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Le processioni del venerdì santo rappresentano una tradizione molto viva e sentita dalla comunità agrigentina. I fedeli, numerosi come ogni anno, si sono ritrovati questa mattina presso la  Cattedrale di San Gerlando, per poi confluire in un corteo lungo centro storico,  e dar vita alla processione di Gesù. Subito dopo l’incontro tra i simulacri di Gesù e della Madonna Addolorata, cui è seguita una nuova  lunga processione da via Garibaldi alla Chiesa di Sant’Alfonso. La processione, secondo tradizione, ha attraversato le strade del centro storico. Da via Garibaldi fino in via Atenea con al seguito tanti fedeli, alcuni a piedi scalzi in segno di penitenza, e le antiche confraternite di Maria Santissima dei Sette dolori e del Santissimo Crocifisso. Sono momenti toccanti che avvicinano il popolo al dolore della Madonna che vede morire in croce il proprio Figlio. Nel pomeriggio la crocifissione di Gesu’ ed in serata la deposizione nell’urna. A tarda sera il sempre atteso discorso dell’Arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro dal sagrato della chiesa di San Domenico, in piazza Pirandello.
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Offresi lavoro nel mondo del turismo. L’iniziativa si chiama IoTurismo! e a realizzarla è il Consorzio Turistico Valle dei Templi di Agrigento da un’idea del suo segretario, Fabrizio La Gaipa.

“L’idea nasce dall’esperienza di tanti imprenditori che, paradossalmente, mentre si parla sempre di disoccupazione, in alta stagione si trovano spesso a non trovare personale disponibile a lavorare – dice La Gaipa -. Si cercano persone disponibili ad impegni anche saltuari nell’ottica di un successivo inserimento anche più stabile. La strada per un buon inserimento lavorativo, specialmente in un settore come quello turistico, è quella di iniziare lavorando al bisogno in modo da farsi conoscere e poi essere in pole position non appena si offre l’opportunità di un impiego duraturo. Abbiamo già ricevuto dalle ditte consorziate alcune richieste. In particolare alcune aziende hanno richiesto manovali, camerieri e cuochi. Siamo molto fiduciosi nel successo dell’iniziativa”.
In un periodo in cui si parla di crisi e disoccupazione sentire che le aziende non trovano collaboratori sembra davvero strano, ma Agrigento in termini di presenze turistiche sembra essere in ripresa.
“Le presenze turistiche aumentano, anche se la redditività media è in forte calo – spiega Paolo Pullara, presidente del Consorzio -. Insomma, più gente, ma che paga molto meno. Comunque, parliamo sempre di una ripresa e questo ci da cauta fiducia nel futuro. Attraverso questo progetto il Consorzio darà un servizio ai propri associati e ai lavoratori in un’ottica di crescita globale di Agrigento”.
Il Consorzio adesso si occuperà di raccogliere le disponibilità dei lavoratori e le pubblicizzerà ai propri associati, di fatto rendendo un servigio sia ai lavoratori che alle aziende.
“Viene tutto fatto in maniera assolutamente gratuita – spiega Daniele Ciaravella, il socio del Consorzio Turistico Valle dei Templi che materialmente si occuperà di raccogliere le disponibilità -. Il Consorzio non svolge nessuna opera di selezione, ma si occupa solo di pubblicizzare le disponibilità presso gli associati. Saranno poi i lavoratori e le ditte a dialogare e ad accordarsi fra loro. Nessuna intermediazione da parte nostra. Gli interessati potranno scaricare dal nostro sito www.consorziovalledeitempli.it un modulo da recapitare brevimano presso la sede del Consorzio nei giorni di apertura. Comunque sul sito ci sono tutte le istruzioni ed io sono personalmente disponibile ad aiutare chi avesse qualsiasi difficoltà”.
La sede del Consorzio Turistico Valle dei Templi si trova in via Demetra, 7 (palazzo Bracceri) e sarà aperta nei giorni di martedì e di giovedì dalle 15 alle 17.

