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Ha tentato di attraversare il passaggio a livello mentre le barriere si stavano abbassando e quando il semaforo era già rosso. Nell’impatto, l’automobilista ha divelto la barriera ed ha provocato l’immediato stop al treno Canicattì-Modica che, in quel momento, era in transito. E’ accaduto tutto, ieri pomeriggio, lungo via Garibaldi a Canicattì.
L’automobilista, ferito al volto, è stato trasportato in ospedale, al “Barone Lombardo”, dai sanitari del 118. Sul posto è intervenuto anche il personale delle Ferrovie dello Stato che si è subito mobilitato per ripristinare la tratta ferroviaria che è rimasta però interrotta, per circa 2 ore e mezza, fino alle 19:30. Inevitabili le ripercussioni sul traffico cittadino. Il passaggio a livello è stato posto in sicurezza e presidiato dai carabinieri dell’aliquota Radiomobile del Nor della compagnia di Canicattì, impegnati anche nei rilievi tecnici. L’automobilista è risultato essere un uomo già segnalato alle autorità per uso di sostanze stupefacenti e guida in stato di ebbrezza alcolica.

Quest’anno le Giornate FAI d’Autunno raddoppiano e vedranno l’apertura di luoghi straordinari durante i fine settimana del 17 e 18 ottobre e del 24 e 25 ottobre.

In occasione di questo evento il FAI cerca persone entusiaste che desiderano dedicare il proprio tempo libero alla diffusione dei valori e dell’operato della Fondazione per la valorizzazione del patrimonio d’arte e natura italiano.

Trasforma la tua passione per l’arte e la natura in azione di valore ed aiuta a tradurre la missione del FAI in gesti concreti: diventa volontario del FAI Fondo Ambiente Italiano, basta collegarsi al link: https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-autunno/diventa-volontario/ 

Il FAI è il frutto delle persone che lo vivono, dei loro sogni, delle loro peculiarità, delle loro passioni.

Una moltitudine vivace, creativa, intraprendente, che dal 1975 è cresciuta ininterrottamente anno dopo anno, arrivando a coinvolgere oltre 8.000 volontari in tutta Italia, uniti da un’unica importante convinzione: il patrimonio d’arte, natura, cultura e bellezza è l’eredità più preziosa del nostro Paese e merita di essere riscoperta, tutelata, valorizzata ogni giorno.

Per farlo non basta restare spettatori ma bisogna diventare attori di questo spettacolo straordinario, perché, come ricorda la fondatrice Giulia Maria Crespi, recentemente scomparsa, solo facendo, i sogni possono diventare realtà.

Per permettere ai volontari e ai visitatori di godere dell’evento nella massima sicurezza e tranquillità, il FAI ha adottato tutte le misure necessarie per rispettare il distanziamento sociale, adottando un sistema di prenotazioni a numero chiuso.

L’udienza è fissata per il prossimo 9 novembre e il sindaco di Ravanusa Carmelo D’Angelo dovrà difendersi dall’ipotesi di reato di abuso di ufficio disposto dal Gup del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella.

Tutto parte da una denuncia presentato dall’avvocato Lillo Musso, nel 2016, secondo il quale il sindaco avrebbe negato l’utilizzo della biblioteca comunale per una manifestazione sonora per poi usarla per un convegno dove si è discusso sui si e i no del prossimo referendum.

 

Sale in modo preoccupante il numero di contagiati al Covid 19 a Cattolica Eraclea. Adesso, in pochi giorni, i casi sono sette. Lo comunica il sindaco Santo Borsellino che dichiara: “Purtroppo sono stato appena informato dall’ASP che una un’altra persona, tra le 83 già in isolamento, è risultata positiva al test di laboratorio del Covid19. Pertanto i positivi ad oggi in quarantena obbligatoria sono complessivamente 7.

Voglio rassicurare tutti dicendo che gli interessati stanno bene, e sono costantemente monitorati dal servizio epidemiologico dell’ASP.
Voglio informarvi che stamattina ho emanato un’ordinanza per effettuare una disinfezione del centro abitato per domani 17 settembre, a partire dalle ore 21:00;
Vi ricordo ancora una volta di essere prudenti: indossate sempre la mascherina, evitate i luoghi affollati, lavate spesso le mani e rispettate le regole del distanziamento sociale. Evitiamo di diffondere notizie non veritiere che creano solo allarmismo nella popolazione e, infine invito tutti ad essere solidali con chi in questo periodo sta vivendo un momento difficile.

