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Lega delle cooperative Sicilia occidentale e Confcooperative Sicilia sede territoriale di Agrigento, tramite i dirigenti Mimmo Pistone e Diego Guadagnino, esprimono perplessità nel merito delle proposte di modifica al Regolamento comunale di Agrigento per l’assistenza agli alunni disabili, avanzate dalla Commissione consiliare Servizi sociali. Pistone e Guadagnino spiegano: “Si tratta di proposte che tendono ad affidare i servizi Asacom direttamente ai liberi professionisti scavalcando la funzione organizzativa e sociale delle cooperative. Intendiamo precisare che organizzare un servizio educativo, per il terzo settore e le cooperative, non è il fare una trattativa economica o conferire semplicemente incarichi di prestazione d’opera, ma progettare un sistema educativo volto a tutelare i bambini più deboli e i diritti dei lavoratori. Come organizzazioni del Movimento cooperativistico esprimiamo la nostra contrarietà alla scelta proposta dalla Commissione e chiediamo alla stessa di essere ascoltati in audizione per un confronto sul tema e sulle soluzioni del caso”.

Ad Agrigento, a Porto Empedocle, all’Hotel dei Pini, si è svolto il primo convegno del Sim Carabinieri Agrigento, ovvero il Sindacato italiano militari Carabinieri, sul tema della mancata attivazione dei fondi di previdenza complementare, per il quale è in atto un ricorso al Tar del Lazio. Si tratta di fondi per compensare, a favore del personale militare, la riduzione del trattamento pensionistico, conseguente dal passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. Al dibattito sono intervenuti docenti universitari, avvocati ed esperti del settore previdenziale. Inoltre, il sindacato ha presentato una polizza assicurativa di tutela legale, con copertura delle vertenze di natura penale e amministrativa, che offre a tutti gli iscritti la possibilità di potersi tutelare in tutte le sedi, garantendo la possibilità di operare con serenità e con la consueta professionalità. Gli iscritti al sindacato beneficeranno gratuitamente della polizza.

Aziende, associazioni e professionisti che per la loro attività hanno aperto il sito web della nuova Azienda Idrica Comuni Agrigentini che è rintracciabile on line all’indirizzo “aicaonline.it”, quando hanno dovuto scaricare bandi o avvisi di gare, o manifestazioni d’interesse, si sono accorti che ogni file pubblicato con formato pdf viene aperto con la denominazione “Girgenti Acque”. Il titolo e i testi di avvisi e bandi sono comunque regolari e riferiti ad Aica (anche se nel caso del servizio consulenza e assistenza contabile e fiscale, per un errore si è resa necessaria una rettifica) e che probabilmente si tratta di un precedente file utilizzato dal vecchio gestore su cui è stata poi scritta una nuova versione del documento.

Abbiamo segnalato il disguido, che riteniamo non pregiudichi nessuno dei passaggi burocratici che il consiglio di amministrazione e la direzione generale stanno conducendo nei primi tre mesi di vita di Aica: “Si tratta di un errore di cui non ci eravamo accorti – ci dice il vice presidente del Cda e attuale direttore generale facente funzioni Fiorella Scalia – grazie per averlo segnalato, adesso sistemiamo l’inconveniente”. La curiosa anomalia e’ il risultato della gran mole di lavoro a cui gli esperti del Cda stanno sottoponendo gli uffici amministrativi, indotti probabilmente dalla frenesia dei tempi ristretti a ricorrere a documenti della vecchia società ed a modificarli. L’impatto, per chi scarica i file in formato pdf e si ritrova a sinistra del documento la scritta “Girgenti Acque”, e’ comunque notevole, anche se a quanto pare sono stati in pochi ad accorgersene.

Aica in queste ore sta esaminando le istanze pervenute entro il 25 ottobre scorso riguardanti un avviso a carattere esplorativo per la formazione di un elenco di professionisti legali ai quali affidare un incarico professionale. Le domande pervenute sono circa dieci. La durata dell’incarico dipende dalle previsioni di budget di Aica ed è oggi prevedibile sino ad un massimo di 12 mesi. Il compenso lordo fisso sarà fissato per tutta la durata dell’incarico e parametrato ad un importo lordo mensile di 2 mila euro. Ma ne sapremo di più nei prossimi giorni.

Giuseppe Recca

L’esecuzione di tale provvedimento ablativo rappresenta l’esito di approfonditi accertamenti patrimoniali condotti dal personale del Nucleo di Polizia Economica Finanziaria di Trapani  che hanno consentito di accertarne una sproporzione tra esistenti tra il c.d. “patrimonio disponibile” e il correlato profilo economico/finanziario.

