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Salvatore Gambino, 46 anni, di Agrigento, titolare di una impresa di impianti elettrici, esce dall’inchiesta su una tentata estorsione ai danni di un imprenditore agrigentino, tenta estorsione di cui sono accusati  Antonio Massimino, 49 anni di Agrigento, ritenuto dagli inquirenti il boss di Agrigento, e da un suo fedelissimo Liborio Militello, 50 anni, agrigentino anche lui. Massimino e Militello per la vicenda furono arrestati nel dicembre del 2016.
Il gup del Tribunale di Palermo, Nicola Aiello, esaminati gli atti a carico di questi ultimi due ha archiviato la posizione di Gambino accogliendo le istanze della difesa dell’imprenditore, istanze peraltro condivise dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo che nei giorni scorsi aveva avanzato richiesta di archiviazione per Gambino. Il nome di quest’ultimo era stato tirato in ballo da Militello nel corso di una telefonata con l’imprenditore “taglieggiato”.
Sotto il video dell’arresto di Massimino e Militello.
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Il comandante dei vigili urbani di Cattolica Eraclea, Pasquale Campisi e il suo vice, Pietro Campisi, sono stati assolti dal Tribunale di Agrigento dall’accusa di omissione di atti di ufficio. I due erano finiti coinvolti in alcune intercettazioni riguardanti Antonio Grimaldi, 50 anni, ritenuto dagli inquirenti il presunto boss di Cattolica, e arrestato qualche anno dopo con l’accusa di associazione mafiosa, che chiamò l’ufficiale dopo che il figlio era stato multato perchè viaggiava in motorino senza casco e senza assicurazione, multa che venne tolta.  Il pm chiedeva la condanna a 8 mesi per i due mentre gli avvocati difensori hanno sostenuto che “la mancata contravvenzione non integra una delle ipotesi previste dalla legge come omissione di atti di ufficio”.

In una nota stampa il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, interviene sulla vicenda del servizio mandato in onda su La7. “Gli agrigentini usano lavarsi in bagno e a casa propria. Sembra un’ovvia affermazione ma non lo è per certa stampa, a quanto pare: quella degli show tv che ben poco somigliano al giornalismo d’inchiesta. Ancora una volta siamo costretti a ribadire che la Città dei Templi e di Luigi Pirandello non è più disposta ad accettare di finire nel calderone televisivo delle falsità e delle infamie. Il servizio de” L’aria che tira”, mandato in onda ieri su La7, danneggia la città e l’intero comparto turistico nel clou della stagione e offende perfino l’intelligenza degli italiani. A fronte del duro lavoro e del serio impegno di tante piccole imprese che si sforzano con orgoglio di invertire una rotta, in barba ai lusinghieri riconoscimenti nazionali e internazionali per le iniziative culturali e per il paesaggio, esistono ancora siciliani e agrigentini che sprecano il fiato per screditare, mettere in ridicolo o infangare una comunità intera. Il comportamento indecoroso di un paio di ambulanti forestieri nel pieno della calura estiva e dei festeggiamenti di San Calogero non può prestarsi a facili speculazioni che ricadono pesantemente sull’intera città. Unanime è in queste ore l’ indignazione dei cittadini, che sentono il bisogno di difendere con orgoglio l’immagine di una città piena di storia e di tesori che si accinge a celebrare nel 2020 i suoi 2600 anni di storia. Gli agrigentini amano la città e non sono disposti più ad accettare che se ne infanghi il nome o che si cancelli con poche parole al vento anni di lavoro e di piccoli grandi investimenti per un futuro che guarda al turismo come principale risorsa”.


