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“La Sicilia è sempre stata terra di accoglienza. Questi sindaci che alzano barricate contro i migranti non rappresentano le nostre comunità”.
Dichiarazione di Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia e Rossella Muroni, presidente Legambiente nazionale.


” È una vergogna quel che sta succedendo nel messinese – dichiara Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia – Questi sindaci non stanno rappresentando le proprie comunità responsabilmente, ma soffiano sulle paure recondite dei cittadini. La Sicilia è stata sempre terra di accoglienza e i siciliani sono un popolo di migranti.
Con questi assurdi e squallidi comportamenti questi sindaci mortificano la storia di tutti noi e feriscono la nostra dignità”
“Quelle che attraversano il Mediterraneo – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale Legambiente – sono persone, come noi, ma certo molto meno fortunate, che scappano dalle guerre, dalla fame e dalla siccità. Nei loro paesi spesso ci sono dittatori senza scrupoli, dove le libertà sono negate e le violenze un fatto quotidiano. Sanno di rischiare la vita andando via dai loro paesi, ma se lo fanno è perché non hanno altra scelta. Speriamo che si faccia largo la ragionevolezza e la nostra antichissima e tradizionale cultura dell’accoglienza. Non possiamo negare che queste reazioni sono il risultato del veleno, delle paure infondate e delle accuse irresponsabili alle ONG, che da più parti si stanno diffondendo a piene mani in questi mesi e che stanno divorando il senso di umanità degli italiani, vaneggiando per altro di invasioni che non ci sono. Se chiediamo in giro nessuno sa quanti effettivamente sono i migranti in più arrivati in questi primi sei mesi?”


Nel periodo 1 gennaio – 13 luglio, secondo i dati del Ministero dell’Interno, nel 2016 sono arrivati 78.255 profughi, nel 2017 86.123, cioè 7.868 persone pari al 10% in più!


“Abbiamo atteso un po’ prima di commentare le ultime evoluzioni all’interno del palazzo di città ma crediamo sia doveroso, a due anni esatti dall’insediamento della giunta Firetto, fare un bilancio complessivo”.
Ad inviare la nota stampa è il Capogruppo del PDR Sicilia Futura al comune di Agrigento, Nuccia Palermo, che tira la somma numerica di questi lunghi due anni.
“Sembra arrivare inclemente il secondo giro di boa di questa amministrazione – commenta il Capogruppo Palermo – il cui dato politico risulta essere un sempre più evidente sgretolamento di quella che tempo fa sembrava una maggioranza granitica.”.
“I numeri sono cambiati notevolmente – insiste il Capogruppo del PDR (S.F.) – portando l’equilibrio in consiglio ad una parità di forze tra maggioranza ed opposizione. L’ultimo spostamento, che indebolirebbe qualora ne fosse confermato  il passaggio dall’altra parte della barricata, è quello della collega Angela Galvano. Insomma una maggioranza ridotta, oggi, a soli 15 soggetti”.
“Basta fare due conti. L’opposizione oggi è composta da 2 componenti di Sicilia Futura, 1 componente del Movimento 5 stelle, 4 di Uniti per la città e 6 Forzisti. Se a questi aggiungiamo la Galvano e la Monella, seppur quest’ultima con qualche incertezza perché indipendente, il totale è di 15. Insomma un testa a testa.”
“La prima prova di forza superata dall’opposizione è avvenuta lo scorso consiglio comunale dove ha bocciato, con lo straordinario ed inaspettato aiuto dell’Assessore Riolo, la modifica al regolamento presentata dalla commissione VI, presieduta dalla consigliera Bruccoleri, volta alla limitazione drastica dei minuti di intervento dei consiglieri. Un vero e proprio attacco alla libertà di parola o almeno così è stato inteso all’interno di Aula Sollano”.
“Si è passati, insomma, da un solido 62% sancito dal trionfo di quel lontano giugno di due anni fa – insiste il Capogruppo Nuccia Palermo – che vedeva la vittoria del Primo Cittadino con le sue 7 liste e 21 consiglieri all’interno dell’Assise comunale, a soli 15 soggetti attuali. Crediamo che questo sia il frutto di scelte in solitaria e poco condivisibili sia all’interno del consiglio che con la città tutta. Ad esempio tra le varie scelte non condivise possiamo elencare una serie di provvedimenti che hanno reso poco agevole la quotidianità degli agrigentini. Dalla rimozione h24 dei veicoli posta su Piazza Pirandello e dintorni, all’eccesso di strisce blu ormai piazzate ovunque, al commercio abusivo lungo il litorale Sanleonino tanto criticato nelle varie testate giornalistiche,  all’incuria del bene pubblico quali strade, marciapiedi, verde e tanto altro ancora. ”.
“Ma soprattutto quello che temiamo è la situazione economico finanziaria dell’Ente le cui nubi sembrano sempre più vicine e pericolose e la cui realtà rimane ignara agli eletti di Aula Sollano – conclude Nuccia Palermo – Insomma crediamo che sia mancata la connessione tra amministrazione attiva e consiglio ed in assenza di questo collegamento la disfatta sembra, purtroppo, inesorabile. Questi sono numeri ed i numeri non sono mai opinabili bensì servonoa far riflette sull’operato di questa amministrazione auspicando ancora ad oggi in un cambio di passo”.