 

Tra mugugni e le immancabili tragedie (fino a quando avremo certi politici dobbiamo farcene una ragione) continua senza arte né parte la campagna elettorale che proietterà verso quello che dovrebbe essere un nuovo sindaco che dovrà amministrare Agrigento.

Di nuovo, oggettivamente, c’è poco o nulla tranne qualche caso che adesso analizzeremo. Proponiamo i nominativi nel pienissimo rispetto della precedenza al gentil sesso.

Marcella Carlisi. Abbastanza matura dal punto di vista politico (è una dei pochi consiglieri comunali che ha presentato interrogazioni sensate) si è lanciata in questa esperienza per cambiare le sorti di una città con più di una stampella. In altri tempi, forse, Marcella Carlisi avrebbe avuto più consensi (quando passò quel treno veloce sul quale salirono anche i pastori sardi); oggi la situazione è notevolmente cambiata e lei, seppur in gamba, non può non sottovalutare un dato che si sgretola giorno dopo giorno da Bolzano a Pantelleria. Un vero peccato perché è preparata. Però, non si sa mai…

Angela Galvano. Viene confermata quasi la stessa dicitura per la Carlisi. Anche la Galvano, attenta, preparata e con un bagaglio di esperienza assolutamente corposo, dovrà fare i conti con quel che è rimasto di una sinistra (in senso lato) la quale negli ultimi anni non ha certamente brillato. Certo, nessuno si aspettava che il sondaggio confezionato da sicilia24h.it potesse proiettare la Galvano al primo posto; nemmeno un incredulo giornalista che, stoicamente, ha tagliato la testa al toro, profferendo la seguente considerazione: “Galvano, o vinci e dai credito al sondaggio oppure, se perdi, la credibilità del mondo del giornalismo scricchiola non poco”.  Ma tu guarda che pensiero cattivo e sottile ha attanagliato questo esimio collega il quale, evidentemente, non ha da fare cose più interessanti. Alla Galvano, persona preparata ed in gamba, una speranza in più per lottare in questa competizione, forte anche del fatto che i nostri lettori, che faccia dormire o meno il collega. hanno scelto lei.

Daniela Catalano. Qualcuno potrebbe rivolgersi alla trasmissione “Chi l’ha visto”. Dopo le bombe iniziali sembra essere sparita nel nulla. Chi la appoggia sembra lievitare nel poco o nulla, fatta eccezione per l’eurodeputata Annalisa Tardino la quale, dopo che un paio di mesi addietro aveva fiutato che con Fratelli d’Italia c’era solo da cazzeggiare, intervenne a gamba tesa e sistemò il tutto (seppur in vacanza) in meno di un pomeriggio. Certo, il voto è segreto il voto trasversale è in agguato oggi più che mai. Nel prossimo articolo spiegheremo quali sono i rischi che corre Daniela Catalano alla quale chiediamo la massima attenzione. Donna capace ed esperiente, con tutti può lottare tranne che con i franchi tiratori. Fratelli d’Italia, rappresentati solo ed esclusivamente da un monumentale Lillo Pisano (il resto è solo paranoia) avrà le sue gatte da pelare.

Calogero Firetto. Chi non gli riconosce di essere un grande politico lo fa solo per gelosia e invidia. Senza mai dimenticare che è il sindaco uscente, dovranno essere gli altri ad inseguire lui e non viceversa. Firetto deve avere solo l’onestà intellettuale di non confondere le opere che scaturiscono dal suo sacco con quelle dell’Anas o del Giro d’Italia. Sembrava sopito, molti non lo “sentivano”. Ha realizzato alcuni spot elettorali di pregiatissima fattura i quali davvero certamente faranno riflettere non poco l’elettore che li osserva. Chapeau! L’ultimo è davvero bello: “Tutta colpa di Firetto”. Certo, un valore aggiunto Firetto l’ha preso anche da Carmelo Pullara. Occorrerà vedere se il valore sia proprio aggiunto o meno. In tempi di campagna elettorale tutto fa brodo. E Pullara, visto che non ci ama, avrà modo di leggere altre favole di Fedro.