Il soggetto ha avuto un ruolo di primo piano nella direzione della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara tale da determinare, nel maggio del 2018, l’emissione nei suoi confronti di ordinanza di custodia cautelare in carcere all’esito dell’operazione di polizia cd. “Anno Zero” coordinata dalla Procura Distrettuale di Palermo.

I presupposti soggettivi della misura di prevenzione patrimoniali oggi eseguita dalle Fiamme Gialle trapanesi sono però molto più risalenti nel tempo, in quanto dedotti in primis dalla avvenuta condanna in via definitiva del soggetto per il reato di cui all’art.416 bis c.p. risalente al 2002, la quale accertò l’organicità di quest’ultimo a tale famiglia mafiosa già a partire dal 1998 e determinò nei suoi confronti l’ascrizione di numerosi reati-fine commessi nell’interesse di tale consorteria criminale, quali estorsione continuata, danneggiamenti e incendi dolosi.

Il ruolo di “campiere” ricoperto in passato dal soggetto per conto della famiglia Messina Denaro nell’agro di Contrada Zangara a Castelvetrano ed risalenti contatti avuti da quest’ultimo con lo stesso Matteo Messina Denaro sia nel periodo anteriore alla sua latitanza che in epoca successiva hanno consentito di poterlo giudiziariamente annettere nella ristretta cerchia degli uomini di fiducia del superlatitante, avendo il medesimo favorito pure la latitanza di altri membri del mandamento mafioso di Castelvetrano.

Proprio in tale delicatissimo periodo storico il soggetto si era adoperato per diramare ai membri della consorteria mafiosa gli ordini impartiti da Matteo Messina Denaro , di cui all’epoca era portavoce il fratello, nonché nell’assicurare al mandamento mafioso il procacciamento e la custodia di armi e munizionamento idonei a mantenerne la tutela degli interessi sul territorio.

Il sequestro ha interessato beni aziendali relativi all’impresa agricola condotta dalla moglie del proposto, costituiti in prevalenza da fondi rustici coltivati ad uliveti in agro di Castelvetrano, Contrada Latomie, il cui valore è complessivamente quantificabile in circa 300.000,00 euro.

L’esecuzione di tale provvedimento ablativo rappresenta l’esito di approfonditi accertamenti patrimoniali condotti dal personale del Nucleo di Polizia Economica Finanziaria di Trapani  che hanno consentito di accertarne una sproporzione tra esistenti tra il c.d. “patrimonio disponibile” e il correlato profilo economico/finanziario.

Il soggetto ha avuto un ruolo di primo piano nella direzione della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara tale da determinare, nel maggio del 2018, l’emissione nei suoi confronti di ordinanza di custodia cautelare in carcere all’esito dell’operazione di polizia cd. “Anno Zero” coordinata dalla Procura Distrettuale di Palermo.

I presupposti soggettivi della misura di prevenzione patrimoniali oggi eseguita dalle Fiamme Gialle trapanesi sono però molto più risalenti nel tempo, in quanto dedotti in primis dalla avvenuta condanna in via definitiva del soggetto per il reato di cui all’art.416 bis c.p. risalente al 2002, la quale accertò l’organicità di quest’ultimo a tale famiglia mafiosa già a partire dal 1998 e determinò nei suoi confronti l’ascrizione di numerosi reati-fine commessi nell’interesse di tale consorteria criminale, quali estorsione continuata, danneggiamenti e incendi dolosi.

Il ruolo di “campiere” ricoperto in passato dal soggetto per conto della famiglia MESSINA DENARO nell’agro di Contrada Zangara a Castelvetrano ed risalenti contatti avuti da quest’ultimo con lo stesso Matteo MESSINA DENARO sia nel periodo anteriore alla sua latitanza che in epoca successiva hanno consentito di poterlo giudiziariamente annettere nella ristretta cerchia degli uomini di fiducia del superlatitante, avendo il medesimo favorito pure la latitanza di altri membri del mandamento mafioso di Castelvetrano.

Proprio in tale delicatissimo periodo storico il soggetto si era adoperato per diramare ai membri della consorteria mafiosa gli ordini impartiti da Matteo MESSINA DENARO, di cui all’epoca era portavoce il fratello, nonché nell’assicurare al mandamento mafioso il procacciamento e la custodia di armi e munizionamento idonei a mantenerne la tutela degli interessi sul territorio.

Una nuova vittima, a causa del covid, si registra a Cattolica Eraclea. E’ il secondo decesso da inizio pandemia nel piccolo Comune dell’agrigentino.