La Questura di Agrigento comunica che è aperto alla fruizione del pubblico il Centro Balneare della Polizia di Stato, sito sul Viale delle Dune nr.2 in località San Leone(AG), consentendo lo svolgimento delle attività di protezione sociale e benessere del personale.
La struttura di proprietà del Fondo di Assistenza per il personale della Polizia di Stato, Ente di diritto Pubblico è dotata di cabine, docce, servizi per disabili, accesso per portatori di handicap, ombrelloni, sdraio, bar, self-service a pranzo e ristorante alla carta la sera, la cui gestione dei servizi è affidata alla ditta Next Project, Ristorante Gatto Matto di Aragona.
Attivi al suo interno i servizi di “book sharing” e connessione gratuita di wi-fi.
Gli interessati, aventi titolo, alla fruizione della struttura balneare possono contattare il numero di rete fisa 0922/060966 o il recapito mobile del gestore 348/3051390.

Prosegue il cartellone degli eventi organizzati dal Parco, con uno spettacolo da non perdere, eseguito dalle mani magiche della sand artist Stefania Bruno e la voce narrante di Vincenzo Bruno.
Stefania Bruno, la più famosa sand artist italiana, racconta storie disegnandole sulla sabbia, stimola così la fantasia e suscita emozioni allo spettatore.
Tra le dita dell’artista Stefania Bruno, i granelli di sabbia materializzano suggestive immagini che costruiscono un poetico racconto ispirato alla Sicilia e alle sue eccellenze focalizzando ,infine, l’attenzione sulla Valle dei Templi, patrimonio mondiale dell’umanità.
Un’arte effimera, quella della sand art, che rievoca i ricordi e le storie, senza lasciare nulla, se non il ricordo, di ciò che è stato disegnato .
L’appuntamernto è per questa sera Allego 17 luglio, alle ore 21,00 con ingresso a pagamento (Euro 5,00), presso l’area eventi sottostante il Tempio di Giunone.


La Procura ha impugnato la sentenza che ha condannato Giuseppe Sabella, 42 anni, di Sciacca, all’ergastolo, perché accusato, in concorso, con Antonino Gucciardo, 30 anni, anche lui di Sciacca, e condannato a 18 anni, dell’omicidio di due anziani nell’agrigentino. La Procura generale si è rivolta alla Cassazione solo per Sabella perchè ritiene la condanna troppo lieve. La sentenza è arrivata al termine del processo svoltosi col rito abbreviato.
L’accusa chiede l’ergastolo per Sabella, condannato per omicidio volontario e rapina per la morte di Nicolò Ragusano, aggredito nella sua casa di Sambuca di Sicilia, nel 2015, e morto pochi giorni dopo per le conseguenze della stessa. L’altra vittima è Stefana Mauceri, 85 anni, vittima di un’aggressione per rapina nella sua abitazione e morta 7 mesi più tardi in ospedale. A Gucciardo son state attribuite le attenuanti generiche perchè ha collaborato. Nel frattempo le difese dei due condannati si preparano al processo d’Appello.

Un furto, l’altra notte, si è verificato nelle campagne di Canicattì. I ladri sono entrati in azione in contrada Montagna dove, dopo aver forzato un’infisso, si sono introdotti all’interno di una casa rurale portando via una pompa per l’irrigazione, arnesi per l’agricoltura e un televisore di ultima generazione. A fare l’amara scoperta il proprietario che ha trovata l’abitazione sottosopra con tanto di infissi divelti e danneggiati. Una denuncia è stata consegnata ai carabinieri della locale Compagnia che hanno effettuato un sopralluogo utile all’avvio delle indagini.

Ad Agrigento i Carabinieri hanno arrestato tre immigrati dall’Africa. Si tratta di due libici e di un tunisino. Harrabi Nizar, 29 anni, Harrabi Frethi, 26 anni, e Chaoueche Ramzi, 25 anni, tutti residenti ad Agrigento. I tre, poco prima dell’arresto, in una traversa di via Atenea, hanno aggredito e rapinato un loro giovane connazionale rubandogli una collana in oro ed un telefono cellulare. La vittima degli aggressori è ricoverata in Ospedale con 20 giorni di prognosi. I tre sono reclusi nel carcere Petrusa.








