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Sono 724 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.233 tamponi processati nell’Isola. L’incidenza sale ancora fino quasi al 5,5%. La Sicilia continua a rimanere al terzo posto in Italia per numero di contagi, dopo Veneto e Lazio.  I guariti sono 200 mentre nelle ultime 24 ore si registrano 4 nuove vittime esattamente come ieri che portano il totale dei decessi sale a 6.043. Sul fronte ospedaliero sono adesso 298 i ricoverati.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 177, Messina 141, Catania 112, Agrigento 94, Caltanissetta 88, Trapani 73, Siracusa 29, Enna 10, Ragusa 0.

Presentato ad Agrigento al Festival del Giallo il romanzo “I Giusti e i Peccatori” del giornalista Luigi Galluzzo. Nella splendida cornice di Maddalusa Lounge Beach, Galluzzo, giornalista e conduttore Mediaset, ha risposto alle domande dello scrittore Salvo Di Caro. Brani del libro sono stati letti da Ignazio Marchese. La serata è stata introdotta dal curatore del festival Alessandro Accursio Tagano della libreria Il Mercante dei libri di via Atenea.
I Giusti e i Peccatori è ambientato nella cittadina immaginaria di Sicari dove una serie di delitti e parallelamente il ritrovamento di pacchi sospetti dentro alcune scuole innescano le indagini della Commissaria Elena Martire.

Come è noto, il Consiglio di Stato, con sentenze dello scorso maggio, ha rigettato gli appelli proposti dal CSM e dal dott. Prestipino Giarritta e confermato la sentenza del TAR Lazio che aveva annullata la nomina di quest’ultimo quale Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma

Pertanto, il dott. Viola, originario di Cammarata (AG) – difeso dagli avv.ti Girolmo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha invitato il CSM a riattivare – in esecuzione delle suddette pronunce del Giudice Amminsitrativo – il procedimento volta alla nomina del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma procedendo, previo il necessario concerto ministeriale, a sottoporre al Plenum le proposte originariamente formulate dalla V Commissione in data 23.05.2019.

Infatti, per effetto delle pronunce del Giudice Amministrativo, è stato annullato il “Provvedimento con il quale – nella seduta del 19.09.19 – la Quinta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura – ha disposto la revoca della proposta originariamente formulata” a favore del dott. Viola.

Frattanto, il dott. Prestpipino Giarritta – difeso dal Prof. Massimo Luciani e dagli avv.ti Chirulli e D’Andrea – ha proposto avverso le suddette sentenze un ricorso per Cassazione e un ricorso per revocazione innanzi al Consiglio di Stato.

Inoltre, con apposite istanze cautelari, il dott. Prestipino Giarritta ha chiesto al Consiglio di Stato di sospendere le suddette sentenze nelle more della definizione – rispettivamente – del ricorso in Cassazione e del ricorso per revocazione.

Il dott. Viola si è costituito in giudizio con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, chiedendo il rigetto della domande proposte dal dott. Prestipino Giarritta e rilevando, tra l’altro, l’assenza di qualsivoglia elemento di urgenza tale da giustificare la sospensione delle sentenza.

Il Consiglio di Stato – accogliendo le tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – ha rigettato le domande cautelari proposte dal dott. Prestipino Giarritta.

Per effetto della suddetta pronuncia del Consiglio di Stato, il CSM dovrà provvedere a una rapida riattivazione del procedimento volta alla nomina del Procuratore della Repubblica di Roma.

In mancanza di spontanea esecuzione da parte del CSM, il dott. Viola potrebbe proporre ricorso per ottemperanza.

A Favara, domenica prossima 1 agosto, dalle ore 18:30 in poi, nella villetta “Giovanni Paolo secondo” in via Aldo Moro, si svolgerà la prima assemblea pubblica di “Scegli Progetto Comune”. Sarà presentato il progetto politico e amministrativo, e sarà ufficializzata la candidatura a sindaco. L’evento, rivolto a tutti i cittadini, si svolgerà nel rispetto delle normative anti-covid. I promotori dell’iniziativa spiegano che è stata scelta come location la villetta “Giovanni Paolo secondo” perché simbolo del degrado urbano e dell’abbandono.

I carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato il consigliere comunale Gaetano Aronica, 48 anni, eletto nel 2018 con la lista “Noi con Salvini”. Il politico è accusato di tentato omicidio, porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione. Il provvedimento è stato firmato dal gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, che ha accolto la richiesta della Procura guidata da Luigi Patronaggio. Aronica si trova agli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico. Aronica ha sparato due giorni fa, in via Grangela, all’ex socio in affari – anche lui ex consigliere comunale – Giuseppe “Pino” Caico. Dei quattro colpi esplosi con una pistola calibro 22, detenuta illegalmente, soltanto uno è andato a segno colpendo ad un braccio la vittima. Alla base dell’agguato ci sarebbero motivi economici e in particolare la suddivisione delle quote societarie dell’agenzia funebre che fino a poco tempo fa gestivano insieme.

“Si ravvisa il concreto a attuale pericolo che Gaetano Aronica, ove non adeguatamente contenuto commetta altri reati della stesse specie per cui si procede”. Lo scrive il Gip di Agrigento, Stefano Zammuto, nelle 11 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare con cui dispone gli arresti domiciliari del consigliere comunale ‘civico’ di Licata eletto nella lista della Lega per il tentato omicidio di un socio in affari di 71 anni. Secondo il giudice il “pericolo e’ desumibile dalle circostanze e dalle modalita’ dei fatti addebitatigli, oltre che dall’urgenza e della cogenza psicologica che lo agita, essendo in preda a un’autentica ossessione verso i contraddittori, i suoi soci, fratello compreso”.

Quest’ultimo passaggio e’ riferito alla “elevata conflittualita’” che ha preceduto la sparatoria tra Aronica, da una parte, la vittima e un fratello del consigliere comunale, dall’altra, per “dissidi legati a questioni societarie afferenti l’agenzia di onoranze funebri di comune appartenenza”. “Nell’opinione di Aronica – osserva il Gip – infatti vi sarebbe un disegno, ordito dai suoi soci, per estrometterlo dalla compagine sociale”.  Era stato “poco prima provocato” dal suo socio 71enne che si “era vantato con lui di essere riuscito a sottrargli pure un magazzino”, ma “non era sua intenzione ucciderlo”, quanto, “piuttosto, quella di spaventarlo”. E’ la linea di difesa di Gaetano Aronica riportata dal Gip di Agrigento, Stefano Zammuto, nell’ordinanza di custodia cautelare con cui dispone gli arresti domiciliari del consigliere comunale ‘civico’ di Licata eletto nella lista della Lega per il tentato omicidio. Una ricostruzione che non ha convinto il Giudice delle indagini preliminari ritenendo, invece, che l’indagato abbia “posto in essere atti idonei e univocamente diretti a cagionare la morte” del suo socio.

“La sistematica bruciatura di materiali plastici e spazzatura in diverse zone di Canicattì, soprattutto nelle ore notturne, sta comportando un notevole e pericolosissimo accumulo di inquinanti ambientali, tra i quali le diossine e altre sostanze tossiche e cancerogene che rischiano di compromettere non solo la salute di cittadini ma anche di animali e dell’intera catena alimentare”.
Lo affermano i coordinatori provinciali del Movimento politico “Servire Agrigento”, Raoul Passarello e Giuseppe Sortino.
“I livelli di diossina rilasciati nell’aria dai roghi tossici hanno assunto carattere di urgenza e forte preoccupazione nella popolazione locale in considerazione del fatto che da qualche giorno l’aria è irrespirabile. Colonne di fumo nere e dense che quotidianamente all’imbrunire dipingono il cielo di Canicattì finendo inesorabilmente per contaminare acque, terreni e coltivazioni.
Le gravi conseguenze che tale emergenza ambientale e sanitaria sta provocando impongono soluzioni immediate a cominciare dall’istituzione di un tavolo di lavoro, presieduto dal Prefetto di Agrigento, per affiancare e coordinare le attività di controllo degli enti preposti e assicurare una costante vigilanza dei siti ritenuti sensibili al fine di contrastare efficacemente la filiera criminale dello smaltimento illegale e irregolare e scongiurare ulteriori rischi per la salute pubblica”.