A darne notizia è il sindaco Santo Borsellino che in unpos ha dichiarato: “La comunità tutta è scossa dalla triste dipartita di un nostro caro concittadino. Auriel, detto Aurelio, era un grande lavoratore, un buon padre di figlia e un amico di tanti di noi. Ci lascia dopo un travagliato ricovero in ospedale a causa del Covid-19. Purtroppo non era vaccinato. Alla sua famiglia, agli amici ed a tutta la comunità Romena, va il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. Che riposi in pace. Mi permetto di dire quanto importante sia la vaccinazione ed è l’unica arma che abbiamo contro questo subdolo e maledetto virus. Vacciniamoci tutti, invitiamo chi non lha fatto a sottoporvi. Abbiamo fiducia nei nostri medici e nei nostri esperti che lavorano costantemente per la nostra vita.”

Il sig. I.T., proprietario di un fabbricato sito nel Comune di Lampedusa, nel 2002 aveva ottenuto il rilascio, da parte del Comune di Lampedusa e Linosa, della concessione edilizia in sanatoria per la predetta opera abusiva realizzata nel lontano 1993, in conformità al parere reso dalla Soprintendenza di Agrigento.

Ciò non di meno, nel 2017 – dopo oltre 15 anni dal rilascio del titolo autorizzatorio – lo stesso vedeva recapitarsi il provvedimento con il quale gli veniva ingiunto il pagamento, da parte dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, di un’indennità per il danno causato all’ambiente con la realizzazione del suddetto fabbricato, ai sensi dell’art. 167 del D.Lgs. n. 42/2004.

Il sig. I.T., reputando illegittimo tale provvedimento, decideva di agire in giudizio, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, contestando l’ormai intervenuta decorrenza del termine di prescrizione.

In particolare, l’Avv. G. Rubino rilevava in giudizio come l’Assessorato avesse disposto l’applicazione dell’indennità risarcitoria sebbene fosse oramai ampiamente decorso il termine quinquennale di prescrizione previsto per l’esercizio del relativo potere sanzionatorio.

Il T.A.R. Palermo, condividendo le censure sollevate in giudizio dall’Avv. Rubino, ha accertato come il provvedimento impugnato fosse stato adottato quando oramai la pretesa dell’Amministrazione regionale si era estinta per prescrizione.

I Giudici Amministrativi, in continuità peraltro con la maggioritaria giurisprudenza formatasi sulla materia, hanno, dunque, accolto il ricorso, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato.

Il sig. I.T., per effetto della superiore pronuncia, non dovrà pertanto versare alcuna indennità risarcitoria a causa della realizzazione del suddetto fabbricato nel Comune di Lampedusa.

Ci sono 100 Comuni siciliani in dissesto, sotto il piano di riequilibrio finanziario e strutturalmente deficitari. L’allarme lanciato dai sindaci, che hanno annunciato una manifestazione di protesta a Roma organizzata per il 3 novembre, ci sembra pienamente condivisibile. Anzi, è una iniziativa che sottoscriviamo e sosteniamo”.

Fp Cgil Sicilia prende posizione rispetto alla drammaticità della delicata questione, i cui effetti sono destinati ad innescare una vera e propria bomba sociale. “Individuata la patologia, è necessario intervenire con una efficace terapia, prima che sia troppo tardi – affermano il Segretario Generale, Gaetano Agliozzo, e il Segretario Regionale, Massimo Raso – non si può far finta di niente o aspettare che la situazione degeneri. Qui ci sono a serio rischio i servizi offerti ai cittadini, alle imprese e al territorio, oltre che la serenità dei dipendenti. E’ un’emergenza che non può e non deve essere sottovalutata e rinviata, tenuto conto dell’ormai progressivo e costante aumento degli Enti che vanno in grave sofferenza. Basti dare un’occhiata ai numeri: ad oggi solo 152 Comuni su 391 hanno approvato il bilancio di previsione 2021-2023 e solamente 74 hanno approvato il consuntivo 2020. Tutto questo dà l’esatta misura dei livelli di criticità, destinati a ripercuotersi sulle singole realtà territoriali, dove le Amministrazioni comunali non hanno più forza finanziaria e  non dispongono di adeguate figure professionali. Ed in questa ottica, c’è un dato davvero emblematico, quello che certifica le caselle vacanti nelle piante organiche. Attualmente ci sono 15 mila posti vuoti e tra questi circa 4000 fra dirigenti e categoria D. A causa di queste condizioni segnatamente negative, che paralizzano ogni capacità progettuale, – sottolineano Agliozzo e Raso – i Comuni siciliani sono, loro malgrado, costretti a rinunciare alle opportunità messe a disposizione dalla Programmazione Comunitaria e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Come dire, piove sul bagnato. Ma è un lusso che non possiamo assolutamente permetterci. Occorre dunque porre urgentemente rimedio allo stato attuale delle cose, trovando adeguate soluzioni che, in termini normativi, finanziari ed organizzativi, diano risposte e slancio alle attività degli Enti locali. Torniamo ad invocare un “Piano Straordinario di assunzioni”, condizione fondamentale per avere una Pubblica Amministrazione all’altezza delle nuove sfide, capace di tornare ad essere punto di riferimento delle comunità, così come , una volta e per tutte, chiediamo che si  metta la parola fine al bacino della precarietà.  Le proposte dell’Anci Sicilia rappresentano una piattaforma rivendicativa che apprezziamo, appoggiamo e rilanciamo – concludono Agliozzo e Raso – nella speranza che questa mobilitazione sensibilizzi le Istituzioni e determini l’avvio di un costruttivo confronto, capace di mettere al centro dell’agenda politica tutte le questioni opportunamente rilevate, attorno alle quali si snoda il destino delle comunità siciliane”.

