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3.938 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 19.741 tamponi processati in Sicilia secondo il bollettino di ieri. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 4.142. Il tasso di positività scende al 20%, il giorno precedente era al 22,6%. La Sicilia è al quinto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 66.475 con un aumento di 3.566 casi. I guariti sono 1.231 mentre le vittime sono 10 e portano il totale dei decessi a 11.169. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 726, in terapia intensiva sono 23.

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 1.363 casi, Catania 1.418, Messina 657, Siracusa 311, Trapani 312, Ragusa 299, Caltanissetta 111, Agrigento 283, Enna 35.

A Sciacca sfida tra Ignazio Messina (sostenuto da 5 liste civiche e Fratelli d’Italia) e Fabio Termine (appoggiato da liste civiche, Pd e M5S). Messina al primo turno ha ottenuto il 39,9% dei voti, Termine il 36,81%. Gli elettori sono 35 mi.a.

A Palagonia si confronteranno per la carica di sindaco Salvatore Astuti col 39,47% dei voti e Francesco Calanducci col 28,44%.

A Villafranca Sicula al ballottaggio i candidati sindaci Domenico Balsamo e Gaetano Bruccoleri che hanno ottenuto gli stessi voti 481, pari al 50% delle preferenze.

A Scicli, dove 21mila cittadini sono chiamati alle urne,  al ballottaggio sono Caterina Riccotti col 22,71% e Mario Marino che ha sfiorato la vittoria al primo turno con il 38,37%.

Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 24 giugno, su proposta del Presidente Castaldi ed a parziale modifica di una proposta di atto di indirizzo già presentata, ha deliberato di manifestare alla Curatela Fallimentare l’interesse di AICA ad acquistare per intero il ramo di azienda riconducibile al precedente gestore Girgenti Acque ed alla società Hydrotecne, chiedendo alla Curatela stessa di formulare al riguardo una propria offerta, non vincolante per AICA.

AICA naviga nel mare tempestoso delle difficoltà ma pensa anche a obiettivi molto impegnativi.  “Si tratta di una manifestazione di disponibilità”, spiega il Presidente Castaldi, “che se accolta consentirebbe  di chiudere con soddisfazione di tutti, una vicenda estremamente complessa,  anche per i risvolti legati alla gestione del personale e per i condizionamenti alla gestione finanziaria della società. Inoltre, verrebbe così accolto l’invito dell’Assemblea dei Soci di chiudere il contratto di affitto.

Occorre precisare che le norme di settore consentirebbero  ad AICA, in qualità di gestore subentrante,  di decidere quali beni funzionali al servizio idrico Integrato  sia economicamente più vantaggioso accettare dalla precedente gestione.

Il Consiglio ha deciso di manifestare l’interesse ad acquistare per intero il  ramo di azienda, costituito dal personale, dai  beni materiali ed immateriali infungibili appartenenti alla proprietà pubblica indisponibile (impianti, reti,  data base utenti, ecc.) altri beni funzionali al Servizio idrico ma non infungibili  (infrastruttura informatica,  software ed hardware, arredi, parco auto, materiali in magazzino,  ecc. nelle condizioni di vetustà ed utilizzabilità in cui si trovano ecc.), e ciò per accelerare i tempi di uscita da un contratto di affitto che è fonte di oneri,  di incertezze, di vincoli gestionali per AICA.

“Ci aspettiamo un riscontro positivo nel più breve tempo possibile, tenuto conto della prossima scadenza del contratto di affitto (31 luglio) ed un’offerta accoglibile per AICA in quanto rispettosa anche degli interessi degli utenti del Servizio Idrico Integrato”, comunica AICA.

Nuova ondata di contagi, nelle ultime 24 ore in Sicilia, con 4.142 nuovi casi di Covid 19, a fronte di 18.268. Ieri i nuovi postivi erano 4.436. Il tasso di positività sale al 22,6% contro il 21,3% del giorno precedente. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Emerge dal bollettino del Ministero della Salute di sabato 25 giugno.

Gli attuali positivi sono 62.909, con un aumento di 915 casi. I guariti sono 3.716, mentre le vittime sono 5, e portano il totale dei decessi a 11.159. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 710, in terapia intensiva sono 25.

