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Favara Carabinieri


I Carabinieri della Tenenza di Favara hanno tratto in arresto Pullara Carmelo, 28 enne favarese, per il reato di tentato omicidio stradale. Nella nottata del 3 luglio, in viale Pietro Nenni nei pressi della rotatoria dell’Itria, un ragazzo 17 enne alla guida di uno scooter è stato investito da un motociclo di grossa cilindrata. Il centauro non si è fermato per sincerarsi e soccorrere il giovane che è attualmente ricoverato in ospedale in stato di coma farmacologico. Dopo accertamenti ed indagini i militari sono giunti a dare un volto ed un nome al responsabile che è stato quindi identificato e arrestato. La moto rinvenuta trattasi di Kawasaki KX da competizione, senza targa ed assicurazione, è stata sottoposta a sequestro. Su disposizione dell’ A.G. l’uomo è stato tradotto presso la propria abitazione al regime degli arresti domiciliari. Pullara Carmelo era già stato arrestato nel dicembre scorso a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare in quanto accusato di omicidio preterintenzionale per aver fatto parte del “branco” che, nel febbraio 2016, eseguì la spedizione punitiva a seguito della quale perì Bennardo Chiapparo.

Giacomo Maurizio Ieni, Riccardo Romano Di Mauro e Silvio Battaglia


Tre affiliati al clan Pillera – Puntina arrestati il 28 giugno del 2006 nell’ambito dell’operazione ‘Atlantide’, Giacomo Maurizio Ieni, di 60 anni, inteso “Nucciu ‘u mattuffu”, Silvio Battaglia, di 52, e Riccardo Romano Di Mauro, di 55, sono state arrestate dalla Polizia di Stato perchè destinatari di ordini di esecuzione per la carcerazione emessi dalla Procura Generale della Repubblica di Catania dopo un pronunciamento della Cassazione che ha reso definitiva la loro condanna per associazione mafiosa emessa il 31 marzo del 2016 dalla Corte d’Appello di Catania.
Ieni deve espiare una pena di 9 anni di reclusione. Gli altri due ne devono espiare una di sei anni.
Di Mauro è stato bloccato a Milano dalla squadra mobile del capoluogo lombardo. Gli altri due sono stati arrestati dalla squadra mobile di Catania. Con l’operazione ‘Atlantide’, nei confronti di 37 presunti affiliati alla cosca, la squadra mobile della Polizia di Stato di Catania e il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza portarono a galla un ”mondo sommerso” fatto di aziende ed esercizi commerciali che erano direttamente o indirettamente controllati dalla cosca PIllera-Puntina. Gli inquirenti scoprirono gli affari dei mafiosi e il giro di denaro che poi veniva investito per acquistare armi e droga.

Calogero Di Caro e Rosario Meli, u puparo, sotto Vincenzo Meli, Calogero Piombo e Angelo Prato


Il presidente del secondo collegio Luisa Turco, a latere d.ssa Croce e dott. Ricotta, ha rinviato l’udienza del processo scaturito dall’inchiesta antimafia denominata Vultur, che si sarebbe dovuta celebrare quest’oggi, in seguito ad istanza depositata dai difensori di Vincenzo Meli, uno dei coinvolti nell’operazione, oggi impossibilitato a presenziare udienza ad Agrigento in quanto impegnato presso il Tribunale del Riesame di Palermo. L’udienza e’ stata rinviata al 12 luglio. Nell’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento e diretta dalla Dda di Palermo finirono in manette:Calogero “Lillo” Di Caro, autorevole esponente dei clan mafiosi di Canicattì, Rosario Meli, 68 anni, di Camastra; Vincenzo Meli, di anni 46; Calogero Piombo, 65 anni di Camastra e Angelo Prato, 38 anni (ai domiciliari) di Camastra.