E’ il terzo paziente affetto da anemia mediterranea dell’intera penisola, il primo della Sicilia, ad essere sottoposto ad un “editing del genoma”, tecnica innovativa ad altissima precisione in grado di “correggere” in laboratorio le cellule prelevate dalla persona malata, per poi essere nuovamente infuse nell’organismo dove si riproducono con successo al posto di quelle difettose. Si tratta di un giovane adulto agrigentino che da circa quattro mesi, a seguito dell’ottimo esito dell’infusione di cellule geneticamente modificate, non ha più esigenza di sottoporsi alle cicliche trasfusioni di sangue che finora la cronicità della malattia talassemica gli ha imposto. Il risultato è frutto della sinergia fra l’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, dove il giovane ha potuto curarsi in maniera ottimale nel corso degli anni per poter giungere senza comorbilità al momento cruciale della terapia con “genome editing”, e l’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, centro iperspecialistico a valenza internazionale dove è stata impiegata con successo questa tecnica avveniristica.

“Aveva solo pochi mesi di vita – afferma la dottoressa Calogera Gerardi, responsabile del Centro di diagnosi e cura delle talassemie degli Ospedali riuniti di Sciacca e Ribera – quando, nel 2000, nel giorno della diagnosi di una malattia genetica cronica, la talassemia major, prendemmo in carico presso la nostra struttura il giovane. In quel momento di grande sconforto, strinsi una sorta di alleanza con la famiglia, non solo per assicurare che i migliori standard di terapia sarebbero stati garantiti al piccolo, ma anche per ragionare in prospettiva: le cure ottimali, negli anni, avrebbero consentito di far trovar pronto il futuro paziente quando i progressi dall’ingegneria genetica, già assolutamente promettenti in quel periodo, sarebbero divenuti una realtà. Così è stato, il giovane è risultato eleggibile all’intervento ed il risultato ci riempie oggi di soddisfazione”.

Il primo step concluso a Sciacca ha fatto da condizione essenziale per il trattamento innovativo perfezionato al “Bambino Gesù”. Il paziente agrigentino è stato seguito presso la struttura romana dalla validissima equipe del Dipartimento di Oncoematologia e Terapia Cellulare e Genica diretto dal professor Franco Locatelli. Le attività sono state coordinate dal dottor Mattia Algeri.

Il caso clinico del paziente agrigentino si è inserito all’interno di una sperimentazione internazionale promossa da Vertex Pharmaceuticals e Crispr Therapeutics i cui primi promettenti risultati sono stati presentati agli ultimi Congressi della Società Americana di Ematologia (ASH 2020) e dell’Associazione Europea di Ematologia (EHA 2021), i due appuntamenti annuali che raccolgono i contributi scientifici più qualificati al mondo nell’ambito delle malattie del sangue.

Talassemia e anemia falciforme sono due malattie del sangue causate dalle mutazioni dei geni coinvolti nella sintesi dell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi che trasporta ossigeno nell’organismo. Il trattamento sperimentato si basa sul ripristino della sintesi dell’emoglobina fetale tramite l’editing del genoma. Le cellule staminali emopoietiche prelevate dai pazienti vengono modificate in appositi laboratori attraverso il sistema CRISPR-Cas9 che si basa sull’impiego della proteina Cas9, una sorta di forbice molecolare che viene programmata per tagliare o modificare specifiche sequenze del DNA di una cellula, potendo così portare alla correzione di varie malattie. Dopo questa manipolazione genetica, le cellule così modificate vengono infuse nei pazienti che nel frattempo sono stati sottoposti a una terapia farmacologica per “distruggere” il midollo, in modo da fare spazio alle nuove cellule staminali ingegnerizzate che si moltiplicheranno correggendo la malattia.

