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NON APRITE QUELLA BUSTA!
Potrebbe sembrare il titolo di un film e invece è la situazione paradossale di stallo che si registra ad Agrigento in ordine al nuovo affidamento del servizio di igiene urbana, nonostante il relativo bando di gara abbia fatto registrare la partecipazione di un unico concorrente, lo stesso che sta gestendo il servizio regolato dal contratto che va in scadenza il prossimo 20 luglio.

Dichiarazione di Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia:

“Siamo letteralmente esterrefatti di fronte all’immobilismo della SRR Agrigento Est e dell’U.R.E.G.A. che, a due settimane dalla scadenza del contratto che attualmente regola il servizio di igiene urbana nella città di Agrigento, continuano a tenere in caldo, o forse sarebbe meglio dire, a congelare i tempi per l’apertura della busta contenente l’unica offerta presentata entro il previsto termine del 15 maggio scorso. Il fatto è ancora più sorprendente se si considera che il 25 maggio scorso, durante i lavori del primo Ecoforum provinciale su rifiuti ed economia circolare organizzato ad Agrigento dalla nostra associazione il presidente pro tempore della SRR, Enrico Vella, aveva dichiarato pubblicamente che, proprio in considerazione della partecipazione di un solo concorrente, il nuovo affidamento si sarebbe perfezionato nei tempi previsti, se non addirittura in anticipo, ed il servizio non avrebbe quindi conosciuto soluzione di continuità ma semplicemente la chiusura del contratto d’appalto in essere e l’avvio del nuovo. Ad oggi, invece, tutto tace e questo silenzio solleva molti dubbi sulla reale intenzione di dare corso ad un contratto che sappiamo contenere condizioni e clausole molto più stringenti per la ditta aggiudicataria ed economicamente e funzionalmente più efficienti, efficaci e convenienti per il Comune e quindi per i cittadini agrigentini. Come Legambiente non intendiamo abbassare la guardia su questa vicenda che è per noi di centrale importanza per portare a soluzione tutta una serie di problemi, alcuni fisiologicamente conseguenti all’avvio del servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti, altri palesemente discendenti dalle modalità fin troppo approssimative con le quali la maggior parte del personale addetto svolge il lavoro assegnato”.

 

 

 

Il 10 luglio 1943 le truppe dalla VII Armata Americana, al comando del Generale George Patton sbarcavano a Licata dando il via alla “Operazione Husky” che condusse alla progressiva liberazione della Sicilia e poi a quella dell’intero Paese.
Nel 75.mo anniversario di quegli avvenimenti, il settore Beni Culturali del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ex “Provincia Regionale”, in collaborazione con il Comune di Agrigento, ha allestito nei locali del chiosco del Piazzale Aldo Moro, in cui è ubicato il punto informativo dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, una mostra in cui sono esposte una cinquantina di foto d’epoca, in bianco e nero, realizzate dai reporter al seguito della Us Army.
Le foto che fanno parte del patrimonio documentale e storico dell’Ente, immortalano le truppe americane durante le operazioni di sbarco a Licata, di liberazione e bonifica dell’intero territorio agrigentino.
Tra gli scatti d’epoca è possibile ammirare, tra l’altro, i marines che sfilano ad Agrigento al Viale della Vittoria devastato dai bombardamenti, l’ex Caserma Crispi di Agrigento divorata dalle fiamme, il saccheggio della caserma di Agrigento.
Inoltre alcuni scatti immortalano i carri armati, i mezzi anfibi e le truppe americane che sfilano a Licata, Sciacca, Naro, Canicattì e Porto Empedocle accolti dalla popolazione.
L’evento espositivo è visionabile durante l’intera giornata, in quanto è stata allestita dietro le vetrine del chiosco in modo da consentire sia ai cittadini che ai visitatori italiani e stranieri una piena fruibilità dell’evento.
La mostra resterà allestita per una settima.