L’Irsap (Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive) scende in campo per aiutare a prevenire il rischio incendi in Sicilia. Il commissario dell’Istituto Mariagrazia Brandara ha emesso una direttiva con la quale ha richiesto “apposite perizie sulla situazione delle singole aree industriali” gestite dall’Irsap, per poi procedere “d’urgenza” con il decespugliamento. “L’Ente sta mettendo in atto ogni azione possibile per scongiurare e limitare i rischio incendi nell’area di Catania, come nelle altre zone industriali, rischio che si incrementa esponenzialmente nella stagione estiva – afferma Brandara – Ci stiamo attivando per mantenere i livelli di sicurezza, decoro e vivibilità degli agglomerati industriali e, dinnanzi all’allarme incendi sul territorio regionale, ho chiesto la massima attenzione degli uffici periferici per scongiurare e limitare il rischio di incendi oltre a una perizia dei terreni incolti e trascurati negli agglomerati industriali gestiti dall’Irsap, maggiormente esposti al rischio di incendi per quantificare e misurare gli interventi di scerbatura da predisporre”. Nella disposizione di servizio, anche un invito ai singoli imprenditori delle aziende insediate “a provvedere alla scerbatura delle loro aree di competenza incolte”.

Un uomo di 65 anni, di Sciacca, è stato condannato dal Tribunale della cittadina termale a 2 anni e 8 mesi di reclusione per violenza sessuale. L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe dato un passaggio ad una ragazzina di 16 anni, sua vicina di casa, e in auto avrebbe palpeggiato le parti intime della stessa. La giovane, una volta giunta a casa, raccontò tutto ai genitori che sporsero denuncia.

Al Presidente della Repubblica

ROMA

Caro Presidente,
abbiamo accolto l’invito, rivoltoci dalle nostre Organizzazioni Sindacali Confederali e di Categoria di CGIL CISL UIL, a soprassedere dal “rovinare la festa” della Sua venuta ad Agrigento.
Ma Ella deve conoscere la nostra situazione. Deve sapere che a pochissimi metri da quella Casa di Pirandello che Ella visiterà, c’è un dramma che riguarda 25 Padri di Famiglia, un dramma iniziato il 29.12.2014 quando l’Azienda ITALCEMENTI decideva di riconvertire lo Stabilimento di Porto Empedocle, trasformandolo in “centro di macinazione”.
Risultato: 31 lavoratori rimanevamo e  Noi eravamo diventati  un “esubero”!
Sorvoliamo sulla discutibile scelta di ITALCEMENTI che sia pure costretta da una crisi reale del settore dell’edilizia e del cemento decide di “tagliare” partendo da quella parte dell’Italia dove più problematico è trovare lavoro!
Sorvoliamo sui discutibili criteri di scelta in cui hanno pesato tanti fattori e non tutti riconducibili alla professionalità.
Il 29.12.2014 l’Azienda firma con le nostre OO.SS. un Accordo con il quale si impegnava a ricollocarci in altri siti e a valutare l’opportunità di cedere parte dell’area non utilizzata per l’insediamento di nuove attività con la clausola della nostra rioccupazione.
Ci crediamo, vogliamo crederci. Anche perché vi erano stati incontri al MISE, all’Assessorato Regionale nel quale erano state prospettate concrete possibilità: ma ad oggi nulla!
Nel frattempo la ITALCEMENTI è diventata “tedesca” passando al Colosso Tedesco Hidelberg Cement ma l’impegno sopra richiamato lo  ha riconfermato in sede di Confindustria in data 04 febbraio 2017 il predetto impegno fino a tutto il 2018.
L’ultima volta che ci siamo mossi, abbiamo provocato la convocazione di un Consiglio Comunale Straordinario, alla Sindaca le nostre OO.SS. hanno sottoposto un “protocollo” per cercare utilmente una nostra ricollocazione.
Dopo 3 mesi ancora si deve tenere la riunione in Prefettura per sottoscrivere tale intesa: ma è normale questa insensibilità verso i nostri problemi?
Ma il tempo passa e ad alcuni di Noi sono scaduti gli ammortizzatori sociale e, a brevissimo, questa sorte capiterà a tutti Noi!
E come paghiamo il mutuo? E come potremo mangiare, pagare affitti e bollette…. Come potremo vivere???
Per questo ci rivolgiamo a Lei.
Avremmo voluto farlo di persona, ma la rabbia e la disperazione avrebbero giocato brutti scherzi e trasformato una legittima manifestazione di protesta in un problema per l’ordine pubblico.
A Noi non interessava. A Noi interessa risolvere la questione.
Per questo ci rivolgiamo ad Ella, affinché intervenga sull’Azienda e sulla Prefettura affinché svolga un ruolo vigile sulla questione.
Non ci abbandoni Presidente! Abbiamo fiducia in un Suo intervento fattivo.

