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Sarà il piano delle Opere Pubbliche su viabilità provinciale ed edifici scolastici l’argomento della conferenza stampa convocata dal Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, dr. Girolamo Alberto Di Pisa, per il prossimo martedì 10 luglio alle ore 11.00 nella sala convegni “Silvia Pellegrino” (Via Acrone, 27, Agrigento). Alla conferenza sono stati invitati il Prefetto di Agrigento,, i vertici di Genio Civile e Servizio Sicilia sudoccidentale del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, il Commissario della Camera di Commercio, i rappresentanti degli Ordini Professionali, delle Associazioni di Categoria e degli Organi di Stampa.
Una conferenza che, con la presenza dei tecnici del Libero Consorzio, farà il punto delle opere che arrivano dopo anni di notevoli difficoltà finanziarie legate alle vicissitudini e alle incertezze sulle sorti delle ex Province. Un trend negativo invertito da diversi mesi grazie all’impegno e alla professionalità dei tecnici del Libero Consorzio, con l’avvio di un importante percorso amministrativo che, sfruttando tutte le opportunità offerte da UE, Stato e Regione, ha messo a punto un importante piano di Opere Pubbliche per circa 100 milioni di euro per il recupero e il miglioramento delle condizioni della viabilità interna e la sicurezza degli edifici scolastici. Tale programma è stato già interamente finanziato e solo per alcuni progetti si è in attesa dei decreti di finanziamento.
Anche nella transizione gestita dai Commissari Straordinari, dunque, il Libero Consorzio di Agrigento, nonostante i notevoli vincoli operativi, è presente ed attivo sul territorio al servizio della comunità provinciale.

 

Con il Documento economico e finanziario il governo Musumeci avvia un rapporto di negoziato con lo Stato. Domani il Consiglio dei ministri sulla Finanziaria regionale.

Il governo regionale siciliano scommette sul negoziato con lo Stato. Lo ha scritto anche sul Dpef, il documento di programmazione economica e finanziaria. E’ un nuovo corso. La trattativa Stato – Sicilia. E, secondo le intenzioni della giunta Musumeci, sarà un atteggiamento collaborativo ma non passivo. Infatti, nello stesso documento economico e finanziario, tra l’altro, si legge: “La Sicilia ha aperto un proficuo negoziato con lo Stato per l’attuazione dell’autonomia finanziaria attraverso la proposta di nuove norme di attuazione in materia. E’ una collaborazione leale, di serrato confronto e dialogo, senza rivendicazionismo lamentoso, ma anche senza alcun vergognoso ed irresponsabile atteggiamento remissivo”. Già da alcune settimane il governo della Regione ha intensificato i rapporti di collaborazione con Roma. Nel frattempo è maturato il parere negativo del ministero dell’Economia alla stabilizzazione dei circa 2700 ex Pip in Sicilia compresa nella Finanziaria approvata il 30 aprile scorso, e che, dunque, è a rischio impugnativa. E domani, venerdì 6 luglio, è in programma la riunione del Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno l’esame della Finanziaria siciliana. La Regione si è finora affannosamente premurata a fornire al governo giallo-verde i documenti ritenuti utili per salvare il salvabile. E l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, fiutando il pericolo impugnativa, ha precisato che tanta parte delle norme contestate sono state partorite e approvate in Assemblea e non sono state proposte dal governo.

E Armao è ovviamente il promotore del negoziato Palermo – Roma, ed ha già incontrato il capo di gabinetto del ministro all’Economia, Erica Stefani. Nell’ambito del negoziato si navigherà tra le onde e gli scogli della fiscalità di sviluppo, le zone economiche speciali, l’articolo 37 dello Statuto e l’autonomia finanziaria, e poi il nodo della restituzione delle accise sui prodotti petroliferi lavorati in Sicilia con annesso il tema della compartecipazione alla spesa sanitaria. Non è una partita facile, e tanto dipenderà sia dall’atteggiamento del governo di Roma sulla Finanziaria regionale 2018, sia dalla determinazione del governo siciliano a mantenere saldo il timone di navigazione verso gli obiettivi prefissati.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Di Roberto Stagnitto, agrigentino di 34 anni, non si hanno notizie da 5 giorni.

 
A lanciare l’allarme attraverso i social è stato il fratello Luca: “Aiutatemi a ritrovarlo. E’ una persona molto tranquilla, abbiamo anche allertato le forze dell’ordine”.
 “Non abbiamo più sue notizie – scrive il fratello – per qualsiasi segnalazione avvisate le forze dell’ordine. Vogliamo ritrovarlo”. Dalla Prefettura fanno sapere che è stato attivato il piano provinciale di ricerche persone scomparse. 

