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“In un momento cosi’ difficile per la nostra economia sara’ fondamentale sfruttare i fondi europei e gli incentivi statali nel nome del buonsenso. Ci chiediamo se in Sicilia siano replicabili le medesime forme di convenzione stipulate tra Regione Lombardia e GSE per potenziare ed efficientare il sistema sanitario, facendo rifermento a un team bilaterale di esperti, cosi’ da sfruttare al massimo le risorse a disposizione da parte delle istituzioni”.

Lo afferma in una nota il vicecapogruppo della Lega alla camera Alessandro Pagano.

“Nella nostra Regione, che ha contributi per 30 milioni attualmente inutilizzati, se i Liberi consorzi utilizzassero queste cifre per progetti di efficientamento energetico per esempio si produrrebbe un effetto ‘leva’ di almeno 4 volte tanto, oltre che benefici finanziari. Per tale ragione intendiamo sollecitare l’Assessore alla sanita’, Ruggero Razza, e l’Assessore agli Enti Locali, Bernadette Grasso, ormai usciti brillantemente dalla emergenza Covid, affinche’ non si perda tale modello di sviluppo per ripartire economicamente”, conclude Pagano.

Così commenta il sindaco Cuffaro sulle proposte in materia di tributi locali avanzate dall’opposizione. Tre proposte che lasciano basito il Sindaco, in quanto non rispondenti alle norme ed alla realtà dei fatti. Tra l’altro, queste forze politiche, intervengono dopo un’assenza totale,  in un momento di emergenza assoluta,  che ha visto il sottoscritto impegnato H 24 per fronteggiare le urgenze giornaliere  sia dal punto di vista personale, che come amministratore.

Nessuno può negare che  Raffadali si è distinta per molte iniziative considerate linee guida per molte altre realtà  territoriali. Prima di riscontrare le loro richieste mi sento in dovere di  esternare la mia personale opinione sull’origine di tali proposte stante che, conoscendo gli attuali consiglieri del PD locale,  dubito fortemente la loro condivisione in quanto conoscitori della macchina amministrativa, del bilancio comunale e delle leggi tributarie.

Cosa diversa per il “nuovo” che emerge nel PD locale, il quale non conoscitore della macchina amministrativa e del relativo bilancio, forse per superficialità, non ha opportunamente affrontato gli argomenti.

La stessa cosa vale per l’altro gruppo politico firmatario della richiesta, i cui componenti si sono contraddistinti per  la loro assenza politica, superficialità e qualunquismo, tanto da essere stati, da me, accomiatati.

Analizziamo in dettaglio le proposte da loro avanzate:

  • Abbattimento TARI per le attività commerciali che hanno chiuso la saracinesca a causa dell’emergenza sanitaria”.

La legge che disciplina la Tari impone la copertura integrale dei costi del servizio a carico dei cittadini, norma ribadita, altresì, dal regolamento comunale all’art.12. Quindi sarebbe stato corretto fare una  proposta di modifica del suddetto regolamento comunale, al fine di non fare pagare le attività produttive danneggiate dall’imposizione della chiusura e,  nello stesso tempo, indicare i soggetti a cui fare gravare questo costo, aumentando loro la tariffa. Attualmente, siamo in attesa dell’applicazione di una nuova normativa prevista nella legge di bilancio 2020, molto farraginosa. C’è un tavolo tecnico con l’ANCI nazionale, aperto da mesi, proprio per superare le criticità di applicazione di questa nuova normativa che dovrebbe consentire, al Consiglio Comunale, di poterla regolamentare. Trovo, altresì,  doveroso sottolineare che nella stessa legge vi sono delle rilevanti novità  nei confronti dei soggetti con ISEE inferiore o pari a € 8.265,00, ovvero dovrebbero avere diritto ad un bonus TARI. Quindi come sopra detto, la potestà regolamentare in materia è rimasta di competenza del Consiglio Comunale,  e non del SINDACO.

  • “Totale abbattimento per l’anno 2020 della TOSAP, COSAP per le attività commerciali.”

Tale intento è stato esternato dal sottoscritto anzitempo, per come verificabile  dai miei bollettini serali, organizzando  e facendo una  riunione con gli esercenti locali interessati, ove era presente anche il  segretario Regionale della C.N.A., condividendolo all’unanimità.