Marco Zambuto. Più che lui, il Marco nazionale, preoccupa chi lo appoggia. Un apparato di politici, portaborse, politicanti e sbrigafaccende (attenzione il discorso è solo ed esclusivamente politico) i quali, da sempre ammargiati nella politica, non hanno mai fatto registrare risultati di una certa levatura per la collettività. Daremo spiegazione anche di questo passaggio nel prossimo articolo. Certo, l’esperienza settennale di Zambuto dovrebbe essere vista e rivista almeno dieci milioni di volte. In caso di sua elezione non sarebbe più tollerabile che stia altri sette anni a ripetere: “Soldi non ce ne sono…”. Lo sa bene lui, lo sanno bene tutti, lo sanno bene i suoi competitori. Diversamente è meglio lasciar stare. Di Marco si ricordano due straordinari pomeriggi: il primo quando si dimise da sindaco per una condanna fasulla; il secondo quando da Palermo arrivò la conferma che la condanna era stata fasulla. “Dietro” Marco (per usare la terminologia dei tragediatori e dei ricattatori) c’è anche il presidente della Regione, la sua “Paolini”, meglio conosciuta come Giusy Savarino di Diventerà Bellissima e l’Udc del più simpatico di tutti Decio Terrana, persona solare, semplice e leale. Dica Giusy Savarino quanti nomi propri ha messo nella lista che appoggia Zambuto. Lo dica!  Numeri relativi?

Franco Miccichè. Attenzione ai proverbi; uno recita così: “Non sputare in cielo che in faccia ti torna…”. Purtroppo per gli altri è stato così. Avevano cercato di infangare in lungo ed in largo la nobile figura di un professionista come il dott. Franco Miccichè. Come, in che modo? Semplice: “Dietro Miccichè c’è Di Mauro…”. Riina, Brusca, Provenzano? No, semplicemente il vicepresidente dell’Ars Roberto Di Mauro il quale, certamente, nel suo passato politico e visti gli incarichi prestigiosi che ha avuto avrebbe potuto fare molto, molto, molto di più per una Agrigento, la sua Agrigento, che sin da giovanissimo ha creduto in lui. Di Mauro, anche lui, ha le sue responsabilità. Però, chi voleva seminare terrorismo psicologico attorno alla figura di Franco Miccichè avrebbe fatto meglio a guardare prima dentro il suo orticello e forse avrebbe scelto, cautamente, la via del silenzio. Ed invece no, tragedie, lettere anonime, ricatti, “inviti non troppo amorevoli a mettersi da parte”.

Se qualcuno pensa che anche Di Mauro non abbia dietro portaborse e politicanti si sbaglia di grosso. Ed infatti nei prossimo articolo faremo i confronti tra gli uni e “gli altri”.

A presto!

Consegnati dal direttore dei lavori l’ing. Filippo Napoli del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, alla presenza del sindaco di Santa Margherita Belice, i lavori di manutenzione straordinaria del comparto Menfi-Montevago-Santa Margherita Belice – Ribera – Cianciana – zona ovest 3. I lavori inizieranno nei prossimi giorni una volta che saranno completati gli adempimenti amministrativi da parte dell’impresa aggiudicataria.

I primi interventi sono previsti sulla Strada Provinciale n. 44, Sambuca – S. Margherita Belice – Salaparuta. Il contratto d’appalto era stato sottoscritto nelle scorse settimane dalla Ati Falco Costruzioni Srl con sede a Vallelunga Pratameno (CL) – Mediastrade di Sangiorgi Giuseppe con sede ad Asti, che si erano aggiudicate l’appalto, per un importo netto di 1.582.462,26 euro, più 53.354,34 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, per un importo contrattuale complessivo di 1.635.816,6 euro più Iva

I lavori dovranno essere effettuati dall’impresa entro e non oltre, 365 giorni lavorativi e continui dalla data del verbale di consegna dei lavori. Per questi lavori il Libero Consorzio aveva ottenuto un finanziamento dalla Regione Siciliana inserito nell’A.P.Q. (Accordo di Programma Quadro) sulla viabilità secondaria, finanziato con oltre due milioni di euro.

Il progetto, elaborato dai tecnici del Settore Infrastrutture Stradale e finanziati con i fondi del Patto per il Sud (D.D.G n. 3563/2018 del Dipartimento Regionale Infrastrutture e Mobilità Trasporti), prevede interventi sulle Strade Provinciali n. 44 (Sambuca-S.Margherita Belice-Salaparuta), n. 45 (da n.9 di Veneria alla 44-B S. Margherita B.-Salaparuta), n. 61 (Montallegro-Ribera), n. 83 (dalla SP 44-A alla SS 624 Sciacca-Palermo) e la SPC n. 1 Passo Gurra-Porto Palo, sulle quali sono stati verificati danni diffusi alle sedi stradali, carenza di opere di protezione e di segnaletica orizzontale e verticale, con potenziali situazioni di pericolo per il transito veicolare.