 

https://m.facebook.com/luca.stagnitto.52/posts/2135179296698650

La prima commissione consiliare composta dal presidente Salvatore Borsellino e dai Consiglieri Teresa Nobile, Marcella Carlisi e Giuseppe Picone deplora lo stato in cui sono stati ridotti in questi anni gli eventi fieristici che si tenevano sul piazzale ex Saiseb, quelli per il Mandorlo in fiore e per San Calogero.
Il numero degli operatori commerciali che partecipa è sempre minore, così come per il mercato settimanale.
Servizi inesistenti su un piazzale dall’ asfalto rovinato e pieno di grandi buche.
In questo momento i fieristi lavorano senza controlli e senza assistenza da parte del Comune. In tutte le altre fiere a cui partecipano ingresso e uscita sono regolate, ad Agrigento invece chiunque, anche senza nessun diritto, entra e esce circolando fra le bancarelle con qualsiasi mezzo.
Niente acqua, probabilmente per evitare docce poco chic, due bagni chimici a servizio dei fieristi e del pubblico, sono pochi e maleattrezzati.
La prima commissione si è interfacciata, per tempo, con assessori e dirigenti per una migliore organizzazione della fiera anche presentando e facendo votare una mozione utile a riguardo.
Invece è stato tutto inutile. La fiera è circondata da cumuli di spazzatura maleodorante e utilizzati come bagni. Nessuna differenziata e isola ecologica chiusa, malgrado le promesse, con disagi per tutta la popolazione.
Ci chiediamo il perché di tutto ciò e lo chiederemo in Consiglio.
I fieristi per occupare le postazioni pagano la TOSAP.
Anche loro come i cittadini agrigentini pagano balzelli per servizi carenti o inesistenti.

Oggi pomeriggio l’Esecutivo Uil provinciale di Agrigento si è riunito e ha trattato uno dei temi caldi che riguardano il territorio: la sanità, con le problematiche in atto sulla rimodulazione della rete ospedaliera, che vedono dai primi passi una serie di cortocircuiti che vanno sanati ab ovo.
L’esecutivo Uil, dopo gli interventi di Acquisto e Danile, ha discusso e ha trovato ampia convergenza di salvaguardare i servizi e le prestazioni sanitarie, sia ospedaliere che del territorio.
Al netto della ridda di voci su tagli, trasformazione di strutture complesse e semplici e di eventuali tagli di posti letto, chiediamo a gran voce, prima di concludere tutti i passaggi governativi e parlamentari, un netto cambio di passo e un confronto con i soggetti che sul territorio hanno contezza della situazione.
Abbiamo deciso di presentare un report sulle criticità a livello provinciale della sanità, dove si evidenzieranno le strutture sanitarie da un punto di vista organizzativo, del personale e dell’assistenza, seguendo i canoni e i dettami dei livelli essenziali di assistenza (LEA).
E abbiamo deciso di organizzare su questa tematica, che è indispensabile e vitale per i cittadini, un convegno con tutti gli attori in campo: governo, parlamento, associazioni, personale sanitario e amministrativo e le parti sociali che operano sul territorio. Ribadiamo, alla nausea, che la sanità non ha colore politico e deve essere indirizzata al potenziamento ed al miglioramento generale dei servizi per i cittadini di tutta la provincia agrigentina e siamo certi che nessuno può sfuggire al confronto e a correzioni che devono essere conclamate nei fatti.

“Nella giornata di ieri, 3 luglio il comitato per Salute di Sciacca ha chiesto un’audizione alla commissione Salute dell’Ars per affrontare le problematiche relative all’ospedale Giovanni Paolo II. Avevo comunicato che, orientativamente, l’audizione si sarebbe potuta svolgere martedì 10 luglio. Le convocazioni delle commissioni vengono ufficializzate venerdì, per le audizioni del martedì e il lunedì per le audizioni del mercoledì. Questa seduta in ogni caso sarà rinviata al 17 luglio proprio perché, martedì prossimo, non potrà essere presente, per impegni già presi, l’onorevole Matteo Mangiacavallo”. Lo precisa in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, replicando al senatore Rino Marinello, componente della Commissione Sanità del Senato. 

La Cassazione, accogliendo il ricorso del difensore, l’avvocato Angelo Nicotra, ha annullato l’ordinanza cautelare ai domiciliari, già confermata dal Tribunale del Riesame, emessa a carico di Antonio Licata, inteso “Sandro”, 26 anni, di Favara, nell’ambito dell’inchiesta “Montagna”, per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga aggravata dal favoreggiamento alla mafia. La Cassazione ha disposto il rinvio al Tribunale del Riesame per un nuovo esame con riferimento all’aggravante di favoreggiamento alla mafia e alle esigenze cautelari.

La Cassazione ha respinto il ricorso dei difensori, gli avvocati Antonino Gaziano e Antonino Mormino, e ha confermato l’ordinanza cautelare in carcere a carico dell’ex sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella, emessa nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Montagna”. Sabella è indagato di concorso esterno in associazione mafiosa allorchè avrebbe stretto accordi con il presunto capomafia di San Biagio, Giuseppe Nugara, al quale avrebbe assicurato posti di lavoro e piccoli appalti, a favore di persone e imprese a lui vicine, in cambio di un sostegno elettorale in occasione delle elezioni amministrative del 2014. La difesa ha opposto che non vi è stato alcun patto fra Sabella e Nugara e che tra i due vi sarebbero stati “normali rapporti all’interno di un piccolo paese dove ci si conosce tutti”.

Ad Agrigento, nel carcere “Pasquale Di Lorenzo”, un detenuto italiano di 30 anni, imputato di omicidio, ha appiccato il fuoco al materasso della sua cella. Così rende noto il sindacato autonomo della Polizia penitenziaria, Sappe, che afferma: “È stata una protesta che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Quattro agenti della polizia penitenziaria sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale ‘San Giovanni di Dio’. Rilanciamo l’allarme sulla recrudescenza di eventi critici e violenti nelle carceri del Paese, e rivendichiamo maggiori sistemi di sicurezza e dotazioni organiche di personale adeguate”.