“L’editing del genoma – spiegano il professor Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia del Bambino Gesù e il dottor Mattia Algeri – rappresenta potenzialmente una rilevante opzione curativa per i pazienti con emoglobinopatie, ovvero talassemia e anemia falciforme, accompagnata da un profilo di rischio estremamente ridotto; certamente i risultati andranno verificati e confermati nel tempo. Normalmente, questi pazienti trovano nel trapianto di midollo la loro principale soluzione terapeutica. Il vantaggio dell’editing del genoma, che si affianca per profilo di sicurezza ed efficacia alla terapia genica, anch’essa assai innovativa e sviluppata con successo nel nostro Ospedale, è quello di poter essere applicato anche a chi non ha un donatore di midollo osseo o non può ricevere un trapianto a causa dell’età. Confidiamo che in futuro l’editing potrà essere utilizzato anche per il trattamento di altre malattie genetiche”.

La notizia dell’ottimo esito del percorso di cura e trattamento è stata accolta con viva soddisfazione dal commissario straordinario dell’ASP di Agrigento, Mario Zappia: “la rilevanza sotto il profilo sociale e sanitario del risultato raggiunto ha il sapore della conquista per i tanti pazienti affetti da patologie genetiche croniche. Siamo felici per il nostro giovane conterraneo che da oggi potrà beneficiare di un significativo miglioramento della qualità di vita e, al contempo, ci riempie di orgoglio aver costruito le basi di un traguardo così rilevante e promettente da estendere a tutti i pazienti con emoglobinopatie eleggibili”.

Il Sindaco Miccichè “Sostegno alle imprese, la cui attività è stata limitata causa Covid” Riduzioni degli importi fino al 100 per cento per le utenze non domestiche danneggiate dal covid, e la sforbiciata alla Tari, la tassa sui rifiuti, che ha messo in campo il Comune di
Agrigento.

Annuncia il Sindaco Miccichè, per sostenere le imprese la cui attività è stata chiusa o limitata – in misura diversa a seconda del settore – dalle normative e dalle restrizioni legate all’emergenza sanitaria, per il 2021, tenendo conto di alcuni criteri oggettivi: da una parte il periodo di chiusura previsto dalla normativa, dall’altro le difficoltà nella ripresa anche legate agli obblighi in tema di distanziamento sociale e di sanificazione dei locali”.

Nel regolamento approvato dal Consiglio comunale sono previste misure agevolative sulla Tari fino al 100 per cento per l’anno 2021 per tutte le attività commerciali che hanno subito o la chiusura o ingenti perdite, a seguito delle misure restrittive dovute al covid; ulteriori misure agevolative sulla tassa dei rifiuti sono previste anche per quelle aziende non soggette a chiusure ma che documentino una riduzione del fatturato 2020, raffrontato al fatturato 2019, almeno pari al 30%. Inoltre previste riduzione del canone patrimoniale per l’anno 2021 a favore dei soggetti passivi che pagavano l’imposta pubblicitaria e di IMU a favore dei proprietari, di immobili strumentali per lo svolgimento della propria attività.

Nella previsione di riduzione sulla Tari non solo imprese ma anche agevolazione ai soggetti ammessi al bonus sociale.

“L’Amministrazione Comunale di Agrigento vuole fortemente essere a sostegno delle attività commerciali e di tutti quei soggetti che hanno subito danni dalla pandemia – afferma il Sindaco Franco Miccichè – sono oltre 4 i milioni a disposizione per ridurre in modo netto nel 2021 le imposte comunali Tari, Imu, e canone patrimoniale”.

“A beneficiare delle agevolazioni non solo le aziende che hanno dovuto chiudere a seguito delle restrizioni, ma tutte le categorie produttive che hanno subito perdite minori. Voglio ringraziare il Consiglio comunale che con senso di grande responsabilità e collaborazione, ha votato il regolamento favorevolmente – conclude Franco Miccichè”.