Questi i numeri nei Comuni capoluogo: Palermo 1.491, Catania 905, Messina 484, Siracusa 436, Trapani 322, Ragusa 340, Caltanissetta 137, Agrigento 322, Enna 190.

Tutti i progetti presentati dalla Soprintendenza di Agrigento, guidata dall’architetto saccense Michele Benfari, sono stati approvati nell’ambito dei fondi Pnrr, intervento 2.4 per la sicurezza sismica dei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto (FEC) e siti di ricovero per le opere d’arte (Recovery art).

A comunicare la buona notizia che offre l’opportunità di recuperare importanti e belli edifici monumentali di culto è il Soprintendente del Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, il saccense Michele Benfari, ovviamente felice “per i risultati raggiunti con i fondi stanziati nel Pnrr. Le opere che sono state individuate nelle schede che abbiamo presentato consentiranno il recupero di importarti luoghi di culto, ma anche siti di grande interesse architettonico, storico e soprattutto emotivo”.

Si tratta di splendide chiese la maggior parte delle quali abbandonate. “Se non ci fossero stati i fondi Pnrr- aggiunge Benfari- non avrebbero mai avuto un finanziamento di questa portata. Un prosit al nostro ufficio tecnico, con la nostra architetta Mangiapane e tutti gli altri colleghi che hanno lavorato alacremente alla stesura delle schede: gli architetti Licata, De Vecchi, Ferlisi, Cucchiara e tutti gli altri”.

Adesso si passerà alla progettazione esecutiva. “Da qui a 5 anni si completeranno i lavori- continua Benfari- io non ci sarò perché andrò in pensione, ma sono felice di avere dato il mio modesto contributo a questa bella opportunità che c’è stata data dall’Europa, che rappresenta anche una opportunità di ripresa del comparto edile”.

Ecco i progetti finanziati nei singoli comuni.

Sciacca: lavori di recupero e restauro dei prospetti della chiesa Santa Maria di Valverde, detta della Giummare (€ 293.500), di San Francesco di Paola (€ 1.000.000) e di Santa Maria dello Spasimo (€ 1.500.000).

Agrigento: restauro della chiesa di Calogero (570.mila euro), ristrutturazione Santo Spirito (2.100.000). Alessandria della Rocca : Chiesa dei Riformati ed ex Convento (1.145.000); Burgio: chiesa di San Vito (1.580.000); Caltabellotta: chiesa del Collegio di Maria (800.000), chiesa del Carmelo (995.000); Cammarata: restauro della chiesa Santa Maria del Gesù (1.100.000); Canicattì: impermeabilizzazione delle cupole, consolidamento volta e recupero del prospetto laterale della chiesa dello Spirito Santo (420.000), copertura, restauro conservativo e rifacimento impianti della Chiesa Santi Filippo e Giacomo (2.857.000); Licata: restauro della Chiesa del Carmelo (810.000), chiesa di San Francesco (1.400.000; Naro: restauro e risanamento conservativo chiesa Madre (951.550); restauro della chiesa Conventuale Santa Maria del Monte Carmelo (1.880.000); chiesa Sant’Agostino (1.347.000), chiesa San Salvatore (1.880.000); Palma di Montechiaro: risanamento conservativo della chiesa delle Scuole Pie (465.000); restauro monastero Benedettine(2.380.000); Racalmuto: valorizzazione chiesa Santa Maria del Gesù (1.300.000); Ravanusa: consolidamento strutturale, manutenzione, copertura e restauro decorazioni della chiesa dell’Assunta(1.560.000).

Un lavoro straordinario che consentirà il ritorno allo splendore di antiche chiese, belle e importanti. Un lavoro che arricchirà il patrimonio culturale-monumentale della nostra provincia a beneficio anche del turismo.