Successivamente, l’argomento è stato discusso in sede di Direttivo Regionale ANCI, di cui ne faccio parte, il quale lo ha condiviso e trasmesso, come emendamento, alla Commissione Bilancio,  per poi essere  discusso ed approvato nella finanziaria regionale. Oggi, anche grazie a noi, è legge. Quindi non conoscete la legge, però auspicate di fare demagogia e populismo, ignorando la stessa.   Se questa è la classe dirigente che si proietta ad amministrare questo comune, lascio giudicare agli altri.

  • “Totale abbattimentoper l’anno in corso di TASI e IMU per tutte le famiglie beneficiarie dei buoni spesa Covid-19”.

La Tasi, per l’anno in corso,  è stata soppressa con la legge di Bilancio 2020 (L. 160/19), per cui siete arrivati notevolmente e clamorosamente in ritardo.

Relativamente all’IMU, la stessa legge di bilancio 2020,  mira a valorizzare gli ambiti discrezionali, rimessi sempre alla potestà regolamentare del Consiglio Comunale, che entro il 30 giugno 2020 deve  approvarla per l’anno in corso. I commi dell’art. 1 della succitata legge che disciplinano ciò vanno dal 750 al 755, hanno validità per l’anno in corso,  per poi applicare il contenuto del comma 756 nel 2021. Ponendo l’obbligo, comunque, di approvare un nuovo regolamento comunale che disciplini i criteri delle nuove aliquote in coerenza con lo schema di riferimento che il MEF determinerà nei prossimi mesi. Ciò premesso, corre opportuno evidenziare che questa amministrazione tiene in seria considerazione le fasce economiche più deboli, anche in vista dell’emergenza epidemiologica in corso, al punto di volere adottare aliquote IMU differenziate per famiglie economiche disagiate. Allo stato attuale,  si è nella impossibilità di quantificare e di individuare i soggetti che realmente hanno subito un danno dall’emergenza in corso, ma lo faremo a tempo debito cercando di sostenere tutti. Tuttavia, legge permettendo, si sta studiando una modalità di beneficio utilizzando gli stessi parametri del bonus TARI,  rispettando i criteri di equità e ragionevolezza. Mio malgrado non posso accogliere la Vostra richiesta di esentare, ai fini IMU, i soggetti contenuti nell’elenco dei beneficiari del “bonus”,  in quanto non rientra nel potere discrezionale dell’amministrazione comunale che può solo stabilire principi e criteri, ma non identificare i soggetti beneficiari. In ogni caso, si è provveduto a verificare lo status IMU degli stessi, rilevando che la quasi totalità sono esenti dal pagamento  in quanto risultano assegnatari di alloggi popolari,  proprietari di prima casa o in affitto.

Ed ancora, il premio sulla raccolta differenziata erogato dalla Regione Siciliana, ad oggi è inutilizzabile perché  trattasi di una voce di bilancio indeterminata ed indeterminabile, oltre a non essere consentito dalle leggi di contabilità. Relativamente alla cifra di € 348.059,79, non si comprende da dove rilevata, visto che non risulta tra i dati contabili di questo Comune per l’anno 2019.

Sperando di essere stato esaustivo,Vi ricordo che per ogni nuova spesa o beneficio non previsto in bilancio,  è necessario trovare la relativa copertura finanziaria. Colgo l’occasione per chiederVi, di evitare di rincorrere il populismo e/o uomini politici, che penso, non sono da noi stimati, onde evitare di turbare gli equilibri di bilancio e portare il Comune verso il  dissesto finanziario. Sapete bene che un eventuale dissesto finanziario danneggerebbe in modo irreparabile la collettività di Raffadali, levando, tra l’altro, agli amministratori la possibilità di aiutare chi sta veramente attraversando un momento di difficoltà. La normativa oggi è molto dinamica ed in continua evoluzione. Stiamo assistendo ha una emanazione di ordinanze e decreti giornalieri, da dove si evince la volontà di aiutare chi ha subito un danno e contemporaneamente di salvaguardare lo Stato.

In periodo di pandemia è difficile legiferare per aiutare tutti e nello stesso tempo salvaguardare la salute di tutti. Viviamo la circostanza giorno per giorno, valutiamo le proposte che si evolvono quotidianamente cercando di applicarle al meglio. Impegniamo lì le energie, invece di sprecarle creando  confusione demagogica. Adoperatevi direttamente e responsabilmente, se lo volete,  per il bene comune facendo  proposte costruttive per superare questo   inaspettato e difficile periodo.

Io ritorno alle incombenze ed al lavoro frenetico di questi giorni, credo vivamente che sia molto più importate di fare una banale politica. Non è il momento.