Incidente stradale mortale lungo la statale 115, tra Castelvetrano e Campobello di Mazara, in provincia di Trapani. Una Polo Volkswagen e’ precipitata in una scarpata, provocando inevitabilmente la morte del conducente, un meccanico originario di Menfi, Franco Di Giovanna, 41 anni. Viaggiava con lui il figlio, di 16 anni, ricoverato in prognosi riservata.

 Si è svolta questa mattina ad Agrigento la prima edizione della “Granfondo Valle dei Templi”, di ciclismo promossa dall’A.S.D. Valle dei Templi. Valevole come seconda prova Coppa Sicilia Granfondo-Mediofondo strada 2012, si è snodata in un percorso di 127 Km con partenza da Agrigento abbracciando il suo entroterra ed in particolare i comuni di Raffadali, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani, Alessandria della Rocca, Cianciana. “La Granfondo”  è inoltre  valevole per la “4^ Coppa Sicilia Granfondo Strada”. I bikers, provenienti da tutta la Sicilia, si sono dati appuntamento alle ore 7,30 al Viale della Vittoria presso la Villa comunale “Bonfiglio”. Il percorso ha interessato le tappe di: Villaseta, Raffadali,Santa Elisabetta, San Biagio Platani, Alessandria della Rocca, Cianciana, per poi ritornare in direzione di Raffadali ed arrivo ad Agrigento. Questa i primi tre classificati della gran fondo:
1 Classificato: Fabio Alessi del team ( Team Rubino Romeo ) A3
2 Classificato: Francesco Minni del Team ( Citta’ di Misterbianco ) A1
3 Classificato: Enzo Buccheri del team ( G.S.P. Baglieri ) A2
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Il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento ha illustrato, stamane nel corso di una conferenza stampa, le opere per la razionalizzazione del sistema idrico comunale di 16 comuni del territorio agrigentino.
Nella serata di venerdì, infatti, la Giunta  Regionale presieduta da Raffaele Lombardo ha licenziato l’ultimo atto di questo colossale progetto che vede arrivare in provincia quasi 93 milioni di euro di cui 65 milioni a carico della Regione Sicilia e 27.785894,72 da parte della Girgenti acque.
“E’ la vittoria dell’Ato – ha commentato il Presidente D’Orsi – degli ingegneri della società d’Ambito, Bernardo Barone, Piero Hamel e Giuseppe Milano. Questo progetto, ovviamente non rientra nella campagna elettorale per il rinnovo delle municipalità del nostro territorio. E’ un impegno che ho assunto come Ato e che oggi vede il concludersi   la  questa martoriata provincia”.
Adesso sarà la volta del Consiglio di Amministrazione dell’Ato che dovrà  approvare il piano così come è stato sviluppato dalla Giunta Regionale.
Questi i comuni interessati e l’ammontare del finanziamento: Agrigento Euro 31.652.723,25(Quota pubblica 25.802.424,95 Quota Gestore 5.850.298,30); Sciacca Euro 21.675.280.61 (Quota pubblica 17.423.707,84 Quota Gestore 3.950.554,59); Canicattì: Euro 4.800.000,00 (Quota pubblica 3.912.827,30 Quota Gestore 887.172,70); Licata: Euro 4.800.000,00 (Quota pubblica 3.912.827,30 Quota Gestore 887.172,70); Lucca Sicula: Euro  300.000,00 (Quota pubblica 244.551,71 Quota Gestore 55.448,29); Villafranca Sicula: Euro 250.000,00 (Quota pubblica 203.793,09 Quota Gestore 46.206,91); Sambuca di Sicilia : Euro 600.000,00 (Quota pubblica 489.103,41 Quota Gestore 110.896,59); Montevago : Euro 500.000,00 (Quota pubblica 407.586,18 Quota Gestore 92.413,82 ); Porto Empedocle  :Euro 1.065.000,00 (quota pubblica 868.158,56 Quota Gestore 196,841,44); Montallegro : Euro 749.000,00 (Quota pubblica 610.564,09 Quota Gestore 138.433,91) Grotte : Euro 600.000,00 (Quota pubblica 489.103,41 Quota Gestore 110.896,59) Racalmuto : Euro 1.500.000,00 (Quota pubblica 1.222.758.53 Quota Gestore 277.241,47); Castrofilippo : Euro 1.214.000,00 (Quota pubblica 989.619,24 Quota Gestore 224.380,76); Campobello di Licata : Euro 1.000.000,00 (Quota pubblica 815.172,35 Quota Gestore 184.827,65) San Giovanni Gemini : Euro 181.000,00 (Quota pubblica 147.546,20 Quota Gestore 33.453,80); Ribera : Euro 3.544.000,00 (Quota pubblica 2.888.970,83 Quota Gestore 655.029,17).