 

Come è noto l’Assessore alla salute Regione Sicilia ha presentato alle Organizzazioni sindacali regionali la bozza della nuova rete ospedaliera; la stessa ha ingenerato preoccupazione nella comunità agrigentina per il taglio di posti letti; in particolare, si è fatto riferimento al reparto di oncologia, considerato un punto di riferimento di eccellenza che ha dato delle risposte precise a malati e familiari che sino a qualche anno fa erano costretti a viaggi della speranza che rendeva, qualora fosse stato possibile, ancora più disumana la cura a Palermo; costretti alla via crucis di circa tre ore di macchina la mattina e altrettanto per il ritorno sulla strada della morte. A seguito della denuncia di tante associazioni di questo pericolo, è stato il sindaco di Agrigento a provare di calmare le acque dichiarando che si sarebbe trattato di un refuso.
Per tali ragioni al fine di capire come si intende declinare sul territorio agrigentino la suddetta proposta avanzata nel tavolo regionale la Funzione Pubblica CGIL di Agrigento con il segretario generale Vincenzo Iacono ed il coordinatore provinciale del comparto Antonio Cutugno hanno chiesto al Commissario dell’Azienda Sanitaria di Agrigento, nel rispetto del CCNL Sanità la convocazione del tavolo di concertazione.
E’ opportuno – dichiarano i due rappresentanti dei lavoratori – fare chiarezza e dare un messaggio di tranquillità alla comunità agrigentina.

 

Tra tutte le stazioni ferroviarie siciliane quella di Agrigento Centrale è tra le più belle e curate. La ditta Artemede Global service, che ha in appalto il servizio di manutenzione, pulizia e decoro, ha provveduto su richiesta da Rete Ferroviaria Italiana a riqualificare le aree verdi attigue ai binari piantumando fiori e altre specie tipiche dell’area del mediterraneo. 
 
Il risultato è un tripudio di colori che trasforma la principale stazione del capoluogo in un luogo accogliente per i turisti, numerosi in questo periodo, e i tanti pendolari che quotidianamente utilizzano il servizio ferroviario. La Artemide Global Service ha eseguito analoghi interventi anche nelle stazioni di Agrigento Bassa e Aragona Caldare. 

Intendiamo intervenire in merito all’incontro avvenuto tra questa Amministrazione ed i vertici di Girgenti Acque per precisare quanto segue.
Preliminarmente, occorre evidenziare che è assolutamente necessario interloquire con chi attualmente è gestore dell’acqua in quanto è, ad oggi, coperto da vincoli contrattuali (anche) col Comune di Licata.
Continuiamo a registrare messaggi al cianuro da parte di coloro i quali non hanno ancora compreso che la campagna elettorale è terminata ed hanno sconfinato anche ieri, per l’ennesima volta, nella diffamazione non costruttiva e mediocre che caratterizza ormai discorsi privi di contenuto e mediocri che non fanno bene alla crescita del paese e fomentano solo chiacchere da cortile e di bassa levatura culturale e sociale.
Contro, dunque, chi “cavalca le cosiddette fake news” e al fine di fare chiarezza comunichiamo alla città il nostro operato anche nell’ambito della gestione “acqua”.
Consapevoli delle gravi inadempienze e dei disservizi di Girgenti Acque che, negli ultimi anni, hanno provocato disagi a tutta la popolazione del territorio agrigentino ed allo stesso tempo vigili sulle “disattenzioni ambientali” verificatesi e sulle quali intendiamo coinvolgere gli organi preposti, comunichiamo ai cittadini i punti trattati all’ordine del giorno nell’incontro avvenuto qualche giorno fa con quello che, a tutt’oggi è, l’Ente gestore acqua della Provincia di Agrigento:
– Malfunzionamento delle stazioni di sollevamento, in particolare di quelle che, in occasione di piogge abbondanti, contaminano le acque dei canali e aggravano gli allagamenti;
– Insufficienza della rete idrica e disfunzioni fognarie;
– Chiarimenti in merito alla inefficienza del sistema refluo della zona Fondachello.
– Restituzione somme di rimborso deposito cauzionale,
– Richiesta di relazioni tecniche, scritte, sui punti sopraesposti.
Come da programma elettorale, canovaccio del nostro agire quotidiano, ispezioneremo e pretenderemo dal gestore unico la messa a regime del Depuratore dei reflui, con una conduzione che ne garantisca il funzionamento secondo i parametri previsti sia a livello contrattuale che legale.
Continueremo a sollecitare il Gestore Unico, tramite ATI, a completare e realizzare i lavori a suo tempo previsti dal Piano d’Ambito. In caso contrario ricorreremo all’ Autorità Nazionale sulla quale ricade la competenza di intervenire nel caso di inadempienze da parte di ATI o Gestori Unici.
E’ evidente che continueremo a compiere il nostro lavoro quotidiano e non ci faremo distrarre dagli attacchi gratuiti, purtuttavia diffidiamo chi continua ad avvelenare gratuitamente l’atmosfera di collaborazione creatasi in queste prime settimane di mandato, con notizia fasulle riportate strumentalmente.