Con il caschetto protettivo alla scoperta del luogo deputato all’acqua, una vera cattedrale immemore al tempo, dove ci si troverà catapultati all’indietro ai tempi dell’antica Akragas. Riapre infatti al pubblico l’antico ipogeo Giacatello, chiuso da otto lunghi anni, il luogo da cui si dipartono gli antichi acquedotti. Si potrà scendere in profondità con l’aiuto degli speleologi di Agrigento Sotterranea e seguendo gli archeologi di CoopCulture: per ritrovarsi in un ambiente perfettamente conservato, una vera opera di ingegneria idraulica totalmente scavata nel banco di roccia; un esempio antico di sostenibilità e di rispetto dei popoli del passato verso la terra e le sue risorse visto che da qui sotto si diramano i diversi acquedotti in uso all’epoca di Akràgas e Agrigentum. E’ un vasto ambiente quadrangolare, alto poco più di 2 metri, puntellato da 49 pilastri disposti su più file.  Dalle dodici aperture del tetto, funzionavano i pozzi per prelevare l’acqua. Al suo interno confluisce, da nord ovest, un acquedotto, mentre dall’angolo di sud-est parte un cunicolo tortuoso che sfocia nel vicino torrente San Leone. Originariamente l’ipogeo Giacatello era una cisterna che apparteneva alla complessa rete di acquedotti di Akràgas che, secondo la tradizione, fu progettata dall’architetto Feace e realizzata sfruttando la manodopera dei prigionieri cartaginesi dopo la sconfitta di Himera (480 a.C.); con i romani, divenne un deposito di grano.

Dopo il grande successo delle Giornate dell’Archeologia – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – ecco un nuovo appuntamento per scoprire uno dei segreti meglio conservati della Valle dei Templi. Un luogo fra i più interessanti per la sua unicità: un nuovo percorso di visita che permetterà di scoprire la zona di Colle San Nicola, vero cuore pulsante delle attività religiose e civili della greca Akràgas e della romana Agrigentum. Un impegno mantenuto”. Pronto infatti il nuovo percorso di visita: per la sua inaugurazione, è stata organizzata domani (domenica 26 giugno) alle 17, una visita gratuita condotta dagli operatori archeologi di CoopCulture, che coinvolgerà gli speleologi dell’associazione Agrigento Sotterranea, giovani professionisti che dal 2014 si occupano della valorizzazione del patrimonio ipogeo.

“Aggiungiamo un nuovo tassello alle visite al Parco archeologico della Valle dei Templi – interviene il direttore Roberto Sciarratta – riconsegnando alla comunità agrigentina e ai turisti, un luogo straordinario chiuso da troppo tempo, che permette di raccontare il rapporto di grande rispetto che gli antichi avevano nei confronti della natura”. Ma non sarà l’unico, presto renderemo fruibili altre aree uniche”.

Il percorso inizierà dal chiostro del Museo archeologico Pietro Griffo: sarà possibile osservare da vicino l’area dell’Ekklesiasterion (il luogo in cui si riunivano in assemblea i cittadini che avevano diritto al voto) e del cosiddetto Oratorio di Falaride, il piccolo edificio religioso posto su un vero e proprio podio con tanto di scala. I visitatori poi raggiungeranno l’Agorà superiore dove gli archeologi parleranno di questi antichissimi luoghi di culto, e mostreranno  il Bouleuterion ellenistico (poi trasformato in Odeon), indicando le trasformazioni a cui fu sottoposto il santuario ellenistico-romano. Il momento più suggestivo dell’esperienza sarà di certo scendere nell’ipogeo Giacatello, dotati di protezioni adeguate per svolgere la visita in completa sicurezza. Dopo l’inaugurazione, la visita all’ipogeo Giacatello sarà a disposizione su prenotazione.

“Le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale siciliana e per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione alle quali saremo chiamati in autunno rappresentano un nodo cruciale per il futuro della Sicilia e dei siciliani. Dalle scelte che faremo dipenderà parte di quel riscatto che ci deve portare a una visione del futuro che non sia fondata sulla gestione del bisogno e della miseria ma sulla creazione di reali opportunità di crescita e sviluppo.

La fine ingloriosa dell’esperienza di governo del centro destra targata Musumeci lascia in eredità una Sicilia più povera economicamente, con tante emergenze irrisolte, con riforme naufragate e impugnate,  con i comparti agricoli e della pesca in ginocchio, una sanità allo sbando, una disoccupazione galoppante e una condizione di fragilità infrastrutturale –  imputabile essenzialmente a ritardi, incapacità e inefficienze – che rappresenta un ostacolo alla crescita e alla sostenibilità delle piccole e medie imprese.