 

 

Nello specifico, si tratta delle strutture semiresidenziali ex art.26 L.833/78, dei Centri diurni per pazienti psichiatrici o affetti da alzheimer o autismo, ma anche i Centri diurni socio-educativi per minori e quelli per anziani (questi ultimi afferenti all’assessorato regionale alla Famiglia), chiusi nel marzo scorso per contenere il contagio dal virus.
Il documento, che richiama anche i diversi studi condotti dal Comitato tecnico scientifico della Regione Siciliana, contiene le linee di indirizzo per consentire la ripresa delle attività assicurando la massima sicurezza a ospiti e operatori. Proprio il personale dovrà essere adeguatamente formato sulla corretta adozione delle precauzioni standard e sull’utilizzo dei Dpi.
La circolare raccomanda prima della riapertura – che dovrà comunque avvenire dopo un’interlocuzione con le Asp – “opportune azioni per la preparazione/allestimento dei locali nei quali verranno erogate le attività secondo le necessità correlate alle nuove modalità di utilizzo e la sanificazione dei medesimi”.
Ogni struttura dovrà così individuare un referente per il biocontenimento che avrà il compito di curare i protocolli di sicurezza, divenendo anche un riferimento non solo per gli operatori, ma anche per i familiari dei pazienti e per tutti i soggetti esterni. Prima della apertura, oltre alla  necessaria sanificazione dei locali, si dovrà tenere conto del distanziamento sociale, quindi sarà necessario, a seconda degli spazi dei vari Centri, prevedere una flessibilità con l’eventuale ampliamento delle fasce orarie di operatività. Pertanto, in base alle esigenze e al nuovo modello organizzativo, sarà possibile rimodulare con l’Asp i Progetti riabilitativi individuali (Pri) e/o i Piani assistenziali individuali (Pai) dei pazienti che frequentano un determinato Centro.
La circolare prevede inoltre che la “ripresa delle attività dei Centri semiresidenziali ex art.26 L.833/78 e dei Centri diurni coinvolgerà prioritariamente gli utenti già in carico alla data di sospensione delle attività e sarà data precedenza alle persone con disabilità il cui prolungato permanere al domicilio in concomitanza all’elevata complessità assistenziale può maggiormente causare problemi di tipo sanitario o sociale alla persona o alla famiglia”.
La riapertura dei Centri non farà venire meno alcune novità introdotte dal periodo di lockdown come l’uso di strumenti digitali: “Per tutti i pazienti – si legge nel documento – è opportuno valutare la possibilità di un programma alternativo prevedendo, ove possibile, attività complementari, anche utilizzando strumenti telematici, a completamento dell’orario di frequentazione abituale. Allo stesso modo le attività di gruppo devono essere riorganizzate attraverso l’utilizzo di piattaforme di videochiamata”.
Un capitolo della circolare è dedicato al trasporto dei pazienti: oltre a tenere conto del distanziamento interpersonale, sarà necessario prevede la sanificazione quotidiana. Inoltre l’autista-operatore sarà dotato di termoscanner e, prima di far salire a bordo l’utente, dovrà misurare la temperatura corporea: se dovesse risultare superiore ai 37,5 gradi non sarà consentito l’accesso sul mezzo. Misure speciali anche per l’accesso degli accompagnatori degli utenti che “è fortemente raccomandato non far accedere al Centro se non strettamente necessario”. Infine, come è noto, ad ogni utente, entro la prima settimana di trattamento, dovrà essere effettuato da parte della struttura, un test sierologico quantitativo/semiquantitativo per Sars-Cov-2.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 98.711 (+3.016 rispetto a ieri), su 88.497 persone: di queste sono risultate positive 3.301 (+13). Attualmente sono ancora contagiate 2.127, dunque nessun nuovo contagio rispetto a ieri. 

I soggetti guariti sono 921 (+11 rispetto a ieri). Complessivamente sono deceduti 253 soggetti.

Tra gli attuali 2.127 positivi, 329 pazienti sino ricoverati  (-41 rispetto a ieri), di cui 19 in terapia intensiva (-2). In isolamento domiciliare risultano 1.798 persone.

E’ morta in silenzio. Un silenzio che non le si addiceva, lei donna poliedrica e spumeggiante, donna energica e buona che aveva dato tanto nei suoi anni di insegnamento a generazioni di studenti dei licei cittadini, Maurolico e Seguenza, dove aveva insegnato storia e filosofia. Studenti che ancora la ricordano.