Conflavoro Pmi: “Passi avanti con Dl dignità, ora incentivi alle imprese e riduzione costo del lavoro’

Il presidente Roberto Capobianco sul maxi-provvedimento: “Segnali positivi, ma da accompagnare il prima possibile a strumenti che facilitino la vita delle imprese”

“Dal decreto dignità, approvato dal consiglio dei ministri, primi segnali per una maggiore regolamentazione del mondo del lavoro, ma il vero obiettivo da raggiungere è quello già annunciato dal ministro Di Maio, ovvero la riduzione del costo del lavoro e l’introduzione delle misure per favorire l’assunzione a tempo indeterminato”.

La pensa così il presidente di Conflavoro Pmi, Roberto Capobianco, che commenta il contenuto del decreto: “Le misure – dice Capobianco – iniziano ad affrontare alcuni temi importanti per il mondo del lavoro. La previsione di limiti e disincentivi al ricorso ai contratti a tempo determinato è un passo in avanti per la dignità dei nostri lavoratori”.

“Tutti gli imprenditori – prosegue il presidente di Conflavoro Pmi – vorrebbero assumere a tempo indeterminato. Tutti vorrebbero investire nella formazione dei lavoratori per farli crescere e identificare nelle imprese, far sì che queste diventino per loro come una seconda casa, ma non sempre è possibile. Questo testo, però, è certamente un primo impegno per mettere le aziende nelle condizioni di organizzare la propria forza lavoro, senza impedire il ricorso ai lavoratori a tempo determinato, interinali o stagionali, ma solo prevedendo una serie di disincentivi”.

“Siamo fiduciosi, però, e le parole del ministro del Lavoro e dei suoi collaboratori ce lo confermano, che la materia verrà trattata nei prossimi mesi approfonditamente e con l’obiettivo che Conflavoro Pmi auspica da tempo. Mi riferisco – conclude Roberto Capobianco – all’introduzione di incentivi forti per le assunzioni a tempo indeterminato e all’abbassamento del costo del lavoro, sicuramente uno dei più alti in Europa. Sarebbe un passo decisivo per le politiche di occupazione del nostro Paese e un sostegno concreto, oltre che un doveroso riconocimento, alle imprese che vogliono investire sui lavoratori, assumendoli e formandoli in modo continuativo”.

 

 

 

A poche ore di distanza dalla replica dei consiglieri del Gruppo Agrigento Cambia e Agrigento rinasce arriva impietosa ed inclemente la risposta del Consigliere Indipendente Nuccia Palermo da sempre all’opposizione dell’attuale Sindaco Firetto.
“Il Re ha perso la corona e come narrava un vecchio testo ormai è nudo come nudi sono tutti i problemi di un Ente che sembra viaggiare in pessime acque. Sorrido – scrive il Consigliere Palermo – nel registrare l’ambivalenza dei gruppi firettiani che testualmente nella nota di replica si definiscono al contempo di maggioranza e di opposizione. Insomma una sorta di dr. jekyll e mr. hyde. Una nota stonata che sottolinea la pochezza di contenuti politici – amministrativi di un mandato trascinato nei tre anni con azioni di poco costrutto e tanta, tanta confusione”.
Dure anzi durissime le parole del Consigliere Nuccia Palermo che insiste ed affonda ancora.
“Invito i consiglieri firettiani, mentre chiariscono le proprie idee e decidono se definirsi di opposizione o di maggioranza, di leggere attentamente la Relazione dell’Organo di Revisione Contabile sul Consuntivo 2016. La valutazione tecnica contabile dei Revisori sul Rendiconto per l’esercizio 2016 approvato dalla Giunta e portato in consiglio lo scorso 2 luglio, infatti, non è affatto positiva”.
“Tra i rilievi dei revisori – si legge sulla nota – un frequente ricorso ad anticipazione di cassa, la presenza di anticipazioni di tesoreria non restituite al 31.12.2016, una scarsissima attività di riscossione sui proventi vari relativa agli anni pregressi, mancata predisposizione dell’inventario dei beni mobili, grave ritardo nell’approvazione del rendiconto 2016 e 2017, l’eterno pagamento di debiti fuori bilancio, l’apparente non conforme modalità di accertamento adottata in tema di sanzioni del Codice della strada per l’imputazione del credito nel rendiconto e tanto, tanto altro ancora”.
“Ai Firettiani preoccupano solo le dirette Facebook per le quali fanno immense battaglie al fine di stopparle mentre sembrano indifferenti al continuo esborso di indennità esose (circa 300.000,00 €. lordi all’anno) e a valutazioni più che negative dei revisori dei conti sul bilancio 2016. Un bilancio la cui trattazione è stata rinviata al 9 luglio dalla stessa maggioranza evidentemente preoccupata dalla votazione e titubante se continuare a votare gli atti di Firetto”.
“L’opposizione, la vera opposizione, non presterà il fianco ad un documento che gli stessi revisori bocciano accendendo un clima di dubbio su di un potenziale riverbero contabile e penale degli organi competenti.
“A questo punto visto il quadro allarmante è giunta l’ora di ridare la parola agli agrigentini che non meritano un finale visto e rivisto – conclude Nuccia Palermo – e mentre gli empedoclini gridano vendetta politica, gli agrigentini possono essere ancora tratti in salvo”.