A questi finanziamenti si aggiungono due finanziamenti al Consorzio Ambito il primo quello dei “progetto contatori” per un investimento di 10.584.626 a totale carico del Gestore e l’altro per intervento di manutenzione straordinaria per Euro 7.905.044,00
suddiviso per Euro 4.405.044,00 a carico della Regione Sicilia e 3.500.000,00 a carico del gestore. Complessivamente giungeranno in provincia Euro 92.920.673,89 così ripartiti: Euro 64.833.758,99 a totale carico della Regione Sicilia ed Euro 27.785.894,72 a carico del Gestore e cioè la società “Girgenti Acqua”.

L’Avv. Totò Pennica candidato a sindaco di Agrigento è intervenuto stamane nel corso dei lavori del Parlamentino di Grande Sud, presieduto dal deputato regionale Michele Cimino. Nell’ottica di un auspicato ricambio generazionale al governo di Agrigento e alla presenza di numerosi giovani del coordinamento provinciale del partito, Pennica ha detto:
“Prendo il sorriso dei giovani di Grande Sud e vorrei tramutarlo in un’ azione di governo virtuosa. Partecipando a questa assise mi sono arricchito, perché ho ascoltato  preziose indicazioni per una politica dei giovani. Grande Sud ed i suoi giovani rappresentano una risorsa per questa terra ed il  sindaco che vuole governare ha il dovere di porre le idee dei giovani al centro del programma”.
Tra le possibili ricette per un rilancio economico territoriale, i cui giovani siano primi ed indiscussi protagonisti, vi è la creazione di un sistema e convergenza tra l’amministrazione comunale, l’università, le attività commerciali del centro storico e non solo:
“Immagino la creazione di un percorso virtuoso tra il Comune (motore ed elemento centrale) l’università, le attività commerciali ed i locali – dichiara il candidato sindaco Pennica -. La città di Urbino ad esempio vive dell’economia della propria realtà universitaria, mentre ad Agrigento riflettiamo sulla ricaduta economica, in termini positivi, proveniente dagli studenti che frequentano la locale università. Il 34 per cento della disoccupazione giovanile è un fenomeno elevato e preoccupante.  Se nei prossimi cinque anni riuscissimo ad abbatterlo di 2- 3 punti sarebbe già un grande successo. I giovani devono avere un futuro nella città di Agrigento, e per riuscirci bisogna chiare ma raccolta tutte le energie. Alla base di tutto occorre grande umiltà e determinazione,ma il sindaco da solo non basta. Ecco perché chiedo ai giovani di darmi una mano.”

Un militare della Guardia di Finanza, Graziano Bianco, 33 anni, in servizio alla Polizia giudiziaria della Procura di Gela, e’ stato arrestato per concussione. Il finanziere e’ stato incastrato da una telecamera nascosta che ha registrato la consegna di una tangente, una somma in denaro, da parte di un imprenditore di Licata. Lo stesso imprenditore sarebbe stato minacciato da Graziano Bianco, il quale avrebbe paventato di perseguirlo per reati connessi alla legge 488 se non avesse pagato. L’imprenditore ha gia’ ricevuto dei fondi, secondo la 488, per avviare un’attivita’ lavorativa. L’ inchiesta e’ stata coordinata dai vertici della Procura di Agrigento, il capo Renato Di Natale, l’ aggiunto Ignazio Fonzo, e il sostituto procuratore Salvatore Vella.