Aveva un sorriso per tutti Maria Eleonora Marchese Ragona, moglie dell’illustre poeta siciliano Nino Ferraù, morto prematuramente nel 1984 , del quale, insieme al fratello di Nino, Pippo Ferraù, ne aveva sostenuto l’ascesa, le battaglie ed il ricordo. La professoressa Marchese Ragona, dopo la morte del poeta, era rimasta sola con il suo unico figlio, Vincenzo, che l’ha seguita come pochi figli sanno fare fino all’ultimo momento.

Maria Eleonora Marchese Ragona era anche giudice popolare al Tribunale, a conferma del suo senso di giustizia che l’ha accompagnata per tutta la vita. Una donna forte che si è lentamente consumata negli ultimi anni mantenendo però sempre vivi e lucidi quei suoi occhi verdi che il figlio ha ricordato nel suo ultimo saluto sui social.

Lei… È la Mia Mamma.
Maria Eleonora Marchese Ragona – Ferraù e vorrei che tutti la vedessero o la ricordassero anche in questa foto, nel Fiore dei suoi Meravigliosi giovani anni e in tutto il suo Splendore, ben lontana dalle “ingiurie” e gli Affanni del Tempo della Vita e soprattutto dagli Eventi degli ultimi Anni, mesi e giorni… Oggi; nel Mese delle Rose, alle 16:20 di un assolato e caldo Giovedì 7 Maggio 2020, la Mia Mamma, si è addormentata serenamente per sempre, per Ascendere Altissima nel Cielo e nell’Universo,in Volo tra gli Angeli… Ricordando fino a pochi giorni fa, la Luce dei Tuoi Incantevoli occhi grigioverde cangianti, Oggi: come ieri e sempre: finché avrò io negli occhi la Luce che mi hai Donato. Finché avrò fiato nei polmoni e voce in gola, Ti Chiamerò, Ti Invocherò, Ti Rievocherò e Ricorderò ogni Santo Giorno, fino all’ultimo dei miei… Ciao Mamma!!!
Ciao Splendida Creatura sulla Terra ed ora anche in Cielo..”

Con un provvedimento adottato oggi, il Sindaco Galanti e l’Assessore alle Attività Produttive, Giuseppe Ripellino, hanno disposto  l’avvio della procedura per consentire la riapertura del mercato settimanale del giovedì, limitandolo, esclusivamente al settore alimentare.

La riapertura è stata fissata con decorrenza dal 14 Maggio 2020, e nel rispetto di tutte le misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 emanate dal Governo Nazionale e dal presidente della Regione Siciliana (in particolare uso costante di mascherina, guanti monouso o, in alternativa, frequente lavaggio delle mani con detergente disinfettante.

Questo è già un altro importante passo verso il ritorno alla normalità ed alla ripresa economica dei nostri operatori commerciali e produttivi– è il commento dell’assessore Ripellino –  Non appena arriverà il nuovo decreto del Presidente della Regione disporremo la riapertura delle altre attività commerciali, sia all’interno del mercato settimanale che nell’intero territorio comunale, così come la ripresa di talune altre attività che ancora sono ferme”.

 

Riapertura immediata delle imprese del commercio al dettaglio. Il vicepresidente di Confcommercio Agrigento, Alfonso Valenza, sollecita un intervento  per cercare di evitare i danni gravissimi provocati dal prolungamento delle chiusure delle imprese del terziario e chiede una immediata riapertura.

 Gli effetti del lockdown prolungato,  scrive Valenza, rischiano di essere devastanti per l’economia locale, fatta di piccole e medie imprese. Ad essere in pericolo è un intero territorio, sostenuto da un tessuto economico in grave difficoltà.

«Il commercio al dettaglio, per esempio, dovrà tentare di smerciare grandi stock di merce in magazzino – molta della quale rimarrà invenduta – e dovrà approntare sistemi di distribuzione più̀ complicati e costosi. Problema che diventa gravissimo per i piccoli esercizi, già sottoposti alla concorrenza della grande distribuzione online, a cui si somma una sostanziale contrazione della domanda per il generalizzato calo di reddito delle famiglie. In altre regioni come la Liguria, aggiunge il rappresentante di Federmoda Confcommercio della provincia di Agrigento, si sta provvedendo per una riapertura immediata. I numeri del contagio in Sicilia ci dicono che la nostra situazione permette di tornare a lavorare, non possiamo più aspettare ci consentano di farlo subito».