“Innovazione & Imprese -Focus sulle azioni 1.1.2; 1.1.3; 1.1.5” sarà il tema del primo degli incontri territoriali del PO Fesr 2014-2020, che toccheranno varie città siciliane, a partire da Catania.
Le azioni che verranno illustrate sono tese all’incremento dell’attività di innovazione delle imprese e ad una più ampia collaborazione tra le imprese stesse e il sistema della ricerca.
L’obiettivo è finanziare lo sviluppo di nuove tecnologie, prodotti e servizi, nonché l’avanzamento tecnologico delle aziende siciliane attraverso il finanziamento di linee pilota e azioni di validazione precoce dei prodotti e di dimostrazione su larga scala.
L’appuntamento è per oggi, venerdì 14 luglio presso il Palazzo della Cultura di Catania, alle 9.30.
Di seguito il programma della giornata:
SALUTI ISTITUZIONALI 9:30- 9:40  Sindaco di Catania Enzo Bianco
APERTURA LAVORI 9:40- 10:00 Introduzione a cura del moderatore Mario Barresi
Interventi previsti:
Autorità di Coordinamento dell’Autorità di Gestione (AcAdG) FESR Sicilia 2014-2020 Dipartimento        della Programmazione – Vincenzo Falgares
Commissione Europea – DG REGIO Lucio Paderi
Dirigente generale Dipartimento Attività Produttive Alessandro Ferrara
PRESENTAZIONE BANDI AREA TEMATICA 10:15 -12:00
Il Responsabile dell’Ufficio Competente per le Operazioni (UCO) Dario Tornabene
Tematiche trattate:
Descrizione mission singolo avviso/incentivazione
Illustrazione degli avvisi/incentivi oggetto dell’iniziativa e informazione su quelli in programmazione.
QUESTION TIME & DIBATTITO 12-00- 13.00
KEYNOTE SPEECH FINALE 13.00 -13.30
Assessore regionale alle Attività Produttive Maria Lo Bello
CONCLUSIONI
Presidente della Regione Rosario Crocetta
Gli incontri territoriali proseguiranno il 18 luglio ad Agrigento (Nuove Imprese; Azioni 3.5.1 e 1.4.1 Po Fesr), il 21 a Siracusa (Imprese; Azione 3.1.1), il 24 a Messina (Ambiente, rischio idrogeologico; Ot5 e Ot6), il 26 a Palermo (Agenda digitale; Ot2), il 28 a Trapani (Ricerca e Innovazione; Azioni 1.2.1 e 1.2.3), il 31 a Palermo (Ambiente, rischio idrogeologico; Ot5 e Ot6).
Il 4 agosto è poi prevista a Caltanissetta un’iniziativa sull’internazionalizzazione delle imprese (Azioni 3.4.1 e 3.4.2), mentre a settembre gli incontri si terranno il 4 a Catania (Trasporti e infrastrutture; Ot4 e Ot7) e il 7 a Piazza Armerina (EN) dove saranno illustrati gli interventi relativi a turismo e cultura (Ot6).

Oggi 14 luglio alle ore 17, presso il Centro Balneare della Polizia di Stato, a San Leone, Viale delle Dune n. 2, si terrà un incontro con Don Luigi Ciotti.
Sarà l’occasione per condividere – con quanti sentono la necessità e l’urgenza di un cambiamento – idee, esperienze e proposte per costruire insieme dei percorsi di partecipazione, cittadinanza attiva e giustizia sociale.
Il nostro territorio ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane – tanti sono gli innocenti che hanno perso la vita a causa della violenza mafiosa – ma anche in termini di opportunità di sviluppo, di occasioni di lavoro, di povertà materiale ed immateriale determinate dal condizionamento mafioso. Sappiamo bene che la mafia non è solo un fenomeno criminale e che la funzione repressiva – puntualmente ed efficacemente attuata dalla magistratura e dalle forze dell’ordine – non può bastare.
Tocca alla società civile interrogarsi, organizzarsi e assumersi la corresponsabilità di intervenire sugli aspetti culturali che garantiscono alle mafie quel consenso sociale che le rende ancora forti ed estremamente attuali.
Ecco perché è importante incontrarsi, parlarne e fare in modo che le tante energie belle e positive su cui il territorio agrigentino può contare, possano diventare sinergie.
CORRUZIONE E’ PECCATO:
L’IMPEGNO DELLA CHIESA CONTRO CORROTTI E CORRUTTORI
Dalle ore 20, Don Luigi sarà a Raffadali – Chiesa Madre,Via Nazionale 99 – per un incontro promosso dalla Parrocchia Sant’Oliva, il Servizio Diocesano di Pastorale Sociale e Problemi del Lavoro e dal Presidio di Libera “Vincenzo Mulè” di Raffadali.
Per la prima volta la Chiesa decide di utilizzare lo strumento della scomunica per punire le attivit corruttive, a partire da questa importante novità, si esploreranno le posizioni della Chiesa nell’ambito del contrasto alla corruzione e alle mafie.

Slitta al prossimo tre ottobre la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Palermo chiamato a decidere sulle sorti dell’ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Arnone alle prese con una condanna definitiva per calunnia (1 anno e 4 mesi di reclusione) e che vuole scontare, come prevede la legge, nella forma dell’affidamento ai servizi sociali.
In tal senso, Arnone ha già presentato richiesta e sarà proprio il Tribunale di sorveglianza a valutare e poi decidere se affidare Arnone ai servizi socialmente utili piuttosto che disporre la detenzione.
Intanto, la decisione prevista per ieri è stata ancora una volta rinviata al prossimo 3 ottobre.