Un sodalizio criminale specializzato in traffico di droga e truffe a finanziarie è stato sgominato da un’inchiesta delle Procure di Agrigento e di Catania con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di 52 indagati. Il blitz ha coinvolto oltre 300 carabinieri di Agrigento, Catania, Palermo, Siracusa e Enna.
Le indagini, avviate nel 2009 da militari dell’Arma della compagnia di Licata, avrebbero fatto emergere l’esistenza di un sodalizio che spacciava ingenti quantitativi di cocaina, hashish, marijuana, ecstasy e anfetamine, che comprava da ‘grossisti’ catanesi, che avevano rapporti con esponenti della cosca mafiosa etnea dei Laudani. Per questo l’inchiesta, avviata dalla Procura di Agrigento, dal sostituto Luca Sciarretta e coordinata dall’aggiunto Ignazio Fonzo, è stata poi trasmessa per competenza alla Dda di Catania.
Le indagini avrebbero portato alla luce centinaia di truffe a diverse finanziarie, con l’accurata falsificazione di documenti personali e buste paga, con i quali sarebbero stati acquistati beni di consumo per centinaia di miglia di euro.L’inchiesta ha preso spunto dalla scoperta di un’attività di spaccio di droga a Licata, nell’Agrigentino. I carabinieri hanno scoperto l’esistenza di una “base operativa” a Catania per l’approvvigionamento di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, che erano poi vendute, attraverso numerosi pusher, in discoteche e locali notturni del Catanese, ma anche a Taormina, Giardini Naxos, Rimini e Roma. I vertici dell’organizzazione avrebbero avuto contatti con appartenenti alla cosca Laudani.    Scoperte anche centinaia di truffe a finanziarie: venivano acquistati televisori, cellulari, elettrodomestici e computer con documenti falsificati, grazie a sofisticati programmi informatici. I beni di consumo erano spesso rivenduti al ‘mercato’ nero, per procurarsi soldi da investire nel traffico di sostanze stupefacenti.    L’ordinanza di custodia cautelare dispone l’arresto per 26 indagati, gli arresti domiciliari per 17 e l’obbliga di firma e di residenza nel proprio Comune per altri nove. Previsto anche il sequestro di due automobili e di un bar a Licata.
Il provvedimento ipotizza, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e alla commissione di centinaia di truffe, favoreggiamento personale e ricettazione. L’ordinanza è stata emessa dal Gip di Catania, Santino Mirabella, su richiesta del sostituto della Dda Lucio Setola, coordinato dal procuratore capo Giovanni Salvi e dall’aggiunto Marisa Scavo. (Ansa)
Gli arrestati:Gaetano Annatelli, 50 anni; Angelo Arcidiacono, 57 anni; Antonino Arcidiacono, 32 anni; Francesco Balsamo, 52 anni; Mario Barone, 30 anni; Santo Bonanzinga, 37 anni;  Michele D’amico, 41 anni; Andrea Concetto Daminelli, 39 anni; Giuseppe Giuntalia, 24 anni; Lucio Giovanni Grasso, 26 anni; Giuseppe Daniele Nocita, 39 anni; Enza Pace, 30 anni; Giuseppe Pace, 27 anni;  Giuseppe Ruscica, 36 anni; Claudio Salvatore Sciuto, 40 anni, tutti di Catania Carlo Lazzaro, 24 anni di Bronte; Salvatore Mangione, 22 anni di Vittoria; Antonino Giarrana, 30 anni di Agrigento; Alessandro Marotta,  26 anni, Dario Trigona, 24 anni Gaspare Gaetano Trigona, 28 anni di Licata; Giuseppe Rapisarda, 40 anni di Augusta; Salvatore Carlo Sammartino, 24 anni di Canicattì; Valeria Spanò, 34 anni di Paternò; Fabio Sparacino, 35 anni di Acireale.  