Una videoconferenza “affollata” quella che si è tenuta ieri mattina, su iniziativa dell’istruttrice di fitness, Daniela Ilardi, ed a cui hanno partecipato il Capo di Gabinetto Vicario dell’Assessorato allo Sport, Turismo e Spettacolo della Regione Sicilia, Calogero Pisano, il consulente allo  Sport, Toti Longo, nomi noti del mondo dello sport agrigentino come Marzia Filippazzo, Sabina Flora, Angelo Avanzato, Lillo Taiello, Giovanni Valenti e tanti titolari ed istruttori di palestre e strutture sportive della città.

Durante il videoincontro si è discusso sulla crisi economica, determinata dalla pandemia di coronavirus, che ha duramente colpito il comparto e sulle azioni da attuare a sostegno del settore, in vista della riapertura, in sicurezza, prevista per il 18 maggio.

Alle istanze ed alle preccupazioni manifestate dagli intervenuti, ha risposto il Capo di Gabinetto Vicario, Calogero Pisano, che ha voluto sottolineare come la Regione si stia impegnando senza sosta per aiutare in maniera concreta un settore in chiara difficoltà.

Calogero Pisano, ha accolto con grande disponibilità le interessanti proposte rappresentate dagli operatori intervenuti, come quella di individuare spazi pubblici all’aperto da destinare allo  svolgimento delle attività e la predisposizione di sostegni economici per le necessarie opere di sanificazione degli ambienti e delle attrezzature sportive, ed ha anche assicurato il massimo impegno affinché siano disponibili, possibilmente entro giugno, voucher dedicati  per l’acquisto dei servizi erogati da palestre e centri sportivi, così da respiro al settore.

“È stato un incontro molto proficuo, ricco di chiarimenti e proposte e non sarà certamente  l’unico – afferma Daniela Ilardi – lo sport è molto importante per il benessere fisico e mentale di tutti noi, è dunque fondamentale che le Istituzioni diano un concreto aiuto per far ripartire il comparto. Ringrazio il dott. Calogero Pisano per la sensibilità dimostrata e tutti i partecipanti”.

 

 

Il Coordinatore Politico dell’Udc Sicilia, Responsabile Nazionale Enti Locali dell’Udc Italia, On. Decio Terrana, ha trasmesso una nota al Ministro dell’Università e della Ricerca Prof. Gaetano Manfredi per richiedere la sospensione dei Test d’Ingresso Universitari per il prossimo anno accademico.

“Abbiamo richiesto di sospendere la selezione nazionale per i Test di Medicina e di estendere la stessa sospensione a tutti i test per l’accesso alle Università Italiane – comunica l’On. Decio Terrana – L’emergenza Covid-19 non permette la dovuta sicurezza nello svolgimento delle prove di selezione. Abbiamo altresì proposto di inserire comunque un filtro di selezione al termine del primo anno accademico, considerando un numero minimo di CFU obbligatori da conseguire per potere accedere al secondo anno. Se, come sembra, si è orientati a svolgere telematicamente le lezioni del prossimo anno accademico, decade uno dei principi dell’imposizione del numero chiuso”.

Alla richiesta dell’Udc Italia ha dato la propria adesione la Docente di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo, Professoressa Patrizia Livreri.

“La nostra facoltà di Ingegneria a Palermo ha già abolito da tempo il numero chiuso, con grande beneficio per la qualità degli allievi iscritti – trasmette la Professoressa di Ingegneria Elettronica – Ho accolto e sottoscritto la proposta dell’Udc Italia per l’abolizione dei test d’ingresso all’Università. Esistono diverse soluzioni alternative e più produttive; iniziare da questo momento di emergenza diventa quasi un obbligo, per evitare un eccessivo stress degli studenti già fortemente provati da mesi di insegnamento con formazione a distanza e dall’incertezza di un esame di maturità dal carattere straordinario”.

L’ abolizione del numero chiuso è anche una delle battaglie portate avanti dall’Udc Italia.

“Abbiamo inserito la Libera Università tra i punti fondamentali del nostro programma politico – continua il Coordinatore Politico dell’Udc in Sicilia – Abbiamo anche iniziato una raccolta firme per l’Abolizione del Numero Chiuso, al momento sospesa per la situazione contingente. Per il momento, è possibile firmare la nostra petizione online cliccando qui. Questo momento di emergenza può divenire occasione per dimostrare l’errore concettuale del Numero Chiuso Universitario e valutare alternative che permettano il libero accesso dei nostri ragazzi al percorso di studi più gradito, senza restrizioni né vincoli di alcuna natura”.