Di fronte alla straordinaria crisi economica e alle ripercussioni della pandemia che ha tagliato le gambe all’intero assetto socio-economico della Sicilia, in particolare a quello della provincia di Agrigento che più di altre avverte la condizione di marginalità geografica ed economica, è venuto il tempo delle scelte e di guardare avanti con senso di responsabilità.

Tornare ai valori, alla forza delle idee, al confronto, alla partecipazione, alle pari opportunità non è un auspicio ma un incombente necessità per non rimanere ancora ostaggio di opportunisti, voltagabbana e di personaggi furbi e senza scrupoli che ignorano le istanze dei territori e i problemi reali dei cittadini.

“Servire Agrigento” è una voce libera e alternativa rispetto ad un modo di fare politica sempre più proteso agli interessi di bottega che dimentica i territori, gli ultimi, i più deboli e mortifica aspettative e speranze. In questi due anni stiamo mettendo testa e cuore per difendere la provincia di Agrigento da malefatte, negligenze e ingiustizie rilanciando la necessità che abbiamo bisogno di infrastrutture, scuole, strade, ferrovie e posti di lavori come premessa per qualsiasi modello di sviluppo.

In questa ottica gli amministratori, i professionisti, i giovani che si riconoscono nel Movimento politico “Servire Agrigento” hanno ritenuto di sposare con convinzione la candidatura alle Presidenziali del centro sinistra del magistrato ed europarlamentare del Partito Democratico, on. Caterina Chinnici.

Una candidatura autorevole e credibile che rappresenta il passo iniziale di un nuovo percorso che deve portare il centro sinistra a vincere le elezioni regionali. Le macerie lasciate dal governo Musumeci impongono un cambio di passo netto, forte e deciso per affrontare le tante sfide che ci attendono e restituire speranze e attese al popolo siciliano guardando con rinnovato slancio progettuale alle opportunità di sviluppo offerte dai fondi del PNRR ed europei.

In una terra straordinariamente bella e incredibilmente smemorata, dove i diritti sono sempre più violati, dove si assiste ad una inarrestabile fuga di giovani siamo pronti ad impegnarci e a fare la nostra parte con coraggio e determinazione per riprenderci ciò che è nostro ma che ci è stato negato da governi non sempre all’altezza e da un ceto politico che in provincia di Agrigento si è rivelato al di sotto di qualsiasi aspettativa”.

Lo dichiara il coordinatore provinciale di Servire Agrigento Raoul Passarello.

Non solo il pesce ma anche 4 kg di carne e verdure.

E’ questo il prodotto sequestrato da parte dei Carabinieri del nucleo Tutela per la salute ad un noto stabilimento situato nel viale delle Dune a San Leone nel corso di un controllo che fa parte di una serie di ispezioni che i militari del Nas stanno effettuando a tappeto in tutta la provincia denominata “Estate tranquilla”.

Dopo l’ispezione igienico-sanitaria che ha portato al sequestro del cibo, i militari hanno anche elevato una multa al proprietario dello stabilimento di 1500 euro.

 

 

Lavori di manutenzione straordinaria nella galleria Lercara, sulla linea Palermo-Agrigento. Sono previsti da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) dalle 22 di oggi fino alle 5 di lunedì 27 giugno.

Per consentire gli interventi sarà sospesa la circolazione ferroviaria fra le stazioni di Roccapalumba e Agrigento, e garantito un servizio sostitutivo con bus.

Informazioni di dettaglio sono consultabili in stazione e sul sito web dell’Impresa ferroviaria.

Sono 4.436 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 20.767 tamponi processati in Sicilia secondo il bollettino di ieri. Adesso si può parlare di vero e proprio allarme in quanto i numeri nelle ultime settimane sono aumentati in modo esponenziale.

Il tasso di positività sale al 21,3%, il giorno precedente era al 18,8%. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 61.994 con un aumento di 2.035 casi. I guariti sono 2.978 mentre le vittime sono 8 e portano il totale dei decessi a 11.154.

Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 709, in terapia intensiva sono 26.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.391 casi, Catania 1.291, Messina 750, Siracusa 418, Trapani 249, Ragusa 345, Caltanissetta 168, Agrigento 340, Enna 69.