è autonomamente schiantata nel muretto di una villa nei pressi del Viale Cannatello, precisamente in Via Farag.

Due, dei tre passeggeri, sono rimasti illesi mentre per il terzo passeggero, una 18enne agrigentina è stata trasportata a mezzo autoambulanza all’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

La ragazza ha riportato un trauma cranico e una frattura al femore per il quale ha subìto un intervento.

Per via di un aggravamento delle sue condizioni dovute al trauma cranico, la 18enne oggi è stata trasferita all’Ospedale “Villa Sofia” di Palermo dove subirà un altro delicato intervento.

 

La protezione civile Sicilia ha diramato un’allerta meteo per la giornata di domani, 3 Novembre con codice “giallo”.

Potrebbero, quindi, verificarsi fenomeni localizzati e/o diffusi di esondazione lungo i corsi d’acqua a valle delle dighe.

Le strutture locali di protezione civile adotteranno, al riguardo, le procedure previste nei propri piani di protezione civile per il rischio idrogeologico e idraulico.

Ad Agrigento il coordinatore del movimento Mani Libere, Giuseppe Di Rosa, segnala e documenta in fotografia che nel Parco dell’Addolorata, che gli Uffici comunali di Agrigento hanno adibito a deposito di sfalci e potature, vi sono anche delle palme colpite da punteruolo rosso. Ebbene, Di Rosa, nel suo intervento diffuso alla stampa, cita una infinità di norme e articoli di legge secondo cui la palme tagliate perché colpite da punteruolo rosso sono ritenute rifiuto speciale e pericoloso. Pertanto Giuseppe Di Rosa esprime disappunto allorchè il Parco Addolorata è stato adibito dal Comune a discarica anche di rifiuti speciali e pericolosi, e nessuna autorità competente, nonostante le sollecitazioni, ha ancora disposto il sequestro dell’area.