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La Cassazione, accogliendo il ricorso del difensore, l’avvocato Angelo Nicotra, ha annullato l’ordinanza cautelare ai domiciliari, già confermata dal Tribunale del Riesame, emessa a carico di Antonio Licata, inteso “Sandro”, 26 anni, di Favara, nell’ambito dell’inchiesta “Montagna”, per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga aggravata dal favoreggiamento alla mafia. La Cassazione ha disposto il rinvio al Tribunale del Riesame per un nuovo esame con riferimento all’aggravante di favoreggiamento alla mafia e alle esigenze cautelari.

La Cassazione ha respinto il ricorso dei difensori, gli avvocati Antonino Gaziano e Antonino Mormino, e ha confermato l’ordinanza cautelare in carcere a carico dell’ex sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella, emessa nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Montagna”. Sabella è indagato di concorso esterno in associazione mafiosa allorchè avrebbe stretto accordi con il presunto capomafia di San Biagio, Giuseppe Nugara, al quale avrebbe assicurato posti di lavoro e piccoli appalti, a favore di persone e imprese a lui vicine, in cambio di un sostegno elettorale in occasione delle elezioni amministrative del 2014. La difesa ha opposto che non vi è stato alcun patto fra Sabella e Nugara e che tra i due vi sarebbero stati “normali rapporti all’interno di un piccolo paese dove ci si conosce tutti”.

Ad Agrigento, nel carcere “Pasquale Di Lorenzo”, un detenuto italiano di 30 anni, imputato di omicidio, ha appiccato il fuoco al materasso della sua cella. Così rende noto il sindacato autonomo della Polizia penitenziaria, Sappe, che afferma: “È stata una protesta che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Quattro agenti della polizia penitenziaria sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale ‘San Giovanni di Dio’. Rilanciamo l’allarme sulla recrudescenza di eventi critici e violenti nelle carceri del Paese, e rivendichiamo maggiori sistemi di sicurezza e dotazioni organiche di personale adeguate”.

La fallimentare riforma delle Province in Sicilia produce ancora effetti deleteri se non disastrosi. Infatti, lo scorso 30 giugno è scaduto il mandato dei sei commissari di altrettante Province nominati dal presidente della Regione Nello Musumeci lo scorso 30 gennaio. Ebbene, quattro giorni dopo la scadenza, alle stesse sei Province non è stato ancora notificato alcun decreto di proroga degli attuali commissari o nuove nomine. L’Assemblea Regionale lo scorso aprile ha approvato il disegno di legge che fissa in una data compresa nel periodo tra il 15 ottobre e il 15 dicembre di quest’anno la data delle elezioni per il nuovo presidente e i consiglieri provinciali. Il rinvio è stato deciso dalla opportunità di attendere la decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità dell’elezione diretta per Liberi Consorzi di Comuni e Città Metropolitane. Appena ieri la Corte Costituzionale ha discusso il ricorso presentato dalla Regione siciliana contro l’impugnativa del governo nazionale sull’elezione diretta degli organi.

Al consiglio comunale di Agrigento, la consigliere Giorgia Iacolino è stata eletta presidente della commissione consiliare Sanità. In proposito interviene il consigliere comunale di Agrigento, Salvatore Falzone, che afferma: “L’elezione di Giorgia Iacolino a presidente della Commissione Sanità premia la sobrietà e l’equilibrio mostrata da un giovane consigliere, medico nella vita professionale, nel proprio mandato politico. Ed è al tempo stesso il segnale di una inversione di tendenza che offre il Comune di Agrigento ai giovani che intendono seguire la strada dell’impegno politico a beneficio della propria comunità. Auguro alla neo-eletta presidente Giorgia Iacolino le migliori fortune ed un proficuo lavoro nell’interesse dei nostri concittadini”. E la stessa Giorgia Iacolino dichiara: “Ringrazio i colleghi che hanno riposto in me fiducia per un buon lavoro nell’interesse della città. Prima tappa: difendere l’Ospedale di Agrigento!”.

 

NON APRITE QUELLA BUSTA!
Potrebbe sembrare il titolo di un film e invece è la situazione paradossale di stallo che si registra ad Agrigento in ordine al nuovo affidamento del servizio di igiene urbana, nonostante il relativo bando di gara abbia fatto registrare la partecipazione di un unico concorrente, lo stesso che sta gestendo il servizio regolato dal contratto che va in scadenza il prossimo 20 luglio.