Arresti domiciliari per: Giuseppe Ballacchino, 40 anni di Gela; Nicolò Curella, 29 anni Antonino Incorvaia, 26 anni; Domenico La Cognata, 26 anni; Vincenzo Lo Vacco, 45 anni; Carmelo Marino, 42 anni; Carmelo Antonio Morello, 27 anni; Salvatore Morello, 29 anni tutti di Licata; Dario Mazzara, 24 anni di Siracusa; Antonino Gaetano Mercia, 41 anni di Linguaglossa;  Salvatore Castorina, 46 anni, Nicolò Ferlito, 27 anni; Antonino Fiocco, 29 anni; Domenico Giuntalia, 26 anni; Alessandro Grancagnolo, 32 anni; Ottavio Pezzino, 46 anni; Claudio Turrisi, 25 anni, tutti di Catania. Obbligo di firma con obbligo di non uscire dal Comune di residenza e di non uscire di casa dalle ore 21:00 alle ore 08:00 nei confronti di: Luigi Campanella, 20 anni di Canicattì; Francesco Carità, 27 anni, Calogero Cicatello, 38 anni, Luciano La Rocca, 27 anni tutti di Licata; Andrea Germano, 24 anni di Caltagirone; Elisa L’Episcopo, 34 anni; Valeria L’Episcopo,  29 anni; Ivan Sapienza, 25 anni e Concetto Stagnitta, 24 anni tutti di Catania. Disposto il sequestro dell’autovettura Bmw in uso a Trigona Gaspare Gaetano e del veicolo Fiat Panda in uso a Giarrana Antonino, nonché il sequestro del “Bar Capriccio” sito in Licata, in Piazza Linares.
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Da due mesi non percepiscono il salario. Gli operatori ecologici delle imprese aderenti all’Ato Rifiuti Gesa Ag2, scendono in piazza ed incontrano il sindaco Marco Zambuto. Una iniziativa per sollecitare un intervento per scongiurare la crisi del comparto. Dall’agosto 2011 le imprese che fanno parte del raggruppamento che gestisce il servizio integrato non riceve un euro. Nelle casse dell’Ato Gesa Ag2 i soldi sono finiti. Il denaro promesso dai sindaci, non è mai arrivato, l’Aipa non ha ancora concesso anticipazioni di cassa. La conseguenza di tutto questo è che le imprese non possono pagare gli stipendi ai circa 400 operatori ecologici.
“A fronte di una situazione caotica che si estende in tutto il territorio siciliano – dichiara Zambuto –  la Regione inspiegabilmente ed ingiustificatamente si ostina a tenere in piedi i 27 ATO rifiuti che continuano a sperperare il denaro dei siciliani a fronte di un servizio totalmente carente. La situazione è divenuta insostenibile e siamo certi che la Regione vorrà, con estrema urgenza, porre rimedio a questo stato di cose.”
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L’ex assessore comunale di Grande Sud, Roberto Campagna, interviene con una nota in merito alla recente notizia sul via libera del CIPE  per l’utilizzazione di 6 milioni di euro per bitumare le strade di Agrigento, fondi che inizialmente erano stati deliberati dallo stesso CIPE , per il raddoppio della via Empedocle.
“Nell’esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto, grazie all’impegno dell’On. Michele Cimino e del sottosegretario con delega al CIPE On. Gianfranco Miccichè, ritengo,tuttavia, che il Sindaco Marco Zambuto, ancora una volta, abbia perso l’occasione per riconoscere i meriti ai deputati di Grande Sud”.
 L’ex assessore, pur ritenendo indispensabile rendere sicure le strade della città, esprime il proprio rammarico per il mancato utilizzo di almeno una parte dei 6 milioni per avviare la messa in sicurezza del centro storico, indispensabile per intraprendere un percorso di riqualificazione dello stesso, attraverso una politica di incentivi atti a favorire  il ripopolamento del cuore della nostra città.
“Un centro storico abitato e curato permetterebbe- ribadisce Campagna- ai turisti di scoprire che Agrigento, oltre ai templi, possiede una storia più recente ma altrettanto affascinante; non bisogna dimenticare che il nostro centro storico rappresenta uno dei pochi esempi, in Italia, di città di fondazione araba.  Incentivando  la nascita di piccole attività produttive e  realizzando dei veri e propri percorsi tematici all’interno del centro storico stesso- conclude l’ex assessore- si darebbe la possibilità ai turisti di abbinare allo shopping la scoperta delle bellezze artistiche, monumentali e religiose”.