“Spunta un’emergenza nell’emergenza rispetto alla gestione della raccolta differenziata a Favara. RTI, capogruppo  Iseda, hanno chiesto alla Regione in nuovi siti dove conferire i rifiuti indifferenziati che si sono accumulati durante i giorni di sciopero, ma al momento non vi sono nuovi impianti da poter utilizzare. Questo comporta che lo smaltimento sarà limitato alle quantità massime giornaliere concesse dalla struttura. Il risultato sarà un ulteriore dilatamento dei tempi necessari per rimuovere i rifiuti che ancora oggi sommergono la città. La grave crisi della raccolta della spazzatura a Favara, la paga naturalmente come sempre “cappiddazzu” cioè i cittadini ligi ai doveri civili e morali. Nel grande gioco delle carte, le RTI capofila ISEDA hanno fatto “scopa”. Nessuno si è preoccupato di risalire ai fatti accaduti, al recente passato, dove il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori (non è la prima volta) avrebbe provocato il “casino” che è sotto gli occhi di tutti. Nessuno, amministrazione favarese compresa, ha avuto l’accortezza di sanzionare le RTI come previsto dal contratto. Nessuno, tranne le coraggiose donne favaresi, ha gridato ad alta voce, lo stato di abbandono della loro Città. L’amministrazione comunale avrebbe dovuto presentare alla Regione – in casi drammatici come quello attuale – una richiesta di  “prestito” (oltre alla cifra degli 800mila euro erogata a tutti i comuni siciliani) accompagnata da un forte progetto analitico di recupero della tassa evasa, con la formazione di una “task force” addetta alla tracciabilità dei furbetti  (Si ha notizia che circa il 45% della tassa rifiuti non viene pagata)  il tutto accompagnato dalla rescissione del contratto, motivata dalla cattiva gestione e organizzazione della raccolta rifiuti, con RTI capogruppo ISEDA, segnatamente all’affissione in tutto il paese di un manifesto dove capeggia un  GRAZIE  a caratteri cubitali, alla politica che in questi giorni si è “spesa”, rinunciando alle vacanze estive, per alleviare le sofferenze morali e civili dei favaresi. Solo così la Città di Favara potrà rinascere”.

Lo scrive in un comunicato il sindacato Sgb.

Oggi dalle ore 10.00 alle 10.45 Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento ha incontrato le mamma di Favara sulla questione rifiuti, le quali sono state accompagnate dall’avv. Giuseppe Di Miceli, quale rappresentante di Konsumer Italia ad Agrigento.
Il Prefetto ha ascoltato il grido di aiuto delle mamme preoccupate sia per la salute dei propri cari che della situazione pandemica nella città di Favara, che vede oggi le dimissioni del proprio Sindaco ed in merito alle quali Sua Eccellenza si è impegnata a convocare subito, una volta nominato, il Commissario che verrà al fine di una corretta amministrazione della città e con particolare attenzione alla problematica della raccolta dei rifiuti.
Le mamme hanno consegnato al Prefetto le firme raccolte con la propria petizione online, quasi 300 in 48 ore, ed hanno compreso il proficuo lavoro svolto da Sua Eccellenza da quando è stata assegnata alla nostra provincia. In particolare è stato anche approfondito il lavoro svolto da Sua Eccellenza nello spronare le istituzioni locali, in particolare quella di Favara, ad adempiere ai propri doveri nei confronti dei cittadini.
Le mamme di Favara confortare dall’incontro avuto nel breve tempo con Sua Eccellenza si sono impegnate a sorvegliare l’attività amministrativa locale e a segnalare tramite l’avv. Giuseppe Di Miceli direttamente alla prefettura le inefficienze registrate. A tal fine le sig.re presenti all’incontro, Maria Nona, Stefania Saieva, Angela Vaccaro e Enza Caramazza, chiedono l’aiuto anche delle altre mamme favaresi e di tutti i cittadini in generale, affinché questa città si rialzi e riacquisti lo splendore oggi perduto vuoi per gli incivili, vuoi per gli evasori, vuoi per la mala gestio della politica locale.