Ad Agrigento, nel centro cittadino, in via De Gasperi, quattro migranti, del tutto sconosciuti agli organi di controllo, tra foto – segnaletiche e identificazione, sono entrati in un condominio. I residenti hanno telefonato al 113 e una pattuglia della Volanti ha intercettato i quattro e li ha condotti nell’Ufficio Immigrazione della Questura, dove sono risultati del tutto “fantasmi”, e, prima di essere condotti in un Centro d’accoglienza, sono stati denunciati, a piede libero, alla Procura della Repubblica per ingresso clandestino in territorio italiano.

I consiglieri comunali di Agrigento, Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone, di Forza Italia, sollecitano un costante monitoraggio del territorio e incisivi controlli sulle opere di scavo del manto stradale, affinchè poi il tratto di strada interessato dai lavori sia restituito integro alla cittadinanza. Iacolino e Falzone affermano: “Ad un sistema viario insufficiente ed inadeguato, privo di adeguata manutenzione, si aggiungono interventi di Girgenti Acque non completati con il ripristino del manto stradale. Ciò accade ad esempio lungo la via San Michele, e in tanti altri casi. Il sindaco di Agrigento faccia la sua parte pretendendo un servizio efficiente da Girgenti Acque, e il gestore idrico intervenga a rimedio di via San Michele, degli altri tratti di strada non ripristinati, e, più in genere, risolvendo i problemi idrici, garantendo turni di erogazione più ravvicinati”.

Il deputato nazionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, ha presentato una interrogazione al ministro per le Infrastrutture e Trasporti in riferimento ai ritardi, con conseguenti disagi, nella conclusione dei cantieri in corso lungo la statale 189 tra Palermo e Agrigento. Gallo premette che i sindacati hanno proclamato 8 ore di sciopero nel cantiere di Bolognetta-Lercara, e altre manifestazioni di protesta si susseguono contro la mancanza dei finanziamenti necessari per terminare l’attuale tratto in costruzione e per i progetti di ultimazione dell’intera opera da Palermo ad Agrigento. L’onorevole Gallo ha pertanto chiesto al Ministro quali siano le sue valutazioni nel merito dei ritardi nei lavori per il completamento della strada statale 189, e se intende confermare le notizie secondo cui i finanziamenti previsti per il completamento dell’opera non sarebbero più disponibili e, in caso affermativo, come intenda intervenire al fine di ripristinare le risorse finanziarie già stanziate intervenendo, inoltre, sull’Anas affinchè si consenta il completamento dell’asse stradale in tempi rapidi, evitando ulteriori disagi e mortificazioni per la comunità locale, già penalizzata dalla carenza di adeguate strutture infrastrutturali nonché da un’offerta di mobilità sempre più precaria”.

I consiglieri comunali di Agrigento Giovanni Civiltà, Pasquale Spataro, William Giacalone e Calogero Alonge, di Forza Italia, rilanciano l’allarme relativo alla paventata attivazione di nuovi centri d’accoglienza nel centro cittadino, a fronte di una capienza massima, secondo le soglie ministeriali, ampiamente superata, e a rischio dell’integrazione e quindi dell’ordine pubblico. Alonge, Giacalone, Spataro e Civiltà affermano: “Raccogliamo, condividiamo e rilanciamo le preoccupazioni espresse da numerosi concittadini, in riferimento all’allestimento di un nuovo centro d’accoglienza per migranti in città, e nello specifico in via Giovanni 23esimo. Lungi da noi dall’assumere posizioni di intransigenza etnica, riteniamo logico, quanto opportuno, che l’accoglienza di altri immigrati nella nostra città, e più in generale nel territorio, debba essere direttamente proporzionale alle reali capacità di integrazione e di inclusione sociale. In mancanza di ciò, non è affatto concepibile e giustificabile una politica di accoglienza priva di alcun criterio di distribuzione e di integrazione, a danno, ovviamente, dell’ordine, la sicurezza pubblica, delle attività economiche e, soprattutto, delle casse già esangui del Comune di Agrigento. Invitiamo l’amministrazione comunale ad un sussulto di reazione. Non è ammissibile che l’insediamento di nuovi centri d’accoglienza non sia oggetto di interlocuzione con gli enti locali, i consigli comunali e quindi direttamente con le comunità amministrate e le categorie produttive. L’amministrazione Firetto, anziché trincerarsi dietro lo scarica barile delle competenze, assuma una posizione netta e chiara nel merito, adempiendo al dovere di responsabilità per il quale è pagata lautamente dai cittadini contribuenti. La città attende riscontro”.