Niente detenzione domiciliare o differimento della pena causa “infermità” per Gaetano Riina, fratello del boss Totò: lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Torino, che ha respinto un’istanza del suo legale. Gaetano Riina, che ha 87 anni, è detenuto nel carcere delle Vallette, alle porte del capoluogo piemontese, con un fine pena che secondo quanto si apprende è fissato per il 2023.
Gaetano Riina è detenuto nel carcere delle Vallette in regime di alta sorveglianza. La pena che sta scontando gli è stata inflitta dalla Corte d’appello di Napoli per avere partecipato a un’associazione di stampo mafioso. Ha dei problemi di salute (è stato anche ricoverato per un mese nel reparto detenuti dell’ospedale Molinette) che, secondo una prima interpretazione della pronuncia del tribunale, sono state giudicate compatibili con la reclusione nella struttura torinese.

“Non truffarono l’Inps con falsi posti di lavoro”. Assoluzione perchè il fatto non sussiste: il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Andrea Terranova, con questa formula ha scagionato quattro imputati dall’accusa di truffa aggravata ai danni dell’Inps.
Si tratta di Gioacchino Peritore, Francesco Sallia, Pietro Restivo e Salvatore Lumia. I quattro imputati, che sono stati difesi dall’avvocato Francesco Scopelliti, erano accusati di avere raggirato l’istituto di previdenza attraverso la simulazione di alcuni posti di lavoro alle dipendenze di un’azienda agricola che sarebbe servita per lucrare sull’indennità di disoccupazione.
I fatti del processo, che ipotizzava a carico degli imputati un raggiro ai danni dell’istituto di previdenza per svariate migliaia di euro, risalgono a tre anni fa. Peritore, titolare di un’azienda agricola con sede a Palma, aveva ingaggiato come braccianti agricoli gli altri tre imputati.
Un’ispezione dell’Inps, tuttavia, si concluse con una doppia contestazione. Da una parte il procedimento amministrativo che ipotizzava un rapporto di lavoro inesistente perchè, dagli accertamenti svolti, sarebbe emersa l’assoluta inesistenza del vincolo di subordinazione tanto che il contratto di lavoro stipulato era stato dichiarato nulla. Al tempo stesso era stata trasmessa una dettagliata informativa alla Procura della Repubblica perchè si riteneva che la simulazione dei posti di lavoro avesse raggirato l’Inps che poi, a conclusione del rapporto di lavoro aveva erogato ai tre lavoratori l’indennità di disoccupazione ritenuta illegittima.

A distanza di 30 anni da quel maledetto 21 Settembre del 1990, quando, presso la SS. 640 Agrigento – Caltanissetta in contrada “Gasena” venne ammazzato dalla mafia il giudice Rosario Angelo Livatino, Magistrato operante nella Procura della Repubblica di Agrigento, il Lions Club Agrigento Host e il Leo Club Agrigento Host hanno deciso di onorarne il martirio. Il 19 Settembre, infatti, alle ore 18:30, presso l’ex Chiesa San Pietro (Spazio Temenos) ad Agrigento, si terrà (con un numero riservato ad un massimo di 50 posti per ragioni dovute al “Covid-19”) un cineforum. Sarà proiettato il docufilm di Davide Lorenzano “Il Giudice di Canicattì” e subito dopo seguirà un dibattito sulla figura del giovane magistrato ucciso nell’atto di adempiere al proprio dovere. La Prof.ssa Barbara Capucci (Presidente del Lions Club Agrigento Host) e il Dott. Giuseppe Castelli (Presidente del Leo Club Agrigento Host) dichiarano: «Riteniamo cruciali e nevralgici eventi di questo calibro, soprattutto per associazioni come le nostre che hanno il compito di contribuire al miglioramento della società!» e aggiungono «la cultura, il senso di legalità sono tematiche che abbiamo deciso di mettere al centro della nostra annuale attività da Presidenti; il ricordo e le figure come Rosario Livatino, nostro conterraneo, devono smuovere le coscienze di questa terra, ma, soprattutto, devono essere di esempio per tutta la società!…».
Oltre ad essere state invitate le più alte autorità della provincia, ad intervenire saranno: il Prof. Giuseppe Palilla (Presidente dell’Associazione “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino”), Davide Lorenzano (Regista del docufilm “Il Giudice di Canicattì”), Marilisa Della Monica (Coordinatrice di redazione de “L’Amico del Popolo”) e il Dott. Luigi D’Angelo (Presidente Emerito del Tribunale di Agrigento).