Illustrato oggi pomeriggio in Prefettura dall’Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, Dr. Antonio Scavone, il progetto “Su.Pr.Eme.”  finanziato nell’ambito dei fondi AMIF-Emergency Funds della Commissione Europea in partenariato con il Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali – Direzione Generale Immigrazione coadiuvato dalle Regioni del Mezzogiorno e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e Nova Consorzio nazionale.

All’incontro presieduto dal Prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, hanno partecipato i Sindaci dei Comuni interessati, i vertici delle Forze di Polizia e i rappresentanti dell’Azienda Sanitaria provinciale, delle Organizzazioni sindacali e del mondo datoriale.

Il progetto, che sarà operativo a breve nella provincia di Agrigento, ha come destinatari le persone immigrate regolari presenti presso insediamenti informali del territorio della provincia di Agrigento.

Saranno attivati:

  • un Servizio di Unità Mobile di Assistenza e presidio di salute, di alfabetizzazione sanitaria e socio-sanitaria e di prevenzione;
  • un servizio di trasporto gratuito che prevede l’utilizzo di 6 van da 9 posti (incluso il conducente) per il trasporto di lavoratori stagionali dalle abitazioni e/o insediamenti informali ai luoghi di lavoro e ritorno.

I territori interessati sono quelli dei Comuni di Caltabellotta, Campobello di Licata, Canicattì, Naro e Ribera e le azioni riguarderanno la prevenzione sanitaria e socio-sanitaria a tutela dei lavoratori stranieri e di tutta la popolazione autoctona e la mobilità connessa al lavoro al fine di spezzare le logiche di reclutamento del caporalato.

Nel corso dell’incontro ha trovato ampia condivisione la proposta lanciata dall’Assessorato Regionale di istituire la cosiddetta R.E.L.A.Q. (Rete del Lavoro Agricolo di Qualità) che si prefigge la finalità innalzare il livello qualitativo delle Aziende agricole, attraverso la possibilità di iscrizione alla suddetta rete alle imprese virtuose che si distinguono per il rispetto della normativa in materia di lavoro, sicurezza sociale e fiscale ed attraverso la concessione del “bollino di qualità” alle Aziende agricole che, avendone i requisiti, aderiscono alla rete.

“Esprimiamo solidarietà a Roberto Gambino per l’aggressione subita. Troppo spesso i sindaci, sempre in prima linea, sono protagonisti di episodi di violenza gratuita ma non perdono mai la tenacia e la dignità. Siamo sicuri che il sindaco di Caltanissetta reagirà con coraggio e continuerà a lavorare nell’interesse dei suoi concittadini”.

Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale  di ANCI Sicilia.

Domani, sabato 30 ottobre, a Porto Empedocle, al PalaMoncada, in occasione della quarta giornata di andata del campionato di A2 di pallavolo femminile, la Seap Dalli Cardillo Aragona avrebbe dovuto giocare contro la Futura Giovani Busto Arsizio che, invece, ha chiesto un rinvio a causa del maltempo in Sicilia. Il presidente Nino Di Giacomo ha accolto la richiesta, e spiega: “Le condizioni climatiche in Sicilia sono in forte peggioramento, e quando la Società del Busto Arsizio mi ha chiesto di rinviare la partita non ho esitato un solo istante ad accettare la richiesta. Le nostre avversarie sarebbero state costrette a sobbarcarsi un lungo e rischioso viaggio. E’ giusto così: l’incolumità della squadra è al primo posto. Stiamo già lavorando per trovare una data disponibile per recuperare la partita, probabilmente il prossimo 8 dicembre per la festa dell’Immacolata”.