Santa Rosalia










Duemila rose faranno da red carpet alla statua della Santuzza che, come un’epifania, sarà “svelata” ai palermitani sull’arca bianca costruita dai ragazzi del liceo artistico Catalano. Il primo atto del Festino, alle 20, davanti a Palazzo Reale, vedrà il sindaco Leoluca Orlando e l’arcivescovo Corrado Lorefice scoprire il volto della scultura che quest’anno ha le fattezze della giovane attrice palermitana Roberta Azzarone. Sarà lei la protagonista della favola in musica che inizierà alle 21, con uno spettacolo in siciliano, e si concluderà dopo la mezzanotte al Foro Italico, con i tradizionali fuochi d’artificio. «Per la prima volta mettiamo in scena un’opera che esporteremo in teatri lirici e piazze di tutto il mondo», spiega Lollo Franco, per tre volte consecutive direttore artistico del Festino.
ORE 21, PALAZZO DEI NORMANNI
Le luci si accendono sugli stucchi serpottiani ricreati per impreziosire il palcoscenico bianco. Sembra un sogno, invece è la peste: quaranta personaggi affetti dal morbo che nel Seicento colpì la città entrano in scena. Parte il flashback: entrano il re, padre di Rosalia (interpretato da Claudio Levantino) e la madre (Giusi Cataldo). E poi lei, Rosalia (Roberta Azzarone) che rifiuta di sposarsi alla corte di re Ruggero. È Cristo a suggerirle di non farlo: per lei ha altri progetti, le dice comparendo in video mapping. Rosalia scappa e si rifugia nella grotta di Monte Pellegrino. Parte il mapping in 3 dimensioni, con riprese eseguite nel santuario di Monte Pellegrino da Alessandro Pietrolini. Particolarmente suggestiva la scena in cui i diavoli scendono dall’alto a tentare Rosalia o quella in cui l’angelo della morte si presenta: “Mettiti, Rusulia, a priparari cà Diu ti voli in cielu”, le dice. E un cerchio di angeli se la porta via in alto, come una magia.
A turno, fanno la loro comparsa gli altri personaggi. La nutrice (Federica Neglia), l’unica a portare a Rosalia buone notizie. Baldovino (Alessio Scarlata), che ha perso moglie e figli nella peste e vuole suicidarsi. È lui a ritrovare le ossa sacre della ragazza ormai morta che gli compare in sogno. Le porta al sacerdote (Nicola Franco) e al cardinale Giannettino Doria (interpretato da Lollo Franco). Il cardinale (l’unico che parla e canta in italiano, perché di origine genovese) fa pulire le ossa, verifica i miracoli della Santuzza e decide di portare le reliquie in giro per la città fustigata dalla peste. La scena finale è il ballo delle vergini che chiude l’operina che durerà 38 minuti. «Una sintesi perfetta di musica classica e popolare – dice Lollo Franco – creata apposta da Ruggiero Mascellino». Perché quest’operina – è sicuro Franco – è adatta per essere rappresentata anche fuori da Palermo. Per Giusi Cataldo, attrice palermitana, è il primo Festino da attrice: «Per il mio ruolo mi sono ispirata a mia madre, al suo modo profondo di essere mamma. Era sorda e per sapere se piangevo la notte mi teneva con sè nel letto e mi toccava. Canterò due canzoni. Sono emozionata perché da piccola i miei non mi portavano al Festino: senza la lingua dei segni era una festa che non gli apparteneva».
ORE 21,45, CATTEDRALE
Il carro si metterà in cammino, seguito dalle autorità civili e religiose, lungo corso Vittorio Emanuele verso la Cattedrale, che sarà teatro delle fontane danzanti: uno spettacolo di colori e acqua della compagnia Dominici’s, con sottofondo musicale, che sarà ripetuto per due volte e durerà un quarto d’ora.
ORE 22,20, QUATTRO CANTI
La seconda tappa sarà animata da un’imponente e spettacolare scenografia aerea. Una grande sfera sospesa in aria si aprirà, lasciando “piovere” dall’alto tredici acrobati della compagnia Sonic’s che daranno vita a una danza in sospensione accompagnata da una base musicale. Infine il sindaco salirà dentro la pancia della nave, si affaccerà e griderà il tradizionale “Viva Palermo e Santa Rosalia”, sotto una pioggia di petali rossi.
ORE 23, PIAZZA MARINA
Il carro farà tappa a piazza Marina intorno alle 23, per la performance di danza con il fuoco: una quindicina di artisti della “Cotroneo Danza” si esibirà sul grande palco montato sulla piazza.
ORE 23,30, PORTA FELICE
Porta Felice e le sue mura saranno il grande schermo a cielo aperto di “Rosa
Lilium, la principessa delle rose”, un cartone animato sulla storia di Santa Rosalia in videomapping, accompagnato da una cascata di petali e dal lancio verso il cielo di palloncini ad elio. Infine il carro varcherà i due piloni e arriverà al Foro Italico, dove ci sarà lo spettacolo dei fuochi d’artificio: 45 minuti di “botti” a ritmo musica, che cominceranno intorno a mezzanotte per concludersi con l’attesa “masculiata”.  Fonte:Repubblica.it
Santa Rosalia qualche informazione…