Dichiarazione di Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia:

“Siamo letteralmente esterrefatti di fronte all’immobilismo della SRR Agrigento Est e dell’U.R.E.G.A. che, a due settimane dalla scadenza del contratto che attualmente regola il servizio di igiene urbana nella città di Agrigento, continuano a tenere in caldo, o forse sarebbe meglio dire, a congelare i tempi per l’apertura della busta contenente l’unica offerta presentata entro il previsto termine del 15 maggio scorso. Il fatto è ancora più sorprendente se si considera che il 25 maggio scorso, durante i lavori del primo Ecoforum provinciale su rifiuti ed economia circolare organizzato ad Agrigento dalla nostra associazione il presidente pro tempore della SRR, Enrico Vella, aveva dichiarato pubblicamente che, proprio in considerazione della partecipazione di un solo concorrente, il nuovo affidamento si sarebbe perfezionato nei tempi previsti, se non addirittura in anticipo, ed il servizio non avrebbe quindi conosciuto soluzione di continuità ma semplicemente la chiusura del contratto d’appalto in essere e l’avvio del nuovo. Ad oggi, invece, tutto tace e questo silenzio solleva molti dubbi sulla reale intenzione di dare corso ad un contratto che sappiamo contenere condizioni e clausole molto più stringenti per la ditta aggiudicataria ed economicamente e funzionalmente più efficienti, efficaci e convenienti per il Comune e quindi per i cittadini agrigentini. Come Legambiente non intendiamo abbassare la guardia su questa vicenda che è per noi di centrale importanza per portare a soluzione tutta una serie di problemi, alcuni fisiologicamente conseguenti all’avvio del servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti, altri palesemente discendenti dalle modalità fin troppo approssimative con le quali la maggior parte del personale addetto svolge il lavoro assegnato”.

 

 

 

Il 10 luglio 1943 le truppe dalla VII Armata Americana, al comando del Generale George Patton sbarcavano a Licata dando il via alla “Operazione Husky” che condusse alla progressiva liberazione della Sicilia e poi a quella dell’intero Paese.
Nel 75.mo anniversario di quegli avvenimenti, il settore Beni Culturali del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ex “Provincia Regionale”, in collaborazione con il Comune di Agrigento, ha allestito nei locali del chiosco del Piazzale Aldo Moro, in cui è ubicato il punto informativo dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, una mostra in cui sono esposte una cinquantina di foto d’epoca, in bianco e nero, realizzate dai reporter al seguito della Us Army.
Le foto che fanno parte del patrimonio documentale e storico dell’Ente, immortalano le truppe americane durante le operazioni di sbarco a Licata, di liberazione e bonifica dell’intero territorio agrigentino.
Tra gli scatti d’epoca è possibile ammirare, tra l’altro, i marines che sfilano ad Agrigento al Viale della Vittoria devastato dai bombardamenti, l’ex Caserma Crispi di Agrigento divorata dalle fiamme, il saccheggio della caserma di Agrigento.
Inoltre alcuni scatti immortalano i carri armati, i mezzi anfibi e le truppe americane che sfilano a Licata, Sciacca, Naro, Canicattì e Porto Empedocle accolti dalla popolazione.
L’evento espositivo è visionabile durante l’intera giornata, in quanto è stata allestita dietro le vetrine del chiosco in modo da consentire sia ai cittadini che ai visitatori italiani e stranieri una piena fruibilità dell’evento.
La mostra resterà allestita per una settima.

 

Come è noto l’Assessore alla salute Regione Sicilia ha presentato alle Organizzazioni sindacali regionali la bozza della nuova rete ospedaliera; la stessa ha ingenerato preoccupazione nella comunità agrigentina per il taglio di posti letti; in particolare, si è fatto riferimento al reparto di oncologia, considerato un punto di riferimento di eccellenza che ha dato delle risposte precise a malati e familiari che sino a qualche anno fa erano costretti a viaggi della speranza che rendeva, qualora fosse stato possibile, ancora più disumana la cura a Palermo; costretti alla via crucis di circa tre ore di macchina la mattina e altrettanto per il ritorno sulla strada della morte. A seguito della denuncia di tante associazioni di questo pericolo, è stato il sindaco di Agrigento a provare di calmare le acque dichiarando che si sarebbe trattato di un refuso.
Per tali ragioni al fine di capire come si intende declinare sul territorio agrigentino la suddetta proposta avanzata nel tavolo regionale la Funzione Pubblica CGIL di Agrigento con il segretario generale Vincenzo Iacono ed il coordinatore provinciale del comparto Antonio Cutugno hanno chiesto al Commissario dell’Azienda Sanitaria di Agrigento, nel rispetto del CCNL Sanità la convocazione del tavolo di concertazione.
E’ opportuno – dichiarano i due rappresentanti dei lavoratori – fare chiarezza e dare un messaggio di tranquillità alla comunità agrigentina.