Un’organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico di beni archeologici siciliani è stata sgominata dai carabinieri. In manette sono finite 23 persone tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna. Da anni gestivano un ingente traffico di beni archeologici provento di scavi clandestini in Sicilia e destinati all’illecita esportazione all’estero. Le indagini hanno permesso di recuperare 3mila reperti per un valore di oltre 20 milioni.L’operazione internazionale dei militari dell’Arma del Comando Tutela Patrimonio Culturale è stata eseguita con il coordinamento di Europol ed Eurojust. L’ordinanza di applicazione di misure cautelari è stata emessa dal gip di Caltanissetta. L’inchiesta, denominata Demetra, era stata avviata nel 2014.

Sgominata banda che operava tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna. Recuperati 3mila reperti per un valore di oltre 20 milioni

Rischio impugnativa per la stabilizzazione degli oltre 2.700 precari del bacino ex Pip. Il ministero dell’economia dà parere negativo e rinvia alle valutazioni del dipartimento del Tesoro e del dipartimento della Funzione pubblica della Regione siciliana “circa eventuali profili di illegittimità costituzionale”. Che in soldoni significa che il Ministero pone dubbi sulla legittimità costituzionale della norma ma, tirando in causa il fatto che la Sicilia è una regione a statuto speciale, rimanda indietro la palla alla Regione per tutte le valutazioni del caso. Insomma nonostante l’ok in Finanziaria della norma che prevede la stabilizzazione degli oltre 2.700 precari all’interno della Resais, la società partecipata della Regione in cui confluiscono i dipendenti degli enti in liquidazione, il rischio di un’impugnativa da parte del governo nazionale resta alta. E la stabilizzazione dei precari in bilico. 

Il ministero dell’Economia dà parere negativo e rinvia alle valutazioni del dipartimento del Tesoro e del dipartimento della Funzione pubblica della Regione

 


L’apprezzamento di Legambiente Sicilia che invita gli altri sindaci delle isole minori a fare altrettanto e a bandire la plastica dai loro territori.

 

Legambiente Sicilia esprime apprezzamento per il provvedimento emesso dal sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, che ha vietato la vendita e l’utilizzo di contenitori e stoviglie monouso non biodegradabili e degli shopper, nelle due isole.
“Apprezziamo la decisione del sindaco Martello – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – di bandire la plastica da Lampedusa e Linosa. Lo avevamo già chiesto a tutti i sindaci delle isole minori quando avevamo consegnato il riconoscimento delle 5 Vele.
A fare da apripista, lo scorso mese di aprile, il sindaco delle Tremiti, Antonio Fentini, al quale Legambiente ha assegnato il premio “Io sono amico del mare”. Nei prossimi giorni invieremo la delibera del sindaco Fentini a tutti i sindaci delle isole minori, affinchè si adeguino e si affrettino a bandire la plastica anche dai loro territori”.