Nuova tranche di comunicazioni via Pec o posta ordinaria al servizio della compliance. L’Agenzia delle Entrate, come in passato, offre ai contribuenti la possibilita’ di mettersi in regola e beneficiare della riduzione delle sanzioni evitando un eventuale avviso di accertamento. In Sicilia, destinatari di queste lettere sono quasi 8mila cittadini che nel 2014 non hanno dichiarato in tutto o in parte alcuni redditi percepiti nel 2013. La distribuzione degli avvisi per provincia Agrigento 598, Caltanissetta 386, Catania 1.753, Enna 206, Messina 1.136, Palermo 1.923, Ragusa 430, Siracusa 694, Trapani 646, Totale 7.772. Nel dettaglio, le comunicazioni in partenza sono indirizzate a contribuenti persone fisiche e riguardano presunte anomalie rilevate dall’incrocio dei dati in relazione a redditi dei fabbricati, derivanti dalla locazione di immobili, imponibili a tassazione ordinaria o soggetti a cedolare secca; redditi di lavoro dipendente e assimilati, compresi gli assegni periodici corrisposti dal coniuge o ex coniuge; redditi prodotti in forma associata derivanti dalla partecipazione in societa’ di persone o in associazioni tra artisti e professionisti e redditi derivanti dalla partecipazione in societa’ a responsabilita’ limitata in trasparenza; redditi di capitale derivanti dalla partecipazione qualificata in societa’ di capitali; redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e professionale; alcuni tipi di redditi diversi e redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e non professionale; redditi d’impresa con riferimento alle rate annuali delle plusvalenze/sopravvenienze attive. Un dettagliato prospetto informativo, disponibile per i cittadini gia’ abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate nella sezione “L’Agenzia scrive” del Cassetto fiscale, indica tutti gli elementi che hanno originato l’anomalia segnalata. In gran parte dei casi, saranno resi disponibili anche un foglio di avvertenze e due link per accedere alla propria dichiarazione presentata per l’anno d’imposta 2013 e per predisporre e inviare la dichiarazione integrativa e la delega di pagamento degli importi dovuti.