393° Festino di Santa Rosalia, Patrona della Città di Palermo. U fistìnu 2017. Tradizionale Corteo storico, in un mix di folklore e religione che trova il suo culmine nei tradizionali fuochi d’artificio. Autentico scrigno di tradizioni, il Festino di Santa Rosaliapatrona di Palermo è un evento che attira in città decine di migliaia di turisti. Esso celebra la liberazione della città dalla peste del 1624, in seguito al ritrovamento delle reliquie della Santuzza sul Monte Pellegrino. Il primo festino fu voluto dal cardinale Giannettino Doria nel 1625, nel corso dei secoli la festa ha saputo rinnovarsi mantenendo però inalterato tutto il suo fascino e la sua tradizione.
La notte tra il 14 e il 15 luglio migliaia di palermitani accompagnano la lunga marcia del Carro della Santuzza, e si muoverà dalla Cattedrale e al Foro Italico, passando prima per piazza Bologni, Quattro Canti e Porta Felice, porta è l’ingresso dal lato mare al quartiere Cassaro. Un mix di folklore e religione che trova il suo culmine nei tradizionali fuochi d’artificio che illuminano a giorno il foro Umberto I fino alla Cala.
Le tradizioni culinarie. Durante le celebrazioni si consumano pietanze che fanno parte della tradizione popolare palermitana: la Pasta con le sarde (la pasta chî sardi), i babbaluci (lumache bollite con aglio e prezzemolo), lo sfincione (‘u sfinciuni), il polpo bollito ( ‘u purpu), calia e simenza ( ‘u scacciu), la pannocchia bollita (pullanca) e l’Anguria (detto ‘u muluni).

Santa Rosalia o Rosalia Sinibaldi (1130-1156), secondo la tradizione, appartenne alla nobile famiglia dei Sinibaldi e fu vergine palermitana del XII secolo, figlia di Sinibaldo, signore di Quisquina e di Rose in provincia d’Agrigento, allora Girgenti. Visse alla corte di re Ruggero prima di ritirarsi come Eremita in una grotta sul monte Pellegrino, dove morì. Nel 1624 salvò la città dalla peste e ne divenne la patrona, spodestando santa Cristina, santa Oliva, santa Ninfa e sant’Agata. Secondo la leggenda apparve infatti in sogno ad un cacciatore indicandogli dove avrebbe potuto trovare i suoi resti, che portati in processione in città fermarono l’epidemia. Il culto della santa è tuttavia attestato da documenti a partire dal 1196 ed era diffuso già nel XIII secolo. E’ la festa che come scrive il Villabianca “il popolo considera appannaggio tutto suo: tempo/spazio sacro del suo parlare con la Santa”.
U Fistinu, che inizia il 10 di luglio e si protrae per cinque giorni, ha subito delle evoluzioni nel corso dei secoli, oggi i primi tre giorni della festa sono un prepararsi al grande corteo del giorno 14 che precede la sfilata del Carro trionfale e che si conclude alla marina con il celebre spettacolo dei giochi di artificio. Il festino termina giorno 15 con la solenne processione delle reliquie della Santa, contenute all’interno dell’Urna argentea,  tra due ali di folla. In Santa Rosalia e nella sua festa i Palermitani trovano una ragione ed una occasione di identità collettiva ben sintetizzato nel grido Viva Palermo e Santa Rosalia.
Le prime foto da Palermo e del Carro della Santa, nei dintorni del centro fino alla Cattedrale

La Santa, ore 23

Sulla Gazzetta ufficiale della Regione Sicilia è stato pubblicato l’estratto dell’avviso pubblico di indizione gara con procedura ristretta per i lavori di manutenzione straordinaria della Cattedrale di San Gerlando ad Agrigento. Il direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi, don Giuseppe Pontillo, afferma: “Esprimo vivo apprezzamento a quanti hanno lavorato per il raggiungimento di questo traguardo che è propedeutico alla messa in sicurezza del colle San Gerlando di cui ancora si attende il progetto, che è stato commissionato dall’Arcidiocesi di Agrigento ed è finanziato al 50 per cento dalla stessa Arcidiocesi e dai fondi dell’8 mille. La restante percentuale è stata finanziata dalla partecipazione al Bando 793/2015 dell’Assessorato Regionale Infrastrutture. L’auspicio è che adesso il Governo regionale liberi le risorse necessarie che consentano alla Regione di indire il concorso internazionale di idee per il necessario progetto di consolidamento del costone su cui è edificata la Cattedrale”.