 

Tra tutte le stazioni ferroviarie siciliane quella di Agrigento Centrale è tra le più belle e curate. La ditta Artemede Global service, che ha in appalto il servizio di manutenzione, pulizia e decoro, ha provveduto su richiesta da Rete Ferroviaria Italiana a riqualificare le aree verdi attigue ai binari piantumando fiori e altre specie tipiche dell’area del mediterraneo. 
 
Il risultato è un tripudio di colori che trasforma la principale stazione del capoluogo in un luogo accogliente per i turisti, numerosi in questo periodo, e i tanti pendolari che quotidianamente utilizzano il servizio ferroviario. La Artemide Global Service ha eseguito analoghi interventi anche nelle stazioni di Agrigento Bassa e Aragona Caldare. 

Intendiamo intervenire in merito all’incontro avvenuto tra questa Amministrazione ed i vertici di Girgenti Acque per precisare quanto segue.
Preliminarmente, occorre evidenziare che è assolutamente necessario interloquire con chi attualmente è gestore dell’acqua in quanto è, ad oggi, coperto da vincoli contrattuali (anche) col Comune di Licata.
Continuiamo a registrare messaggi al cianuro da parte di coloro i quali non hanno ancora compreso che la campagna elettorale è terminata ed hanno sconfinato anche ieri, per l’ennesima volta, nella diffamazione non costruttiva e mediocre che caratterizza ormai discorsi privi di contenuto e mediocri che non fanno bene alla crescita del paese e fomentano solo chiacchere da cortile e di bassa levatura culturale e sociale.
Contro, dunque, chi “cavalca le cosiddette fake news” e al fine di fare chiarezza comunichiamo alla città il nostro operato anche nell’ambito della gestione “acqua”.
Consapevoli delle gravi inadempienze e dei disservizi di Girgenti Acque che, negli ultimi anni, hanno provocato disagi a tutta la popolazione del territorio agrigentino ed allo stesso tempo vigili sulle “disattenzioni ambientali” verificatesi e sulle quali intendiamo coinvolgere gli organi preposti, comunichiamo ai cittadini i punti trattati all’ordine del giorno nell’incontro avvenuto qualche giorno fa con quello che, a tutt’oggi è, l’Ente gestore acqua della Provincia di Agrigento:
– Malfunzionamento delle stazioni di sollevamento, in particolare di quelle che, in occasione di piogge abbondanti, contaminano le acque dei canali e aggravano gli allagamenti;
– Insufficienza della rete idrica e disfunzioni fognarie;
– Chiarimenti in merito alla inefficienza del sistema refluo della zona Fondachello.
– Restituzione somme di rimborso deposito cauzionale,
– Richiesta di relazioni tecniche, scritte, sui punti sopraesposti.
Come da programma elettorale, canovaccio del nostro agire quotidiano, ispezioneremo e pretenderemo dal gestore unico la messa a regime del Depuratore dei reflui, con una conduzione che ne garantisca il funzionamento secondo i parametri previsti sia a livello contrattuale che legale.
Continueremo a sollecitare il Gestore Unico, tramite ATI, a completare e realizzare i lavori a suo tempo previsti dal Piano d’Ambito. In caso contrario ricorreremo all’ Autorità Nazionale sulla quale ricade la competenza di intervenire nel caso di inadempienze da parte di ATI o Gestori Unici.
E’ evidente che continueremo a compiere il nostro lavoro quotidiano e non ci faremo distrarre dagli attacchi gratuiti, purtuttavia diffidiamo chi continua ad avvelenare gratuitamente l’atmosfera di collaborazione creatasi in queste prime settimane di mandato, con notizia fasulle riportate strumentalmente.