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Ad Agrigento, nel carcere “Di Lorenzo”, a conclusione dell’interrogatorio di garanzia, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha convalidato l’arresto e la misura cautelare in carcere a carico di quattro presunti scafisti arrestati venerdì scorso 2 agosto in occasione dello sbarco di circa 30 migranti in territorio di Siculiana. I quattro incriminati sono tutti provenienti da Monastir in Tunisia, e sono assistiti dall’avvocato Gerlando Vella.

Avrebbe voluto dimagrire, e si è sottoposto ad un intervento chirurgico restrittivo per ridurre la capacità dello stomaco. Si tratta di una procedura nota come “bendaggio gastrico”. Però è morto per il sopravvento di alcune complicazioni. Gianluca Crisafulli, un muratore di 45 anni di Barcellona Pozzo di Gotto, è deceduto al Policlinico di Messina. I familiari hanno denunciato l’accaduto ed è stata avviata un’inchiesta. Crisafulli, dopo l’operazione, ha lamentato forti dolori all’addome ed è morto nel reparto di Rianimazione dove è stato trasferito. La Procura di Messina ha disposto il sequestro della cartella clinica e l’autopsia per accertare eventuali responsabilità mediche.

Sopralluogo del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a San Martino delle Scale, frazione del Comune di Monreale, nei luoghi danneggiati dagli incendi di venerdì notte. Il governatore, accompagnato dall’assessore alla Salute Ruggero Razza, dal capo della Protezione civile regionale Calogero Foti, e insieme al sindaco Alberto Arcidiacono e al presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia, ha incontrato i proprietari delle abitazioni distrutte. Musumeci ha commentato: “Ci tenevo a essere presente per dimostrare la vicinanza del mio governo e per rendermi conto personalmente dello stato dei luoghi. A Palazzo d’Orleans incontrerò subito il direttore dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, Maurizio Croce, per capire come possiamo intervenire, innanzitutto, per mettere in sicurezza il territorio danneggiato dalle fiamme. Occorre maggiore senso civico da parte dei cittadini nel segnalare, alle autorità competenti, episodi sospetti, evitando così ulteriori eventi con conseguenze ancor più tragiche”.

Ad Agrigento l’amministrazione comunale ha costituito l’Urban Center, al fine di coinvolgere la cittadinanza, gli ordini professionali, associazioni e movimenti, nella elaborazione e nel suggerimento di politiche di riqualificazione e valorizzazione del territorio. L’Urban Center si è già riunito sotto il coordinamento di Guido Bissanti. Dopo la pausa estiva sarà inoltre inaugurata la sede ufficiale dell’Urban Center, all’interno del Palazzo Filippini.

Nell’ambito di servizi finalizzati alla prevenzione e repressione di reati di detenzione di fuochi d’artificio e materiale esplosivo, durante un controllo in un’armeria a Licata, i poliziotti del locale Commissariato, in collaborazione con la Guardia di Finanza, hanno accertato che il titolare ha detenuto all’interno dell’esercizio della polvere da sparo in palese eccedenza rispetto a quanto autorizzato nelle prescritte autorizzazioni. Il titolare, legalmente autorizzato per un quantitativo massimo di 20 chilogrammi, ha detenuto in deposito più del doppio, per un quantitativo complessivo di 47 chili, variamente confezionato, e che è stato posto sotto sequestro penale. Poliziotti e Finanzieri hanno inoltre accertato l’irregolare tenuta del prescritto registro di carico e scarico, e la custodia di alcune armi da sparo senza la dovuta diligenza. Il titolare è stato denunciato all’Autorità giudiziaria in riferimento alle contestazioni a suo carico.

A Sciacca all’ospedale “Giovanni Paolo secondo” un infermiere in servizio al pronto soccorso è stato aggredito con pugni al volto. L’aggressore è stato bloccato e allontanato. Nel corso della colluttazione, un anziano, intervenuto a difesa dell’operatore sanitario, ha subito delle ferite. L’infermiere è stato soccorso con 15 giorni di prognosi. Indagini in corso ad opera dei Carabinieri. A seguito di quanto accaduto a Sciacca interviene il presidente dell’Opi (Ordini professioni infermieristiche) di Agrigento, Salvatore Occhipinti, che commenta: “Nel condannare un atto tanto deplorevole, esprimiamo solidarietà al collega. E l’Ordine professionale degli Infermieri non solo mette a disposizione il proprio ufficio legale, ma è anche pronto a costituirsi parte civile nell’eventuale processo da istruirsi. Non c’è giustificazione per azioni del genere. E’ ora di finirla con queste aggressioni degne di biasimo ai danni di professionisti che svolgono il proprio lavoro e che condanniamo senza dubbio alcuno”.

Il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, ha finanziato per 40,2 milioni di euro tre interventi sulla rete idrica della Sicilia occidentale, su proposta del ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, con una decisione che re-distribuisce finanziamenti già stanziati dal Cipe tra il 2002 e il 2012. Le opere comprese sono le reti dello Jato, il serbatoio Garcia e il suo sistema di sollevamento, e anche nuovi canali di irrigazione fra le province di Palermo, Trapani e Agrigento. I fondi, nel dettaglio, saranno spesi per rendere più moderne le reti idriche nella zona dello Jato, il risanamento del sistema di sollevamento nel serbatoio Garcia sul fiume Belice sinistro, e la costruzione di un altro lotto di irrigazione. Il commissario straordinario del Consorzio di bonifica della Sicilia occidentale, Carlo Turriciano, commenta: “E’ un risultato doppiamente importante non solo perché saremo in grado di portare un deciso ammodernamento delle reti di distribuzione irrigua in diverse zone del nostro territorio, e di aumentare la superficie attrezzata, ma anche perché abbiamo evitato che questo finanziamento venisse perso. Con la realizzazione di questi importanti interventi si compie un deciso passo avanti e si apre una nuova fase operativa con l’obiettivo di dotare il Consorzio di infrastrutture di adduzione e distribuzione della risorsa idrica e irrigua, sempre più efficienti per garantire il miglior servizio irriguo al comparto agricolo del territorio”.

Il sindaco di Torretta, in provincia di Palermo, Salvatore Gambino, è stato arrestato in carcere per concorso esterno alla mafia lo scorso 17 luglio. Adesso il Comune di Torretta è stato sciolto per infiltrazioni mafiose dal Consiglio dei ministri: la decisione è giunta al termine della seduta notturna iniziata ieri sera, con una delibera che, tra le altre misure, proroga anche il commissariamento del Comune di Camastra, in provincia di Agrigento, e di altri quattro Comuni in Calabria e Puglia.
Per la Sicilia è il quinto caso di scioglimento di un ente locale per infiltrazioni mafiose in pochi mesi. Il provvedimento a carico di Torretta segue Pachino, Mistretta, San Cataldo e San Cipirello, con altrettante nomine di commissari. Il sindaco di Torretta, Salvatore Gambino, è ritenuto a disposizione della famiglia Zito, il clan locale. Il Comune di Torretta è già stato sciolto per mafia nel 2005.