“Il 3 Luglio l’Assessore Riolo – scrive in una nota stampa il Consigliere del Movimento 5 Stelle Marcella Carlisi – ha risposto alla mia richiesta di conoscere perché non si è ancora effettuato il collaudo della cartellonistica turistica. Riolo ha detto che la risposta è semplice: la ditta non ha completato il lavoro che comprende anche un hot spot wifi, traduzione dei testi in altre lingue ed altro. Per cui l’Amministrazione comunale è ancora in attesa ed è stata sollecitata la ditta a completare le opere previste nell’appalto.
Considerando che il finanziamento è stato ottenuto almeno nel 2015 -dice Carlisi- la risposta mi lasciava basita perché, è cosa nota, se non si rispettano i tempi si perdono i finanziamenti. A marzo 2016, avevo presentato una mozione sulla cartellonistica turistica che è passata in Consiglio, ma l’Amministrazione ha chiarito che erano già stati finanziati diversi cartelli: quelli che furono installati mesi dopo e che portarono la città alla ribalta per gli strafalcioni presenti.
Dai banchi il Consigliere Gibilaro indicava la presenza di un documento di revoca di cui i rappresentanti dell’Amministrazione presente in Aula, facevano capire di non sapere niente.
Il collega Gibilaro, alla fine della seduta, mi ha fornito la documentazione che mi ha detto di avere consegnato più o meno un mese prima agli uffici finanziari.
Tali documenti sanciscono il ritiro delle somme, già in precedenza certificate e sono pervenuti all’Amministrazione il 27 marzo 2017. Il Dipartimento Turismo aveva avviato la procedura di revoca in quanto a Giugno 2016 l’ente beneficiario chiedeva una proroga fino a dicembre 2016 ma non risultavano sufficientemente esplicitate le motivazioni, nonostante le diverse richieste di integrazione dei documenti. Ulteriore invio di documenti è avvenuto da parte del Comune ad inizio 2017 ma la Regione, dopo aver concesso altri 3 giorni, ha inviato la nota di ritiro.
Leggendo i giornali, oggi, continua Carlisi, scopro che una parte dell’Amministrazione era a conoscenza della revoca e che è stata aggredita la fidejussione; queste informazioni avrei dovuto sentirle in aula dall’Amministrazione comunale.
C’è una cortina che protegge i fallimenti della Giunta. Spero che l’aggressione della fidejussione compensi eventuali perdite alle casse del Comune, che si trova in questo momento però con una cartellonistica non collaudata e, in alcuni casi, totalmente fuorviante.
Tutto ciò è rimasto, fino ad adesso, nascosto alla Città, come se i cittadini non avessero il diritto di sapere che il Comune non è riuscito a far rispettare la tempistica e ha perso il finanziamento.
Nello stesso “question time” ho chiesto di conoscere cosa l’amministrazione comunale stesse proponendo per captare i finanziamenti relativi all’Azione 9.6.6 – Asse 9 “Inclusione sociale”, priorità d’investimento 9b, riguardanti gli interventi di recupero funzionale e riuso di vecchi immobili di proprietà pubblica, considerati i tanti immobili comunali esistenti in stato di abbandono. L’Assessore nella sua risposta è stato vago. Nonostante sia necessario, in breve tempo, approntare i progetti definitivi, non ne conosceva nemmeno uno. Temo, a questo punto, che sarà un’altra opportunità e altri soldi sprecati per la nostra Agrigento che, attualmente, risulta in mano ad un’Amministrazione dedita solo a nascondere il proprio fallimento”.

Come ogni anno con la stagione estiva e la fine delle scuole, arriva il momento di divertirsi per i molti giovani saccensi, che in queste serate estive frequentano i vari locali del centro e della zona litoranea di San Marco.
E’ cosi che come ogni anno anche il rumore, gli schiamazzi e la musica aumentano, talvolta prolungandosi ben oltre l’orario consentito, andando a disturbare il riposo dei residenti. Le chiamate e le lamentele al 112, di cittadini incapaci di riposare a seguito della musica troppo alta diventano sempre più frequenti e numerose.
Nello scorso fine settimana la Compagnia Carabinieri di Sciacca, proprio al fine di regolarizzare tale fenomeno ha controllato una serie di locali del centro storico, del porto e della zona balneare di San Marco. Nell’attività, che ha visto impegnate varie pattuglie in borghese ed in uniforme della locale stazione e del nucleo operativo e radiomobile, sono stati denunciati 5 gestori di altrettanti locali per disturbo del riposo delle persone ex art. 659 cp, perché emettevano musica ben oltre l’orario consentito. Venivano inoltre poste sotto sequestro le apparecchiature elettroniche per la riproduzione, l’amplificazione e la diffusione della musica.
L’attività condotta rappresenta una risposta tangibile dell’Arma al protrarsi di determinate tipologie di condotte, che come questa, va a discapito del riposo dei residenti della città.